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DEBUTTA IL CAPITOLATO “JBE”:
PRESENTATO A MILANO IL CAPITOLATO SUL VITELLONE FRANCESE
DESTINATO ALL’ESPORTAZIONE
Milano
23 ottobre 2003 - Dopo la crisi “Mucca Pazza” la parola d’ordine
dei produttori di carne è stata Etichettatura e Tracciabilità.
Che in parole povere vuol dire dare al consumatore il “passaporto
dei bovini”, sapere cioè non solo dove è stato
allevato e macellato ma conoscere la sua completa “carta
d’identità”: uno strumento di sicurezza grazie ad un
controllo preventivo lungo tutto l’arco della vita dell’animale.
La
tracciabilità della carne francese che è stata per anni
un punto di forza della produzione d’Oltralpe, ma non aveva
impedito lo sviluppo della BSE in quel Paese, ora per merito del Club
delle Carni di Francia, di Interbev (l’Interprofessione francese
del Bestiame e delle Carni) e di Ofival (l’Ufficio francese delle
Carni), compie un passo avanti per dare al consumatore un prodotto
sicuramente sano ma anche “certificato”.
Durante
un apposito seminario è stato presentato a Milano il
capitolato JBE (Jeune Bovin Exoport) sul vitellone destinato
all’esportazione. “Il consumatore oggi esige qualità e
sicurezza –ha affermato Albert Guy Mimouni, direttore
generale di Sopexa Italia- e con il capitolato JBE, approvato
dalle autorità francesi e italiane, siamo in grado di offrire
un sistema affidabile di controlli su tutta la filiera
dall’allevamento alla macellazione, dalla distribuzione alla messa
in vendita. Per questo possiamo dire che oggi è una giornata
di svolta“.
Che
siano lontani gli anni bui di “mucca pazza” e il periodo del
crollo dei consumi di carne lo si percepisce da tutti gli interventi
tanto da far dire al moderatore del seminario, il giornalista Luigi
Rubinelli, che “oggi è non solo una giornata di svolta
ma anche di festa”.
Una
serie di importanti relazioni hanno costellato l’intera giornata
del seminario. Marilena Colussi di Gpf&Associati, ha
analizzato l’approccio dei consumatori italiani alla carne bovina,
sottolineando come le richieste di bontà, sicurezza e origine
siano i tre aspetti che maggiormente influenzano l’acquisto di
questo prodotto. “La carne di manzo -secondo l’indagine
condotta dalla Dpf&Associati che si basa su un campione di 2500
interviste personali- è in netto miglioramento su molti
attributi di immagine in esame: gusto, leggerezza-digeribilità,
salutismo e naturalità”. Secondo la stessa indagine, i
cibi preferiti dagli italiani sono nell’ordine: pasta, pesce, pizza
e carne.
Olivier
Prothon, capo della missione agricola UBI-France in Italia, dopo
aver affermato che la Francia è il primo fornitore per le
importazioni agroalimentari ha sottolineato come “Francia e
Italia hanno in comune una filiera genuina di produzione di carne”.
Nils
Beaumond, responsabile degli affari internazionali di Interbev,
ha esaminato il ruolo delle attese sociali dei consumatori dopo il
“terremoto BSE” del 1996 e il suo bis del 2000 che aveva portato
al crollo dei consumi e ad un vero allarme tra i consumatori. “Oggi
–spiega Beaumond- dopo aver lavorato molto su tracciabilità
ed etichettatura e promosso la qualità della carne bovina
francese siamo riusciti ad invertire la situazione, il calo dei
consumi è un vecchio ricordo del passato tanto che, dopo la
più grave crisi mai conosciuta prima nel settore bovino, siamo
ora passati dai 22.800 tonnellate del 1995 ai 140.000 tonnellate del
2001. E questo senza aumentare i prezzi”.
“Il
futuro di un simbolo di qualità –conclude Beaumond-
dipende dall’immagine e dalla qualità organolettica che
il prodotto offre”.
La seconda
parte della giornata è stata incentrata sul capitolato JBE ed
è stata aperta da Hubert Cornu, presidente del Club
Carni di Francia, e da Gérard Thouzeau, responsabile
commerciale del Groupement des Eleveurs de l’Ouest, che hanno
illustrato le ragioni che hanno spinto la filiera bovina francese a
redarre il capitolato JBE e le sue implicazioni sul mondo produttivo.
