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Flessione nei consumi del PARMIGIANO-REGGIANO

Per le esportazioni i segnali sono positivi e la domanda dai mercati esteri è aumentata (+7%). Nel 2004 prodotte 3.080.502 forme (+3% sul 2003)

 

Reggio Emilia, 22 aprile 2005 - Sono state 3.080.502 (+3% rispetto all'anno precedente) le forme di Parmigiano-Reggiano prodotte nel 2004, ottenute in 511 caseifici (erano 524 nel 2003), a cui fanno riferimento oltre 5.000 allevatori, per una produzione complessiva di circa 117.000 tonnellate (113.400 nel 2003). Questi dati sono stati presentati oggi a Reggio Emilia nel corso dell'annuale Assemblea dei Delegati del Consorzio, eletti nelle Assemblee delle Sezioni provinciali.

 

“A fronte di questo incremento produttivo - ha dichiarato il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Andrea Bonati - nel 2004 si è purtroppo registrata una flessione dei consumi. Un fenomeno che, seppur con proporzioni diverse, ha interessato tutto il settore alimentare (e non solo quello) ed è stato provocato dalla difficile congiuntura economica, che ha spinto i consumatori a privilegiare il prezzo rispetto alla qualità”.

“Alla luce di questi fattori - ha proseguito Bonati - il prezzo all'origine del `re dei formaggi' è diminuito progressivamente, perdendo addirittura il 20% in poco più di un anno (da novembre 2003 a gennaio 2005) e passando così da 9,80 a 7,80 euro al chilo. I prezzi al consumo, però, non hanno mostrato lo stesso trend e nel periodo considerato sono calati complessivamente soltanto del 3,7%. L'auspicio è che questa tendenza al ribasso dei prezzi al dettaglio possa consolidarsi per contribuire, insieme ad una maggiore valorizzazione di un prodotto di alta qualità come è il Parmigiano-Reggiano, alla ripresa dei consumi”.

Per ciò che riguarda i diversi canali commerciali, nel 2004 si è registrata una sostanziale tenuta di supermercati ed ipermercati, che hanno visto diminuire dello 0,8% i volumi di vendita, mentre nel piccolo dettaglio la flessione ha superato il 12%.

Per quanto riguarda le esportazioni, i segnali sono positivi e la domanda dai mercati esteri è aumentata (+7%). Questo fenomeno ha interessato in particolare i mercati francese, tedesco e spagnolo. Fra i paesi extra UE, quelli più importanti per il Parmigiano-Reggiano sono Giappone, Stati Uniti e Canada, anche se nel 2004 nel mercato del Nord America si è risentito della rivalutazione dell'Euro sul Dollaro.

 

“Per tentare di risolvere la difficile situazione di mercato che da oltre un anno caratterizza il Parmigiano-Reggiano - ha dichiarato Bonati - insieme alle organizzazioni dei caseifici e dei produttori abbiamo recentemente indicato al ministro Alemanno alcuni urgenti provvedimenti da adottare per dare maggiore certezza a tutto il comparto: è necessario innanzitutto rispettare il sistema delle quote latte, minacciato dal comma 551 della Finanziaria, che attribuisce alla Magistratura ordinaria le competenze del Tar; inoltre, abbiamo fortemente sollecitato l'emanazione dei regolamenti applicativi del decreto sul potere sanzionatorio dei consorzi e degli organismi autorizzati per dare forza all'azione di vigilanza e di controllo; infine, è indispensabile poter gestire la produzione per adeguarla alla domanda. A questo proposito, i tentativi condotti negli ultimi tempi sono stati bloccati dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, contrariamente a quanto accade in altri paesi dell'UE.

Oltre ad analizzare l'andamento produttivo e commerciale, l'Assemblea è stata anche l'occasione per approvare il bilancio 2004, chiuso con oltre 21 milioni di euro per i servizi offerti ai soci, dei quali il 64% (circa 13 milioni di Euro) è rappresentato dall'attività di comunicazione e quasi il 15% dai costi complessivi per le attività istituzionali di marchiatura, vigilanza e controllo.

