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Parmigiano Reggiano: “positiva l'audizione a Bruxelles il commento dell'assessore regionale all´agricoltura Tiberio Rabboni

 

Bologna 8 giugno 2007. "Un incontro utile". Con queste parole l´assessore regionale all´agricoltura dell'Emilia Romagna Tiberio Rabboni, ha commentato l´audizione di una delegazione del Consorzio di tutela del formaggio Parmigiano-Reggiano e di rappresentanti delle Istituzioni locali da parte dei funzionari dell´Unione Europea che stanno istruendo due importanti dossier relativi al re dei formaggi italiani.

 

Il primo è relativo alla procedura di infrazione aperta nei confronti della Germania, per l´uso improprio ed ingannevole del nome "Parmesan", attribuito a formaggi che ben poco hanno in comune con il prodotto di punta della nostra industria lattiero-casearia.


Entro giugno dovrebbe arrivare la sentenza della Corte Europea di Giustizia, chiamata a valutare le ragioni dei nostri allevatori costretti a fronteggiare, oltre alla crisi dei consumi ed alla insufficiente remunerazione, forme di concorrenza sleale che rischiano di incrinare l´immagine che il Parmigiano-Reggiano ha saputo conquistarsi sui principali mercati mondiali, grazie alla perizia ed alla serietà di tutti gli operatori.

 

La seconda pratica all´esame degli Uffici della Commissione, è relativa alla modifica del disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano. Le novità introdotte riguardano l´aumento della percentuale di foraggi prodotti in loco da somministrare agli animali e l´obbligo, per tutelare maggiormente i consumatori, di produrre confezioni di formaggio grattugiato o tagliato in porzioni di ridotte dimensioni ed esclusivamente nel territorio del comprensorio di produzione.
Questa modifiche, deliberate nel 2003 dall´assemblea del Consorzio, consentono di radicare maggiormente il prodotto al suo territorio di produzione, componente insostituibile e "valore aggiunto" delle filiere produttive di qualità. Per la conclusione dell´iter di approvazione del nuovo disciplinare sono comunque necessari alcuni documenti integrativi.

 

"I prodotti DOP e IGP - ha detto Rabboni - assumono un ruolo fondamentale per l´agricoltura regionale che, dal punto di vista del numero di denominazioni riconosciute e del valore della produzione, è al primo posto a livello comunitario. Le due questioni discusse a Bruxelles, strettamente intrecciate tra loro, sono quindi strategiche per il futuro di questi prodotti. Senza una adeguata tutela dei marchi chiunque, in tutte le parti del mondo, potrebbe produrre formaggi "simil-grana" a prezzi stracciati, in grado mettere in ginocchio il Parmigiano-Reggiano. La sentenza della Corte di Giustizia rappresenta quindi un passaggio cruciale. In caso di rigetto dell´istanza del Consorzio l´intero sistema dei marchi di qualità potrebbe subire un colpo molto grave."

 

"Per questo motivo - ha concluso Rabboni - è necessario che tutte le parti in causa interpretino al meglio la propria parte; produttori, consorzi di tutela ed istituzioni locali, regionali e nazionali devono seguire costantemente le varie problematiche per intervenire con la massima tempestività e determinazione, su tutti gli aspetti problematici, dalla tutela del territorio alla commercializzazione del prodotto.

Non possiamo permetterci ritardi dovuti ad intoppi di carattere burocratico.


Per questo motivo, nei prossimi giorni,
ci attiveremo presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per sollecitare l´invio della documentazione richiesta a livello comunitario e concludere una vicenda certamente significativa, nell´ottica di una ulteriore valorizzazione del Parmigiano-Reggiano".

 

 

I dirigenti del Consorzio e cinque Assessori a Bruxelles

 

Difendere il futuro del Parmigiano-Reggiano 

 

Reggio Emilia 4 giugno 2007. E' un'offensiva in grande stile quella che il Consorzio del Parmigiano-Reggiano si appresta a lanciare il 6 e 7 giugno a Bruxelles a sostegno della Commissione europea sulla vicenda “Parmesan”, ma anche per sbloccare la modifica del disciplinare riguardante il confezionamento del prodotto, che l'ente di tutela (che ha già avuto l'assenso delle autorità italiane) chiede insistentemente venga effettuato esclusivamente nel comprensorio di produzione.

