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C'era una volta il supermarket... e c'è ancora
Libro di Riccardo Garosci e Franco A. Fava
Un
pò di storia sull'autore prima di
parlare del libro.
Il torinese Riccardo Garosci, è nato nel capoluogo piemontese, 52 anni fa, insieme ai supermercati. Non solo perché in quel periodo facevano la loro prima apparizione i centri commerciali ma anche perché in quegli stessi anni i componenti della famiglia Garosci furono i veri pionieri del commercio moderno
italiano.
Proprio a Torino infatti i Garosci aprirono uno dei primissimi supermercati italiani. E la storia di Riccardo rimane per sempre legata a questo originario imprinting.
Riccardo si laurea in storia moderna con orientamento economico, e poi, non poteva essere diversamente, si specializza in marketing presso la SDA Bocconi.
Nei primi anni 2000, Garosci lavora all'Unione Europea per contribuire ad elaborare il Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare. E proprio sui temi della sicurezza alimentare, della tutela dei consumatori e dell' informazione si è molto impegnato per far decollare quel nuovo concetto di “sicurezza” che difende i consumatori ma cerca di sviluppare insieme un commercio nuovo e moderno.
E' stato inoltre Direttore Generale, dal 1984 al 1994, della FEDERCOM - Federazione del Commercio Associato. Già membro dell'Osservatorio Prezzi dell'UnionCamere e Consigliere a Bruxelles dal 1992 al 1994 del Forum "Eco-Label" della Comunità Europea, unico marchio ufficiale U.E. per i prodotti ecocompatibili. Consigliere CNEL - Consiglio Nazionale Economia e Lavoro dal 2001 al 2003. Attualmente è nel Consiglio di amministrazione della "Maison d'Italie" alla Citè Universitarie di Parigi ed è Vice Presidente dell'Associazione Europa - Cina (Parigi). È Grand' Ufficiale al Merito della Repubblica italiana.
Riccardo Garosci, lo si puo' definire un vero protagonista del moderno commercio legato alla difesa del cittadino-consumatore.
Insieme ad Oddone Sangiorgi, patron del Consorzio FIA, Garosci è
infatti uno dei promotori del Gran
Tour della Qualità Alimentare
che si svolge da tre anni a Milano.
Ed ora il libro. Oggi (dopo aver pubblicato “Consumatori d'Europa” con la prefazione di Emma Bonino nel 1999), insieme a Franco A. Fava, sociologo e professore all'Università di Torino, Garosci ha pubblicato, per i tipi della Sperling & Kupfer, il libro “C'era una volta il supermarket... e c'è ancora”.
La prefazione del volume è di Franco Frattini, Vice-Presidente della commissione Europea, e grande conoscitore del mondo dei consumi nonchè difensore dei consumatori.
Dopo le consuete dediche ai rispettivi padri e familiari, il libro inizia con una citazione paleo-marxista di Lao-Tsu, Tao-te-Ching:
“Non c'è difetto più grande che la sete di guadagno. Perché chi sa che abbastanza è abbastanza ha sempre a sufficienza. Non c'è colpa più grande che assecondare i desideri. Non c'è sventura più grande che non sapersi accontentare”, e poi, appare una frase di Orson Welles: “Prima di chiedere che cosa puoi fare per il tuo Paese, chiedi che cosa c'è per pranzo....”, che ricalca la più impegnata frase di Kennedy; “Non chiedere ciò che il Tuo Paese può fare per Te, ma chiediti ciò che puoi fare Tu per il Tuo Paese! (John F. Kennedy).
Il libro di Garosci e Fava è un libro-documento dove, nella parte prima, c'è la descrizione della nascita del commercio moderno, dai “grandi magazzini” alla “reclame”, dalle “vendita a distanza” alle “luci al neon dei grandi centri commerciali” e dopo la storia dettagliata della nascita di questi grandi centri commerciali che, per dirla con Anna Bartolini “ci fate ancora girare la testa, ma spesso anche le scatole....”.
Il libro parte dal 1957: mentre a Roma con i Trattati comunitari nasce l'Europa, in Italia aprono i primi supermercati. È l'inizio di una rivoluzione commerciale e sociale. Nuovi prodotti e grandi marche arrivano sul mercato, soprattutto grazie alle réclame e a "Carosello".
La ritrovata energia che anima il Paese esprime i desideri delle famiglie italiane, la voglia di ripartire... e di comprare. Diventa necessario proporre spazi adeguati per il consumatore alla ricerca del migliore (e minor) prezzo e del migliore (e maggior) assortimento. Inizia cosi l'avventura del supermercato, a cui faranno seguito altre formule di distribuzione moderna: discount, franchising, iper...
Oggi quasi tutto può arrivare a casa via internet con un "clic", ma pochi riescono a sottrarsi all'attrazione fatale dello shopping che, dal supermercato, si estende ai nuovi luoghi o "nonluoghi": outlet, mall, retail park. Dopo cinquant'anni lui, il "super", è sempre lì, con amici (tanti) e nemici (pochi ma di qualità). Il cliente resta l'obiettivo del lavoro di piccoli e grandi commercianti, in una strategia finalizzata al piacere dell'acquisto, alla soddisfazione dei cinque sensi e al bisogno di socializzazione.
