Nel 2010 - secondo l’Ismea - le vendite oltre frontiera di formaggi Dop sono cresciute del 16%


Due milioni e 300 mila famiglie, pari al 10% dei nuclei italiani, che da sole consumano quasi un terzo dei formaggi a denominazione protetta nazionali. Sono le “famiglie Dop”, così le battezza uno studio Ismea-Gfk-Eurisko presentato a Cheese 2011 in un incontro organizzato in collaborazione con Slow Food

 

Bra Cheese 2011. Lo studio ne tratteggia l’identikit: si tratta di nuclei familiari generalmente numerosi, residenti più di frequente nei piccoli centri del Nord-Ovest, con responsabile d’acquisto over 45 e profilo socio-economico non elevato. Grandi consumatori di formaggi in genere che, nonostante il rigore imposto dalla crisi, spendono più del doppio della media italiana (767 euro l’anno contro i 360 di media) e fino al triplo quando si tratta di formaggi insigniti del riconoscimento comunitario.


Nel complesso - rivela l’analisi Ismea-Gfk-Eurisko - le produzioni a marchio Dop del settore concentrano il 35% della spesa familiare in formaggi, con le tipologie a pasta dura che arrivano però a coprire il 93% del segmento. Un comparto, quello delle Dop casearie, ormai consolidato nelle abitudini di consumo degli italiani, ma che attraversa, dicono i dati del primo semestre 2011, una fase di contrazione degli acquisti che, almeno nel canale domestico, risulta più marcata rispetto alla dinamica riscontrata per i formaggi in generale.


Per le denominazioni di origine la flessione dei volumi acquistati - e qui la crisi si fa sentire - è stata infatti dell’1,4% rispetto al primo semestre 2010, a fronte di un -0,2% rilevato per l’intero aggregato dei formaggi. La spesa ha continuato però a crescere, per effetto di un generalizzato aumento dei prezzi, con il comparto Dop che ha messo a segno un più 1,5% e i formaggi in generale cresciuti dell’1,2%.


Tra quelli che esprimono i maggiori volumi di consumo (Grana padano, Parmigiano reggiano, Gorgonzola, Pecorino romano, Mozzarella di bufala campana), e che da soli rappresentano oltre il 90% del mercato finale, solo il Gorgonzola e il Pecorino hanno chiuso il primo semestre con un dato positivo degli acquisti in volume, stazionari invece per il Grana padano.


C’è anche da rilevare, in contrapposizione con la generale stagnazione del mercato domestico, un positivo andamento delle esportazioni. Nell’intera annata 2010 - spiega l’Ismea - le vendite oltre frontiera di formaggi Dop sono infatti cresciute del 16%, portandosi oltre 1,1 miliardi di euro, confermando un trend positivo che in cinque anni ha raddoppiato il giro d’affari all’estero.


Relativamente alla produzione certificata, gli ultimi aggiornamenti dell’Osservatorio Ismea-Mipaaf sui prodotti Dop e Igp indicano nel 2010 un quantitativo di 450 mila tonnellate - pari al 40% della produzione nazionale del settore - per un fatturato all’origine stimato dall’Istituto in oltre 3 miliardi di euro, che al consumo arriva a sfiorare i 5 miliardi.


Cifre che collocano il Belpaese in testa alla graduatoria Ue, davanti anche alla Francia che vanta, però, il numero più elevato di formaggi tutelati dal marchio comunitario.


In Italia sono oltre 35 mila gli allevamenti, tra bovini, ovicaprini e bufalini, coinvolti nella filiera produttiva dei formaggi a denominazione protetta e quasi 1.700 il numero delle imprese di trasformazione. Ammontano a 1,6 milioni i capi bovini riconducibili al circuito dei formaggi Dop, numero che sfiora i 3 milioni nel caso degli ovicaprini e i 173 mila capi nella filiera bufalina.