L'Assemblea ha anche approvato alcune modifiche dello Statuto del Consorzio, la più importante delle quali riguarda l'incompatibilità ad essere eletto nel Consiglio di Amministrazione per chi produce o commercializza formaggi concorrenti al Parmigiano-Reggiano per oltre un terzo del proprio fatturato complessivo al fine di assicurare l'autonomia nelle scelte strategiche del Consorzio.

 

 

PARMIGIANO-REGGIANO: le proposte dell'Assessore regionale dell'Emilia Romagna all'Agricoltura Guido Tampieri per superare la crisi

Bologna, aprile 2005 - “Le difficoltà del Parmigiano Reggiano, quotazioni di mercato basse e lentezza nel collocamento delle partite nascono principalmente dal calo dei consumi interni e dall'incremento produttivo dei formaggi a pasta dura in Europa e nel mondo”.


E' questa la considerazione principale dell'assessore all'agricoltura emiliano-romagnolo
Guido Tampieri circa la crisi del formaggio Parmigiano-Reggiano, il fiore all'occhiello della produzione agroalimentare della Regione Emilia-Romagna.


Secondo Tampieri “i prezzi più alti rendono il mercato europeo particolarmente attraente per tutti i paesi extra-UE, in particolare Nuova Zelanda e Australia, Est europeo e USA: è in aumento l'import europeo di formaggi, cagliate congelate e anche caseina. Nei primi mesi dell'anno la produzione di Parmigiano-Reggiano delinea un ulteriore incremento produttivo, con un peggioramento del quadro che coinvolge oltre l'80% del latte prodotto in Emilia-Romagna. Le implicazioni economiche e sociali di tali dati, che vanno estese anche al Grana Padano, sono facilmente intuibili : la crisi investe gran parte del bacino produttivo padano.”


”In presenza di un disallineamento tra domanda e offerta- prosegue l'assessore Tampieri,- i circuiti dei formaggi tutelati possono essere difendibili, anche in vista dell'impatto della applicazione della riforma della PAC, solo se si svilupperanno interventi incisivi e concertati di governo delle dinamiche produttive”.
Questi gli interventi prioritari di carattere strategico proposti da Tampieri. Per quanto riguarda il governo dell'offerta, un'applicazione rigorosa del disciplinare di produzione al fine di tenere alto il livello qualitativo della produzione; l'uscita dal mercato dei grana del formaggio non idoneo (sbiancato); l'intensificazione dei controlli relativi al regime delle quote latte e la concertazione con le regioni del bacino padano; la costituzione di un tavolo interprofessionale con il coinvolgimento della distribuzione e del commercio (regole di commercializzazione).


Per promuovere un'aumento della domanda , secondo Tampieri è invece necessario sviluppare i mercati esteri in particolare con la costituzione di strumenti societari finalizzati alla commercializzazione e valorizzazione del Parmigiano-Reggiano e consolidare il mercato interno sviluppando azioni di comunicazione, educazione alimentare e sfruttamento di nuovi canali distributivi legati a nuovi stili di vita.


Oltre a questi interventi prioritari, secondo l'Assessore emiliano-romagnolo, non vanno dimenticati interventi che richiedono sforzi maggiori. Quali la riorganizzazione del sistema di produzione attraverso una razionalizzazione organizzativa e strutturale della rete dei caseifici, con particolare attenzione all'ampliamento del controllo della stagionatura da parte dei produttori; la costituzione di una struttura nazionale di difesa dalla pirateria agroalimentare per la salvaguardia delle produzioni DOP e IGP su tutti i mercati; la valorizzazione del burro prodotto nel circuito del Parmigiano-Reggiano; l'adeguamento e l'effettiva applicazione del pagamento sulla base della qualità del latte, sia al fine di una sua giusta valorizzazione, sia per indirizzare opportunamente il miglioramento genetico delle bovine.

 

 

 

 

 

 

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