In questo volume la situazione italiana è ricostruita, come si diceva, anche attraverso la storia di un'azienda, la Garosci, che tra le prime ha realizzato questo percorso: un'esperienza da conoscere per meglio interpretare le tendenze dei consumatori del futuro nel nuovo scenario composto da catene internazionali, differenti etnie, nuovi prodotti.
C'era una volta il supermarket... e c'è ancora
Editore Sperling & Kupfer (Collana Economia & management)
di Riccardo Garosci e Franco A. Fava
Euro 19
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I bambini alla scoperta del museo goloso. Con un quaderno...
Nasce il quaderno didattico dedicato al Museo del Salame,
l'esposizione allestita nelle settecentesche cantine del castello di Felino (Parma).
La pubblicazione è la prima di un progetto dedicato ai più piccoli e volto a spiegare loro le risorse del territorio felinese.
Quarantasei pagine di agevole lettura dedicate al Museo del Salame, uno dei gioielli inseriti nel circuito provinciale parmense dei Musei del Cibo.
Intitolato “Museo e dintorni, percorsi di approfondimento”, il quaderno è uno strumento che nasce dall'idea di raccogliere una serie di studi svolti nelle scuole del comune di Felino (Parma) e che ruotavano attorno a tre cose: al museo, al castello che lo contiene e all'oggetto stesso dell'esposizione: il famoso insaccato.
A cura di Massimo Pelagatti e Concetta Cacciani, è la prima di una serie di pubblicazioni che analizzeranno le risorse del territorio per stimolare in particolare i ragazzi a recuperare preziose testimonianze dei tempi passati.
Il primo quaderno è suddiviso in quattro capitoli e si offre come mezzo per avvicinare i giovani ma anche gli adulti a un'eccellenza preziosa del nostro territorio.
Si parte dalla storia del maiale e del suo ambiente per poi parlare del castello di Felino, le cui cantine settecentesche custodiscono l'esposizione che rende omaggio al “figlio” più amato del comune pedemontano. Si passa quindi a curiosità sull'animale percorrendo mitologia e tradizione cristiana, per arrivare infine all'analisi del salame e delle sue caratteristiche nella produzione felinese.
Oltre alle immagini che illustrano i vari passaggi c'è anche un'utile scheda di lavoro per la prima elementare e due pagine di bibliografia per chi volesse approfondire la conoscenza degli argomenti affrontati.
Patrocinato dai Musei del Cibo della provincia di Parma, dal Comune di Felino e dalla ditta La Fenice S.r.l, il quaderno didattico si può acquistare nel bookshop del Museo del Salame e in alcune edicole del comune parmense.
In alternativa lo si può richiedere all'Ufficio Cultura del Comune di Felino,
tel. 0521.335920, e-mail: n.carpana@comune.felino.pr.it
Il quaderno ha un costo di 4 euro.
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Premiati i libri "GIGANTE" e "PALLINA" nella categoria "Migliore Albo Illustrato"
 La casa editrice ZOOlibri, nata nel 2001 a Reggio Emilia dove ha sede in via Piaggia 5, nota per la vasta produzione editoriale per bambini e ragazzi, annuncia ai tanti amici lettori che due suoi nuovi titoli "GIGANTE" e "PALLINA" hanno vinto il Premio Alpi Apuane 2007 nella categoria "Migliore Albo Illustrato".
La premiazione è avvenuta sabato 15 settembre a San Carlo Terme, Massa (MC).
I libri sono stati scritti e illustrati da Klaas Verplancke, la traduzione è di Chantal Hansen e l'adattamento del testo è opera del regista, scrittore e poeta di fama internazionale, Pietro Formentini.
I due libri
Due libri che si leggono insieme e che hanno protagonisti comuni che si incontrano: un libro, una bambina, la sua casa, il suo mondo, le sue storie, i suoi amici.
Nel primo titolo un gigante disperato per la sua diversità cerca una nuova casa e cammina cammina seguendo la voce di una bambina che vive ogni giorno in una casa nuova e diversa...
E che, alla fine, lo aiuterà a trovare una casa bellissima.
Nel secondo titolo la bambina decide di costruire una casa nuova tutta per sé: praticamente perfetta!
Ma, forse, non per i suoi amici più cari. Quante difficoltà per avere una casa perfetta!
Due libri per tutti che parlano di amicizia, di fantasia, della forza delle parole e delle storie.
Due libri che suggeriscono ai genitori il modo per sognare e insegnano ai lettori più piccoli il valore dell'amicizia.
L'Autore
Klaas Verplancke è un autore fiammingo dal segno innovativo e ironico, che ama ricreare situazioni particolari nei suoi libri. Questo suo particolare linguaggio, lo rende un autore completo e apprezzato in tutto il mondo.
Con il precedente “Otto” è stato premiato alla Fiera del libro per Ragazzi di Bologna con il riconoscimento speciale Bologna Ragazzi Award e selezionato all'interno della Mostra di Illustrazione Internazionale di Sarmede.
Il Testo
Pietro Formentini è poeta e scrittore di fama internazionale.
