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I caprini. Sono state loro le autentiche superstar di Cheese 2005

 

vibi

 

Bra 17 settembre 2005. Sono stati i protagonisti dell'edizione 2005 di “Cheese, la forma del latte”.

 

I formaggi di capra in vendita a BraParliamo dei caprini che per il loro profumo intenso e un po' selvatico e il gusto forte con acidità “animale” davvero spiccatissima, sono molto amati dagli appassionati del genere che magari non ricordano che la capra è stato il primo ruminante addomesticato dall'uomo in un'epoca attorno al 6000 a.C., quando in Europa non esistevano le capre selvatiche e si suppone siano arrivate da noi con i primi invasori provenienti dal sud dei Balcani.

 

Dal latte di capra quindi, molto simile per composizione chimica a quello umano, si ricavano formaggi un tempo appannaggio dei gourmet transalpini che ora danno risultati ottimi anche in Italia.

 

La Francia è storicamente la nazione che ha maggiormente affinato la sua produzione caprina e vanta ben trenta varietà di cui ben 8 protette dalla Dop: i “magnifici otto” sono Cabécu-rocamadur, Chabichou du Poitou, Crottin de Chavignol, Pouligny Saint-Pierre, Picodon, Sainte-Maure, Selles sur-cher e Valencay.

 

Il Cheese è stata occasione per scoprire anche le eccellenze spagnole, tra cui spicca il Cabrales, e la produzione greca (da citare il Katiki di Domokos) o quella portoghese (da assaggiare il Queijo de cabra tras-os-montes). C'erano anche produttori emergenti di Gran Bretagna, Irlanda, Belgio e Olanda e alcune guest star provenienti da Stati Uniti, Giappone, Australia e Cipro.

 

A tutti questi formaggi è stato riservato uno spazio apposito, “la casa dei caprini” dove erano riuniti i caprini provenienti dal Libano, dall'Armenia, dal Giappone, dall'Australia, dal Messico e dall'Europa compresa l'Italia. Tra i tanti Segnaliamo “La Capreria”, formaggi biologici di capra dal 1982 di Montegaldo (VI) www.lacapreria.it.

 

Ma la Casa dei caprini non è stato soltanto un atelier dove fare la spesa, ma anche un luogo dove assaggiare e apprendere: attività didattiche (degustazioni guidate e non) e dimostrative (attività di caseificazione) si sono susseguite a orari stabiliti.

Interventi di esperti, tecnici della produzione e degli stessi casari hanno ravvivato il programma delle degustazioni con la loro testimonianza.

 


 

La Strada dei pastori e le iniziative dell'assessorato allo sviluppo della Montagna della Regione Piemonte

 

Un'intera strada di Bra è stata trasformata nella la Strada dei pastori.

Sono arrivati numerosi, in tutto una cinquantina, provenienti da tutta Italia che hanno portato formaggi di tutte le tipologie di latte: ovino, caprino, vaccino e di bufala. A loro si deve soprattutto la sopravvivenza di razze da latte autoctone, che vivono bene solo al pascolo e dettano anche agli uomini i tempi della vita.

 

Moltissimi casari oltre a mettere in mostra il loro prodotto e a venderlo, soprattutto lo raccontavano e la permanenza a Bra era legata all'esaurimento della loro piccola produzione.

 

Tra i tanti presenti citiamo due aziende da agricoltura biologica, l'azienda agricola “Podere le Fornaci” di Marco Cassini, con i tantissimi formaggi caprini (Via di Citille, 74 Greve in Chianti - Firenze) e “La formaggetta di Stella” di Enrico Cordara (azienda agricola Il Mulino a S. Martino di Stella (SV) www.formagettadistella.it.


Ad appoggiare i pastori a
Cheese 2005 sono intervenuti gli Assessorati Sviluppo della Montagna e Foreste e Agricoltura della Regione Piemonte che nello stand ubicato proprio nella Strada dei pastori, presentevano al pubblico le iniziative avviate per valorizzare pascoli, alpeggi e produzioni casearie di montagna. Attività sviluppate attraverso la progettazione transfrontaliera, la ricerca universitaria e gli interventi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale per il periodo 2000-2006.

Grazie allo sviluppo di importanti progetti con Francia e Svizzera, è stata completata una indagine conoscitiva che ha consentito di ottenere informazioni su più di 1000 strutture d'alpe presenti sul territorio regionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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