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Dr Albino Ivardi Ganapini

Assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Attività Produttive della Provincia di Parma.

 

Queste le sue competenze:

  1. Agricoltura: politiche agricole comunitarie, nazionali e regionali che hanno impatto sul territorio parmense.
  2. Principali Progetti speciali:
    • Strade dei Vini e dei Sapori
    • Musei del Cibo
    • Scuola Internazionale di Cucina Italiana
    • Distretto agroalimentare del Prosciutto
    • Portale del Biologico parmense

 

 

 

 

 

 

 

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ABBIAMO AVVICINATO ALBINO IVARDI GANAPINI CHE CI HA PARLATO DEI MUSEI DEL CIBO DI PARMA

 

Nelle scorse settimane si è discusso presso la Confindustria milanese, nell’ambito della settimana della Cultura d’Impresa, sui “Distretti Industriali e Musei d’Impresa”. Dell’incontro –in cui è emerso che si deve far leva sulle identità territoriali e sulla storia di cui i Musei sono testimoni- uno dei protagonisti è stato proprio il “caso Parma”, con il Distretto Agroalimentare e i Musei del Cibo.

All’assessore all’Agricoltura e all’Alimentazione della Provincia di Parma Albino Ivardi Canapini, che è stato il relatore del convegno milanese abbiamo chiesto di parlarci dei tre Musei del Cibo che si stanno realizzando: quello del Parmigiano Reggiano a Soragna, quello del Prosciutto e dei Salumi a Langhirano e infine quello del Pomodoro, per il quale è in corso di verifica l’ipotesi di collocazione presso la Corte di Giarola a Collecchio.

 

VERSO I MUSEI DEL CIBO

di Albino Ivardi Ganapini

Premessa

 

I Musei del Cibo che l'Amministrazione Provinciale di Parma sta realizzando, non rappresentano in sé l'idea originale; ma certamente singolare è il caso che si pensino ben tre unità, dislocate sul territorio, che si progettino in rete e secondo un unico concetto guida.

Territorio e "arte" del fare il cibo divengono così un tutt'uno non per un'invenzione, ma perché così è la storia che nel tempo ha plasmato quei straordinari prodotti che sono in nostri salumi, il nostro formaggio, le nostre conserve di pomodoro.

I Musei, così come li ha pensati il gruppo che ha lavorato al "concept" da ottobre 1999 ad aprile 2000, vogliono essere sì luogo della memorie e monumento, dovuto, alle passate generazioni, ma anche teatro dell'oggi, che illustra e dimostra il valore dei nostri prodotti più che mai protagonisti del mangiare all'italiana.

È importante sottolineare come i Musei nascano contestualmente agli "Itinerari Enogastronomici" dei quali saranno tappe importanti, saldamente legate al territorio.

La combinazione può essere eclatante in termini di attrattività per le nostre giovani generazioni, contribuendo a fare con loro cultura, ma anche per i forestieri, per dare fondamento a quel ruolo che Parma, a buon diritto, si sta guadagnando in Europa e non solo.


La filosofia


La grande tradizione alimentare di Parma fonda la sua ragione d'essere su tre straordinarie filiere agro-alimentari: quella del Parmigiano-Reggiano, quella dei salumi e quella del pomodoro.

Alcuni di questi prodotti godono di marchi di tutela come la Denominazione di Origine Protetta (DOP): il Parmigiano-Reggiano, il Prosciutto di Parma e il Culatello di Zibello; altri prodotti si segnalano invece per elevati livelli di eccellenza qualitativa e partecipano alla qualificazione del sistema economico parmense.

Tutte queste specialità sono il frutto di una stretta interdipendenza fra tradizioni, esperienze secolari ed evoluzione delle tecnologie industriali di trasformazione.

 

I tre Musei racconteranno il successo dell'agroalimentare parmense dalle origini ai giorni nostri


Negli ultimi anni i prodotti agro-alimentari parmigiani hanno avuto uno straordinario successo, dovuto alla ricchezza delle tradizioni gastronomiche regionali e alla tipicità delle materie prime. Ed è proprio alla tipicità che è legata una una parte notevole del successo dei prodotti di Parma.

