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De.Co., la carta d'identità del Sindaco,
vademecum
per le denominazioni comunali
E' uscito un libro che ci dice tutto sulle De.Co, le denominazioni comunali, quel fenomeno che nasce a seguito della legge dell'8 giugno 1990 n. 142 e che consente ai Comuni la facoltà di disciplinare, nell'ambito dei principi sul decentramento amministrativo, la materia della valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali che risultano presenti nelle diverse realtà territoriali.
Ma da allora il processo delle DeCo è andato avanti poco.
E chi poteva allora, con cognizione di causa, scrivere la storia delle De.Co e portare avanti così l'idea di Luigi Veronelli, se non uno dei suoi discepoli, Paolo Massobrio, ideatore di Papillon che da 5 anni si dedica con convegni, scritti e proposte a sollecitare le amministrazioni comunali a dare valore identitario ad alcuni beni materiali che insistono nel loro territorio?.
Il libro scritto da Paolo Massobrio con l'aiuto di Fabio Molinari e Paola Gula si intitola “De.Co., la carta d'identità del Sindaco, vademecum per le denominazioni comunali”. Si prefigge di fare chiarezza sugli errori compiuti in passato e sulla legittimità di un Comune a deliberare quella che è una semplice nota storica legata all'identità di una Comunità.
La De.Co., afferma Massobrio, “si sviluppa solo come un censimento, non è un marchio, non è una tutela, non garantisce nulla all'esterno come invece possono e tentano di fare le denominazioni riconosciute anche in sede europea”.
Ma se è un libro che ognuno che ama il buono e la tradizione deve tenere in libreria è indispensabile ai Sindaci che non vogliono disperdere quel grande patrimonio di ricchezze enogastronomiche che si annida in ogni Comune d'Italia.
Il volume presenta in maniera chiara e completa come poter attuare la De. Co. nel proprio Comune e descrive come compilare in maniera adeguata le due delibere che contemplano gli atti di adozione.
Il libro di 109 pagine si divide in diverse sezioni, a partire dalla storia delle De.Co, per proseguire con un saggio sulle possibilità dal punto di vista del marketing del territorio e un approfondimento giuridico a firma degli avvocati Cavallito, Lamacchia e Piane.
Il manuale di Massobrio è introdotto dal Ministro delle Politiche Agricole e Alimentare, Luca Zaia (peccato che il ministro parla d'altro, e non entra nel merito di quella che si puo' definire una “battaglia” di indentità per la De.Co.) e da una postfazione del prof. Corrado Barberis.
DE.CO La carta d'identità del sindaco
Vademecum per le denominazioni comunali
di Paolo Massobrio, Fabio Molinari, Paola Gula
Ed. 2008. 109 pagine
Prezzo di copertina: 15,00 euro
Le novità editoriali di Paolo Massobrio
http://www.comunicaedizioni.it/
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La casa editrice Spirali presenta
La Sicurezza Alimentare in Cina di Zhou Qing
Un reportage-scandalo sul cibo tossico proveniente dalla Cina
Prima edizione italiana del libro subito messo all'indice dal governo cinese
Materie prime, prodotti finiti e derivati contraffatti destinati al consumo umano e animale: la controversa situazione alimentare cinese è messa a nudo in questo studio, che analizza il problema sia per i consumatori locali sia per quelli internazionali. Un pericolo grave e crescente, nascosto dalla cortina di silenzio alzata dalle autorità preposte.
Questa coraggiosa indagine indipendente, condotta a proprio rischio dall'autore per oltre due anni, esplora ambiti altrimenti secretati dal governo cinese offrendo testimonianze dirette scioccanti. Il libro descrive frodi sistematiche, intossicazioni diffuse, l'utilizzo di mano d'opera di prigionieri ai lavori forzati, l'uso di additivi nocivi: un bacino di oltre 400 mila vittime all'anno.
Secondo un detto popolare cinese "il cibo è il cielo", ovvero il primo bisogno della vita. Ma l'impetuoso sviluppo economico degli ultimi decenni ha "capovolto" il cielo cinese: il grande giro d'affari ha sollecitato pratiche produttive incoscienti per il deterioramento e la falsificazione della qualità; l'inefficienza del sistema di controllo ufficiale ha poi creato spazi di complicità e connivenza del sistema burocratico con queste forme d'illegalità gestite dalla malavita organizzata.
