CHEF, MANAGER E IMPRENDITORI

QUESTO IL VOLTO DELL’ITALIA CHE VINCE ALL’ESTERO

In un mese sono oltre 1.110 articoli dedicati al nostro Paese dai più importanti

media internazionali. Il Bel Paese è maestro nell’arte del bien vivre

 

Un tempo il “made in Italy” all’estero era rappresentato dal bandito Giuliano, dai boss della mafia e dai luoghi come Corleone. Oggi invece protagonisti sono l’architetto Renzo Piano, lo chef Moreno Cedroni, Marco Settembri neo presidente e amministratore delegato del gigante delle acque minerali Sanpellegrino, il presidente della Fiat e di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. I media internazionali quando parlavano del Bel Paese e dei suoi abitanti utilizzavano stereotipi non certo lusinghieri. Questo accadeva nel passato: oggi l’Italia è diventata il Paese della raffinatezza, del gusto e dell’eleganza, come testimoniano le centinaia di articoli che ogni mese la stampa internazionale dedica alla nostra Penisola. Dall’americano People al Times di Londra, dallo spagnolo Epoca al tedesco Stern, la nuova parola d’ordine è Italian life style. I suoi portabandiera sono designer, imprenditori, ma anche guru dell’hi tech, chef e esperti di vini, per non parlare dei marchi simbolo dell’alta qualità e dell’eccellenza: dalla Ferrari a S.Pellegrino, da Bulgari a Tod’s.

È quanto emerge dal monitoraggio realizzato da Eta Meta Research effettuato attraverso lo studio e l’analisi durato un mese di oltre 80 tra le più prestigiose testate internazionali e oltre 1.000 siti Internet dedicati allo stile e a tutto ciò che di più glamour e cool si trova al mondo. Dal monitoraggio e dall’analisi sono stati esclusi articoli relativi alla politica interna, alle elezioni e alla situazione politica internazionale che vedessero coinvolti l’Italia.

La dinastia degli Agnelli, i grandi stilisti, chef e designer ma soprattutto

i marchi dell’eccellenza italiana: ecco cosa vuol dire Italia nel mondo

Quali sono i temi che sono più spesso abbinati all’immagine dell’Italia sulle testate internazionali? Se negli ultimi giorni la scena mediatica internazionale è stata letteralmente monopolizzata dalla scomparsa dell’ultimo rappresentante della stirpe degli Agnelli, gli imprenditori italiani non riescono ancora a destare un grande interesse nelle più importanti testate internazionali. Il primi posti in termini di articoli dedicati nei 30 giorni durante i quali è stato condotto lo studio, se lo sono guadagnati la moda e il design da un lato (con 230 articoli interamente dedicati), l’enogastronomia dall’altro (con 218 articoli interamente dedicati).

Quando si parla di moda e design i nomi e le griffe che emergono con maggior frequenza sono: Prada (43 articoli dedicati), citato da Business Week, Elle Francia e GQ Usa, e Gucci (41 articoli) citato da Elle Germania e Allure. Numerosi articoli sono anche dedicati all’architetto Renzo Piano (17 articoli), descritto dal New York Times (di cui ha ideato la nuova sede) come uno degli architetti simbolo della nostra epoca.

Malgrado il fascino della moda italiana sia ancora fortissimo, soprattutto in America, l’enogastronomia sta diventando sempre più importante e citata, ad esempio dai media internazionali. Quando si parla di cibo, insomma, i prodotti e i personaggi del made in Italy fanno scuola. Molto amato lo chef Moreno Cedroni, citato tra gli altri dal New York Times che lo incorona come “il creatore del sushi all’italiana”, ma le vere star sono i prodotti e i marchi italiani, considerati come dei divi: dall’acqua minerale S.Pellegrino, citata innumerevoli volte dal New York Post  e sul sito internet della ABC, alla Barilla che in Usa è sinonimo di pasta.

Oltre 140 gli articoli dedicati allo sport tricolore. In questo caso si contendono la pole position il calcio (Bild, Sun, Figaro, Le Monde, solo per citarne alcuni), e la Formula Uno con Ferrari e Trulli presenti in tutto il mondo, dal tedesco Der Spiegel al brasiliano O’Globo.