Il suo adattamento di questo testo è stato richiesto esplicitamente dall'autore, in quanto la sua traduzione di “Otto” ha avuto un successo eccezionale ed è già stata proposta in Belgio e Svizzera in italiano e trasmessa per radio. Con ZOOlibri ha scoperto il gusto di fare il traduttore.
GIGANTE e PALLINA
Target: per tutti - Collana: "libri illustrati" - Cartonati
36 pagine a colori - formato 19x30cm. - EUR 13,50
ZOOlibri - via Piaggia 5 - 42100 Reggio Emilia - Italia
tel./fax. (+39)0522330566 - web: www.zoolibri.com (under construction)
e-mail: info@zoolibri.com - blog: http://zoolibrinews.blogspot.com
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Claudio Cesari amarcord
“Stracci” e le
Cinquantacinque ricette di cucina dei pesci d'acqua dolce di Sandro Bignami
C'è un tratto distintivo che caratterizza l'Emilia-Romagna: la simpatia, nel senso originale greco del termine “syn-pàtheia”, ossia il condividere con gli altri i sentimenti, il partecipare alla vita con gioia e con istintiva e genuina inclinazione verso persone e cose. Sia che si tratti di personaggi noti e famosi, sia che si parli della gente comune.
Sia che ci si riferisca al grande tenore appena scomparso Luciano Pavarotti, che lascia a tutti il ricordo emozionante di grandi spettacoli, di un canto limpido ed incisivo, di una voce di una bellezza suprema, classica, ma anche di una generosità e simpatia propri della sua terra; sia che si tratti di un altro personaggio, un po' meno noto, ma comunque grande: Claudio Cesari, alias “Stracci”. Accomunati dal saper coltivare l'anima con la passione ed il piacere della vera amicizia, dal saper trascorrere il tempo assaporandone ogni istante, dal saper vivere i godimenti della sensorialità gastronomica nella gioiosa convivialità.
“Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza chè la merita” così Pellegrino Artusi decantava nel suo poderoso trattato la gastronomia di una città e di un regione descritta come esuberante per capacità e simpatia.
Interprete magistrale dell'opulenza dei piatti di questo territorio è stato Claudio Cesari, per gli amici, Stracci, nella sua Antica Osteria di Buda.
Da un'idea del Presidente della Associazione Enogastronomica Nobile Confraternita “Bèle bàle dal Spèrz Vàird d'Altài” (Bella Combriccola dell'Asparago Verde di Altedo), con lo scopo di ricordare un grande chef e di valorizzare e divulgare la conoscenza di questo pregiato asparago Igp, oltre ai numerosi altri prodotti tipici del territorio, nasce il volume Claudio Cesari - Amarcord “Stracci” curato da Filippo Bignami, Graziano Pozzetto, Sandro Bignami con disegni di Umberto Sgarzi.
Essenziali testimonianze, un po' di fotografie, disegni ed alcune delle ricette più significative, contenuti in questa pubblicazione, sono sufficienti per raccontare in modo efficace un personaggio straordinario, da poco scomparso, e delineare l'attività professionale qualificata, appassionata, generosa di uno chef-bandiera della Bassa Bolognese e dintorni. Ricordi di momenti conviviali intensi, indimenticabili, ma soprattutto il riconoscimento dell'esclusiva ed assoluta primogenitura di “Stracci” nella meritoria scoperta, valorizzazione e sapiente, sistematico utilizzo delle più tipiche produzioni territoriali. Fedele al proprio territorio, Claudio Cesari ha espresso una gastronomia felicemente caratterizzata da sapori ed odorosità propri della “Bassa”. “Una cucina rassicurante, riconoscibile, avvolgente, materna, espressione di una unicità culturale, grazie ad un territorio altrettanto unico” come scrivono gli autori nell'introduzione.
Il giornalista Cesare Bianchi lo ricorda così:”Colto, pragmatico, raffinato, ruspante. Claudio non conosceva limiti in cucina, amava il contrasto abbinato alla fantasia...Amava lo stare insieme...per il piacere del rapporto umano, dell'amicizia. Spesso la sua Osteria si trasformava d'incanto in un armonioso, variegato e variopinto Cenacolo.”
Come “incantatore di palati...con missione consolatoria” lo ricorda Giancarlo Roversi, per il quale il cuoco aveva inventato i Fagottini ripieni di polpa della Cipolla Dorata di Medicina in occasione del pranzo per la presentazione del suo libro “L'Oro in bocca” dedicato proprio al profumatissimo bulbo.
Spesso ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive, Claudio Cesari, ha acquistato fama di autentico gigante della cucina. “Maestro di cucina, titolare della rinomata Antica Osteria di Buda, è stato un autentico pioniere della ristorazione, un valente chef di cucina, un vero e proprio signore dei fornelli...Di lui resteranno sempre le preziose ricette riportate in queste pagine” Con queste parole invita a ricordarlo Carlo Re, Direttore dell'Associazione Professionale Cuochi Italiani.
Una ricetta per tutte: “Quadretti di Cesari” con cui vinse nel 1992 l'Asparago d'oro, in occasione del Concorso Gastronomico Nazionale “ Una ricetta con l'Asparago Verde di Altedo”.
Per ulteriori informazioni: sbignami@regione.emilia-romagna.it .