 

 


 

Cheese 2011 a Bra la biennale dei formaggi

dal 16 al 19 settembre

 

La protagonista sarà la Francia, esempio

di tutela del lavoro dei casari



Bra 7 settembre 2011. Cheese ritorna a Bra, in Piemonte, dal 16 al 19 settembre 2011. L'evento internazionale a cadenza biennale organizzato dalla Città di Bra e da Slow Food Italia è giunto alla sua ottava edizione. Dedicato al latte in tutte le sue forme, ha creato una rete di casari e artigiani che ogni due anni si danno appuntamento per presentare i loro prodotti, incontrare i co-produttori (cioè i consumatori), discutere delle sfide e delle prospettive del mercato e condividere soluzioni a problemi vecchi e nuovi.

Cheese 2011 illustra ed esplora la complessità di conoscenze, bisogni, problemi e risorse collegate al latte e ai suoi derivati, mettendo in evidenza i tre pilastri su cui si basa la qualità dei prodotti caseari:
latti, mestieri e territori. A Cheese potrete trovare esempi concreti di questi plurali, tra i produttori, i formaggi e le loro storie.

Latti: non tutto il latte è uguale. Esso può provenire da vacche, pecore, capre, cammelli e perfino yak, e ogni specie presenta innumerevoli razze, molte delle quali a rischio di estinzione anche per la loro difficoltà ad adattarsi alle condizioni imposte dall'allevamento industriale. Dal loro latte si ricavano formaggi dal gusto e dalla storia unici, il risultato di pascoli e pratiche che costituiscono un patrimonio naturale e di conoscenze inestimabile. Il latte crudo è la più alta garanzia di qualità sensoriali e legame con il territorio. Slow Food è stato a capo della battaglia per il riconoscimento della qualità del formaggio a latte crudo, portandola a un livello internazionale fin dalla prima edizione.

Mestieri: gli allevatori sono i guardiani dell'ambiente rurale e montano. Portare gli animali al pascolo protegge le campagne da erosione e abbandono. Talvolta l'allevatore è anche il casaro. I casari sono i depositari di conoscenze secolari, raffinate e tramandate oralmente per generazioni.
Poi ci sono gli affinatori, gli stagionatori, che garantiscono delle entrate ai produttori e si prendono cura del formaggio mentre sviluppa gusto e fragranze, promuovendolo anche presso cuochi e negozianti. Cheese vuole dare il giusto riconoscimento a questi e agli altri lavoratori del settore, mettendoli al centro dell'attenzione.

Territori: caseifici montani, alpeggi, paesaggi rurali. Uno sviluppo sostenibile può essere messo in moto con la creazione di microeconomie locali basate sulla qualità, la protezione dell'ambiente e il sostegno ai giovani che vivono nelle aree marginali. Promuovere i prodotti locali significa creare posti di lavoro e opportunità sociali per le comunità.

Il focus di Cheese 2011 è la Francia, che da sempre protegge la produzione di formaggi a latte crudo, promuovendo il lavoro di casari e affinatori e valorizzando le differenze regionali.
Cheese si terrà nel centro storico di Bra, la cittadina piemontese dove è stato fondato il movimento internazionale di Slow Food e dove l'associazione ha sede. Più di 200 espositori metteranno in mostra i loro prodotti nelle strade e nelle piazze di Bra, offrendoli per acquisti e degustazioni.

Nella Gran Sala del Formaggio i visitatori potranno assaggiare 150 formaggi da tutto il mondo, scegliendo tra oltre 700 vini da abbinare.


Per prenotare eventi come i Laboratori del Gusto, visita www.cheese.slowfood.it


Gli appuntamenti da non perdere a Cheese 2011


Laboratori del Gusto
Appuntamenti storici delle manifestazioni Slow Food, i 34 Laboratori del Gusto di Cheese stimolano i cinque sensi per riconoscere la qualità e impadronirsi dei dettagli che rendono unico ogni prodotto. Sotto l’occhio esperto di casari, affinatori e consulenti Slow Food, in ogni Laboratorio si scopre il territorio di provenienza e la storia del prodotto, lo si assaggia, trovando l’abbinamento migliore con vini e birre.
Il focus di questa edizione è la Francia, con 10 appuntamenti dedicati alle specialità d’Oltralpe tra cui burri, caprini, erborinati e formaggi d’alpeggio, molti Presìdi Slow Food e la presenza di alcuni tra i più importanti Meilleur Ouvrier de France. Ma in realtà i Laboratori del Gusto offrono un biglietto per visitare l’Europa, con degustazioni di formaggi da Austria, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera.