Un prodotto è tipico se affonda le sue radici nella storia , se si rifà ad usi costanti nel tempo, cioè legati al modo di vivere di tante generazioni passate. A questo concetto è strettamente correlata la dimensione culturale, perché i prodotti tipici incorporano una memoria basata sulle tradizioni e sui costumi delle rappresentazioni collettive.

In sostanza, il prodotto tipico è il prodotto di un luogo, di uno spazio ben definito che custodisce gelosamente i legami con le proprie origini e con la propria storia.

Proprio partendo da queste considerazioni, l'Amministrazione Provinciale di Parma - Assessorato all'Agricoltura e Alimentazione - ha progettato e sta realizzando una rete di Musei quali "centri della memoria e dell'educazione alimentare": intesi come comprensione dei prodotti che troviamo sul territorio in termini di valori, di storia e di processi produttivi.

I Musei del Cibo sono quindi luoghi destinati a trasmettere la conoscenza dei processi produttivi attraverso immagini ed oggetti che raccontino la storia e l'evoluzione dei prodotti, della tecnologia e della fruizione da parte delle popolazioni, con riferimento ai territori in cui sono radicati.

La valorizzazione culturale di prodotti tipici che hanno reso famosa ed apprezzata nel mondo l'immagine di Parma troverà nei Musei del Cibo un luogo di approfondimento: la tradizione storica del prodotto, i documenti, le macchine e gli attrezzi per la lavorazione e per la comprensione dell'intero processo produttivo, le immagini della comunicazione e la degustazione del prodotto stesso costituiranno gli elementi caratterizzanti dell'allestimento espositivo.

I percorsi espositivi dovranno risultare particolarmente coinvolgenti ed emozionanti: dovranno coinvolgere tutti i sensi e non solo la vista, consentire la degustazione, l'acquisto del prodotto e di oggetti di merchandising ad esso correlato e offrire strumenti di approfondimento (libri, filmati, CD).

Si tratta in sostanza di un luogo da vivere più che da visitare: un processo vivo e vero, in cui apprendere e finalmente gustare il prodotto.

La realizzazione dei Musei del Cibo mira a trasmettere la conoscenza dei processi di produzione di tre prodotti protagonisti dell'agroalimentare parmense: il Parmigiano-Reggiano, il Prosciutto e i Salumi tipici, il pomodoro.

In questa logica si sono privilegiate per l'individuazione delle sedi le zone specifiche di ogni prodotto. Si è puntato su una dislocazione articolata sul territorio piuttosto che ad una sola ubicazione centralizzata.

Ma dove saranno collocati i Musei del Cibo?

  • Museo del Parmigiano-Reggiano: Castello Castellazzi, Soragna. La collocazione si integra con il percorso turistico dei Castelli della Bassa e dei Luoghi Verdiani, oltre al nuovo percorso enogastronomico del Culatello di Zibello. È previsto un collegamento con il momento della produzione reale del formaggio.

 

I Musei saranno allestiti in edifici "storici" localizzati nei territori di produzione.


L'apertura è prevista nel 2003.

  • Museo del Prosciutto: Foro Boario, Langhirano. Si realizzerà una ricerca storica, documentaria e iconografica, legata alla lavorazione del maiale e alle varie produzioni di salumi. È previsto un collegamento con il momento della produzione del prosciutto. La collocazione si integra con il progetto della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli.

L'apertura è prevista nel 2003.

  • Museo del Pomodoro: Corte di Giarola (Collecchio), sede del Parco del Taro. Sarà un museo di "processo" che visualizzerà il percorso dalla materia prima al prodotto confezionato. La collocazione si integra con i percorsi turistici del Castelli dell'Appennino e con il percorso enogastronomico del Prosciutto.

L'apertura è prevista nel 2004.

 

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