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Viaggio in Abruzzo
A Guardiagrele “Il Tempio del Gusto” ti prende per la gola
(dt)
Guardiagrele (CH) 9 agosto 2007. L'Abruzzo, luogo di mare e di montagna, di tarallucci (Casalbordino) e di sfogliatelle (Villalfonsina), ma anche di “porchetta” e “ventricina”, invita il turista alle più genuine suggestioni gastronomiche.
Per capire e apprezzare le bontà della rinomata gastronomia abruzzese è d'obbligo una visita a Guardiagrele, un paesino di 9880 abitanti a 576 metri sul livello del mare.
Dalla Porta San Giovanni siamo entrati a Guardiagrele, definita “la porta della Maiella”, perché da qui si diramano tutte le strade di questa dolce montagna abruzzese, patria dei migliori artigiani del ferro, del rame e del ricamo d'Abruzzo.
Dopo appena pochi metri e dopo aver ammirato dalla piccola piazzetta, con al centro l'ampia fontana e l'attrezzato parco giochi bimbi, il panorama mozzafiato sulla Maiella fino al Gran Sasso, ci siamo incamminati verso piazza Santa Maria Maggiore dove domina la bella chiesa omonima. Sul lato destro della chiesa, sotto il porticato con colonne, si puo' ammirare lo splendido affresco raffigurante San Cristofaro, unica opera firmata da Andrea Delitio (1473).
Ma è Via Roma ad attrarre il turista che non vuole perdersi le specialità gastronomiche e le leccornie di questo paese in provincia di Chieti.
Dopo una breve sosta nelle pasticcerie Emo Lullo e Palmerio, ambedue specializzate nella produzione di torroni, confetti ma soprattutto delle Sise delle monache (leggere sotto), dette anche più pudicamente Tre Monti, la nostra passeggiata continua fino a “Il Tempio del Gusto” della famiglia Zulli, un locale appena inaugurato ma già ritrovo di appassionati gastronomi e intenditori del buon gusto.
Risale al lontano 1942 l'attività di Arcangelo Zulli nel settore enogastronomico di qualità.
La scelta dei migliori prodotti abruzzesi è sempre stato il pallino di famiglia, tanto che nel 1966 Rocco Zulli, seguendo le orme di papà Arcangelo, prende le redini del comando in questo settore fatto di saperi e sapori ma anche di passione. Dal '66 fino ad oggi papà Rocco lavora ed affina le conoscenze dei migliori e più ricercati prodotti agroalimentari fino a passare il testimone ai suoi quattro figli. Ma non lascia il campo, cambia ruolo e diventa sovrintendente.
I giovani figli di Rocco sono da pochi giorni gli eredi di questa tradizione e i veri patron di questo locale al numero civico 212 di Via Roma (Il Tempio del Gusto info@iltempiodelgusto.it - www.iltempiodelgusto.it telefono 0871.83463) con Gaspare Zulli, amministratore delegato della società.
Il dinamico e simpatico Rocco è riuscito così a coronare il sogno di una vita: consegnare ai figli una vera boutique della gastronomia abruzzese, dove ogni buongustaio può trovare anche la migliore produzione Dop e Igp del nostro Bel Paese.
Perché l'obiettivo del Tempio del Gusto è ambizioso, creare una dinamica e innovativa impresa enogastronomica che basa le proprie scelte competitive sulla qualità e sul rispetto delle tradizioni locali.
L'avvio è promettente, in un ambiente dove alle pareti fanno bella mostra di sé le belle sculture a mano di Antonio Mariani, (bellissimo lo stemma che vediamo qui a lato), si trova davvero tutto; le golosità dolci e salate vi accompagnano all'interno dell'ampio salone e nel pittoresco piano rialzato.
All'entrata il visitatore trova una montagna di forme di Parmigiano Reggiano Dop, poi, in diverse postazioni, altri rari formaggi a pasta dura e l'apprezzata mozzarella abruzzese di Montazzoli. Un'intero spazio è occupato dai salumi dove spicca la Ventricina di Guilmi, simbolo dell'Abruzzo più vero insieme ai rinomati prosciutti nazionali, in primis il Prosciutto di Parma, ma trova anche il Prosciutto di Silvano Scioli.
Tanti sono i dolci fatti in casa, ci sono i Cantuccini di BioAbruzzo insieme ad un ampio assortimento di prodotti tipici di montagna, miele e funghi. Nutrito e ben selezionato anche lo spazio dei vini, locali e nazionali.
Visitando il Tempio del Gusto ognuno può portarsi a casa un pezzo dell'Abruzzo attraverso il sapore e il profumo dei vini e dei prodotti di questa terra.
Se la classe e la sobrietà del locale emerge a colpo d'occhio il merito va ascritto ad un giovane architetto guardiese, Lino Tinari, che ha progettato e ideato questo bel locale mentre la Gromar di Guardiagrele ha completato con maestria la ristrutturazione esterna ed interna utilizzando le pietre della Maiella.
L' ultimo avviso per i naviganti: non si può visitare Guardiagrele senza fare una capatina dal quel Maestro della cucina tradizional/innovativa che risponde al nome di Peppino Tinari.
Peppino è il fantasioso chef e patron del ristorante Villa Maiella, che, insieme alla moglie Angela, è ancora capace di stupire con piatti gustosi e fantasiosi. Lo si trova in giro per l'Italia in molte promozioni e in particolare con le preparazioni della Pasta De Cecco, ma una visita presso il suo ristorante vale davvero la pena di un viaggio. (Ristorante Albergo Villa Maiella Via Sette Dolori 30 Guardiagrele (Ch). Chiuso lunedì. Domenica sera su prenotazione. Tel e Fax 0871 809319 - 809362).
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Sise delle Monache o Tre Monti di Guardiagrele
Le Sise delle Monache, dette anche Tre Monti, si producono esclusivamente a Guardiagrele.
Il dolce è costituito da due alti strati di soffice pan di spagna farciti con crema pasticcera. La forma è quella tipica a tre ciuffi accostati a triangolo da cui il nome Tre Monti, in riferimento alle tre vette della Maiella sotto cui sorge la cittadina di Guardiagrele.
Venne ideato e battezzato da Giuseppe Palmerio nel 1884 quando tornò da Napoli dove era stato ad imparare l'arte della pasticceria. Dalla sua fantasia e dalla sua esperienza nacque questo dolce che deve la sua bontà proprio alla semplicità e alla genuinità degli ingredienti.
Secondo una leggenda popolare il dolce era già prodotto in epoca più antica dalle Clarisse ed il nome sarebbe riferito proprio alle suore di questo ordine.
Fonte: Atlante dei prodotti tradizionali d'Abruzzo - ARSSA Regione Abruzzo, 2004
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