All'insegna della simpatia e del gusto è anche il volume “Cinquantacinque ricette di cucina dei pesci d'acqua dolce” promosso dalla Regione Emilia - Romagna, da un'idea di Carmen Guerriero, per “riappropriarsi degli inimitabili sapori acquatici delle nostre specie ittiche. Queste ricette ci parlano di una alimentazione moderna ed equilibrata. Vogliamo riaffermare la volontà della Regione di non trascurare importanti tradizioni culinarie tipiche delle nostre tavole che richiamano un modello di vita e di società densa di valori e di tradizioni che sanno comunque coniugarsi con lo sviluppo economico” - come afferma nella presentazione Duccio Campagnoli, Assessore alle Attività Produttive.
Il legame tra il pescatore e gli ambienti acquatici dell'Emilia-Romagna è già stato rappresentato da precedenti pubblicazioni, sempre a cura dello stesso Assessorato, che ben conosce il valore culturale ed alimentare dei pesci di acqua dolce.
Curato e coordinato da Sandro Bignami, responsabile del Settore “Pesca sportiva nelle acque interne” della Regione Emilia-Romagna e Delegato regionale della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici, mentre la copertina e le simpatiche illustrazioni sono sempre di Umberto Sgarzi.
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Guida gastronomica di Vico Equense: il Provolone del Monaco di Francesco Aiello
Storia, gastronomia, prodotti tipici e 22 ricette di famosi chef
Senza materie prime di eccellente qualità la Penisola Sorrentina sarebbe mai entrata nell'olimpo dei gourmand? Sicuramente no.
E proprio intorno a questa considerazione si sviluppa la ricerca svolta dal giornalista Francesco Aiello su uno dei prodotti-simbolo del riscatto gastronomico dell'intero Mezzogiorno. “Guida gastronomica di Vico Equense: il Provolone del monaco” è il titolo del volume pubblicato per le edizioni dell'Ippogrifo con la prefazione di Luciano Pignataro.
In circa cento pagine si racconta il miracolo di questo formaggio tipico dei Monti Lattari, con la sue origini a metà tra storia e leggenda e le tecniche di produzione che ne hanno consacrato il successo. Inevitabilmente, la vicenda del Provolone del Monaco si intreccia con Vico Equense, la cittadina della Costiera Sorrentina che lo ha visto nascere almeno due secoli fa e che oggi si è conquistata un posto di primo piano tra le capitali del gusto italiano a tavola. Non è un caso, infatti, che in questo lembo di terra, affacciato sui golfi di Napoli e Salerno, è possibile riscontrare una straordinaria concentrazione di tradizione agro-alimentare e sapienza gastronomica.
Qui trent'anni fa è nata la famosa Pizza a metro, oggi Università della pizza, dei fratelli dell'Amura.
E qui alla fine degli anni Novanta ha cominciato a brillare la stella del giovane chef Gennaro Esposito che dalla sua Torre del Saracino nel borgo della Marina d'Equa ha offerto un palcoscenico internazionale a piatti leggeri e di gran sapore frutto delle sintesi felice tra prodotti di qualità e moderne tecniche in cucina.
Tutto questo è raccontato nella “Guida gastronomica di Vico Equense” che, accanto alla storia del Provolone del Monaco e dei maestri casari, passa in rassegna quello che di bello c'è da vedere e buono da mangiare in quest'angolo di Penisola Sorrentina.
Ecco spiegato l'ampio spazio dedicato alla storia di Vico Equense e dei suoi casali ricchi di palazzi d'epoca, chiese e musei. Segue il capitolo relativo alle feste, alle sagre ed alle manifestazioni che tutto l'anno arricchiscono il soggiorno di turisti e residenti. Si arriva così alla sezione dedicata all'ospitalità, con le schede relative agli agriturismi, agli alberghi ed ai bed and breakfast, equamente distribuiti tra la costa e la fascia collinare. Ecco quindi l'ampio capitolo dedicato alla cucina, tradizionalmente legata al mare ed all'orto, con schede relative a ristoranti, pizzerie e botteghe del gusto. Non manca un vademecum sul “dove comprare” paste e pani artigianali, formaggi, salumi e dolci.
Alla fine della Guida c'è una golosa appendice dedicata alle ricette dei migliori chef della Campania alle prese con il Provolone del Monaco:
- Abbazia - Piano di Sorrento
- Antica Trattoria - Sorrento (Na)
- Antichi sapori - Vico Equense (Na)
- Caruso - Sorrento (Na)
- Don Alfonso 1890 - Sant'Agata sui Due Golfi (Na)
- Fenesta Verde - Giugliano (Na)
- Frate Cosimo - Vico Equense (Na)
- Il Principe - Pompei (Na)
- Il Terrazzino - Piano di Sorento - (Na)
- La Conca - Meta (Na)
- La Sponda dell'Hotel Sirenuse - Positano (Sa)
- Nonno Luigino - Vico Equense (Na)
- Osteria Nonna Rosa - Vico Equense (Na)
- President - Pompei (Na)
- Quattro Passi - Nerano di Massa Lubrense (Na)
- Salvatore e Mafalda - Termini di Massa Lubrense (Na)
- San Pietro - Cetara (Sa)
- Silenzio Cantatore - Piano di Sorrento (Na)
- Taverna 18 - Vico Equense (Na)
- Taverna del Capitano - Marina del Cantone di Massa Lubrense (Na)
- Torre Ferano - Vico Equense (Na)
- Vittoria del Grand Hotel Excelsior Vittoria - Sorrento (Na)
Guida gastronomica di Vico Equense: il Provolone del Monaco
Storia, gastronomia, prodotti tipici e 22 ricette di famosi chef
di Francesco Aiello
pp.76 10 euro
Edizioni Ippogrifo
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Eros & Vino di Jean-Luc Hennig
Eros & Vino. Un connubio di voluttà che dagli albori della storia seduce gli uomini di ogni luogo ed epoca, stuzzicandone la mente ed elevando il corpo ai piaceri divini. Non si suole forse far risalire la nascita del vino a una lacrima di Dioniso, dio dell'erotismo e dell'ebbrezza?
