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PROSCIUTTO
IBERICO UN MITO MODERNO DI UNA ANTICA TRADIZIONE
(Parte
Prima: cos'è)
Il
prosciutto iberico è uno dei miti gastronomici di questi anni,
dopo essere stato apprezzato in tutto il nord Europa, ha conquistato
anche il mercato della nostra penisola. Il nostro territorio, pur da
sempre considerato, off limits, nei confronti di prosciutti che non
fossero legati alle grandi tradizioni italiche, non ci è dato
sapere per quale motivo, ma è un fatto che è stato
espugnato da questo prodotto, che ormai troneggia al pari del
caviale, nei più ricercati ristoranti e gastronomie. Forse per
l'eccessiva esterofilia di alcuni nostri gourmet?
Incuriosito
da questo fatto e dalle leggende metropolitane, che avvolgono la
produzione del prosciutto iberico, appena mi è stato
possibile, ho voluto saperne di più. L'occasione mi è
stata data dalla realizzazione di un servizio televisivo per Linea
Verde, nel quale ho inserito questo argomento. Mio alleato e maestro,
in questa avventura è stato, un grande esperto del settore ,
Michelangelo Muraro, figlio d'arte nel vero senso della parola.
Michelangelo è infatti il figlio del grande Muraro, inventore
del prosciutto di San Daniele, il fondatore del prosciutto Veneto,
insomma l'uomo che dette forma e prestigio negli anni sessanta, ai
prosciutti del nord est, oggi gioielli di sapore e cultura
apprezzati in tutto il mondo. Michelangelo, mi racconta che il
padre gli ha trasferito la passione e la sapienza artigiana che oggi
gli consentono di sentire, ancora prima odorare l'osso infilzato nel
prosciutto, l'origine e la storia di ogni singola coscia.
Prima
del viaggio in Spagna si stabilisce un incontro ravvicinato con il
prosciutto iberico: l'occasione è il salone del gusto di
Torino, dove Michelangelo mi presenta il dott. Julio Revilla,
Consigliere Delegato del Consorzio de Jabugo della regione di Huelva
, Siviglia, produttore del famoso, patanegra di bellota .
L'incontro
avviene in terreno neutrale ed inconsueto, presso lo stand di Pessot
un grande del prosciutto d'oca! Nello stand ci aspetta un patanegra
di bellota coperto con un canovaccio e del buon refosco friulano, in
onore del nostro ospite, vino tinto come esclama Revilla, che parla
un buon italiano con forte inflessione spagnola, ma la radice latina
comune ci permette una tranquilla conversazione.
Fin dalle prime battute, dopo i brevi convenevoli ed un fugace
assaggio, il mio difetto di agronomo, mi porta ad incalzare Revilla
per sapere subito cosa sia e come venga prodotto il prosciutto
iberico, perché, al di la, di conoscere che l'origine del
nome sia da ricercarsi nei famosi maiali dall'unghia nera, da cui
"patanegra", ignoro tutto il resto.
Revilla
, e in questo devo dire mi è piaciuto subito, va al sodo della
questione, chiede cortesemente, la mia Moleschin, sulla quale avevo
iniziato a prendere appunti, per scrivere lui stesso i passaggi
fondamentali del discorso. Quindi inizia con il tracciare una
piramide dicendo che rappresenta l'intera produzione spagnola di
prosciutto che si aggira sui 40.milioni di pezzi. Poi traccia una
linea a dividere l'apice della piramide con la restante parte ed
indica una il numero 500.000 questa, dice con tono grave, è
più o meno la quantità di prosciutti iberici patanegra
di bellota.
Questi
prosciutti, che, ripete rappresentano solo l'1,25% !!! dell'intera
produzione, sono i veri IBERICI PATANEGRA DI BELLOTA, ed ora chiarito
questo, dice che possiamo entrare nel dettaglio . "i maiali di
origine iberica, sono piuttosto rustici, con caratteristiche
morfologiche che li mantengono più vicini al cinghiale, di
cui hanno molte caratteristiche in comune quali : il muso ancora
adatto a grufolare la parte anteriore ancora possente, grande
rusticità e capacità di camminare a lungo. La base dei
grandi prosciutti iberici di qualità risiede in questa razza e
nella possibilità di utilizzare i grandissimi pascoli di
querce, dell'interno della Spagna nella zona tra l'Extremadura e
l'Andalusia nelle provincie di: Salamanca ,Extremadura , Cordoba(
Pedroches) , Huelva (Jabugo) , Sevilla, dove si estende la più
grande superficie al mondo di querceti" , "pensate"
sottolinea "un patrimonio di oltre 5 milioni di quercete"
su oltre 45.000 ettari" .
"Il
Maiale e la bellota" dice ancora Revilla, e ci stupisce tutti
quando estrae dalla tasca alcune ghiande, e mostrandole con orgoglio
dice con forza " queste sono le bellote due elementi: maiale
e ghianda fanno grande il prosciutto iberico, o meglio
l'iberico patanegra di bellota.!!!"
Ora
Julio racconta i particolari della produzione : "i maiali
patanegra , tutti castrati, vengono allevati per circa due anni,
quindi da settembre a febbraio del loro ultimo periodo di vita,
vengono fatti pascolare sotto le quercete dove si alimentano di
ghiande tanto che le masse muscolari e la composizione del loro
grassi tende a modificarsi in funzione del grande movimento fisico e
di questa particolare alimentazione . Le masse muscolari
progrediscono ed i grassi assumono una composizione che raggiunge il
65% di presenza di acido OLEICO assomigliando più ad un
olio extravergine di oliva che ad un grasso".
Ora
che Revilla ha dato le basi per comprendere, continua il racconto
per specificare che non tutti i prosciutti iberici sono uguali, ma il
top dei prosciutti iberici patanegra sono quelli chiamati "DI
BELLOTA", che rappresentano quel’ 1,25% della produzione
spagnola e derivano dai maiali che hanno potuto pascolare e cibarsi
negli ultimi sei mesi della loro vita , di sole ghiande, dopo di che
la qualità scende e si distinguono altri due livelli, ci sono
infatti , racconta Julio, animali che pur appartenendo alla medesima
razza , patanegra, sono stati alimentati in parte con ghiande ed in
parte con cereali, in questo caso si parla di prosciutto iberico
patanegra " RECEBO", ed infine, come accade per la
maggioranza dei casi, l'animale è alimentato con normali
misture di cereali, in questo caso il prosciutto viene indicato come
SERRANO.
Ora
è tutto più chiaro, Julio è l'uomo che fa per
noi potrà essere un ottimo interlocutore per il viaggio nelle
terre del patanegra, ci congediamo dandoci appuntamento a Siviglia
tra qualche giorno, le bellote ci sono e così anche gli
animali, i cerdi, come li chiama Julio li vedremo grufolare tra le
querce , siamo a novembre è il periodo giusto......
(segue.)
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