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Uva da Tavola

da INformaCIBO

 

 

 

 

 

 

A Parigi premiate la Cultura e la Sostenibilità italiane

Un riconoscimento al volume L'uva da tavola

premiato dall'Oiv

Un'opera che declina il prodotto in tutti gli aspetti

Parigi 4 novembre 2010. Lo scorso 26 ottobre il volume L’uva da tavola è stato insignito a Parigi dall’Organisation Internationale de la vigne et du vin (Oiv) del premio come migliore pubblicazione dell’anno a livello mondiale per la categoria Viticoltura, in ex equo con il Tratado de Viticultura: a videira, a vinha e o terroir del portoghese Nuno Magalhaes. L’O.I.V., Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, è il più autorevole organismo intergovernativo scientifico e tecnico nel settore vitivinicolo. Opera dal 1924 a livello mondiale ed è composta da 43 stati sovrani.

L’importante riconoscimento va ad aggiungersi a quello ottenuto nel 2008 dal volume La vite e il vino, terza uscita della collana, come migliore monografia a carattere descrittivo.

“E’ stato un voto unanime della giuria alla pubblicazione attesa che mancava nel panorama editoriale: un risultato che è il frutto della collaborazione di esperti e professionisti, italiani e internazionali”- dichiara Federico Castellucci, Direttore Generale dell’OIV.

“A differenza dell’uva da vino, l’uva da tavola è una “coltivazione laica” perché consumata ovunque, anche nei paesi islamici, simbolo di ricchezza, di gioia e di prosperità. Nella storia dell’agricoltura vanta il primato di essere stata il primo esempio di frutticoltura industriale, realizzato nel nord Europa in serra, con grande perizia e capacità gestionale. Oggi, grazie al progresso scientifico, alla professionalità degli addetti ed agli investimenti nell’innovazione è un fiore all’occhiello della produzione italiana del sud e rappresenta un ruolo sociale indispensabile per l’Italia meridionale”, sostiene
Attilio Scienza dell’Università degli Studi di Milano coordinatore scientifico del volume con Donato Antonacci del CRA UTV.

I valori sociali, culturali e tecnologici delle produzioni viticole italiane devono essere trasmessi meglio al consumatore per poter confermare la sua fiducia, quindi è più che mai essenziale documentare tutti gli sviluppi raggiunti dalla viticoltura ecocompatibile moderna. “L’OIV, che è l’organizzazione che raggruppa le migliori competenze tecnico-scientifiche, - prosegue
Federico Castellucci - ha come missione principale quella di supportare scientificamente e tecnicamente i 44 Stati membri  attraverso le proprie risoluzioni che devono trovare una reale applicazione da parte dei singoli Stati. Tra queste vi è la viticoltura sostenibile che l’Italia ha messo tra l’altro in pratica nei vigneti con il progetto di sostenibilità Magis Vino”.

Magis, nasce infatti dalla volontà di avvicinare il consumatore al produttore per dimostrargli quella trasparenza della produzione tanto cercata e difficile da reperire. In che modo? Documentando, misurando e continuamente migliorando ogni attività dal vigneto alla cantina, grazie al contributo e alla collaborazione delle migliori competenze pubbliche e private, nonché alla rappresentatività delle 74 aziende distribuite sul territorio nazionale ed all’innovazione tecnologica; dal 2011 l’approccio di
Magis troverà applicazione anche sull’uva da tavola.

“Questo ambizioso progetto parte dalla Cultura della Coltura, per arrivare ai riscontri tecnici e scientifici, - sostiene
Renzo Angelini direttore TM&Communication di Bayer CropScience in Italia. In questo modo l’agricoltura italiana potrà mettere in pratica tutte le conoscenze che hanno condiviso i 500 autori della collana Coltura&Cultura per raggiungere con un approccio olistico la sostenibilità sociale ambientale ed economica”.

Ad analizzare il libro, L’Uva da tavola, hanno contribuito 85 autori suddividendola in 8 sezioni: botanica, storia e arte, alimentazione, paesaggio, coltivazione, ricerca, utilizzazione, mondo e mercato.

Divisa in otto sezioni, L’uva da tavola riesce a declinare il prodotto in tutti i suoi aspetti. Dalla botanica alla coltivazione, dalla storia all’arte. E ancora: ricerca, alimentazione, utilizzazione, paesaggio. Per finire con il mercato. L’impostazione e la fruibilità dei testi, le ricerche e le illustrazioni, rendono il volume prezioso non solo per studenti, tecnici e operatori della filiera, ma per tutti coloro che vogliono conoscere tutti i "segreti" di questa produzione tipicamente italiana.

Ciò che rende unico il volume - come del resto tutta la collana Coltura & Cultura - nel mercato editoriale di settore è la visione caleidoscopica della coltura dell’uva. Storia, cultura, paesaggio si intersecano nella trattazione di temi scientifici e di argomenti tecnici, coinvolgendo il lettore con linguaggio semplice, arricchito da immagini e da quadri sinottici che rendono l’opera facilmente consultabile per quanti intendono immergersi nel fascino che la storia passata e presente ha donato alla cultura dell’uva. Il volume, inoltre, è la risposta al crescente bisogno d’informazione e rassicurazione da parte dei consumatori sugli alimenti e vuole colmare la faglia esistente tra mondo della ricerca, mondo della produzione e consumatori, per comunicare in modo chiaro e convincente il valore dell’innovazione in agricoltura.

L’uva da tavola è il decimo volume della collana ideata e diretta da Renzo Angelini per iniziativa di Bayer CropScience.

 

 

 

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