Jean-Luc Hennig, scrittore e giornalista, ma soprattutto grande estimatore dell'eccitante binomio, ci accompagna attraverso brevi e gaudenti passeggiate a tema - Gola, Jus osculi e Satiri sono solo alcune fra le trenta tappe che compongono questo piacevolissimo saggio - alla scoperta della bevanda dionisiaca che, fedele al suo divino progenitore, scatena le più fervide rappresentazioni simboliche e le fantasie più libertine.
Eruditi filosofi e grandi poeti, scrittori goderecci e irreprensibili scienziati hanno arricchito la letteratura con trattati e opere che hanno come oggetto il vino. Eppure, anche se ormai sono ben noti gli effetti e le proprietà del «felice liquor di virtù pieno», c'è ancora molto da imparare sul suo immaginario. E, in particolare, sul suo immaginario erotico... Per esempio, come non trovare sensuale l'umida polpa dei chicchi d'uva resa incinta dai raggi del sole, che con la loro calda luce infondono energia vitale nei grappoli? O la pigiatura, una danza voluttuosa in cui i partecipanti si abbandonano al corpo scuro e carnoso dell'uva lasciandosi penetrare dalle sue essenze inebrianti?
E in questo appassionante viaggio sarebbe imperdonabile non ricordare, nel curioso gioco della degustazione, le insospettabili acrobazie della lingua che si anima d'amore, più carezzevole della mano, più espressiva degli occhi. O limitarsi a considerare il liquido disdegnando la bottiglia cui alcuni strizzan l'occhio come se fosse una bella ragazza, facendo indugiare lo sguardo sulla sua coscia o sull'ombelico prima di possederla...
Con erudizione, qualche ammiccamento e un sano tocco d'irriverenza, Jean-Luc Hennig esplora un piccolo grande universo quanto mai eccitante, attraversando la letteratura, la poesia, la storia e la cultura popolare all'insegna del motto latino In vino veritas. Un vero inno ai piaceri della vita.
NOTE BIOGRAFICHE
Jean-Luc Hennig, giornalista e scrittore nonché poliedrico e gaudente uomo di cultura francese, ha lavorato per Libération e per il mensile Rolling Stone. Ha pubblicato diversi libri, due dei quali sono usciti anche in Italia: Breve storia delle natiche (ES, 1996) e Bi (ES, 1997).
Eros & Vino
di Jean-Luc Hennig
Euro: 14.00 Pagine: 182
Sanzogno Editore
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E' uscito il volume “Annuario 2007 delle sagre italiane”
In tutte le librerie e gli Autogrill d'Italia
L'estate è il periodo magico delle Sagre. Da quest'anno il turista, il viaggiatore o il semplice appassionato delle produzioni locali ha uno strumento in più per sapere tutto sulle Sagre.
Trova in edicola, uscito recentemente, il volume “Annuario 2007 delle sagre italiane” realizzato da Unioncamere e Autogrill e curato da Davide Paolini, critico del Sole 24Ore e gastronauta per eccellenza.
Una vera Guida “da cruscotto” dove, mese per mese e data per data, sono elencate tutte le Sagre del nostro Bel Paese. E' un piacere leggere la storia dei mille sapori, quei sapori che si trasmettano da una generazione all'altra, e dei mille localismi, sparsi in tutta Italia.
Una vera miniera di scoperte: dalla sagra della Ventricina di Guilmi alla Sagra dello Zafferano e dei ceci di Navelli, dalla Sagra dell'asparago di Nalles alla Sagra dell'uva di Mazzarrone, dalla Sagra dei ciglioni di mulo di Campotosto alla Sagra del torrone di Tonara. E ancora mille altre sagre..
L'unione tra, le Camere di Commercio, da sempre impegnate nella promozione dell'economia e dei prodotti locali e Autogrill, che è impegnata a valorizzare i prodotti made in Italy e a stringere alleanze con i produttori locali per dare al consumatore le migliori eccellenze gastronomiche, ha portato a far uscire un libro non solo utile ma che ci porta a conoscere meglio il territorio italiano, paese per paese, borgata per borgata. E a valorizzare l'agroalimentare di qualità.
