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Il Salone del Gusto e dei Saperi. Le risorse comunitarie assegnate all'Italia nell'ambito della programmazione dello sviluppo rurale 2007-2013
di Tommaso Lo Russo
“Il Piemonte fa bene”, così recita uno slogan, ma che cosa vuol dire? Che a chi viene in Piemonte: l'aria, le eccellenze agroalimentari, un itinerario divino fra vigne, castelli, laghi e montagna, per non dimenticare ristoranti stellati, piccole trattorie ed agriturismi, carni selezionate e una grande varietà di DOP fanno bene al corpo e allo spirito? Se la risposta è positiva ( e lo è), non basta. Il Piemonte “fa bene”...anche le cose e si sta riscoprendo una nuova dimensione post industriale, partendo dalla lotta contro gli OGM (organismi genetici modificati), per passare alla difesa delle biodiversità e recupero delle tradizioni, saperi e colture dimenticate, disperse, di un mondo scomparso, che non c'è, ma di cui tutti vorremmo recuperare la storia, le tradizioni, l'incanto, la positività, i saperi antichi per rinnovarli e farli rivivere in un mondo meno aggressivo e più aperto. Ma per tutto questo come si fa?
La risposta è il Salone del Gusto - una sorta di patrimonio dell'umanità - che sfrutta il patrimonio di dati disponibili trasformandoli in dati e informazione (cultura) diffondibile ed utilizzabile da un pubblico indifferenziato di piccoli gourmet appassionati delle cose buone e genuine. Per ottenere questo risultato, Il Salone del Gusto fornisce a tutte le piccole realtà, anche sconosciute, la congruenza visiva: il diritto a far sapere che piccole tradizioni, lavorazioni di un mondo sommerso sono l'umanità che ci manca ed aspettano l'occasione per essere apprezzate.
Molte delle aree e dei prodotti che hanno partecipato al VI Salone del Gusto sono realtà deboli, marginali, di cui addirittura quasi nessuno sa che esistono perché non hanno una propria identità, una propria riconoscibilità. Se siamo bombardati continuamente dalle parole “globalizzazione” , sappiamo pure, al contempo, che nel villaggio globale ci sono situazioni assurde, fortemente sperequate di cui Il Salone del Gusto tenta (con ottimi risultati) un' inversione di tendenza, di riequilibrio e offre prospettive di sviluppo, di miglioramento di qualità della vita ( intesa non solo in senso economico), ma anche opportunità per il “capitale umano” ( brutta parola, ma efficace!) per lo sviluppo dei Paesi più svantaggiati.
Oggi, in contrapposizione all'identità di ogni singola regione, nazione, paese, religione, cultura si parla di globalità che non vuol dire, abbandono delle radici per arrivare a parlare una lingua universale, pensare in modo omologato in cui tutti mangiano allo steso modo, ma un equilibrio fra le due caratteristiche che devono convivere.
Per questo il Salone del Gusto punta: “ alla difesa del localismo che dal locale si proietta sull' universo globale; nella ricerca dell'identità ricerchiamo il futuro dei vari Paesi in un continuum del passato che guarda al futuro che è già presente e di cui dobbiamo cogliere gli aspetti salienti e migliori”.
La Regione Piemonte che è sponsor principale crede fermamente nel Salone del Gusto e proprio per questo ha ricercato l'occasione per la discussione del tema del Piano di Sviluppo Rurale.
Alla presenza del ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, del sottosegretario Guido Tampieri e di tutti gli assessori all'Agricoltura delle Regioni italiane e delle Province autonome si è così portato a termine un complesso percorso politico avviato da mesi e finalizzato alla ripartizione delle risorse comunitarie assegnate all'Italia nell'ambito della programmazione dello sviluppo rurale 2007-2013, nonché all'esame conclusivo del Piano strategico nazionale dello sviluppo rurale.
"Il punto di equilibrio raggiunto tra le varie Regioni - afferma l'assessore all'Agricoltura della Regione Piemonte, Mino Taricco, che con l'assessore regionale alla Montagna Bruna Sibille ha fatto gli onori di casa - permette di contemperare le esigenze e le peculiarità dei diversi territori e di garantire un equilibrato rapporto tra aree dell'obiettivo convergenza e quelle dell'obiettivo competitività".
Si tratta si una somma di 8.292 milioni di euro, alla quale si aggiungeranno le quote nazionali e regionali e che complessivamente consentiranno l'attivazione di investimenti, premi e servizi per complessivi 30 miliardi di euro. Il cospicuo importo sarà destinato ad accompagnare, orientare e sostenere la competitività del settore agricolo e forestale, la sostenibilità ambientale, la qualità della vita nelle zone rurali e la diversificazione dell'economica rurale.
"A conclusione di una intensa e approfondita discussione politica che ha visto tutte le regioni confrontarsi a lungo - prosegue Taricco - il Piemonte ha ottenuto l'assegnazione di una somma importante che non può che vederci soddisfatti sia per il metodo seguito che per il risultato raggiunto".
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