Il libro si articola in cinque parti: i casi reali di inquinamento nella produzione e consumo degli alimenti; lo stato dei controlli standardizzati nei mercati internazionali e la situazione deficitaria nel mercato interno; l'uso di anabolizzanti tossici nella produzione della carne; l'"inquinamento" delle coscienze, viatico alle speculazioni; la collusione del sistema politico.
I personaggi e le storie del libro si presentano in modo autentico, ma vivono anche nella descrizione letteraria di un'avventura che per il momento pare senza via d'uscita.
Uno sconvolgente libro denuncia, premiato con il Lettre Ulysses Award for the Art of Reportage (lo stesso premio che nel 2003 venne conferito ad Anna Politkovskaya) e messo all'indice dal governo cinese, che arriva per la prima volta al lettore italiano.
Zhou Qing (1965), giornalista, esperto di storia cinese antica, studioso di usi e costumi popolari contemporanei del suo paese, vive e lavora a Pechino. Già primo redattore al “Folk Magazine” e all'“Economy & Trade”, dirige lo Xi'an Cang Xie Cultural Research Institute e collabora con la rivista “Oral Museum”. Arrestato nel 1989 per la partecipazione alle contestazioni in piazza Tiananmen, ha rifiutato la riducazione e tentato la fuga e per questo è stato sottoposto al rigoroso piano di “riabilitazione” del regime. Membro dell'Independent Chinese Pen Association, dal 2002 s'interessa di questioni di sicurezza alimentare.
La Sicurezza Alimentare in Cina di Zhou Qing
Pag. 475 (con inserto di fotografie a colori), collana L'Alingua, € 25,00
Casa editrice Spirali tel. 0532203085 - cell. 3495967982 e-mail: redazione.fe@spirali.com
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C'era una volta il supermarket... e c'è ancora
di Riccardo Garosci e Franco A. Fava
Il torinese Riccardo Garosci, è nato nel capoluogo piemontese, 52 anni fa, insieme ai supermercati. Non solo perché in quel periodo facevano la loro prima apparizione i centri commerciali ma anche perché in quegli stessi anni i componenti della famiglia Garosci furono i veri pionieri del commercio moderno.
Proprio a Torino i Garosci aprirono uno dei primissimi supermercati italiani. E la storia di Riccardo rimane per sempre legata a questo originario imprinting.
Riccardo si laurea in storia moderna con orientamento economico, e poi, non poteva essere diversamente, si specializza in marketing presso la SDA Bocconi.
Nei primi anni 2000, Garosci lavora all'Unione Europea per contribuire ad elaborare il Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare. E proprio sui temi della sicurezza alimentare, della tutela dei consumatori e dell' informazione si è molto impegnato per far decollare quel nuovo concetto di “sicurezza” che difende i consumatori ma cerca di sviluppare insieme un commercio nuovo e moderno.
E' stato inoltre Direttore Generale, dal 1984 al 1994, della FEDERCOM - Federazione del Commercio Associato. Già membro dell'Osservatorio Prezzi dell'UnionCamere e Consigliere a Bruxelles dal 1992 al 1994 del Forum "Eco-Label" della Comunità Europea, unico marchio ufficiale U.E. per i prodotti ecocompatibili. Consigliere CNEL - Consiglio Nazionale Economia e Lavoro dal 2001 al 2003. Attualmente è nel Consiglio di amministrazione della "Maison d'Italie" alla Citè Universitarie di Parigi ed è Vice Presidente dell'Associazione Europa - Cina (Parigi). È Grand' Ufficiale al Merito della Repubblica italiana.
Riccardo Garosci, lo si puo' definire, un vero protagonista del moderno commercio legato alla difesa del cittadino-consumatore.
E così oggi (dopo aver pubblicato “Consumatori d'Europa” con la prefazione di Emma Bonino nel 1999), insieme a Franco A. Fava, sociologo e professore all'Università di Torino, Garosci ha pubblicato, per i tipi della Sperling & Kupfer, il libro “C'era una volta il supermarket... e c'è ancora”.
La prefazione del volume è di Franco Frattini, Vice-Presidente della commissione Europea, e grande conoscitore del mondo dei consumi nonchè difensore dei consumatori.