Non si possono trascurare anche gli 80 articoli dedicati alle città d’arte e ai patrimoni culturali dell’Italia. In questo caso a guidare la classifica è la Toscana citata soprattutto dai media inglesi, tra cui il Guardian e Sunday Times: “Anche quest’anno ci si aspetta un vero e proprio esodo dei rappresentanti del jet set nella splendida cornice della Toscana, sempre più simile ad una colonia britannica”.

Grandi stirpi imprenditoriali, grandi chef e ricercatori.

Adesso Italia è sinonimo di stile

 

Ancora pochi, invece gli articoli che hanno come protagonisti imprenditori e manager italiani (meno di 40 nell’ultimo mese). In una classifica dei “nomi” dell’imprenditoria italiana presenti sui media internazionali, al primo posto c’è Luca Cordero Di Montezemolo, sicuramente più citato per la Ferrari che per la sua elezione alla presidenza di Confindustria, seguito dal personaggio simbolo della Tod’s, Diego Della Valle. Soprattutto i media Usa mostrano un certo interesse per il re dell’occhialeria, Del Vecchio della Luxottica, se non altro come proprietario della Ray Ban, il marchio storico degli occhiali da sole americani, e per Marco Settembri neo presidente e amministratore delegato del gigante delle acque minerali Sanpellegrino. Soprattutto i media economici parlano spesso di alcuni banchieri e personaggi dell’alta finanza, come Corrado Passera e Alessandro Profumo.

L’Italia nel mondo non significa soltanto nomi super conosciuti. O meglio, alcuni italiani sono considerati delle vere star dai media internazionali, mentre “in casa” sono quasi sconosciuti ai più. Tra i personaggi più citati ci sono Angelo D’Arrigo, atleta noto in tutto il mondo per i suoi straordinari record sportivi e per aver ricostruito, lavorando al fianco di fisici, tecnici e ingegneri, la macchina per volare disegnata da Leonardo Da Vinci citato dal National Geographic e dal tedesco Sueddeutsche Zeitung. Molto noto alla stampa estera anche il sismologo Enzo Boschi (ha svolto la sua formazione presso le Università di Cambridge, Parigi e Harvard e oggi uno dei principali esperti internazionali dei fenomeni sismici) citato sul sito della Cnn, mentre la vera star dell’enologia francese è un italiano: Enrico Bernardo, giovanissimo sommelier del George V del Four Season di Parigi, che ha vinto il premio come miglior sommelier europeo nel 2002 e quest’anno è il candidato italiano per il campionato del mondo che si svolgerà in Grecia citato, per esempio, da Le Figaro.

Pigri, interessati soltanto alle donne e al vino, magari un po’ mafiosi. Per anni è stato questo il profilo degli italiani, almeno secondo i media internazionali. Negli oltre 1.100 articoli dedicati al Bel Paese, pubblicati tra la fine di aprile e la seconda metà di maggio l’immagine che emerge è molto diversa. Quasi sette su dieci (68%) danno infatti un’immagine positiva dell’Italia e del Made in Italy. Soltanto il 17% presenta commenti negativi o polemiche nei confronti del Bel Paese. I due scenari più frequenti sono rappresentati da articoli che mettono in guardia contro la micro-criminalità come fa il Chicago Tribune “bisogna fare molta attenzione per le strade di molte città italiane, dove ad ogni angolo di strada si rischia di essere derubati”, e da quelli che parlano di scandali finanziari come quello della Parmalat, ancora presente soprattutto sulle testate economico-finanziarie di tutto il mondo.

In ogni caso i media più attenti nei confronti dell’Italia sono quelli Usa: degli articoli rilevati nel corso dei 30 giorni del monitoraggio il 37% proviene da riviste, quotidiani e siti Internet USA. Al secondo posto per numero di articoli l’Inghilterra (21%), seguita da Germania (15%), Francia (9%), Spagna (8%) e Russia (4%).

 

 

 

 

 

 

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