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A Guastalla la 2° Borsa
del Turismo Fluviale
Importante convegno su
“Valorizzazione e
Sviluppo del Turismo Fluviale e del Po”
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Il Po è divenuto, poco
alla volta, un’attrazione per i turisti richiamati non solo dalla
piacevolezza di percorrerlo in barca e, dove possibile, pescare ma
anche scoprire in luoghi che hanno ispirato film famosi o dove sono
nati celebri personaggi come Giovannino Guareschi
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di Luciano Scarzello
Guastalla estate 2011.
Dire Parmigiano-Reggiano e Lambrusco – la tipologia che ora
arriva anche a 12 gradi e più ed è ben diverso da quello che gli
americani bevevano negli anni ‘60 come fosse una sorta di Coca
Cola all’italiana - è come dire Reggio Emilia e quindi, di per
sé, basterebbe ad invogliare i turisti o, meglio coloro che amano
la buona tavola e i buoni vini a recarsi in visita da queste parti.
In realtà le quote di
turismo raggiunte non sono mai abbastanza e proprio per far conoscere
sempre di più questa parte dell’Emilia è stata organizzata la
2° Borsa del Turismo del Po di Guastalla che, a metà aprile,che ha
visto coinvolti alcuni tour operator specializzati provenienti da
otto paesi europei europei e alcuni giornalisti italiani.
Momento
importante dell’evento è stato il convegno intitolato
“Valorizzazione e sviluppo del turismo fluviale in Emilia
Romagna”, organizzato nell’antico loggiato del Palazzo Ducale
di Guastalla e che ha visto coinvolti diversi relatori partire
dall’ assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci, il
vice presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, Enrico
Bini presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia e
dirigenti della Confesercenti locale e regionale.
Scegliere Guastalla come
epicentro della Borsa ha voluto dire mettere in rilievo soprattutto
il Po come sistema turistico e tutto ciò che gravita attorno alla
via d’acqua più importante d’Italia. Il Po è divenuto, poco
alla volta, un’attrazione per i turisti richiamati non solo dalla
piacevolezza di percorrerlo in barca e, dove possibile, pescare ma
anche scoprire in luoghi che hanno ispirato film famosi o dove sono
nati celebri personaggi come Giovannino Guareschi.
“E’ ormai compiuto il
progetto interregionale al quale hanno collaborato le quattro regioni
del Po che ci ha visto analizzare sotto tutti i punti di vista il
tema del turismo fluviale -ha spiegato la dirigente regionale del
Turismo Laura Schiff- attraverso il confronto delle
potenzialità del bacino del Po con altre realtà europee in cui il
turismo fluviale è una realtà consolidata. E’ emerso come il Po
abbia caratteristiche tali da renderlo in assoluto tra i più
appetibili itinerari del turismo fluviale d’Europa che ha un
potenziale valore annuo di oltre 800 milioni di euro”
Ma – si è chiesta la
Schiff - cosa manca oggi al Po per entrare in competizione con
Danubio, Loira, Rodano e Reno?
Senza dubbio l’offerta troppo
frammentata perché negli altri fiumi europei c’è una
programmazione decennale, investimenti di portata inimmaginabile,
campagne informative capillari, siti coordinati, target specifici sia
di offerta che di nicchia, e corsi di aggiornamento frequentatissimi.
“Si pensi - ha spiegato - che il Danubio lungo cinque volte il Po
e che attraversa 10 paesi europei ha un solo ente di promozione
turistica”.
Il tema del lavoro in
collaborazione tra le varie sponde del Po è stato ripreso anche da
Enrico Bini accennando al fatto che “La Camera di Commercio è
impegnata anche quest’anno a supportare l’iniziativa promossa da
Confesercenti Reggio Emilia. La CCAA ritiene infatti di dover essere
a fianco se non alla guida delle imprese nell’intraprendere il
percorso di valorizzazione turistica del nostro territorio, ma siamo
altresì consapevoli che questo processo potrà essere portato a
termine solo se verranno coinvolti tutti gli attori pubblici e
privati che oggi lavorano sull’asta del Po”.
L’azione di
Confesercenti Reggio Emilia nello sforzo di lanciare il prodotto
turistico del Po è stata spiegata da Ivano Pavesi, Presidente
della Zona di Guastalla e uno dei primi fautori della Borsa. “Il
lavoro fatto da Confesercenti in questi tre anni - ha spiegato - ha
avuto se non altro il merito di far credere agli operatori che uno
sviluppo turistico del territorio è possibile. Oggi il territorio
sta rispondendo bene alle nostre sollecitazioni e il successo de
workshop di oggi lo dimostra. Adesso però non dobbiamo mollare ma
continuare a lavorare perché il progetto si allarghi sempre più”.
L’assessore Melucci,
infine, ha ricordato come il turismo “E’ prima di tutto
un’industria. Quindi, come in ogni settore industriale bisogna
curare il prodotto e poi riuscire a venderlo sui mercati
internazionali. Benissimo quindi la Borsa promossa da Confesercenti
perché contribuisce a sviluppare questo progetto”.
Molto
importante rimane, al di là di queste affermazioni, quello della
tutela ambientale del Grande Fiume perché la pulizia delle acque
vada migliorando anche se per raggiungere questo obiettivo
servirebbe un’intesa anche fra le industrie che operano sia in
Emilia che in Lombardia.
Merita la pena fare un
giro nella Bassa Reggiana dalla quale si può facilmente sconfinare
nella vicina provincia di Mantova.
Un percorso piacevole in pianura
sulle strade che attraversano una delle zone più ricche dal punto
di vista agricolo del nord Italia. Guastalla, dalla quale partiamo,
ha come importante risorsa turistica da proporre il maestoso palazzo
Ducale che per secoli è stata la residenza ufficiali dei nobili che
dominarono la città e il territorio circostante. Il pensiero corre
ai Gonzaga che nel Rinascimento furono una delle più importanti
dinastie italiane. Guastalla venne unificata , all’inizio dell’800,
con Piacenza e Parma dando vita al ducato creato da Napoleone e dalla
seconda moglie Maria Luigia d’Asburgo Lorena per divenire poi
Ducato di Modena fino all’Unificazione. Molto interessante è anche
Sabbioneta fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna al ritorno dalle
guerre che insanguinarono l’Europa alla fine del XVI° secolo.
Vespasiano Gonzaga cinse la città di solide mura (tuttora visibili)
ed era un ammiratore dell’Antica Roma e ad essa si ispirò nel
costruire il Teatro Olimpico il cui interno assomiglia al Colosseo
anche di in estensione molto ridotta. Lo stesso Vespasiano Gonzaga
costruì anche il palazzo Ducale che divenne la sua residenza
ufficiale.
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