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LA VENDEMMIA 2004 : POSSIAMO CONSIDERARLA STORICA ?
Di seguito un articolo pubblicato sul web dal Sig. Angelo Gaja e di seguito le considerazioni di Roberto Gatti, curatore della rubrica : Le Mie Degustazioni, su questo sito .
2004, una vendemmia in sordina di Angelo Gaja
Un primo bilancio ancorché provvisorio sulla vendemmia appena conclusa non può che essere ampiamente positivo. Nel 2004 la primavera aveva favorito una eccellente fioritura della vite ponendo le premesse per una produzione abbondante. Fortunatamente erano state rare le brinate primaverili, i nubifragi e le grandinate. Un eccezionale mese di settembre, caldo e senza piogge in diverse regioni italiane, aveva assicurato una buona/ottima maturazione delle uve.
E così la vendemmia 2004 ha fornito ai produttori uve di qualità che vanno dal buono all'ottimo, ed una quantità abbondante. Sono sempre state rare in passato le vendemmie italiane che coniugavano assieme qualità e quantità: 1990 e 1964. Dopo dieci vendemmie anticipate, con il 2004 siamo tornati alla normalità: i nebbioli ed altre varietà di maturazione tardiva sono stati raccolti ad ottobre inoltrato, com'era sempre avvenuto in passato.
LA QUANTITA' ABBONDANTE. Non pochi produttori, a fianco dell'ottima qualità, avrebbero gradito anche una produzione più contenuta, meno abbondante. La natura però fa il suo corso senza guardare alle difficoltà di mercato ed al calo dei consumi. La quantità abbondante della vendemmia 2004 da un lato e la difficile situazione di mercato dall'altro hanno provocato un forte calo dei prezzi delle uve e del vino all'ingrosso delle annate precedenti. A guadagnarci, e questa è la buona notizia, saranno i consumatori perché la vendemmia 2004 avrà un forte effetto calmiere sui prezzi delle bottiglie che arriveranno sul mercato.
VINI DI BEVA FACILE Dopo una lunga sequenza di annate calde ed asciutte, che avevano contribuito a concentrare le uve già nel vigneto ed a generare vini ricchi di struttura e di alcool, il 2004 ha inaspettatamente premiato anche i viticoltori che abitualmente rincorrono la quantità con potature lunghe e senza provvedere al diradamento delle uve; la conseguenza è che ritorneranno sul mercato anche i vini fragranti, di medio corpo, di bassa gradazione alcoolica, profumati e beverini. A ricordarci i piacevoli vini della quotidianità che temevamo fossero ormai definitivamente scomparsi.
VINI IMPORTANTI Non mancheranno nel 2004 i vini grandiosi. Quelli che nascono dalle cure nel vigneto, attente se non anche esasperate, messe in atto dai molti bravi produttori che rifiutano la mediocrità e che vorrebbero sempre produrre il massimo; i quali hanno visto ampiamente premiato il loro impegno grazie ad una annata estremamente favorevole.
COMUNICAZIONE MEDIATICA SOTTO-TONO Grande vendemmia quella del 2004, senza fanfare però. Che sia un male? Negli anni passati le vendemmie erano sempre state precedute ed accompagnate da un tam-tam mediatico che il mondo del vino riteneva utile - più se ne parla meglio è - per fare nascere nel consumatore un interesse, una predisposizione ad acquistare i vini che sarebbero poi arrivati sul mercato. Speranze ampiamente disattese dacché i consumi sono continuati inesorabilmente a calare; a significare forse che la comunicazione del vino va ampiamente ripensata. La vendemmia del 2004 è invece partita in sordina. Questa iniziale mancanza di comunicazione però non incrina minimamente una grande verità: in cantina i produttori si troveranno degli ottimi vini, ed è quello che conta. Allorché i vini del 2004 cominceranno ad arrivare sul mercato, i consumatori non tarderanno ad accorgersi della loro bontà e li vorranno sicuramente acquistare.
28 Ottobre 2004
Le considerazioni di Roberto Gatti
E' con piacere, cari amici lettori, che vi ho portato a conoscenza, l'articolo pubblicato sul web, dal Sig. Angelo Gaja, inerente l'andamento della vendemmia 2004 e le prospettive per i vini in affinamento . Credo sia superfluo raccontarvi chi sia il Sig. Angelo Gaja, forse il produttore italiano piu' famoso nel mondo, con una lunga tradizione vitivinicola alle spalle . Un produttore che ha contribuito al rilancio, alcuni decenni addietro , del blasone del vino italiano nel mondo, uscito malamente dallo scandalo del metanolo negli anni '80 . Fortunatamente quei tempi cupi e bui sono alle spalle, ma da almeno tre anni stiamo assistendo ad una crisi “ economica “ nel mondo del vino, e non solo, senza precedenti negli ultimi 20 anni. Vuoi per l'euro, vuoi per gli aumenti troppe volte dissennati , praticati da alcuni produttori, convinti che fosse sufficiente essere presenti su una guida od avere ricevuto un premio, per sentirsi autorizzati ad aumentare a dismisura il prezzo in uscita dalle cantine. Poi , ad onore del vero, consideriamo i ricarichi, molte volte insensati, applicati da troppi ristoratori, convinti di potere fare quadrare i conti solamente con la voce vino, che arrivano ad applicare ricarichi del 300/400 % , quando invece sarebbe sufficiente un aumento del 30% per rilanciare alla grande il consumo nelle enoteche, winebar, ristoranti e mescite in genere. E' da incoscienti pensare di guadagnare da una bottiglia di vino, 3 o 4 volte di piu', del produttore stesso, che ha investito denaro, fatica, conoscenza e sacrifici per arrivare a produrre un buon vino.
Ma tornando alle considerazioni del Sig. Gaja, devo dirvi che mi hanno confortato alla grande, perché quelli che ci attendono sono dei grandi vini, che solo la natura , coadiuvata dalla sapienza ed esperienza dell'uomo, può rendere tali . Una speranza che mi auguro possa diventare realtà : che gli amici viticoltori produttori, si “ accontentino “ di un giusto e doveroso guadagno, ma soprattutto che le categorie intermedie, tra loro e noi consumatori finali, che il vino lo beviamo tutti i giorni, mettano finalmente “ un po' di giudizio “ con una politica dei prezzi piu' equa e consona al momento di “ vacche magre “ che stiamo un po' tutti attraversando !
Ed allora come di consueto : Prosit con i magnifici vini della vendemmia 2004 .
Roberto Gatti
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