Dopo le consuete dediche ai rispettivi padri e familiari, il libro inizia con una citazione paleo-marxista di Lao-Tsu, Tao-te-Ching:
“Non c'è difetto più grande che la sete di guadagno. Perché chi sa che abbastanza è abbastanza ha sempre a sufficienza. Non c'è colpa più grande che assecondare i desideri. Non c'è sventura più grande che non sapersi accontentare”, e poi, appare una frase di Orson Welles: “Prima di chiedere che cosa puoi fare per il tuo Paese, chiedi che cosa c'è per pranzo....”, che ricalca la più impegnata frase di Kennedy; “Non chiedere ciò che il Tuo Paese può fare per Te, ma chiediti ciò che puoi fare Tu per il Tuo Paese! (John F. Kennedy).
Il libro di Garosci e Fava è un libro-documento dove, nella parte prima, c'è la descrizione della nascita del commercio moderno, dai “grandi magazzini” alla “reclame”, dalle “vendita a distanza” alle “luci al neon dei grandi centri commerciali” e dopo la storia dettagliata della nascita di questi grandi centri commerciali che, per dirla con Anna Bartolini “ci fate ancora girare la testa, ma spesso anche le scatole....”.
Il libro parte dal 1957: mentre a Roma con i Trattati comunitari nasce l'Europa, in Italia aprono i primi supermercati. È l'inizio di una rivoluzione commerciale e sociale. Nuovi prodotti e grandi marche arrivano sul mercato, soprattutto grazie alle réclame e a "Carosello".
La ritrovata energia che anima il Paese esprime i desideri delle famiglie italiane, la voglia di ripartire... e di comprare. Diventa necessario proporre spazi adeguati per il consumatore alla ricerca del migliore (e minor) prezzo e del migliore (e maggior) assortimento. Inizia cosi l'avventura del supermercato, a cui faranno seguito altre formule di distribuzione moderna: discount, franchising, iper...
Oggi quasi tutto può arrivare a casa via internet con un "clic", ma pochi riescono a sottrarsi all'attrazione fatale dello shopping che, dal supermercato, si estende ai nuovi luoghi o "nonluoghi": outlet, mall, retail park. Dopo cinquant'anni lui, il "super", è sempre lì, con amici (tanti) e nemici (pochi ma di qualità). Il cliente resta l'obiettivo del lavoro di piccoli e grandi commercianti, in una strategia finalizzata al piacere dell'acquisto, alla soddisfazione dei cinque sensi e al bisogno di socializzazione.
In questo volume la situazione italiana è ricostruita, come si diceva, anche attraverso la storia di un'azienda, la Garosci, che tra le prime ha realizzato questo percorso: un'esperienza da conoscere per meglio interpretare le tendenze dei consumatori del futuro nel nuovo scenario composto da catene internazionali, differenti etnie, nuovi prodotti.
C'era una volta il supermarket... e c'è ancora
Editore Sperling & Kupfer (Collana Economia & management)
di Riccardo Garosci e Franco A. Fava
Euro 19
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I bambini alla scoperta del museo goloso. Con un quaderno...
Nasce il quaderno didattico dedicato al Museo del Salame,
l'esposizione allestita nelle settecentesche cantine del castello di Felino (Parma).
La pubblicazione è la prima di un progetto dedicato ai più piccoli e volto a spiegare loro le risorse del territorio felinese.
Quarantasei pagine di agevole lettura dedicate al Museo del Salame, uno dei gioielli inseriti nel circuito provinciale parmense dei Musei del Cibo.
Intitolato “Museo e dintorni, percorsi di approfondimento”, il quaderno è uno strumento che nasce dall'idea di raccogliere una serie di studi svolti nelle scuole del comune di Felino (Parma) e che ruotavano attorno a tre cose: al museo, al castello che lo contiene e all'oggetto stesso dell'esposizione: il famoso insaccato.
A cura di Massimo Pelagatti e Concetta Cacciani, è la prima di una serie di pubblicazioni che analizzeranno le risorse del territorio per stimolare in particolare i ragazzi a recuperare preziose testimonianze dei tempi passati.
Il primo quaderno è suddiviso in quattro capitoli e si offre come mezzo per avvicinare i giovani ma anche gli adulti a un'eccellenza preziosa del nostro territorio.
Si parte dalla storia del maiale e del suo ambiente per poi parlare del castello di Felino, le cui cantine settecentesche custodiscono l'esposizione che rende omaggio al “figlio” più amato del comune pedemontano. Si passa quindi a curiosità sull'animale percorrendo mitologia e tradizione cristiana, per arrivare infine all'analisi del salame e delle sue caratteristiche nella produzione felinese.
