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Giuseppe Alai è stato
confermato alla presidenza del Consorzio del Parmigiano-Reggiano
Alla
vicepresidenza Maurizio Filippini (vicario)
e Alberto Boscoli
Reggio
Emilia, 22 aprile 2009. Giuseppe Alai, 52
anni, imprenditore agricolo, come già aveva anticipato
INformaCIBO nella sua ultima newsletter, è stato
confermato lo scorso 9 aprile alla presidenza del Consorzio del
Parmigiano-Reggiano.
Lo affiancano alla vicepresidenza il
modenese Maurizio Filippini (con funzioni di vicario) e il
parmense Alberto Boscoli.
Del nuovo Comitato esecutivo del
Consorzio fanno inoltre parte, oltre a presidente e vicepresidenti,
Paolo Bandini (presidente della sezione provinciale di Parma),
Graziano Salsi (presidente a Reggio Emilia), Aldemiro Bertolini
(presidente a Modena), Pietro Maria Gattoni (presidente a Mantova),
Angelo Romagnoli (presidente a Bologna), Marco Prandi e Gabriele
Bandini.
In un ampia intervista apparsa su
Italia Oggi del 18 aprile “Regia unica del Parmigiano –
Alai: i 418 caseifici non vadano più in ordine sparso”,
il Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano anticipa la
costituzione di una associazione internazionale degli amici del
Parmigiano Reggiano.
“Stiamo approntando con Buonitalia
-ha dichiarato al quotidiano economico il presidente Alai- un programma di
valorizzazione congiunta di Parmigiano, salumi, oli extravergini e
vini italiani per una spesa di 5 milioni di euro e costituiremo
presto un'associazione internazionale degli amici del Parmigiano
Reggiano il cui primo tesserato sarà Barak Obama”.
Alai, presidente di Banca
Reggiana-Credito Cooperativo, della Confcooperative di Reggio Emilia
e vicepresidente della Federazione regionale delle Bcc
dell’Emilia-Romagna, inizia così il suo secondo mandato
triennale alla guida del Consorzio del Parmigiano-Reggiano.
“Tre anni di lavoro – sottolinea lo
stesso Alai – che saranno segnati da un particolare impegno per
costruire un vero e proprio sistema imprenditoriale in cui i
consorziati si orientano concretamente su obiettivi comuni, e primo
fra tutti quello di giungere ad un reale governo della produzione ai
fini della commercializzazione. E’ su questo versante storicamente
debole che abbiamo bisogno di innalzare il potere contrattuale dei
produttori, divenuto progressivamente sempre più fragile di
fronte ad una concentrazione degli acquisti e delle vendite da parte
della GDO”. “Si tratta – spiega Alai – di un obiettivo
prioritario, come del resto conferma la durata e la gravità
della crisi delle quotazioni all’origine che stiamo vivendo ormai
da cinque anni: non siamo più di fronte ad un andamento
ciclico che alternava andamenti congiunturali negativi e buone
riprese, essendo legato in prevalenza ad un instabile andamento della
produzione, con incrementi e flessioni che si ripercuotevano sul
mercato”.
“La produzione continua infatti a
scendere da anni (nel solo 2008 ha segnato un –2,14%) – prosegue
il presidente del Consorzio – ma le quotazioni non si riprendono:
questo significa che i produttori non sono in grado di incidere
realmente sul mercato e che le azioni di informazione e promozione
del Consorzio non bastano a colmare una carenza strutturale legata
alla polverizzazione dell’offerta”.
“Accanto alle azioni promozionali
molto più incisive che abbiamo avviato soprattutto sui mercati
esteri (con specifici accordi con gli esportatori) e a sostegno dei
consumi interni (che continuano a crescere) – osserva Alai –
l’aggregazione dell’offerta è il vero obiettivo dei
prossimi anni, per non arrivare continuare in quel paradosso che vede
crescere i consumi e diminuire le quotazioni, con l’unico
risultato, in prospettiva, di un crollo del settore”.
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