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Dopo il Forum del Sole 24 Ore, arriva la Conferenza italiana per il Turismo a Riva del Garda il 20 e 21 giugno
L'Italia deve “fare sistema” per riprendere quota nel settore Turismo
ma se continua così il settore muore
Brambilla, Paolini e c., se ci siete battete un colpo!
di Donato Troiano
Milano 5 giugno 2008. No, così non va. Così non può più andare. Abbiamo aspettato troppo. Le riserve della rassegnazione si sono esaurite, ciò che appariva solo scontato ora è invece diventato insopportabile.
Stiamo parlando di turismo.
Negli ultimi trent'anni l'Italia ha perso progressivamente posizioni, superata da Francia e Spagna, al vertice della classifica internazionale delle destinazioni turistiche ed ancora brancola nel buio alla ricerca della ricetta giusta.
Eppure per rilanciare la competività in questo settore, che è il nostro “petrolio”, le richieste sono univoche come dimostra il 2° Forum Turismo svoltosi oggi a Milano nella nuova sede de Il Sole 24 Ore dove è stata presentata dal caporedattore Luca Orlando un'indagine sul turismo realizzata dai dorsi regionali del quotidiano milanese in collaborazione con Astoi, Confindustria, Federalberghi, Federturismo e Fiavet e dove, numerosi e qualificati operatori, coordinati da tre bravi giornalisti del Sole, Vincenzo Chierchia, Evelina Marchesini e Massimo Esposti, hanno dibattuto il tema: “Il prodotto Italia è innovativo e competitivo?” in un Convegno organizzato da Il Sole 24 ORE in collaborazione con Bit-Borsa Internazionale del Turismo, Fimit Sgr, PriceWaterhouseCoopers e Tls.
Quasi tutti gli intervenuti sono stati concordi nel sottolineare che bisogna “fare più sistema”, perché non basta avere il Colosseo, la Torre di Pisa, la pizza e il mandolino per riconquistare quel primato mondiale che abbiamo sciaguratamente perduto.
La mancanza di sistema ha portato a uno sviluppo disordinato delle strutture con il risultato che oggi l'Italia è al secondo posto nel mondo, dopo gli Usa, per offerta di posti letto, ma le strutture ricettive lavorano in media solo 45 giorni l'anno. Sono pochissimi i casi in cui si è scelta la strada della desgionalizzazione come manca del tutto una politica delle offerte attraverso il web. Dopo il fallimento di Italia.it (leggere anche qui le ultime su Italia.it) non esiste ancora un portale nazionale per la promozione del turismo. per rilanciare e promuovere l'offerta. E' da encomio
quindi le iniziative prese dalla Bit di Milano per sviluppare la promozione attraverso il digitale.
Ma possiamo lasciare solo alle Fiere del Turismo e alla bravura di Corrado Peraboni, Amministratore delegato Fiera Milano e alla nuova web tv della BIT (www.bitchannel.tv ),
come giustamente sottolinea qui (e
a fianco) Roberta Milano, il rilancio e la promozione dell'offerta turistica?.
Il privato deve occuparsi della commercializzazione mentre spetta al pubblico occuparsi della promozione.
In Italia non solo manca un ministero per il turismo (e in un periodo di vacche magre e mentre si chiude il ministero della Sanità appare davvero un'utopia aspettare la rinascita di un ministero delle politiche turistiche, pur così necessario) ma quello che più deprime è la mancanza di una strategia nazionale del settore ed è ben visibile uno scoordinamento totale fra Regioni, enti locali e Governo nella promozione dell'accoglienza.
La “politica” deve capire che quella turistica è un'industria che porta soldi e occupazione ma richiede strategie d'impresa moderne, investimenti notevoli e una capacità di risposta duttile e continua. E infrastrutture da paese moderno. Non solo alberghi a buon prezzo ma anche buoni trasporti.
Però il tempo non aspetta, se non ci muoviamo in fretta il suicido del turismo italiano è alle porte.
Noi di INformaCIBO possiamo fare poco ma, alla vigilia della IV Conferenza italiana per il Turismo (Riva del Garda 20 e 21 giugno), giriamo al Sottosegretario di Stato, Michela Vittoria Brambilla, e al Coodinatore degli Assessorati regionali al Turismo, Enrico Paolini, le opinioni di alcuni tra i maggiori protagonisti del Forum del Sole 24 Ore.
La nostra speranza è quella di non assistere alla rappresentazione di quell'orchestrina che, in mezzo al caos e al panico più totale, continuava stoicamente a suonare sul Titanic, mentre il poderoso transatlantico scivolava lento ma esorabile verso l'abisso.
Ecco le loro voci.