Oltre alle immagini che illustrano i vari passaggi c'è anche un'utile scheda di lavoro per la prima elementare e due pagine di bibliografia per chi volesse approfondire la conoscenza degli argomenti affrontati.
Patrocinato dai Musei del Cibo della provincia di Parma, dal Comune di Felino e dalla ditta La Fenice S.r.l, il quaderno didattico si può acquistare nel bookshop del Museo del Salame e in alcune edicole del comune parmense.
In alternativa lo si può richiedere all'Ufficio Cultura del Comune di Felino,
tel. 0521.335920, e-mail: n.carpana@comune.felino.pr.it
Il quaderno ha un costo di 4 euro.
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Premiati i libri "GIGANTE" e "PALLINA" nella categoria "Migliore Albo Illustrato"
 La casa editrice ZOOlibri, nata nel 2001 a Reggio Emilia dove ha sede in via Piaggia 5, nota per la vasta produzione editoriale per bambini e ragazzi, annuncia ai tanti amici lettori che due suoi nuovi titoli "GIGANTE" e "PALLINA" hanno vinto il Premio Alpi Apuane 2007 nella categoria "Migliore Albo Illustrato".
La premiazione è avvenuta sabato 15 settembre a San Carlo Terme, Massa (MC).
I libri sono stati scritti e illustrati da Klaas Verplancke, la traduzione è di Chantal Hansen e l'adattamento del testo è opera del regista, scrittore e poeta di fama internazionale, Pietro Formentini.
I due libri
Due libri che si leggono insieme e che hanno protagonisti comuni che si incontrano: un libro, una bambina, la sua casa, il suo mondo, le sue storie, i suoi amici.
Nel primo titolo un gigante disperato per la sua diversità cerca una nuova casa e cammina cammina seguendo la voce di una bambina che vive ogni giorno in una casa nuova e diversa...
E che, alla fine, lo aiuterà a trovare una casa bellissima.
Nel secondo titolo la bambina decide di costruire una casa nuova tutta per sé: praticamente perfetta!
Ma, forse, non per i suoi amici più cari. Quante difficoltà per avere una casa perfetta!
Due libri per tutti che parlano di amicizia, di fantasia, della forza delle parole e delle storie.
Due libri che suggeriscono ai genitori il modo per sognare e insegnano ai lettori più piccoli il valore dell'amicizia.
L'Autore
Klaas Verplancke è un autore fiammingo dal segno innovativo e ironico, che ama ricreare situazioni particolari nei suoi libri. Questo suo particolare linguaggio, lo rende un autore completo e apprezzato in tutto il mondo.
Con il precedente “Otto” è stato premiato alla Fiera del libro per Ragazzi di Bologna con il riconoscimento speciale Bologna Ragazzi Award e selezionato all'interno della Mostra di Illustrazione Internazionale di Sarmede.
Il Testo
Pietro Formentini è poeta e scrittore di fama internazionale.
Il suo adattamento di questo testo è stato richiesto esplicitamente dall'autore, in quanto la sua traduzione di “Otto” ha avuto un successo eccezionale ed è già stata proposta in Belgio e Svizzera in italiano e trasmessa per radio. Con ZOOlibri ha scoperto il gusto di fare il traduttore.
GIGANTE e PALLINA
Target: per tutti - Collana: "libri illustrati" - Cartonati
36 pagine a colori - formato 19x30cm. - EUR 13,50
ZOOlibri - via Piaggia 5 - 42100 Reggio Emilia - Italia
tel./fax. (+39)0522330566 - web: www.zoolibri.com (under construction)
e-mail: info@zoolibri.com - blog: http://zoolibrinews.blogspot.com
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Claudio Cesari amarcord
“Stracci” e le
Cinquantacinque ricette di cucina dei pesci d'acqua dolce di Sandro Bignami
C'è un tratto distintivo che caratterizza l'Emilia-Romagna: la simpatia, nel senso originale greco del termine “syn-pàtheia”, ossia il condividere con gli altri i sentimenti, il partecipare alla vita con gioia e con istintiva e genuina inclinazione verso persone e cose. Sia che si tratti di personaggi noti e famosi, sia che si parli della gente comune.