La Banca del Vino di Pollenzo ospita tre appuntamenti dedicati al connubio tra formaggi ed etichette importanti, partendo da una verticale di Barolo (con annate fino al 1977) abbinata ai formaggi dell’Ossola e della Val Brembana; segue una degustazione di grandi vini bianchi fermentati in botti di legno pregiato provenienti da Borgogna e Valle d’Aosta, in abbinamento a formaggi delle stesse regioni; si conclude con un incontro focalizzato sull’intrigante abbinamento tra olio extravergine ligure, formaggio e vino.
Tre degustazioni di formaggi, vini e sigari riservate ai fumatori maggiorenni iscritti al Club Amici del Toscano guidano alla scoperta di sapori e accostamenti particolari. Mentre il primo è incentrato sulla toscanità con prodotti maremmani, il secondo coniuga whisky e rum con formaggi di tradizione centenaria e sigari che evocano profumi di epoche passate.
A chiudere le danze, una celebrazione del 150º dell’Unità d’Italia, ripercorrendo le gesta di Garibaldi in quattro tappe, dove a ogni sosta si gusta un formaggio, un vino e un sigaro diversi.

I Laboratori del Gusto sono ospitati a Bra nelle strutture scolastiche – Liceo Scientifico Giolitti, Scuole Maschili e Ipc Velso Mucci –, in Piazza XX Settembre nello spazio Club Amici del Toscano e a Pollenzo nella Banca del Vino.

Appuntamenti a Tavola

Anche per l’edizione 2011, Cheese rinnova il legame con le Langhe e il Roero proponendo 13 Appuntamenti a Tavola: cene in dimore storiche, cantine, castelli e rinomati ristoranti che anticipano la manifestazione e la portano oltre i confini cittadini. Quest’anno, infatti, sono in programma anche due eventi in anteprima giovedì 15: a Torino il ristorante Ruràl ospita lo stellato Massimo Camia (Borgo Antico di Barolo), e a Cuneo Juri Chiotti, nuovo chef del ristorante Delle Antiche Contrade, dedica il menù all’Occitania.
Tra le altre proposte, sabato 17 alle Cantine Contratto di Canelli, Álvaro Garrido chef del ristorante Mina di Bilbao, che grazie alla sua creatività al servizio della materia prima, è entrato a far parte della rete spagnola di ristoranti che utilizzano prodotti a chilometro zero.
Domenica 18, al Real Castello di Verduno, Stati Uniti protagonisti con Matt Jennings, giovane cuoco del Rhode Island, per un barbecue in perfetto stile americano con i classici accompagnamenti: moist cornbread, creamy coleslaw, crispy roasted potatoes. Come perfetto sparring partner, schiume artigianali da California, Oregon, Maryland e Colorado.

Cheese a Pollenzo

Oltre che per i Laboratori del Gusto, la Banca del Vino apre le porte ai visitatori di Cheese proponendo un percorso di degustazione in tre tappe che tocca tutta Italia, con i vini e i formaggi più rappresentativi della Penisola.
Vetrina enologica unica al mondo, la Banca del Vino è un museo “bicchiere alla mano”, con duemila metri quadri che offrono un viaggio attraverso il territorio e la storia dei vini con assaggi, eventi e laboratori tematici.

Cheese in Franciacorta

Cheese esce dai confini braidesi per arrivare alle colline della Franciacorta (Bs), culla della tradizione spumantistica italiana. In occasione del 50º anniversario del Franciacorta, domenica 18 settembre Cheese propone una gita fuori porta ad Adro, nel bresciano, per gustare l’abbinamento tra le bollicine di Contadi Castaldi e i formaggi di Hervé Mons, mastro formaggiaio consacrato Meilleur Ouvrier de France, uno dei riconoscimenti più prestigiosi attribuiti agli artigiani francesi.
L’appuntamento prevede due degustazioni con quattro selezioni di Franciacorta (Satèn, Soul Satèn, Rosé, Zero) e un vino liquoroso, il Pinodisé di Contadi Castaldi.
 

 

 

 

 

 

 

 

  

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