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Vicenza
Una
Provincia che ricerca la Qualità...anche nel Gusto
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Un
tour gastronomico alla scoperta dei giacimenti golosi del vicentino
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di
Marcello Coronini
Vicenza
dicembre 2011. L'Italia, che è un paese incredibile, possiede
certe aree con curiosità gastronomiche, spesso storiche,
completamente diverse l'una dall'altra.
La
vivacissima provincia di Vicenza sorprende per la varietà di
prodotti che propone e per la capacità dei suoi produttori di
raccontare e vestire in modo piacevolissimo un’eccellente qualità
produttiva.
Questo
viaggio è stato davvero molto eloquente per la grande qualità e
ricchezza che ha contraddistinto assaggi di prodotti completamente
diversi.
Parlando con Vladimiro
Riva che
ci ha ospitati, abbiamo saputo che la provincia di Vicenza ha più di
trenta DECO
attive.
Le DECO sono denominazioni di origine comunale in cui ha creduto
molto Luigi
Veronelli,
che si è dato molto da fare per proporle ai Comuni di diverse
regioni d'Italia. Le DECO si adoperano per tutelare e proteggere
prodotti di qualità con caratteristiche particolari che li legano al
territorio e che non hanno denominazioni importanti tipo le DOP o
altre. La
provincia di Vicenza
ne ha qualche decina e questo fa capire la ricchezza e la varietà
dei suoi prodotti.
POLENTA
DI MAIS MARANO, SOPPRESSA E BALLI
(Mais
Marano)
Ospitati
dal consorzio del Mais Marano abbiamo visitato un mulino autentico
anni '50 capitanato da un anziano signore che macina il mais ormai
solo per gli amici. L'inventore, il Cav.
Antonio Fioretti,
attraverso l'incrocio tra il Pignoletto d'Oro e un mais nostrano
locale, varietà entrambe presenti nel vicentino, ottiene il Mais
Marano, varietà in grado di unire alle buone attitudini produttive,
elevatissimi standard qualitativi, tuttora difficilmente ottenibili
con altre varietà o ibridi di mais.
L’assaggio
della polenta di farina di Mais Marano era scontato, ed era
buonissima così da sola, ma sorpresa….. presentata assieme alla
soppressa è stata una favola e poi per finire in dolcezza una torta
“gialla”.
E
come in tutte le feste tradizionali che si rispettino, nel giardino
ci hanno allietato danze storiche proprie del territorio recuperate
dai racconti degli anziani ed esibite dal gruppo di ballo Saltamaran.
IL
RISO DELLE MONACHE
Detacchi
Inaspettata
a Vicenza la coltivazione di un grande riso come il
Grumolo delle Abbadesse,
coltivato appunto nell’omonimo comune , in quello di Torri di
Quartesolo e di Gazzo Padovano, un riso di cui si parla da diverse
centinaia di anni. È la storia di una importante managerialità
tutta al femminile, si parla di monache, nata nel 1500 per merito
dell’ordine benedettino. Riuscirono a disboscare e bonificare
terreni semipaludosi creando un'organizzazione perfetta per produrre
un riso di qualità. Per la precisione, il vialone nano. Oggi una
ventina di produttori si sono uniti in un consorzio, hanno creato un
disciplinare a cui si attengono scrupolosamente per mantenere una
qualità mediamente alta, con punte di eccellenza notevoli,
soprattutto nel caso del vialone nano. Producono anche carnaroli e
tra loro abbiamo avuto occasione di assaggiare un riso eccellente
prodotto da Francesco
De Tacchi
in un luogo di grande fascino costituito da una villa palladiana, da
un grande parco con alberi secolari, ma soprattutto con la volontà
del proprietario di conservare e valorizzare la cultura e il legame
“con l’antica creatura delle monache”.
“IL
PANETTONE DI MILANO”, a Vicenza?
Loison
Girando
il territorio, se capiti dal vivace Dario
Loison,
non puoi che stupirti nel constatare che produce uno dei migliori
panettoni italiani, con packeging
raffinato, tra l'altro ha ottenuto per tre anni la concessione, da
parte del Comune di Milano, per produrre un panettone marchiato
appunto “Il
panettone di Milano”.
Un fatto curioso, anche contestato da alcuni, colpiti dal fatto che
fosse stato affidato a un vicentino l'incarico di produrre il
panettone che identifica il suo legame con la metropoli.
La
storia di Dario Loison è quella di un imprenditore che a un certo
punto ottiene dal padre la possibilità di gestire l'attività di
famiglia, pasticceri dagli anni '50 senza una particolare attenzione
alla qualità. Dario, che da anni girava il mondo per un settore
completamente diverso, rivoluziona tutto e oggi è tra le grandi
pasticcerie italiane con una varietà di prodotti vasta e
particolare, tra cui una gamma di panettoni speciali per la
piacevolezza del gusto e la qualità degli igredienti, tipo quello
alle marasche o al mandarino.
