L'intervento di Rosario Scarpato

 

La cucina italiana patrimonio del'umanità. Come la torre di Pisa.

di Gigi Padovani

  

Cesare Casella, direttore dell'Italian Culinary Academy di New York, “la cucina italiana e' la piu' ammirata, la piu' copiata e la piu' considerata”

 

 

 

 

 

Esclusiva di INformaCIBO

 

 

Far dichiarare dall'Unesco la Cucina Italiana Patrimonio dell'Umanità

 

Perchè non avviare una campagna per il riconoscimento alla cucina italiana del titolo di patrimonio mondiale dell'umanità, una campagna sorretta dall'intervento di tutti i nostri principali cuochi, dai giornalisti del settore, dagli intellettuali sensibili all'argomento e dai politici desiderosi di cavalcare un'iniziativa che dà lustro?”.

Con queste parole alla fine dello scorso gennaio, Stefano Bonilli, direttore del mensile Gambero Rosso lancio' la proposta sul suo blog e poi ripresa da tanti altri a cominciare da un pezzo di Paolo Marchi sulle colonne de IL Giornale e da un articolo di Gigi Padovani su La Stampa.

Un ampio dibattito si è già sviluppato sul forum del GVCI, un Gruppo di chef italiani che lavorano all'estero espressione della XXI Regione gastronomica d'Italia, presieduto da Mario Caramella.

Anche INformaCIBO ha aperto una discussione sull'argomento con un intervento di Rosario Scarpato, giornalista e ricercatore gastronomico (vedere qui a fianco).

 

Ed ora pubblica la lettera scritta da Albino Ivardi Ganapini, presidente di Alma http://www.alma.scuolacucina.it, al nostro direttore.

 

 

La cucina italiana Patrimonio dell'Umanità?

Una lettera del Presidente di Alma, Albino Ivardi Ganapini

 

Albino Ivardi GanapiniAlbino Ivardi Canapini è presidente della Scuola Internazionale di Cucina Italiana che ha sede a Colorno (Pr). Una scuola che rappresenta il più autorevole centro di formazione della Cucina Italiana a livello internazionale. ALMA infatti forma i cuochi provenienti da ogni Paese per farne veri professionisti della Cucina Italiana.

 

 

 

 

 

 

Caro Donato,

 

ho pensato al tema che hai proposto: la cucina italiana come “patrimonio dell'Umanità”.

 

A mio parere occorre distinguere: la cucina italiana è sicuramente un patrimonio dell'Umanità, come lo è la Lingua, la Letteratura.

 

Altra cosa è la possibilità di ottenere il riconoscimento dell'Unesco, che vedo molto problematico, se non impossibile. Perchè?

 

Perché il concetto ordinatore dell'Unesco è la tutela, attraverso il riconoscimento, di qualcosa di realizzato e fissato una volta per tutte: una piazza, una cattedrale, un paesaggio.

 

Ma anche la cucina è un' arte!

 

Certo, ma l'opera d'arte del cuoco si crea e si distrugge continuamente. Ha ragione Rosario Scarpato: qual è oggi la cucina italiana? Quella di 80, 100 anni fa conservata ( in parte) in alcune “ enclave” di emigranti?

 

Quella della letteratura?

 

Per ALMA, ad es, è quella realmente praticata dai Cuochi italiani più riconosciuti nei diversi territori del Paese.

In sostanza è qualcosa che evolve continuamente, che non si presta alle ingessature. E come tale non potrà ingessarla neanche l'Unesco.

 

Cordialmente.

Albino Ivardi Ganapini

Colorno 2 marzo 2007

 

 

 

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