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Piergiorgio Pietta professore dell'Istituto di tecnologie biomediche (Itb)del Cnr di Milano: patate, zucche, carote, rape, cime di rapa, barbabietole, finocchi, cicoria, broccoli, zucchine, funghi, noci, nocciole, fichi, limoni, cachi, melagrane, uva, kiwi, haki, mele e pere, ma anche fagioli, ceci, farro e orzo fedeli alleati nel cambio di stagione
E' arrivato l'equinozio d'autunno che segna il passaggio dalla stagione calda al semestre freddo e, con le temperature più basse arriva il nuovo menù sulle tavole degli italiani.
L'obiettivo è prevenire i malanni, mantenendo equilibrato l'apporto di vitamine, sali minerali e proteine di elevata qualità e, a questo proposito ben vengano frutta, verdura e legumi, fedeli alleati nel cambio di stagione.
Ad esserne più che convinto è Piergiorgio Pietta professore dell'Istituto di tecnologie biomediche (Itb) del Cnr di Milano, secondo il quale “avere una corretta alimentazione è un fattore più che determinante per adattare l'organismo ai cambiamenti climatici”.
Ben vengano dunque patate, zucche, carote, rape, cime di rapa, barbabietole, finocchi, cicoria, broccoli, zucchine, funghi, noci, nocciole, fichi, limoni, cachi, melagrane, uva, kiwi, haki, mele e pere, ma anche fagioli, ceci, farro e orzo.
Si tratta di prodotti non solo ricchi di sapori e colori, ma anche di antiossidanti, sostanze fitochimiche e fibre che aiutano a difendere l'organismo.
Di qui qualche suggerimento da parte del Cnr per scoprire gli alleati meno conosciuti, ma non per questo meno efficaci.
La frutta autunnale è un vero e proprio cocktail di salute. “E' ricca di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti”, sottolinea Pietta, “contrasta l'invecchiamento e previene malattie come arteriosclerosi e infarto”. La mela, ad esempio, contiene la pectina, una fibra che abbassa il colesterolo e molti antiradicali liberi, mentre il kaki è ricco di carotenoidi, ideale per la vista. Un posto d'onore spetta ovviamente agli agrumi che, come ormai tutti sanno sono ricchi di vitamina C: pochi però conoscono le marcate capacità antiossidanti del melograno, in grado di offrire una buona protezione anche in caso di disturbi cardio-vascolari.
Secondo lo studioso dell'Itb-Cnr, anche i legumi, come le lenticchie, giocano un ruolo importante in questa stagione. “Insieme a ceci o fagioli sono ottime fonti di proteine vegetali e hanno un buon grado di digeribilita”. Tutti i legumi in genere, sono ricchi di aminoacidi essenziali, 'mattonì per la sintesi di proteine a elevata funzionalità biologica. Poveri di aminoacidi solforati come la cisteina e la metionina, ben si associano ai cereali. Sì, allora, a pasta e fagioli, pasta e ceci e risi e bisi, un must della cucina contadina che, senza dubbio, sapeva ben adattare ad ogni stagione il piatto giusto.
Ma non è tutto, perchè i legumi se consumati con carne o pesce, sottolinea ancora lo specialista, “sono in grado di mantenere stabile l'acidità (pH) del sangue a vantaggio delle ossa, mantenendo un basso contenuto di grassi”.
Non bisogna infine dimenticare i funghi che hanno due grandi pregi: un apporto calorico bassissimo e un elevato contenuto di fibra alimentare.
“Inoltre”, conclude Pietta, “contengono le proteine in un quantitativo più alto di qualunque altro ortaggio”. L'unica raccomandazione è di non consumarli fritti: in quel caso sono infatti poco digeribili.
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