Sia che ci si riferisca al grande tenore appena scomparso Luciano Pavarotti, che lascia a tutti il ricordo emozionante di grandi spettacoli, di un canto limpido ed incisivo, di una voce di una bellezza suprema, classica, ma anche di una generosità e simpatia propri della sua terra; sia che si tratti di un altro personaggio, un po' meno noto, ma comunque grande: Claudio Cesari, alias “Stracci”. Accomunati dal saper coltivare l'anima con la passione ed il piacere della vera amicizia, dal saper trascorrere il tempo assaporandone ogni istante, dal saper vivere i godimenti della sensorialità gastronomica nella gioiosa convivialità.
“Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza chè la merita” così Pellegrino Artusi decantava nel suo poderoso trattato la gastronomia di una città e di un regione descritta come esuberante per capacità e simpatia.
Interprete magistrale dell'opulenza dei piatti di questo territorio è stato Claudio Cesari, per gli amici, Stracci, nella sua Antica Osteria di Buda.
Da un'idea del Presidente della Associazione Enogastronomica Nobile Confraternita “Bèle bàle dal Spèrz Vàird d'Altài” (Bella Combriccola dell'Asparago Verde di Altedo), con lo scopo di ricordare un grande chef e di valorizzare e divulgare la conoscenza di questo pregiato asparago Igp, oltre ai numerosi altri prodotti tipici del territorio, nasce il volume Claudio Cesari - Amarcord “Stracci” curato da Filippo Bignami, Graziano Pozzetto, Sandro Bignami con disegni di Umberto Sgarzi.
Essenziali testimonianze, un po' di fotografie, disegni ed alcune delle ricette più significative, contenuti in questa pubblicazione, sono sufficienti per raccontare in modo efficace un personaggio straordinario, da poco scomparso, e delineare l'attività professionale qualificata, appassionata, generosa di uno chef-bandiera della Bassa Bolognese e dintorni. Ricordi di momenti conviviali intensi, indimenticabili, ma soprattutto il riconoscimento dell'esclusiva ed assoluta primogenitura di “Stracci” nella meritoria scoperta, valorizzazione e sapiente, sistematico utilizzo delle più tipiche produzioni territoriali. Fedele al proprio territorio, Claudio Cesari ha espresso una gastronomia felicemente caratterizzata da sapori ed odorosità propri della “Bassa”. “Una cucina rassicurante, riconoscibile, avvolgente, materna, espressione di una unicità culturale, grazie ad un territorio altrettanto unico” come scrivono gli autori nell'introduzione.
Il giornalista Cesare Bianchi lo ricorda così:”Colto, pragmatico, raffinato, ruspante. Claudio non conosceva limiti in cucina, amava il contrasto abbinato alla fantasia...Amava lo stare insieme...per il piacere del rapporto umano, dell'amicizia. Spesso la sua Osteria si trasformava d'incanto in un armonioso, variegato e variopinto Cenacolo.”
Come “incantatore di palati...con missione consolatoria” lo ricorda Giancarlo Roversi, per il quale il cuoco aveva inventato i Fagottini ripieni di polpa della Cipolla Dorata di Medicina in occasione del pranzo per la presentazione del suo libro “L'Oro in bocca” dedicato proprio al profumatissimo bulbo.
Spesso ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive, Claudio Cesari, ha acquistato fama di autentico gigante della cucina. “Maestro di cucina, titolare della rinomata Antica Osteria di Buda, è stato un autentico pioniere della ristorazione, un valente chef di cucina, un vero e proprio signore dei fornelli...Di lui resteranno sempre le preziose ricette riportate in queste pagine” Con queste parole invita a ricordarlo Carlo Re, Direttore dell'Associazione Professionale Cuochi Italiani.
Una ricetta per tutte: “Quadretti di Cesari” con cui vinse nel 1992 l'Asparago d'oro, in occasione del Concorso Gastronomico Nazionale “ Una ricetta con l'Asparago Verde di Altedo”.
Per ulteriori informazioni: sbignami@regione.emilia-romagna.it .
All'insegna della simpatia e del gusto è anche il volume “Cinquantacinque ricette di cucina dei pesci d'acqua dolce” promosso dalla Regione Emilia - Romagna, da un'idea di Carmen Guerriero, per “riappropriarsi degli inimitabili sapori acquatici delle nostre specie ittiche. Queste ricette ci parlano di una alimentazione moderna ed equilibrata. Vogliamo riaffermare la volontà della Regione di non trascurare importanti tradizioni culinarie tipiche delle nostre tavole che richiamano un modello di vita e di società densa di valori e di tradizioni che sanno comunque coniugarsi con lo sviluppo economico” - come afferma nella presentazione Duccio Campagnoli, Assessore alle Attività Produttive.