Diamo ora la parola a Paolini: “La sagra è la porta d'accesso ad un mondo nel quale le tradizioni prendono forma e si manifestano agli altri, è l'occasione per assaporare la loro essenza, il contesto naturale in cui un luogo esprime con estrema sincerità tutto se stesso. Se amate viaggiare, se siete consapevoli del fatto che l'animo dei luoghi è l'animo della loro comunità, se amate il folklore, con i suoi aromi, i suoi profumi e la gestualità, allora sfogliate questa guida, perchè lo spirito che anima ciascun territorio profuma di un prodotto gastronomico che per la sua valenza simbolica e storica possiede una forza d'aggregazione talmente ampia da aver mantenuto in vita, per anni, una sagra”.
Annuario 2007 delle Sagre italiane
a cura di Davide Paolini
Editore: Retecamere
Prezzo: € 8,90
Numero Pagine: 176
Realizzato in collaborazione con Autogrill e UnionCamere
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L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza con l'introduzione di Marco Travaglio
Quindici anni dopo la strage di via D'Amelio.
Cosa conteneva l'agenda privata di Paolo Borsellino?.
La ricostruzione di un documento sparito nel nulla
E' in libreria, nel quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino (1992-2007) un libro “L'AGENDA ROSSA di PAOLO BORSELLINO”, scritto da Giuseppe Lobianco e Sandra Rizza, con l'introduzione di Marco Travaglio.
Con l'aiuto di ex colleghi magistrati, familiari, pentiti, amici, i due autori ricostruiscono gli ultimi 56 giorni del magistrato siciliano. E ci restituiscono le pagine dell'agenda scomparsa nell'attentato di via D'Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l'indagine sulla morte di Falcone.
Qualcuno, subito dopo l'attentato, si affrettò a requisirla. Questo libro spiega perchè.
Dall'introduzione di Marco Travaglio:
Un'agenda rossa, larga e rettangolare. Con la copertina in pelle.
Borsellino la usava per annotare le considerazioni più private sulle sue indagini. Non se ne separava mai. Anche l'ultima domenica della sua vita l'aveva con sé. La moglie Agnese ricorda che il giudice la ripose nella borsa di cuoio dopo averci scritto lunghe e minuziose annotazioni.
A via D'Amelio furono ritrovate nella borsa le chiavi, sigarette e poco altro. L'agenda no. Sparita.
Questo libro per la prima volta la ricostruisce attraverso le testimonianze dirette dei familiari di Borsellino - la moglie Agnese, i figli, la sorella - dei colleghi magistrati, degli investigatori, delle carte giudiziarie, dei pentiti. E dell'agenda nera, un documento che Paolo
Borsellino teneva a casa e dove segnava spese e appuntamenti.
Con questo straordinario lavoro incrociato sembra proprio di avercela tra le mani, finalmente, l'agenda privata di Borsellino. Un documento fondamentale, che rivela le sue ricerche sulla strage di Capaci, ma non solo. Gli affari della mafia al nord Italia e il tentativo di operare una vera e propria destabilizzazione dell'ordinamento democratico. Incontri con ministri, personalità di spicco dei servizi segreti.
Oggi l'agenda è un caso, ha trascinato a giudizio un ufficiale dei carabinieri per false dichiarazioni. E rivela un nemico dalle tante facce. Non solo legate alla criminalità organizzata ma anche al mondo imprenditoriale e a quello politico. Con fatti, nomi e cognomi.
Gli autori Giuseppe Lo Bianco è caposervizio all'Ansa di Palermo. E' stato redattore del Giornale di Sicilia e de L'Ora di Palermo. Sandra Rizza è cronista di giudiziaria all'Ansa di Palermo. Ha lavorato come corrispondente per La Stampa e Panorama.
L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO
pagine 200
prezzo: € 11,00
formato: brossura 12,8 x 19,8
Per contatti con la Casa Editrice Chiarelettere: info@chiarelettere.it Via Guerrazzi 9 20145 Milano Tel. +39.02.34597420
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“Note in Pasta. Quante arie per i maccheroni” un Cd a cura del Museo di Pulcinella
Molti non lo sanno ma ad Acerra esiste il Museo di Pulcinella. Uno dei piatti forti del Museo, l'unico in Italia dedicato alla popolare maschera, è un presepe classico arricchito della presenza di numerosi Pulcinella mischiati ai classici personaggi della Natività. Il presepe, grande circa 4 metri e largo due, fu realizzato nel 1997. La maschera è presente fianco a fianco ai classici pastori di inizio Ottocento. Pulcinella che danza, ride, porta i doni, è vicino a San Gennaro, a San Cuono, il protettore di Acerra ed interagisce con gli angeli.
Il Museo è diretto magistralmente da Tommaso Esposito. Un vero cultore e appassionato di cultura napoletana. Recentemente ha preparato i contenuti di un disco, una vera chicca: “NOTE IN PASTA, Quante arie per i maccheroni” edito dal Museo di Pulcinella di Acerra.
“Il disco è nato -dice ad INformaCIBO Tommaso Esposito- per sperimentare come il piacere del gusto possa veramente viaggiare insieme a quello della parola, della musica e del canto”.
Nel Cd sono state inserite canzoni ed arie da opera, sui maccheroni e per i maccheroni, composte tra il 1700 ed il 1800, raccolte da Tommaso Esposito e cantate dagli artisti del Civico Complesso Musicale G.B.Pinna.Nel Cd sono state inserite co- ra napoletana e o interessante.
