|
|
Secondo l'indagine due bambini su tre in età di asilo
e 1 su due in età scolastica possono essere definiti "sedentari"
Milano, 11 marzo 2008 - Sempre meno ginocchia sbucciate, visi arrossati e sudati e sempre più schermi accesi tra internet, televisioni e playstation. Questo uno spaccato dello stile di vita dei bambini italiani ottenuto grazie all'elaborazione dei dati dell'Osservatorio nutrizionale Grana Padano, che da 4 anni a questa parte, grazie alla collaborazione di FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIMG (Società Italiana Medicina Generale) coinvolge centinaia di Pediatri di libera scelta e Medici di medicina generale nella raccolta di dati sulla popolazione italiana. A partire dal 2007, il software utilizzato per raccogliere dati è stato migliorato permettendo ai medici non solo di registrare le informazioni sulle abitudini alimentari ma anche quelle sullo stile di vita dei propri pazienti come lo svolgimento di attività fisica e il tempo trascorso in attività sedentarie (guar-dare la TV, utilizzare il PC, fare giochi elettronici); grazie a questo nuovo aggiornamento vengono inoltre rilevati oltre al peso e altezza anche la circonferenza addominale del paziente.
Per le fasce di età di competenza pediatrica i dati raccolti grazie ai genitori intervistati che hanno riportato il numero di ore al giorno dedicate dal/dalla loro figlio/a a TV, PC, e giochi elettronici, non sono confortanti. Il numero di bambini e ragazzi sedentari è molto elevato: 2 su 3 nell'età dell'asilo e quasi uno 1 su 2 nei ragazzi più grandi, con tendenza a maggior sedentarietà da parte delle femmine. Anzi, negli adolescenti il numero tende a salire ancora leggermente rispetto ai pre-adolescenti. Se si considera la fascia d'età dai 3 ai 10 anni, i bambini trascorrono di fronte alla TV di media 1 ora e 45 minuti, ma andando verso l'adolescenza il tempo di `videoesposizione' aumenta sempre di più e oltrepassa le 2 ore.
“Lo stile di vita dei bambini/ragazzi è definito `sedentario' quando non viene praticato sport in orario extrascolastico per almeno due ore la settimana e gioco movimentato (che fa `sudare') per almeno 30 minuti al giorno e `non sedentario' quando viene praticato sport per almeno due ore la settimana e gioco movimentato per almeno un'ora al giorno” illustra Giuseppe Mele, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri. “Dai nostri rilevamenti colpisce molto l'elevato numero di bambini sedentari, in età in cui non vi dovrebbero essere impedimenti al libero sfogo delle potenzialità fisiche”
Obesità viscerale e rischi cardiovascolari
Dai dati dell'Osservatorio Grana Padano risulta che il 44% dei bambini dai 3 ai 6 anni, il 31% dei bambini dai 7 ai 10 anni e il 26 % di quelli dagli 11 ai 16 anni presentano un rapporto circonferenza/altezza maggiore di 0,5, il che è indice di obesità viscerale anche per bambini di peso normale. “I bambini con queste caratteristiche - spiega Claudio Maffeis, Professore Associato di Pediatria dell'Università di Verona - vanno monitorati con più attenzione perché possono presentare con più frequenza fattori di rischio cardiovascolare rispetto a quelli con un rapporto vita/altezza <0.5” .
L'obesità viscerale ovvero la deposizione di grasso nell'area addominale, soprattutto in sede peri-viscerale, è fattore di rischio importan-te per lo sviluppo di alterazioni metaboliche. La misura della circonferenza addominale è correlata al grasso intra-addominale. Pertanto la misura della circonferenza addominale è un ottimo strumento per avere una stima del grado di deposizione lipidica in area addominale anche nel bambino e nell'adole-scente. All'aumentare della circonferenza addominale aumenta il rischio di avere fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, elevati livelli di glicemia a digiuno, colesterolo totale e di trigliceridi, ridotti livelli di colesterolo HDL).
“Per avere una stima dell'obesità viscerale nei bambini abbiamo scelto di usare un indice semplice quale il rapporto tra circonferenza della vita e altezza, entrambe espresse in centimetri, fissando il valore limite di normalità a 0.5”, illustra Maffeis. “Il grande vantaggio di questo indice rispetto ad altri è che può essere utilizzato indifferentemente nei maschi e nelle femmine, di qualsiasi età ed etnia. E' un indice innovativo perchè assai veloce da calcolare e molto sensibile quale segnalatore di rischio metabolico. Ad esempio, come chiaramente dimostrato da uno studio policentrico della Società Italiana di Diabetologia ed Endocrinologia Pediatrica (SIEDP) e coordinato dalla Pediatria di Verona, tra i bambini definiti sovrappeso ma non ancora obesi (in base al loro indice di massa corporea, cioè il metodo tradizionalmente impiegato per valutare l'eccesso ponderale), quelli con un rapporto vita/altezza maggiore di 0.5 hanno un rischio 3 volte superiore di avere fattori di rischio cardiovascolare rispetto a quelli con un rapporto minore o uguale a 0.5”, conclude Maffeis.
I maschi trascorrono un numero medio di ore davanti a TV, PC, giochi elettronici maggiore rispetto alle femmine. Ragazzi e ragazze dai 10 anni in su sono più video-esposti dei piccoli. E la videoesposizione aumenta all'aumentare del peso: ad essere più ammaliati dal tubo catodico sono più i bambini soprappeso di quelli normopeso. Sia i maschi che le femmine con rapporto vita/altezza >0,5 trascorrono più tempo con TV, PC o giochi elet-tronici dei coetanei con rapporto vita/altezza <0,5. Il minor livello di attività motoria è quindi associato alla deposizione addominale di grasso.
|
|