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Un viaggio con i
Cuochi italiani all'estero tra i “giacimenti gustosi” di Parma
Ancora
un commento sul primo Congresso mondiale dei cuochi Italiani che
svolgono la loro attività all’estero svoltosi nella
splendida cornice del “Grand hotel de La Ville” del
“Barilla Center” a Parma.
Grazie
al contributo di una serie di soggetti, il Gruppo Barilla, le
Pentole Agnelli, i Consorzi di tutela del Prosciutto di
Parma e del Parmigiano Reggiano, il 24 e 25 Febbraio 2004
è stato possibile riunire in un’unica convention i
rappresentanti più significativi della ristorazione italiana
all’estero.
Che
gli chef fossero persone speciali, già lo avevamo intuito
grazie alle splendide elaborazioni che possiamo gustare nei
“loro”ristoranti, ma averli accanto e vedere la curiosità
che li anima in ogni momento, la disponibilità con la quale
rispondono alle domande che gli vengono rivolte, la grazia con la
quale discutono dei sapori e degli odori emanati da ciò che li
circonda, è veramente un grande spettacolo.
Alla
classica domanda “…siete voi che equilibrate in cucina i gusti e
gli odori delle pietanze nel rispetto del luogo dove siete o è
la vostra clientela che si “abitua” al gusto italiano…”
rispondono semplicemente che l’arte culinaria non prevede rigidità,
a volte si tende ad “aggiustare” il gusto della preparazione per
accontentare il cliente, spesso si cerca di educare i consumatori, di
qualsiasi parallelo, al gusto della nostra cucina, preparato con i
prodotti italiani. Si traspira dal loro modo di essere che la
gastronomia non è un fatto puramente nutrizionale, ma una vera
e propria arte applicata che richiede estro, comprensione,
versatilità, gioia affinché possa sfociare in una
preparazione armonica o contrastata, ma sempre e comunque
affascinante per il nostro palato.
Per
questo, a gran voce, hanno richiesto maggiore attenzione ai prodotti
italiani all’estero, in quanto rappresentanti di una cultura
culinaria tra le migliori e complete al mondo, ma che spesso trovano
a fatica nei paesi in cui operano; ovvero quando trovano il prodotto
non è sufficientemente curato il packaging, spesso è
costoso, si ha difficoltà ad educare i consumatori degli altri
continenti a riconoscere i “veri” alimenti italiani.
Queste
problematiche scaturite dal convegno che si è tenuto il 24
Febbraio saranno oggetto di dibattito, sul sito internet che, è
l'altra novità scaturita dal meeting, nascerà tra poco
per permettere una maggiore valorizzazione del progetto del GVCI2001
(Gruppo virtuale cuochi italiani costituitosi nel 2001).
Grazie
alla ineccepibile organizzazione fornita dai promotori, è
stato possibile far visitare agli chef presenti lo stabilimento della
Barilla di Pedrignano, un prosciuttificio, un caseificio e
dulcis in fundo la neo costituita Scuola Internazionale di Cucina
Italiana “Alma” a Colorno.
Presso
lo stabilimento della Barilla si
è potuto constatare che la filosofia che anima il GVCI2002 è
proprio quello di fornire ai Consumatori di tutto il mondo prodotti
salubri e nutrizionalmente equilibrati; le ricette diventano
riproducibili da parte di tutti, mutandosi in melodie a cui solo la
pasta, in cucina, sa dare vita. Nell'occasione è stato
Lamberto Prati, responsabile delle relazioni esterne Barilla,
ad illustrare le caratteristiche del Gruppo Barilla e le nuove
proposte di pasta prodotte appositamente per gli Chef.
Così
come il Re dei salumi, il Prosciutto di Parma, tutelato e
difeso dal Consorzio dei produttori, nato nel 1963, è stato
“presentato” esaurientemente da Elke Fernandez,
responsabile Marketing estero del Consorzio riconoscibile dal marchio
della Corona.
Il
Prosciutto è il prodotto D.O.P. per eccellenza, è un
prodotto che l’Unione Europea ha deciso di valorizzare e tutelare
fissando regole ben precise riguardo alla produzione, l’utilizzazione
dei marchi, i controlli e il metodo tradizionale di lavorazione.
D.O.P.
significa “denominazione di origine protetta”, e la condizione
essenziale per ottenere il Crudo di Parma è che l’intera
lavorazione avvenga in “zona tipica”, estremamente limitata che
comprende, in questo caso, il territorio della provincia di Parma
posto a sud della Via Emilia a distanza di almeno 5 Km. da questa,
fino a un’altitudine di m. 900, delimitato a est dal fiume Enza e a
ovest dal torrente Stirone. Solo in quest’area hanno luogo tutte le
condizioni climatiche ideali per l’asciugatura, ossia la
stagionatura naturale che darà dolcezza e gusto al Prosciutto
di Parma.
Per
anni il prosciutto crudo ha patito i riflessi negativi di un certo
ostracismo preconcetto che investiva globalmente tutto il comparto
delle carni suine, considerate troppo ricche in grassi e, di
conseguenza, di calorie totali. Ma riabilitato completamente da
recenti studi realizzati dalla Stazione Sperimentale per l’Industria
delle Conserve Alimentari di Parma (SSICA) ne vengono esaltate le
qualità nutritive, sfatando al contempo, i luoghi comuni sui
consumi di carne di maiale. Le qualità peculiari del
prosciutto crudo e le sue caratteristiche di alimento non manipolato
né sofisticato a digestione facilitata e di elevata
palatabilità, ne fanno un cibo quanto mai indicato per
chiunque e non solo come antipasto ma come un vero e proprio “secondo
piatto”, da inserire a pieno titolo nella struttura di un normale
pasto al quale si vogliano conferire qualità di completezza,
leggerezza ed alto valore nutritivo.
Agli
chef executive è anche stato proposta la visita ad un
caseificio dove il formaggio “non si fabbrica, si fa!”. E' stato
Romildo Pasquali, segretario della sezione di Parma del
Parmigiano-Reggiano, a parlare di questo formaggio di antica
tradizione che per produrne un Kg. occorrono ben 16 litri di latte e
600 litri per produrne una forma. Le sue caratteristiche
organolettiche ne fanno uno degli ingredienti indispensabili della
cucina italiana e la sua versatilità si presta ad innumerevoli
abbinamenti e preparazioni culinarie.
Rappresenta
un alimento prezioso per la crescita, la terza età, per chi
pratica sport, anche in condizioni estreme, per esempio, è
l’unico formaggio naturale che rientra nella dieta dei cosmonauti
delle missioni spaziali….il che è tutto dire.
Infine,
con la visita ad Alma, scuola di alta cucina italiana
insediata nella splendida Reggia Ducale di Colorno (Pr), i nostri
chef ritornano alle origini.
Lo
scopo di ALMA consiste nel formare cuochi di ogni nazionalità,
per farne veri professionisti della Cucina Italiana e si propone di
essere il più autorevole centro di formazione della Cucina
Italiana a livello Internazionale. Vengono anche previsti corsi di
preparazione al conseguimento del “Marchio di Autenticità”,
promosso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, oltre
che Corso Superiore e Corsi di eccellenza per cuochi professionisti.
Il
viaggio gastronomico degli Chef del mondo
si è concluso con una serata di Gala, al
Circolo di Lettura, all'insegna dei prodotti
tipici del territorio. La sontuosa cena
è stata accompagnata da un'apprezzata
esibizione della Corale Verdi, che ha allietato
i presenti con le opere del repertorio del
grande Compositore bussetano.
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