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A Cheese 2005, un viaggio fra le “forme del Latte” di tutto il Mondo.
Dall'Italia all'Irlanda, dalla Francia agli Usa, il trionfo della biodiversità casearia
di Valeria Bertocchi
Bra 19 settembre 2005. Gli amanti del formaggio di tutto il mondo uniti a Bra per una quattro giorni davvero golosissima.
Il meglio del mondo del formaggio è sfilato in passerella a Cheese 2005, la kermesse di Slow Food, che da quest'anno si è fregiata del riconoscimento di manifestazione internazionale.
E' stato il trionfo della biodiversità casearia, in nome del gusto, della cultura del formaggio e del formaggio come cultura.
Intorno al “Grande mercato dei formaggi” si sono snodati, per quattro giorni, premiazioni, incontri, dibattiti e degustazioni di tutta la produzione lattiero-casearia di qualità dei cinque continenti e, nei loro stand, si sono incontrati produttori, affinatori, casari, agronomi e selezionatori.
Cominciamo da oggi e proseguiremo nei prossimi numeri di INformaCIBO a raccontare il “profumo di Cheese”: la premiazione dei vincitori della 4° edizione del concorso Biocaseus (aiab.piemonte@aiab.it); il convegno sugli “autoctoni è meglio” organizzato da Slow Food e Consorzio del Parmigiano-Reggiano; la «Casa dei caprini» con i formaggi provenienti dal Libano, dall'Armenia, dal Giappone, dall'Australia, dal Messico e dall'Europa; il pranzo da “Guido” a Pollenzo promosso da Sopexa con i “Formaggi di Francia” (www.formaggidifrancia.it); il Prosciutto cotto d'Agnello di Porto San Elpidio (www.ilsibillino.it); il carrello dei formaggi disegnato da Lorenzo Bellini per la SchoenhuberFranchi (www.schoenhuberfranchi.com); la gastronomia abruzzese con la “cucina della transumanza” e il “Montepulciano alla corte del Barolo” di Slow Food Abruzzo; la nascita del coordinamento delle Città e dei Territori del Formaggio promosso dall'Associazione Città del Bio; la prima edizione del premio per i testimoni della cultura popolare, organizzato dal Comitato Festival delle Province (www.festivaldelleprovince.it), il Museo del Latte in Val Gardena (www.gardenalat.it); il mercato dei Presidi di Slow Food italiani e internazionali, i formaggi irlandesi a latte crudo.
E poi, ancora tante altre cose, gli appuntamenti di Via Mendicità Istruita, (il curioso nome ricorda un istituto di assistenza per ragazze povere fondato nell'ottocento), la via dove ha la sede nazionale Slow Food, con i redattori delle riviste Slow e Slowfood, che hanno diffuso il “verbo” del movimento internazionale e quelli della vicina Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, l'ultima creatura di Carlin Petrini.
www.cheese.slowfood.it
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