|

Un problema serio anche per l'Authorty Alimentare:
l'influenza polli.
La Coldiretti conferma, serve l'etichettatura con indicazione d'origine
Primo problema serio all'attenzione dell'Authority europea per la sicurezza alimentare dopo la decisione che la sede di questo organismo sarà a Parma. La “febbre aviaria” fa paura. Convocato subito il Comitato Emergenze Sanitarie dopo l'allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Ams), Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e Ufficio internazionale per le epizoozie (Oie).
L'influenza dei polli infatti ha contaminato gli allevamenti di otto Paesi. Già 6 morti in Vietnam e 4 in Thailandia. L'Europa ha vietato per almeno cinque mesi l'importazione di pollame thailandese e l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che è sempre più probabile il passaggio del virus dagli animali all'uomo.
In Italia di queste o altre influenze aviarie non c'è traccia ma la preoccupazione non è mai abbastanza. Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha convocato una riunione urgente della Commissione per le pandemie, che due anni fa ha lavorato su un piano per contrastare emergenze di questo tipo. Margherita De Bac sul “Corriere della Sera” del 27 gennaio 2004 ha riportato il commento di Pietro Crovari del Centro Interuniversitario per l'influenza che ha dichiarato: “L'Oms ci ha messo a disposizione il kit per la diagnosi di influenza da virus di tipo A H5 N1. Sarà presto disponibile anche il ceppo virale prototipo con cui poter produrre un vaccino monovalente, nel caso fosse necessario, evenienza al momento improbabile”.
Non si hanno notizie invece di comunicati da parte dell'Authorty europea per la sicurezza aliementare. Chi invece si è fatta sentire subito è stata la Coldiretti nazionale che ha dichiarato: “Nel tempo della globalizzazione dei mercati e degli scambi commerciali sempre più intensi è necessario introdurre misure strutturali di prevenzione, come l'etichetta obbligatoria sulla provenienza di tutti gli alimenti commercializzati, per non rincorrere le emergenze che ormai costantemente si verificano”.
Le positive assicurazioni delle Autorità Sanitarie sull'assenza di rischi per i cittadini Europei di fronte al diffondersi dell' "influenza dei polli" nei Paesi asiatici devono essere accompagnate - ha sostenuto ancora la Coldiretti - da un più incisivo impegno per garantire maggiore trasparenza sull'origine degli alimenti presenti sui mercati nazionale e comunitario. Dopo l'emergenza mucca pazza - ricorda la Coldiretti - è divenuta obbligatoria dal primo gennaio 2002 l'etichetta che consente di riconoscere l'origine della carne bovina acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento e di identificare come una vera e propria carta d'identità il bestiame tramite un codice di identificazione. Una etichetta trasparente dal campo alla tavola divenuta obbligatoria - ricorda infine la Coldiretti - dal primo gennaio 2004 anche nella commercializzazione delle uova ma che purtroppo manca ancora per la carne di coniglio, quella suina e per il pollame dove rappresenterebbe una misura di garanzia rispetto ai recenti allarmi sanitari. Una situazione che potrebbe cambiare nel 2004 grazie alla proposta di legge di iniziativa popolare presentata dalla Coldiretti e supportata da un milione di firme che prevede "l'indicazione obbligatoria nell'etichettatura dell'origine di tutti i prodotti alimentari" e che è già all'esame della commissione agricoltura del Senato.
|