Il legame tra il pescatore e gli ambienti acquatici dell'Emilia-Romagna è già stato rappresentato da precedenti pubblicazioni, sempre a cura dello stesso Assessorato, che ben conosce il valore culturale ed alimentare dei pesci di acqua dolce.
Curato e coordinato da Sandro Bignami, responsabile del Settore “Pesca sportiva nelle acque interne” della Regione Emilia-Romagna e Delegato regionale della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici, mentre la copertina e le simpatiche illustrazioni sono sempre di Umberto Sgarzi.
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Guida gastronomica di Vico Equense: il Provolone del Monaco di Francesco Aiello
Storia, gastronomia, prodotti tipici e 22 ricette di famosi chef
Senza materie prime di eccellente qualità la Penisola Sorrentina sarebbe mai entrata nell'olimpo dei gourmand? Sicuramente no.
E proprio intorno a questa considerazione si sviluppa la ricerca svolta dal giornalista Francesco Aiello su uno dei prodotti-simbolo del riscatto gastronomico dell'intero Mezzogiorno. “Guida gastronomica di Vico Equense: il Provolone del monaco” è il titolo del volume pubblicato per le edizioni dell'Ippogrifo con la prefazione di Luciano Pignataro.
In circa cento pagine si racconta il miracolo di questo formaggio tipico dei Monti Lattari, con la sue origini a metà tra storia e leggenda e le tecniche di produzione che ne hanno consacrato il successo. Inevitabilmente, la vicenda del Provolone del Monaco si intreccia con Vico Equense, la cittadina della Costiera Sorrentina che lo ha visto nascere almeno due secoli fa e che oggi si è conquistata un posto di primo piano tra le capitali del gusto italiano a tavola. Non è un caso, infatti, che in questo lembo di terra, affacciato sui golfi di Napoli e Salerno, è possibile riscontrare una straordinaria concentrazione di tradizione agro-alimentare e sapienza gastronomica.
Qui trent'anni fa è nata la famosa Pizza a metro, oggi Università della pizza, dei fratelli dell'Amura.
E qui alla fine degli anni Novanta ha cominciato a brillare la stella del giovane chef Gennaro Esposito che dalla sua Torre del Saracino nel borgo della Marina d'Equa ha offerto un palcoscenico internazionale a piatti leggeri e di gran sapore frutto delle sintesi felice tra prodotti di qualità e moderne tecniche in cucina.
Tutto questo è raccontato nella “Guida gastronomica di Vico Equense” che, accanto alla storia del Provolone del Monaco e dei maestri casari, passa in rassegna quello che di bello c'è da vedere e buono da mangiare in quest'angolo di Penisola Sorrentina.
Ecco spiegato l'ampio spazio dedicato alla storia di Vico Equense e dei suoi casali ricchi di palazzi d'epoca, chiese e musei. Segue il capitolo relativo alle feste, alle sagre ed alle manifestazioni che tutto l'anno arricchiscono il soggiorno di turisti e residenti. Si arriva così alla sezione dedicata all'ospitalità, con le schede relative agli agriturismi, agli alberghi ed ai bed and breakfast, equamente distribuiti tra la costa e la fascia collinare. Ecco quindi l'ampio capitolo dedicato alla cucina, tradizionalmente legata al mare ed all'orto, con schede relative a ristoranti, pizzerie e botteghe del gusto. Non manca un vademecum sul “dove comprare” paste e pani artigianali, formaggi, salumi e dolci.