Claudio Velardi, assessore al Turismo Regione Campania, ha detto: “non abbiamo bisogno di tante politiche regionali, c'è bisogno di una politica nazionale. Bisogna creare una governance centrale, anche attraverso la riproposizione di un ministero del Turismo in grado di rilanciare il brand Italia nel Mondo. Ora l'Italia viene percepito come Paese depresso, caro, senza infrastrutture e con poca professionalità”.
Daniel John Winteler, presidente di Federturismo Confindustria e presidente e amministratore delegato di Alpitour world, ha affermato che in Italia “manca un piano strategico del Paese che non sia solo un elenco di finalità, ma preveda obiettivi, strategie e azioni concrete per il turismo”. Winteler ha messo in evidenza come la frammentazione sia un elemento che da troppo tempo caratterizza il settore sia in termini di iniziative sia di promozione, con un'inevitabile inefficienza in termini di risultati.
Umberto Paolucci presidente dell'Enit-Agenzia, che, deludendo la platea, ha parlato solo nella sua veste di vicepresidente Microsoft Corporation per l'Europa, ha ripetuto quello che ci aveva già detto alla Bit di quest'anno: “aspettiamo ancora che il governo ci dia la possibilità di gestire il portale Italia.it ma speriamo di poterlo ottenere presto”. Ma ora aspetterà ancora molto?.
Letizia Moratti, Sindaco di Milano, ha insistito per una governance nazionale del settore turistico che faccia proprio lo spirito di squadra che ha consentito a Milano di aggiudicarsi l'Expo 2015, aggiungendo: “Il turismo italiano ha enormi potenzialità ma occorre una politica più efficace su più fronti, per esempio nella governance di settore per trovare un punto di incontro tra le varie esigenze delle Regioni e dei diversi enti per rappresentare in ambito europeo le istanze del nostro paese”.
Giacomo Neri, PricewaterhouseCoopers, vede il Turismo come motore della rinascita economica del nostro Paese e aspetta con fiducia la promessa del sottosegretario di Stato Michela Vittoria Brambilla di dare avvio ad un Piano industriale nazionale sul turismo: “possiamo così pensare di avere 2 mlioni di nuovi posti di lavoro”.
Corrado Peraboni, Amministratore delegato Fiera Milano Expocs, non solo ha presentato BIT Channel la nuova web tv della BIT, ma in un efficace intervento, ha puntato il dito sul grave ritardo dell'Italia nel campo digitale. “A tutto si pensa meno che alla Web generation -ha detto- che vede gli altri Paesi all'avanguardia”.
Andrea Crovetto, direttore commerciale Banca dei territori in Intesa Sanpaolo, ha affermato: “Non c'è un problema di domanda per la destinazione Italia, il problema sta nell'offerta”, ha detto. Investimenti poco coordinati, strutture ricettive concentrate nell'area degli alberghi medio piccoli sono tra i fattori negativi. Tra i mercati strategici, Crovetto ha citato le crociere, “per le quali manca oggi un'area portuale leader, che in Italia avrebbe un'ottima posizione geografica, e la congressistica. “L'Italia è oggi molto attraente per i viaggiatori che vi si recano la prima volta, ma c'è una distanza che definirei “siderale” tra questa capacità di richiamo e l'eventuale scelta di un secondo viaggio”.
Per gli altri interventi, Aldo D'Elia, docente di Economia e Management del Turismo presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli; Marco Girolami, direttore Attività Associative e Territorio del Touring Club Italiano; Franco Boga, Tax Partner - TLS - Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti, Member firm of PricewaterhouseCoopers; Massimo Caputi, Amministratore Delegato Fimit; Guido Venturini, direttore Confindustria Bergamo, Mara Manente, Direttore del Ciset; Celso De Scrilli, Preidente Best Western Italia; Renzo Iorio, vicepresidente Federturismi e Ad Sifaalberghi; Carmen Moretti, Amministratore delegato Holding Terra Moretti, rimandiamo agli atti completi disponibili dal 16 giugno su www.formazione.ilsole24ore.com/attiturismo.
Le emozioni gustative a Napoli
DONNANNA a Napoli, una passione di Ristorante italiano sulla collina di Posillipo
di Donato Troiano e Valeria Bertocchi
Napoli 11 aprile 2008. Non si può non amare di amore vero la città di Napoli. Questa città è piena di problemi e di contraddizioni ma riesce sempre ad affascinare l'ospite e il turista che viene da fuori. E se ci si limita, come faremo noi, a parlare solo di enogastronomia e di ospitalità allora la città partenopea ha solo pochi rivali in Italia.
Sfogliando il libro di questo nostro viaggio a Napoli tra dieci bellissime immagini e dieci emozioni, molto personali, abbiamo scelto di raccontare un Palazzo e un Ristorante.