KM
0 PER CARNI D’AUTORE: DALLA MACCELLERIA AL RISTORANTE
Damini
- Maculan
Il
viaggio nella provincia di Vicenza prosegue con una sorprendente cena
da Damini
ad Arzignano che, con intelligenza, ha creato in una sala attigua
alla macelleria, curata in prima persona da Gianpietro,
un ristorante, ma non solo. Una realtà complessa da gestire: un
grande negozio con banco da macelleria, alcuni scaffali dove presenta
vini extralusso e qualche sfizio gastronomico, non prodotto da loro,
poi dal negozio si passa direttamente alle due sale del ristorante,
dove qui Giorgio
propone piatti con le loro carni. Abbiamo gustato delle curiosità
molto buone, come il damburger e una battuta al coltello naturale
con sedano, mela verde e vezzena. Damini utilizza soprattutto carni
provenienti da un allevamento di Limousine francesi in provincia di
Brescia, che sapientemente passando tra le sue mani si trasformano in
carne più che ottima, da grande conoscitore della materia quale
Gianpietro è, cura in modo eccellente tutta la filiera sapendo
trovare per ogni taglio il tempo giusto di frollatura e il disosso.
Durante
la cena un Grande del vino Italiano, Fausto
Maculan
con la figlia, ha presentato i suoi gioielli, per ognuno dei quali ha
proposto un'annata storica assieme annata sul mercato.
UNA
SELEZIONE DI CAPRE PER FORMAGGI D’ECCEZIONE
(La
Capreria, Azienda agricola di Enrico Grandis La
Capreria
Che
fortuna avere assaggiato gli splendidi formaggi di capra da La
Capreria di Montegalda!
Un'azienda agricola gestita da Enrico
Grandis
con la moglie che in venti anni, attraverso la selezione delle capre
e la loro capacità di interpretare il latte, hanno realizzato
formaggi particolari tra cui eccellenti erborinati.
DAL
SOTTOVUOTO….. AL PIATTO PER UNA CENA TRA AMICI “DIFFICILI”
Salumificio
e Macelleria Nogara Umberto
Affascinati
dal grande banco espositivo del salumificio-macelleria di Tiziana
Nogara,
che lo possiede insieme ai fratelli a Sovizzo, vogliamo saperne di
più e scopriamo che vende anche carni già pronte per essere
consumate, preparate con le tecniche normalmente adottate dall’alta
ristorazione. Con il sottovuoto a bassa temperatura cucinano ad
esempio tagli speciali come i lessi per due o più persone, i petti
di faraona, i cotechini già tagliati a fette e altre pietanze. In
pratica si può invitare a cena ospiti “difficili” e basta
immergere le buste sottovuoto in acqua bollente per 20-25 minuti, si
potrà così servire in mezz’ora un piatto veramente eccellente che
richiederebbe tecnologie abbastanza costose e ore di cottura.
UNA
TORTA SPIRITATA, NATA PARAFRASANDO UN VECCHIO DETTO POPOLARE
Pasticceria
Davenicio
Ad
Arzignano alla pasticceria
Davenicio
abbiamo scoperto un dolce particolarissimo creato su un progetto di
Carlo Pozza per identificare il territorio, che ha visto riunite una
ventina delle pasticcerie del vicentino. Sulla scatola moderna ed
elegante un ironico marchio con la divertente scritta “
I vicentini magna la Gata”.
La
torta è molto ricca e dura nel tempo grazie all'aggiunta di un
goccio di grappa vicentina che evapora in cottura lasciando un
gradevole aroma. Il dolce gustoso è a base di miele, farina bianca
e di mais, burro e grappa.
DUE
RISTORANTI: UNO EMERGENTE, L’ALTRO UN FIORE ALL’OCCHIELLO
Chef
Lorenzo Coqo -
Chef
Nicola Portinari
In
questo nostro girovagare abbiamo avuto il piacere e l’onore di
provare due ristoranti decisamente interessanti, uno per noi
sconosciuto di un giovane di 22 anni, Lorenzo Coqo, El
Coq
che ha aperto da pochi mesi e propone piatti molto piacevoli e che
val la pena provare.
L'altro
ristorante è La
Peca
che noi consideriamo in assoluto uno dei migliori ristoranti italiani
non solo perchè possiede due stelle Michelin.
I
fratelli Portinari,
Nicola in cucina e Pier Luigi in sala assieme alla moglie Cinzia
Boggian
hanno creato un ambiente di grande classe con un arredamento più che
all’altezza, pensare che le sedie di Philippe Starck sono state
scelte dopo lunghe sedute di prova da parte della loro clientela più
affezionata. La cucina che propongono è creativa ma non troppo,
gustosa e raffinata.
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