 

Di fronte all'impasse che si è determinata a Bruxelles su questo tema, e alla vigilia del parere (atteso per il 28 giugno) dell'Avvocato Generale della Corte di Giustizia sulla procedura d'infrazione aperta dalla Commissione UE contro la Germania per l'uso improprio del termine “Parmesan”, a mobilitarsi non sono solo i dirigenti del Consorzio.

 

A Bruxelles, infatti, il presidente Giuseppe Alai, i vicepresidenti Eros Valenti e Paolo Bandini, i consiglieri Aldemiro Bertolini, Paolo Carra, Marco Prandi, Graziano Salsi, Polidoro Scarica e il direttore generale Leo Bertozzi, saranno affiancati in una intensa due giorni di incontri dall'assessore all'agricoltura dell'Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, dal dirigente Davide Barchi e dagli assessori all'Agricoltura delle province di Parma, Pier Luigi Ferrari, Reggio Emilia, Roberta Rivi, Modena, Graziano Poggioli, e Mantova, Maurizio Castelli.

Parmigiano Presidente Giuseppe Alai 

Una delegazione che vede insieme rappresentanti dei caseifici e pubbliche amministrazioni, e che sarà ricevuta da 15 eurodeputati italiani - sottolinea il presidente dell'Ente di tutela, Giuseppe Alai - è segno di una coesione profonda attorno alle ragioni e agli interessi di 450 caseifici e 4.400 produttori, per i quali il Consorzio è impegnato da anni a creare maggiori certezze sull'esclusività dell'uso del termine “parmesan” e a sconfiggere definitivamente quella che si configura come una concorrenza sleale e ingannevole per i consumatori”.

 

Il nostro obiettivo - spiega il direttore del Consorzio, Leo Bertozzi - è duplice: da una parte intendiamo infatti sensibilizzare la Commissione Europea sulle ragioni che ci hanno spinto a chiedere una modifica del disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano, al fine di garantire il fatto che tutte le fasi di lavorazione (incluso il confezionamento sia del grattugiato che del porzionato) avvengano nel comprensorio di produzione; dall'altra vogliamo confrontarci con diversi importanti referenti (dalla Direzione Generale Agricoltura dell'UE, agli eurodeputati italiani, al Copa-Cogeca, al rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione Europea, alle organizzazioni professionali e alle centrali cooperative stabilmente presenti con proprie rappresentanze a Bruxelles) sia sulla questione specifica riguardante il “Parmesan”, sia, più in generale ma in modo altrettanto concreto, sul tema della tutela delle Denominazioni d'Origine Protetta”.

 

Il contenzioso sul “Parmesan” che vede opposta la Commissione Europea alla Germania - prosegue Bertozzi - è un caso emblematico di una scarsa incisività che si registra nell'applicazione di norme che pure appaiono chiare; per parte nostra sosteniamo dunque una battaglia finalizzata ad un estremo rigore nell'applicazione dei meccanismi di tutela, cercando di far comprendere a tutti gli interlocutori che una sentenza a noi eventualmente sfavorevole avrebbe conseguenze drammatiche non solo per il nostro prodotto, ma per tutto il sistema italiano ed europeo delle Dop, che a quel punto non avrebbero più alcun tipo di protezione”.

 

Il 6 e 7 giugno la delegazione guidata da Alai terrà ben otto incontri: tra i più attesi quello con l'Unità Qualità della Direzione Generale Agricoltura dell'UE, in programma mercoledì 6, e quello - realizzato grazie alla collaborazione dell'on. Vincenzo Lavarra - con gli eurodeputati italiani, che si terrà il 7 giugno; una visita è prevista anche agli uffici di Bruxelles della Regione Emilia-Romagna.

 

 

 

 

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