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Quella
gustosa rivista col cuore parmigiano e lo spirito « diVino »
di
Andrea Grignaffini
Chiamiamola
contaminazione, anzi, con una parola di gran moda, globalizzazione.
Che però, sia chiaro, non vuol dire prendere per buono, a
occhi e naso chiuso, tutto quello che viene da lontano ma al
contrario scegliere il meglio, pescandolo dove è nato. Sia
questo un vino, un distillato. O un'idea.
Ecco,
a voler essere sbrigativi, la filosofia e la forza di « Spirito
diVino » la nuova rivista ( ma non troppo, visto che in
questi giorni nelle edicole di tutt'Italia si può trovare il
quarto numero) « per meditare centellinando » nata a
Milano con un cuore smaccatamente parmigiano. Un cuore di gusto e
passione per la gastronomia e la cose buone che è quello di
Andrea Grignaffini, collaboratore della « Gazzetta »
ma anche di innumerevoli altre testate, curatore di guide, gastronomo
raffinato ma, soprattutto, curioso.
Un
esperto di sapere e sapori che in questo caso veste i panni di
direttore creativo della testata. « Questa rivista nasce da
un gruppo formato da persone di estrazione e cultura diverse unite
però dalla preparazione tecnica, dallo spirito libero e dalla
passione. Non abbiamo invece la stessa filosofia e dallo scambio di
idee e sensazioni nascono i risultati migliori » , ha
scritto Grignaffini.
Compendiando
quella contaminazione virtuosa che ha portato e porta redattori e
collaboratori della testata ad inseguire l'emozione da raccontare a
chi legge. Come indica il titolo, ovviamente, di vino ma non solo.
Perchè la testata non deve ingannare dato che « Spirito
di- Vino » parla infatti di grandi bianchi e rossi ma anche di
distillati e gastronomia, prodotti d'eccellenza, tradizioni e
curiosità. Oltre che di territori favolosi e di uomini capaci
ancora di sognare. Il tutto, cosa fondamentale, in una veste grafica
raffinatissima, preziosa di immagini e dettagli sofisticati.
Si
possono cosí, sfogliando le pagine del bimestrale ora in
edicola, avvicinarsi ad uno dei padri nobili dei « Supertuscans
» come il Tignanello ma pure inseguire un viaggio tra i vigneti
assolati dello sherry prima di scoprire la passione per i bianchi e
le bollicine dell'immarcescibile Mike Bongiorno. Ma pure scoprire i
migliori vin santo di tutt'Italia che si sono sfidati proprio qui, a
Parma, contaminando luoghi e sentori in apparenza lontani tra loro.
Tutto ciò senza compiacimenti snobistici ma con il rigore di
chi parla di prodotti dopo averli studiati, assaggiati e meditati, Ma
soprattutto amati. Condizione necessaria, ma non sufficiente per fare
si che la globalizzazione sia cosa buona e non jattura che livella.
Perchè ovunque ci può essere l'eccellenza, quello che
conta, e che non è facile fare, è trovarla e svelarla.
Mettendo in mostra appunto lo spirito. Che con rispetto esprime a
modo proprio, nelle mille forme possibili, qualcosa di divino.
Da “Gazzetta
di Parma” 10 ottobre 2004
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