A Casalbordino (Ch), da Gemma e Lidia, “pizze e fuje”, un goloso menù

riservato a pochi gourmet

 

di Donato Troiano e Valeria Bertocchi

 

Gemma Marcucci  con la figlia LidiaSapreste imbandire la tavola con semplicità, con un po' d'olio novello, del peperone e delle sarde fritte, della pizza de' grandigne (la farina di granturco) appena sfornata e per finire, un piatto con una decina di verdure diverse, selvatiche e non, raccolte nei campi di prima mattina?

 

“Pizze e fuje”, sembra un pasto di altri tempi, eppure nonna Gemma Marcucci e la figlia Lidia lo sanno preparare alla perfezione. E' uno dei menu' “poveri” più gustosi che in inverno vi può capitare di gustare. Una vera delizia per il palato.

 

Solo chi bazzica la campagna da una vita sa scovare tante varietà di verdura: oltre a quelle note, come “zucca”, “fagiolini”, “cappuccio”, “bietole” , “rape” ci sono anche “le fuje a mistiche”, “le cascigne”, “la cicoria di campagna” e varie “radici”.

 

Gemma Marcucci ai fornelliSiamo a Casalbordino, un piccolo paese dell'entroterra vastese in provincia di Chieti, per gustare questo piatto interpretato con passione e competenza da Gemma e Lidia.

Un vero pranzo da Re, assaporato in piacevole compagnia, in un'atmosfera casalinga insieme a chi traffica tra i fornelli dalla mattina alla sera.

 

Questa straordinaria cucina casalese non è aperta a tutti, è a numero chiuso. Non possono entrare gli ispettori della Michelin e del Gambero Rosso e non si ammessa la prenotazione.

Valgono solo gli inviti ad personam: ci siamo capiti, per venirci bisogna essere espressamente invitati.

 

E noi siamo stati tra i pochi fortunati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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