La fame e i maccheroni erano le ossessioni non solo di Pulcinella, ma anche di un intero popolo ridotto in miseria da Re e governatori e forse proprio per questo nel Museo Pulcinella ci sono sale dedicate alla civiltà contadina con tanto di attrezzi originali e all'alimentazione tradizionale, maccheroni compresi.
Per informazioni sul Cd chiedere a
infomuseo@pulcinellamuseo.it
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Graziano Pozzetto
Lo squacquerone di Romagna
di Lamberto Selleri
Chi non conosce l'Artusi, il libro di cucina più famoso in Italia? Io credo che in ogni famiglia ve ne sia una copia, magari quella della nonna, unta e bisunta, ma che all'occorrenza viene consultata essendo, legittimamente, il testo più autorevole sui “mangiari” tradizionali italiani. La Romagna però non è solo la patria di Pellegrino Artusi: ha dato i natali anche ad un altro autorevole studioso di questa materia: Graziano Pozzetto.
Non scrive libri di ricette come quelli che ogni anno invadono gli scaffali delle librerie, i cui autori spesso sono gli stessi personaggi televisivi che curano trasmissioni gastronomiche, che,senza arte nè parte, si improvvisano esperti in arte culinaria e cercano nella carta stampata un ulteriore momento di gloria riflessa. Pozzetto, che non nasconde ma anzi va orgoglioso della sue origini rurali, è quello che si suole dire un autore “ professionista” (ante litteram).
E' ritenuto il più profondo studioso delle radici e della evoluzione della cucina romagnola. Leggere Pozzetto vuol dire addentrarsi nella genesi dei cibi e capirne l'importanza storica, antropologica, sociologica ed etica di quello che mangiamo. Intendiamoci: Pozzetto non scrive trattati universitari di difficile comprensione, anzi, leggendo gli argomenti indicati negli indici dei suoi libri, il lettore può iniziare a leggere il volume dall' argomento che più lo stimola. Questo consente a tutti coloro che amano documentarsi, prima di cimentarsi nell 'arte del cucinare , di trovare nei volumi di Pozzetto le risposte alle proprie curiosità. A differenza dell'Artusi, che è stato un autore che ha scritto di cucina dagli antipasti ai dolci, Pozzetto è per sua natura un autore monografico, che scrive sugli alimenti della tradizione romagnola partendo dalle materie prime. L'ultima fatica di Pozzetto ha per titolo”Lo squacquerone di Romagna “, stampato da Panozzo Editore, Pag 344 , euro 15.
Questo volume non è solo un libro di consultazione per chi vuole preparare cibi con il formaggio squacquerone, ma consente a chi, non romagnolo, non ha mai sentito questo nome o gustato questo formaggio, di avere la curiosità di provarlo al naturale o utilizzarlo così com'è descritto nelle 270 ricette tra tradizionali e nuove che sono state inserite nel testo. Alcuni esempi di come Pozzetto ha impostato il libro:”Lo squacquerone nei mangiari tradizionali romagnoli”, oppure “ La gastronomia o la cucina moderna con lo squacquerone”. Questo formaggio era prodotto nelle case coloniche per conservare il latte in eccedenza.
Ora questa tradizione è scomparsa ed il formaggio oggi è prodotto da un numero esiguo di artigiani locali e caseifici regionali. Inevitabilmente, lo squacquerone che oggi troviamo in commercio non è identico a quello che preparavano i contadini, ma di questo anche Pozzetto, che è un purista in fatto di tradizioni alimentari, a malincuore si fa una regione. Il percorso dello squacquerone per ottenere la DOP(denominazione di origine protetta ) è già in dirittura di arrivo e, una volta ottenuto questo riconoscimento, il formaggio non potrà essere prodotto in altre regioni. Mi ricordo che quaranta anni fa lo squacquerone, quello fatto dai contadini, si poteva acquistare al Mercato delle Erbe di Bologna solo durante l'inverno ed esclusivamente il lunedì mattina:al pomeriggio era già esaurito. I negozianti lo vendevano sfuso e lo incartavano nella carta oleata lucida. Una volta portato a casa, il formaggio doveva essere travasato immediatamente sul piatto, altrimenti si sarebbe attaccato alla carta. La massima soddisfazione di noi ragazzi di quell ' epoca era quella di prendere la carta oleata, ancora con tracce di formaggio, e ripulirla il più possibile con ogni mezzo (lingua compresa), tanto andavamo golosi di questo formaggio molle. Poi un bel giorno presi la brucellosi (febbre Maltese), che è una febbre intermittente che può durare anche un mese. La causa scatenante fu lo squacquerone prodotto dai contadini con latte non perfettamente sterile:non andare a scuola per un mese fu per me una gioia inaspettata.Oggi il pericolo di contrarre malattie con questo formaggio non esiste , in quanto viene utilizzato solamente latte pastorizzato. Personalmente posso dire di essere ora, come allora, uno squacquerone- dipendente. Nato e cresciuto nelle case dei contadini romagnoli nell'' 800, come companatico della piadina, oggi lo squacquerone, proprio per la sua caratteristica gustativa, è diventato il compagno di vita preferito non solo dei grandi cuochi ma di chi è attratto dal gusto delicato e semplice di un formaggio che riconduce al palato i sapori della memoria.
