Verso la 2° Borsa del Turismo Fluviale (Youtube)

   

Il fiume Po (Wikipedia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Guastalla la 2° Borsa del Turismo Fluviale

Importante convegno su “Valorizzazione e

Sviluppo del Turismo Fluviale e del Po”

 

Il Po è divenuto, poco alla volta, un’attrazione per i turisti richiamati non solo dalla piacevolezza di percorrerlo in barca e, dove possibile, pescare ma anche scoprire in luoghi che hanno ispirato film famosi o dove sono nati celebri personaggi come Giovannino Guareschi

 

di Luciano Scarzello


Guastalla estate 2011. Dire Parmigiano-Reggiano e Lambrusco – la tipologia che ora arriva anche a 12 gradi e più ed è ben diverso da quello che gli americani bevevano negli anni ‘60 come fosse una sorta di Coca Cola all’italiana - è come dire Reggio Emilia e quindi, di per sé, basterebbe ad invogliare i turisti o, meglio coloro che amano la buona tavola e i buoni vini a recarsi in visita da queste parti.


In realtà le quote di turismo raggiunte non sono mai abbastanza e proprio per far conoscere sempre di più questa parte dell’Emilia è stata organizzata la 2° Borsa del Turismo del Po di Guastalla che, a metà aprile,che ha visto coinvolti alcuni tour operator specializzati provenienti da otto paesi europei europei e alcuni giornalisti italiani.

 

Momento importante dell’evento è stato il convegno intitolato “Valorizzazione e sviluppo del turismo fluviale in Emilia Romagna”, organizzato nell’antico loggiato del Palazzo Ducale di Guastalla e che ha visto coinvolti diversi relatori partire dall’ assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci, il vice presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, Enrico Bini presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia e dirigenti della Confesercenti locale e regionale.


Scegliere Guastalla come epicentro della Borsa ha voluto dire mettere in rilievo soprattutto il Po come sistema turistico e tutto ciò che gravita attorno alla via d’acqua più importante d’Italia. Il Po è divenuto, poco alla volta, un’attrazione per i turisti richiamati non solo dalla piacevolezza di percorrerlo in barca e, dove possibile, pescare ma anche scoprire in luoghi che hanno ispirato film famosi o dove sono nati celebri personaggi come Giovannino Guareschi.


“E’ ormai compiuto il progetto interregionale al quale hanno collaborato le quattro regioni del Po che ci ha visto analizzare sotto tutti i punti di vista il tema del turismo fluviale -ha spiegato la dirigente regionale del Turismo Laura Schiff- attraverso il confronto delle potenzialità del bacino del Po con altre realtà europee in cui il turismo fluviale è una realtà consolidata. E’ emerso come il Po abbia caratteristiche tali da renderlo in assoluto tra i più appetibili itinerari del turismo fluviale d’Europa che ha un potenziale valore annuo di oltre 800 milioni di euro”

Ma – si è chiesta la Schiff - cosa manca oggi al Po per entrare in competizione con Danubio, Loira, Rodano e Reno?

Senza dubbio l’offerta troppo frammentata perché negli altri fiumi europei c’è una programmazione decennale, investimenti di portata inimmaginabile, campagne informative capillari, siti coordinati, target specifici sia di offerta che di nicchia, e corsi di aggiornamento frequentatissimi. “Si pensi - ha spiegato - che il Danubio lungo cinque volte il Po e che attraversa 10 paesi europei ha un solo ente di promozione turistica”.


Il tema del lavoro in collaborazione tra le varie sponde del Po è stato ripreso anche da Enrico Bini accennando al fatto che “La Camera di Commercio è impegnata anche quest’anno a supportare l’iniziativa promossa da Confesercenti Reggio Emilia. La CCAA ritiene infatti di dover essere a fianco se non alla guida delle imprese nell’intraprendere il percorso di valorizzazione turistica del nostro territorio, ma siamo altresì consapevoli che questo processo potrà essere portato a termine solo se verranno coinvolti tutti gli attori pubblici e privati che oggi lavorano sull’asta del Po”.

L’azione di Confesercenti Reggio Emilia nello sforzo di lanciare il prodotto turistico del Po è stata spiegata da Ivano Pavesi, Presidente della Zona di Guastalla e uno dei primi fautori della Borsa. “Il lavoro fatto da Confesercenti in questi tre anni - ha spiegato - ha avuto se non altro il merito di far credere agli operatori che uno sviluppo turistico del territorio è possibile. Oggi il territorio sta rispondendo bene alle nostre sollecitazioni e il successo de workshop di oggi lo dimostra. Adesso però non dobbiamo mollare ma continuare a lavorare perché il progetto si allarghi sempre più”.


L’assessore Melucci, infine, ha ricordato come il turismo “E’ prima di tutto un’industria. Quindi, come in ogni settore industriale bisogna curare il prodotto e poi riuscire a venderlo sui mercati internazionali. Benissimo quindi la Borsa promossa da Confesercenti perché contribuisce a sviluppare questo progetto”.

Molto importante rimane, al di là di queste affermazioni, quello della tutela ambientale del Grande Fiume perché la pulizia delle acque vada migliorando anche se per raggiungere questo obiettivo servirebbe un’intesa anche fra le industrie che operano sia in Emilia che in Lombardia.


Merita la pena fare un giro nella Bassa Reggiana dalla quale si può facilmente sconfinare nella vicina provincia di Mantova.

Un percorso piacevole in pianura sulle strade che attraversano una delle zone più ricche dal punto di vista agricolo del nord Italia. Guastalla, dalla quale partiamo, ha come importante risorsa turistica da proporre il maestoso palazzo Ducale che per secoli è stata la residenza ufficiali dei nobili che dominarono la città e il territorio circostante. Il pensiero corre ai Gonzaga che nel Rinascimento furono una delle più importanti dinastie italiane. Guastalla venne unificata , all’inizio dell’800, con Piacenza e Parma dando vita al ducato creato da Napoleone e dalla seconda moglie Maria Luigia d’Asburgo Lorena per divenire poi Ducato di Modena fino all’Unificazione. Molto interessante è anche Sabbioneta fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna al ritorno dalle guerre che insanguinarono l’Europa alla fine del XVI° secolo. Vespasiano Gonzaga cinse la città di solide mura (tuttora visibili) ed era un ammiratore dell’Antica Roma e ad essa si ispirò nel costruire il Teatro Olimpico il cui interno assomiglia al Colosseo anche di in estensione molto ridotta. Lo stesso Vespasiano Gonzaga costruì anche il palazzo Ducale che divenne la sua residenza ufficiale.


 

 

 

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