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Premiati a Cheese i vincitori della 4° edizione del concorso BIOCASEUS

 

Bra, 18 settembre 2005. Si è svolta a Bra (CN), nella Sala Consiliare del Palazzo Civico, in concomitanza con la giornata inaugurale di Cheese, la cerimonia di premiazione dei vincitori della 4 edizione del Concorso Biocaseus, la manifestazione organizzata dall'AIAB, da Slow Food e dall'Associazione Città del Bio, in collaborazione con l'ONAF.

 

Sono intervenuti alla premiazione l'Assessore Regionale all'Agricoltura Mino Taricco, l'Assessore al Turismo ed alle Manifestazioni del Comune di Bra Mino Davico, Eric Vassallo per Slow Food ed Ignazio Garau per l'AIAB.

 

Numerosi i presenti in sala, giunti appositamente da ogni angolo d'Italia in rappresentanza dei tanti produttori che hanno partecipato alla “gustosa gara”: dalla valle d'Aosta alla Sicilia, dalla Sardegna al Veneto, senza escludere praticamente nessuna regione. 24 i premi assegnati alle varie categorie di formaggi e 9 le “Gran Menzioni” attribuite.

 

I formaggi premiati sono stati poi degustati in un apposito “Laboratorio del Gusto”, tutto dedicato al bio in abbinamento con i vini premiati a BiodiVino, la 2° Rassegna dedicata ai vini biologici, che si è svolta a Trisobbio, in Provincia di Alessandria, lo scorso 12 giugno.

 

A Cheese anche l' ”Isola Bio” un apposito spazio tutto dedicato ai formaggi biologici, organizzato dall'AIAB, dove sono presenti alcune realtà significative: dal parmigiano reggiano di montagna del Caseificio Sociale Santa Rita (Appennino modenese), ai pecorini della Cooperativo Nuova Agricoltura di Roma, dai formaggi di capra prodotti nell'Appennino alessandrino, ai formaggi della Coop 8 marzo del Veneto, dai pecorini della Sardegna ai caprini del Veneto, per non citare che alcuni dei presenti.

 

Insomma, Cheese é l'occasione per un “incontro ravvicinato” con il “bio”: un'occasione da non perdere. Il Bio, “Un comparto che - come recita la presentazione di Slow Food - è cresciuto in questi anni, che ha conquistato l'interesse dei produttori e dei consumatori, che propone un modello non solo “colturale” ma anche “culturale”, capace di fornire risposte ed indicazioni per le agricolture del nord del mondo, ma anche per quelle dei paesi in via di sviluppo. Una proposta, quella dell'agricoltura biologica da conoscere meglio e con cui confrontarsi, poiché sostiene principi di salvaguardia e valorizzazione delle risorse, rispetto dell'ambiente, del benessere animale e della salute di chi consuma. Si tratta di un'esperienza utile per reagire alle tecniche invasive e omologanti dell'agricoltura industriale e per indirizzare in senso ecologico i comportamenti dei produttori e dei cittadini”.

 

E' superato il tempo in cui era sufficiente soffermarsi sulla metodologia di produzione adottata, il “basta che sia bio” tante volte rimproverato al movimento del biologico, che poco si curava della qualità organolettica (e dell'aspetto estetico) dei cibi. Come d'altra parte, il “basta che sia buono” non è più da solo il parametro della “qualità”. Oggi, la qualità declinata negli aspetti organolettici, ambientali ed etici, mette finalmente insieme il movimento del biologico e dello Slow Food.

 

La premiazione di BioCaseus segue di poche ore l'appuntamento delle Città e dei Territori del Formaggio, in un continuo ideale per affermare l'importanza del rapporto strategico tra produzioni biologiche e produzioni tipiche.

 

Il made in Italy non è più sufficiente e va ancorato ad un processo di qualità riconoscibile, come anche il biologico deve essere profondamente legato al territorio di produzione.

 

Info: aiab.piemonte@aiab.it

tel. 011-450 12 50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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