Volumi di Pozzetto pubblicati da Panozzo Editore:
C'era una volta il formaggio di fossa .
C'è ancora?
Lo scalogno di Romagna.
La buona cucina del latte.
La Piadina Romagnola Tradizionale.
Aziende aderenti all'Associazione Squacquerone di Romagna
Caseificio Comellini Roberto. ViA F.Gioia n 6 Casatel S. Pietro Terme (BO)
Caseificio Matteo. Via Paroli n 4 Imola(BO)
Caseificio La Rinascita. Strada della Barca n 19 Meldola(FC)
Caseificio Pascoli. Via Rubiconde Destra n 22 Savignano sul Rubiconde (FC)
Caseificio Latteria di San Patrignano.Via San Patrignano n 53 Coriano (RN)
Caseificio S.I.C.LA.Via Giuseppe Verdi n 27 Faenza
Caseificio Lucchesi .Via Cassola n 9 Crespellano (BO)
Caseificio Mambelli. Via Ceredi n 1402 S.Maria N. Bertinoro (FC)
Centrale del Latte di Cesena. Via Violone di Gattolino n 201 Martorano di Cesena
Granarolo S.p.A.Via di Cadriano 27 Bologna
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A Bologna la presentazione del libro "Conoscere il cioccolato"
di Gigi e Clara Padovani
Domenica, 12 novembre alle ore 17.00 presso l'Oratorio di Santa Maria della Vita, via Clavature 8 a Bologna, nell'ambito della kermesse Cioccoshow, si terrà la presentazione del libro di Clara e Gigi Padovani “Conoscere il cioccolato” edit. Ponte alle grazie della collana “Il Lettore Goloso” diretta da Allan Bay.
Partecipano, insieme agli autori: Allan Bay - direttore editoriale della collana "Lettore goloso" Gilberto Mora - direttore Compagnia del Cioccolato
Seguirà degustazione di tavolette e praline con abbinamento di vino da dessert
Gli autori
Gigi Padovani, è nato ad Alba e vive a Torino. Giornalista a La Stampa, è critico gastronomico per la «Guida dell'Espresso» e food writer. Tra le sue ultime opere, Gnam! Storia sociale della Nutella (Castelvecchi, 1999), Nutella. Un mito italiano (Rizzoli, 2004) e Slow Food Revolution (Rizzoli, 2005). I suoi libri sono stati tradotti negli Stati Uniti, Francia, Giappone, Corea.
Clara Vada Padovani, è nata ad Alba e vive a Torino. Ex insegnante di matematica, è critica gastronomica per la «Guida dell'Espresso» e collabora a riviste di gastronomia. In Francia ha pubblicato Nutella 40 ans de plaisir (Michel Lafon, 2005) e in Italia Passione Nutella (Giunti, 2006).
www.conoscereilcioccolato.com
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Silenzio si viaggia
67 itinerari italiani all'insegna della quiete. Percorsi, soste golose, sonni tranquilli
Luciano Del Sette, è un bravo giornalista, che ha scritto racconti e corrispondenze da numerosi paesi sul “Gambero Rosso”, "Il Manifesto" e "Atlante", ora dirige una collana di libri davvero imperdibili.
I tesori di “Airplane” sono dedicati al turismo di qualità, ai viaggi enogastronomici e alle guide alla ricerca dei prodotti Doc (denominazione di origine controllata).
Un libro particolare e fuori dal comune è SILENZIO SI VIAGGIA, 67 itinerari italiani all'insegna della quiete.
Una serie di percorsi, di soste golose, di sonni tranquilli.Non è vero che nelle grandi città a vocazione turistica il rumore del traffico turistico e automobilistico sia prezzo inevitabile da pagare per scoprire opere d'arte e meraviglie a vario titolo. Ci sono oasi di silenzio, appena a un passo dall'affollamento, dove la natura e la cultura offrono al viaggiatore percorsi nascosti, resi ancor più preziosi dalla presenza del silenzio. E non è vero che Pisa sia solo la Torre, Orvieto solo il Duomo, Siena solo piazza del Campo e nient'altro.
È vero, invece, che i piccoli centri hanno nel placido vivere il loro tratto fondamentale.
Ed è ancor più vero che esistono luoghi votati da sempre al silenzio perché discosti, appartati, quasi misantropi. Lo raccontano in forma di percorsi con tutto il sapore di racconti di viaggio, le pagine di questa guida. Fornendo, in più, tutte le informazioni per mangiare e dormire all'insegna della tranquillità. Il volume è diviso in quattro capitoli: Il silenzio delle città, Il silenzio in piccolo, Il silenzio sconosciuto, altri silenzi.
Tutti gli itinerari sono stati percorsi e verificati dal gruppo di scrittori e giornalisti che ha scritto la guida.
Silenzio si viaggia
Autori vari
67 itinerari italiani all'insegna della quiete.
percorsi, soste golose, sonni tranquilli
pp. 280 - € 15
Alberto Perdisa Editore Via della Quercia, 7/B 40064 Ozzano dell'Emilia (BO)
airplane@airplane.it
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Locali storici d'Italia
ASSOCIAZIONE CULTURALE
PATROCINIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITà CULTURALI
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