“JBE –ha affermato Cornu- è una proposta
innovatrice nel panorama della carne bovina italiana per le garanzie
apportate dalla nascita alla macellazione in Francia, fino alla
distribuzione al consumatore in Italia. Sono vitelloni allevati
rispettando l’ambiente e il benessere dell’animale dalla nascita
fino alla macellazione”.
Sul lato
distributivo, Patrick Espasa, amministratore delegato del
centro carni company di Auchan-Rinascente, ha spiegato le ragioni
della loro adesione al capitolato JBE. Il funzionamento dei sistemi
di controllo sugli aderenti al capitolato JBE è stato
presentato da Federico Vaccari di SGS Italia, l’organismo
indipendente incaricato di vigilare sulla corretta applicazione del
disciplinare di produzione in tutti i passaggi della filiera. A
chiudere i lavori è stato Ettore Zanoli, direttore
marketing di Sopexa Italia, organizzatore dell’incontro.
La realtà
di oggi richiede un simbolo di qualità che contenga in se una
proposta di sicurezza alimentare: proprio quello che si sono
ripromessi di dare al consumatore italiano gli organizzatori della
giornata milanese.
dt
Per
informazioni: Sopexa Italia Via Cusani, 10 Milano 02 863741 -
www.interbev.asso.fr
COMUNICARE
BENE PER CRESCERE MEGLIO:
LA
CAMPAGNA INFORMATIVA DEL MARCHIO “PAYS DE FRANCE/ TUTTO IL
SAPORE DELLA CARNE”
Per
continuare a riscuotere successo sul mercato italiano il Club delle
carni di Francia ha deciso di promuovere una vasta promozione
pianificando nel nostro Paese una campagna stampa sui quotidiani,
periodici di settore, spot televisivi e azioni di informazione nei
punti di vendita con un concorso finale destinato ai clienti. Sarà
la bella e accattivante Gabriella Carlucci a fare da madrina negli
spot televisivi al lancio del marchio “Pays de
France/Tutto il sapore della carne”.
“L’obiettivo
–afferma Ettore Zanoli,
direttore marketing di Sopexa Italia- è quello di dare al
consumatore italiano un prodotto controllato su tutta la filiera “dal
pascolo al supermercato” affinché il consumatore italiano
sia garantito, informato e soddisfatto”. Ma non basta. “Se
prima il marchio –aggiunge Zanoli- era il filo conduttore
per la riconoscibilità di un prodotto, ora il marchio è
solo un contenitore che deve essere “riempito” di “garanzie”:
la storia e la certificazione del prodotto, l’uso della materie
prime e il contenuto nutrizionale”.
Chiarezza,
trasparenza ed etichettatura sull’intera filiera degli alimenti: è
quello che chiedono i consumatori italiani secondo varie ricerche ed
è quello che il Club “Carni di Francia” vuol dare
attraverso il capitolato JBE. Un capitolato autorizzato da due
ministeri delle Politiche Agricole, quello francese e quello
italiano, e con controlli sia interni che esterni. Infatti i
controlli presso gli operatori della filiera sono effettuati oltre
che dal Consorzio stesso, anche dall’organismo indipendente SGS
ITALIA, accreditato in base alla normativa EN 45011.
LE GARANZIE DEGLI OPERATORI FRANCESI ADERENTI AL
CLUB CARNI DI FRANCIA
Gli
operatori francesi aderenti all’iniziativa CLUB CARNI DI FRANCIA
possono, nell’ambito del Consorzio e grazie alla professionalità
di tutta la filiera, fornire una carne bovina che offre delle
garanzie nei seguenti campi:
-
Alimentazione
e benessere dei capi
-
Buone
pratiche di allevamento
-
Tracciabilità
totale della carne
-
Presenza
di controlli sanitari e veterinari lungo tutto la filiera
Inoltre,
gli operatori francesi si impegnano affinché i distributori
italiani possano mettere a disposizione dei consumatori una serie di
elementi supplementari che sono:
-
Categoria
degli animali
-
Alimentazione
priva di grassi animali aggiunti
-
Regione
di nascita deli animali
-
Regione
di allevamento degli animali
-
Tipo
genetico
-
Data
ottimale di maturazione
-
Età
dell’animale al momento della macellazione
A
loro volta, per commercializzare in Italia la carne bovina conforme
alle specifiche del capitolato, i distributori italiani devono
rispettare le norme di tracciabilità, etichettatura dei
prodotti e rendersi parte attiva nella comunicazione al consumatore.
I
controlli presso gli operatori della filiera sono effettuati oltre
che dal Consorzio stesso, anche dall’organismo indipendente SGS
Italia, accreditato in base alla normativa EN 45011.
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