Alla fine della Guida c'è una golosa appendice dedicata alle ricette dei migliori chef della Campania alle prese con il Provolone del Monaco:
- Abbazia - Piano di Sorrento
- Antica Trattoria - Sorrento (Na)
- Antichi sapori - Vico Equense (Na)
- Caruso - Sorrento (Na)
- Don Alfonso 1890 - Sant'Agata sui Due Golfi (Na)
- Fenesta Verde - Giugliano (Na)
- Frate Cosimo - Vico Equense (Na)
- Il Principe - Pompei (Na)
- Il Terrazzino - Piano di Sorento - (Na)
- La Conca - Meta (Na)
- La Sponda dell'Hotel Sirenuse - Positano (Sa)
- Nonno Luigino - Vico Equense (Na)
- Osteria Nonna Rosa - Vico Equense (Na)
- President - Pompei (Na)
- Quattro Passi - Nerano di Massa Lubrense (Na)
- Salvatore e Mafalda - Termini di Massa Lubrense (Na)
- San Pietro - Cetara (Sa)
- Silenzio Cantatore - Piano di Sorrento (Na)
- Taverna 18 - Vico Equense (Na)
- Taverna del Capitano - Marina del Cantone di Massa Lubrense (Na)
- Torre Ferano - Vico Equense (Na)
- Vittoria del Grand Hotel Excelsior Vittoria - Sorrento (Na)
Guida gastronomica di Vico Equense: il Provolone del Monaco
Storia, gastronomia, prodotti tipici e 22 ricette di famosi chef
di Francesco Aiello
pp.76 10 euro
Edizioni Ippogrifo
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Eros & Vino di Jean-Luc Hennig
Eros & Vino. Un connubio di voluttà che dagli albori della storia seduce gli uomini di ogni luogo ed epoca, stuzzicandone la mente ed elevando il corpo ai piaceri divini. Non si suole forse far risalire la nascita del vino a una lacrima di Dioniso, dio dell'erotismo e dell'ebbrezza?
Jean-Luc Hennig, scrittore e giornalista, ma soprattutto grande estimatore dell'eccitante binomio, ci accompagna attraverso brevi e gaudenti passeggiate a tema - Gola, Jus osculi e Satiri sono solo alcune fra le trenta tappe che compongono questo piacevolissimo saggio - alla scoperta della bevanda dionisiaca che, fedele al suo divino progenitore, scatena le più fervide rappresentazioni simboliche e le fantasie più libertine.
Eruditi filosofi e grandi poeti, scrittori goderecci e irreprensibili scienziati hanno arricchito la letteratura con trattati e opere che hanno come oggetto il vino. Eppure, anche se ormai sono ben noti gli effetti e le proprietà del «felice liquor di virtù pieno», c'è ancora molto da imparare sul suo immaginario. E, in particolare, sul suo immaginario erotico... Per esempio, come non trovare sensuale l'umida polpa dei chicchi d'uva resa incinta dai raggi del sole, che con la loro calda luce infondono energia vitale nei grappoli? O la pigiatura, una danza voluttuosa in cui i partecipanti si abbandonano al corpo scuro e carnoso dell'uva lasciandosi penetrare dalle sue essenze inebrianti?
E in questo appassionante viaggio sarebbe imperdonabile non ricordare, nel curioso gioco della degustazione, le insospettabili acrobazie della lingua che si anima d'amore, più carezzevole della mano, più espressiva degli occhi. O limitarsi a considerare il liquido disdegnando la bottiglia cui alcuni strizzan l'occhio come se fosse una bella ragazza, facendo indugiare lo sguardo sulla sua coscia o sull'ombelico prima di possederla...
Con erudizione, qualche ammiccamento e un sano tocco d'irriverenza, Jean-Luc Hennig esplora un piccolo grande universo quanto mai eccitante, attraversando la letteratura, la poesia, la storia e la cultura popolare all'insegna del motto latino In vino veritas. Un vero inno ai piaceri della vita.
NOTE BIOGRAFICHE
Jean-Luc Hennig, giornalista e scrittore nonché poliedrico e gaudente uomo di cultura francese, ha lavorato per Libération e per il mensile Rolling Stone. Ha pubblicato diversi libri, due dei quali sono usciti anche in Italia: Breve storia delle natiche (ES, 1996) e Bi (ES, 1997).
Eros & Vino
di Jean-Luc Hennig
Euro: 14.00 Pagine: 182
Sanzogno Editore
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E' uscito il volume “Annuario 2007 delle sagre italiane”
In tutte le librerie e gli Autogrill d'Italia
L'estate è il periodo magico delle Sagre. Da quest'anno il turista, il viaggiatore o il semplice appassionato delle produzioni locali ha uno strumento in più per sapere tutto sulle Sagre.
Trova in edicola, uscito recentemente, il volume “Annuario 2007 delle sagre italiane” realizzato da Unioncamere e Autogrill e curato da Davide Paolini, critico del Sole 24Ore e gastronauta per eccellenza.
Una vera Guida “da cruscotto” dove, mese per mese e data per data, sono elencate tutte le Sagre del nostro Bel Paese. E' un piacere leggere la storia dei mille sapori, quei sapori che si trasmettano da una generazione all'altra, e dei mille localismi, sparsi in tutta Italia.
