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 GORGO BATTE MICHELIN

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LA MICHELIN PORTA IN TRIBUNALE L’AZIENDA VINICOLA GORGO MA PERDE LA CAUSA.

E ORA  I VINCITORI INVITANO MICHELIN A BRINDARE INSIEME

 

L’idea che un vino non venga valutato per il suo aroma, profumo e gusto ma giudicato e portato in Tribunale per il nome della propria etichetta ha dell’incredibile. Ancora più incredibile è la cosa se l’azione legale viene promossa da un "gigante" come la MICHELIN contro una piccola azienda vinicola del veronese, la GORGO.

Alla fine però la leggenda si ripete: è sempre Davide ad avere la meglio su Golia!

Fuor di metafora, questa è la storia: la famosa azienda di pneumatici e di guide per turismo che ha per sagoma un simpatico omino di gomma la Michelin, ha fatto causa all’Azienda vinicola di Custoza (Verona) perché aveva scritto nell'etichetta del vino Bianco di Custoza la parola “Podere San Michelin”.

 

L’azienda, nata nel 1974, si estende per intero nella zona di produzione del “Bianco di Custoza”, che coincide con la parte meridionale della zona di produzione del “Bardolino” come spiega la signora Alberta, moglie di Roberto Bricolo, titolare dell’Azienda agricola Gorgo, che Informacibo ha avvicinato durante il Vinitaly.  “Nel 1983 –dice la signora Alberta- affittammo un Podere nella zona di Sommacampagna dove esisteva una villa Palladiana costruita nel 1649 e vicina c’era una chiesetta “padronale” dedicata all’Arcangelo con annessa una cappella chiamata “San Michelin” in località San Michelin”.  Niente di strano dunque che, tra le altre etichette di questa piccola azienda, il Vino Bianco di Custoza fosse denominato nell’etichetta “PODERE SAN MICHELIN”.

“Una mattina del febbraio del 1991 –continua la signora Bricolo- ci arriva una comunicazione del Tribunale civile dove apprendiamo che la ditta di Pneumatici Michelin ha denunciato mio marito Roberto Bricolo, produttore del Vino Gorgo con etichetta “Bianco di Custoza del Podere San Michelin” per “appropriazione del famoso marchio Michelin” che appartiene, dicono, in esclusiva alla omonima ditta produttrice di pneumatici e della Guida turistica che consiglia itinerari, alberghi e ristoranti.

Le accuse sono pesantissime: “truffa”, “concorrenza sleale”, appropriazione indebita di marchio” e quindi in definitiva, ci dice Alberta “ci si diffida dall’utilizzare il nome Michelin sull’etichetta del nostro vino”.

Una lotta impari sembrerebbe a prima vista tra un colosso internazionale e una piccola azienda produttrice di vini. Ma i signori Bricolo non si sono persi d’animo, hanno trovato un buon avvocato di Verona e presentarono un voluminoso dossier di controdeduzioni per “demolire le accuse del colosso francese”. Il Tribunale di Verona emise la sentenza favorevole alla famiglia Gorgo. Il giudice di Verona sentenzio’ che la Michelin è certamente una azienda nota e famosa ma il consumatore non poteva confondere una bottiglia di vino con il marchio della ditta francese.

Ma il Gigante non demorde, già pregusta la disfatta dell’azienda Gorgo, e si rivolge in giudizio alla Corte di Appello di Venezia. La Corte d’Appello di Venezia invece fa proprie le motivazioni di quello di Verona e il “Piccolo” produttore di vino vince anche la seconda causa.

A questo punto c’è un colpo di scena, alla vigilia di Natale del 1999, la Michelin si ritira in buon ordine e, oltre a pagare le spese processuali, invia all’azienda Gorgo un risarcimento di diecimila euro (“erano le prime euro in circolazione e che vedevo in vita mia” afferma la signora Alberta). Ma le sorprese non finiscono di stupire, nel gennaio 2000 esce la Guida Michelin” ma con il nome cambiato, ora si chiama “Guida Rossa”, e lo stesso nome di Guida Rossa viene utilizzato per le uscite del 2001 e 2002. Perché questo cambiamento che sembra la ritirata di un esercito in rotta?. Nel frattempo si sono accorti che il marchio Michelin non era neanche registrato.

Quest’anno però la Guida è tornata a chiamarsi “Michelin”. “E voi a questo punto cosa farete?" chiediamo alla signora Alberta. “La Gorgo è un’azienda seria (“e di vecchio stampo” aggiungiamo noi) e non faremo niente, anzi per il prossimo autunno abbiamo invitato la Michelin a visitare le nostre cantine e a gustare un pranzo all’aria aperta sotto le piante della nostra tenuta”.

L’augurio è che i dirigenti della Michelin insieme al buon pasto sappiano apprezzare anche un buon bicchiere del “Podere di San Michelin”.

Ma accetteranno il gentile invito di Alberta e Roberto Bricolo?


PER INFORMAZIONI

 

Azienda agricola GORGO di Roberto Bricolo – Via Gorgo CUSTOZA (VR)

Tel. 045 516063 www.cantinagorgo.it

e-mail gorgo@cantinagorgo.it

 

 

 

 

 

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