Ci troviamo sulla collina di Posillipo all'interno di Villa Caracciolo, storica residenza la cui costruzione risale agli inizi del `900, con la splendida terrazza da cui si gode un panorama mozzafiato sul golfo di Napoli. La leggenda del grande fascino e della feroce gelosia della Principessa Anna Carafa aleggiano attorno a questo bellissimo edificio, audacemente proteso nel mare. Il palazzo fu disegnato come sfarzosa cornice per le sontuose feste e balli di corte della Principessa, che era andata in sposa al Vicerè Ramiro de Guzman. Dopo che il Vicerè partì per la Spagna, la Principessa si ritirò da sola a Portici. Quand'ella morì, consumata dal dolore per il tradimento dell'amante Gaetano da Casapesenna, il Palazzo fu lasciato ad ergersi desolato e incompleto, spettrale e maestoso.
Proprio in questo Palazzo abitò lo scrittore Raffaele La Capria (nel 1932 la sua famiglia visse in questo Palazzo) e insieme a Matilde Serao e Benedetto Croce, ne raccontò le gesta di “gelosie e amanti”. (leggere).
Ora, da tre anni, proprio al suo interno c'è Donnanna Ristorante italiano, gestito dal gruppo SIRE, leader nel settore della ristorazione.
E proprio qui, a due metri da una veranda che fa intravedere una spiaggia luccicante, passiamo una serata speciale e super raffinata.
Ottimo non è un aggettivo che usiamo spesso. Ma qui tutto è ottimo ed ad alto livello, dalla cucina al servizio in sala, dall'atmosfera alla carta dei vini.
In questo ristorante, dove è forte il senso dell'ospitalità anche grazie alla regia del manager del locale, Giuseppe Lambiase, tutto è preparato ad arte e tutto il personale lavora con passione, in cucina e in sala: lo chef Enzo Stingone, talentuoso conoscitore della gastronomia partenopea, prepara piatti sublimi. Il maestro pasticciere Alfonso Gentile, riesce a stupire con tanti buoni dolci e una torta unica!. Il maître di sala Ivan Nocca, non solo coordina con grande capacità uno staff di giovani collaboratori ben affiatati, ma è anche estremamente attento alle esigenze dell'ospite: un impeccabile e sollecito amministratore di sala.
E poi, guardare la cucina a vista e nel contempo assaporare i piatti preparati all'istante è una sensazione unica. Una mise en place, sobria e di prestigio completa l'accoglienza prima di assaggiare tanti croccanti grissini e tante varietà di pane che ci convince di una nostra vecchia teoria, “solo dove c'è un buon pane lì si mangia anche bene”.
Si inizia con due entrè originali e gustose, “spuma di limone con ostriche e gelatina di aperol” e “carpaccio di dentice col pernot”.
Per primo gli “gnocchetti con moscardini, olive taggiasche e pomodorini”, e per secondo, un calamaro ripieno di tanto ben di Dio: pesce spada, patatine novelle e spinaci.
Prima di una speciale torta preparata per l'occasione da Alfonso Gentile, anche un esperienza sensoriale unica: il gelato delle 3 P: Pernot, Peperoncino e Pera. Una salsa di mele annurche e un tronchetto alla nocciola.
Il tutto annaffiato con vino bianco Falanghina (2007) del campano Mustilli.
Alcuni altri piatti proposti dallo chef e dal suo staff:
Raviolo alla crema di patate con scampi e vellutata di acqua di mare
Spaghetti ai carboni vegetali e colatura di alici di Cetara
Orzotto mantecato agli asparagi e Martini Dry
Filetto marezzato aromatizzato con gelato al parmigiano e gelatina di rucola
Parmigiana di melanzane in crosta di pasta fillo e ragù alla napoletana
Tartelletta al gelato di lamponi con cilindro di zucchero e mousse di cioccolato bianco, lamponi e biscotto all'anice.
Una selezionata cantina (circa 200 etichette) contribuisce a rendere prestigioso il menu da veri gurmet. Disponibile una selezione di oli italiani dop.
Una volta al mese cibo, arte e musica si incontrano al Donnanna con Cibarti. Un appuntamento dedicato all'esposizione di opere di giovani artisti visivi, tra suggestioni che coinvolgono tutti i sensi.
Cosa dire ancora?. Si esce da Donnanna con la voglia di tornare.
Informazioni utili:
Donnanna Ristorante italiano è a Napoli in via Posillipo, 16c.
Info: 0817690920 / 0815757257 - www.villacaracciolo.it
Aperto solo per la cena tutti i giorni (orario: 19.00/23.00).
Chiuso la domenica sera e il lunedì.
Coperti: 50
Carte di credito accettate: le principali
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