Una vera miniera di scoperte: dalla sagra della Ventricina di Guilmi alla Sagra dello Zafferano e dei ceci di Navelli, dalla Sagra dell'asparago di Nalles alla Sagra dell'uva di Mazzarrone, dalla Sagra dei ciglioni di mulo di Campotosto alla Sagra del torrone di Tonara. E ancora mille altre sagre..
L'unione tra, le Camere di Commercio, da sempre impegnate nella promozione dell'economia e dei prodotti locali e Autogrill, che è impegnata a valorizzare i prodotti made in Italy e a stringere alleanze con i produttori locali per dare al consumatore le migliori eccellenze gastronomiche, ha portato a far uscire un libro non solo utile ma che ci porta a conoscere meglio il territorio italiano, paese per paese, borgata per borgata. E a valorizzare l'agroalimentare di qualità.
Diamo ora la parola a Paolini: “La sagra è la porta d'accesso ad un mondo nel quale le tradizioni prendono forma e si manifestano agli altri, è l'occasione per assaporare la loro essenza, il contesto naturale in cui un luogo esprime con estrema sincerità tutto se stesso. Se amate viaggiare, se siete consapevoli del fatto che l'animo dei luoghi è l'animo della loro comunità, se amate il folklore, con i suoi aromi, i suoi profumi e la gestualità, allora sfogliate questa guida, perchè lo spirito che anima ciascun territorio profuma di un prodotto gastronomico che per la sua valenza simbolica e storica possiede una forza d'aggregazione talmente ampia da aver mantenuto in vita, per anni, una sagra”.
Annuario 2007 delle Sagre italiane
a cura di Davide Paolini
Editore: Retecamere
Prezzo: € 8,90
Numero Pagine: 176
Realizzato in collaborazione con Autogrill e UnionCamere
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L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza con l'introduzione di Marco Travaglio
Quindici anni dopo la strage di via D'Amelio.
Cosa conteneva l'agenda privata di Paolo Borsellino?.
La ricostruzione di un documento sparito nel nulla
E' in libreria, nel quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino (1992-2007) un libro “L'AGENDA ROSSA di PAOLO BORSELLINO”, scritto da Giuseppe Lobianco e Sandra Rizza, con l'introduzione di Marco Travaglio.
Con l'aiuto di ex colleghi magistrati, familiari, pentiti, amici, i due autori ricostruiscono gli ultimi 56 giorni del magistrato siciliano. E ci restituiscono le pagine dell'agenda scomparsa nell'attentato di via D'Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l'indagine sulla morte di Falcone.
Qualcuno, subito dopo l'attentato, si affrettò a requisirla. Questo libro spiega perchè.
Dall'introduzione di Marco Travaglio:
Un'agenda rossa, larga e rettangolare. Con la copertina in pelle.
Borsellino la usava per annotare le considerazioni più private sulle sue indagini. Non se ne separava mai. Anche l'ultima domenica della sua vita l'aveva con sé. La moglie Agnese ricorda che il giudice la ripose nella borsa di cuoio dopo averci scritto lunghe e minuziose annotazioni.
A via D'Amelio furono ritrovate nella borsa le chiavi, sigarette e poco altro. L'agenda no. Sparita.
Questo libro per la prima volta la ricostruisce attraverso le testimonianze dirette dei familiari di Borsellino - la moglie Agnese, i figli, la sorella - dei colleghi magistrati, degli investigatori, delle carte giudiziarie, dei pentiti. E dell'agenda nera, un documento che Paolo
Borsellino teneva a casa e dove segnava spese e appuntamenti.
Con questo straordinario lavoro incrociato sembra proprio di avercela tra le mani, finalmente, l'agenda privata di Borsellino. Un documento fondamentale, che rivela le sue ricerche sulla strage di Capaci, ma non solo. Gli affari della mafia al nord Italia e il tentativo di operare una vera e propria destabilizzazione dell'ordinamento democratico. Incontri con ministri, personalità di spicco dei servizi segreti.
Oggi l'agenda è un caso, ha trascinato a giudizio un ufficiale dei carabinieri per false dichiarazioni. E rivela un nemico dalle tante facce. Non solo legate alla criminalità organizzata ma anche al mondo imprenditoriale e a quello politico. Con fatti, nomi e cognomi.
Gli autori Giuseppe Lo Bianco è caposervizio all'Ansa di Palermo. E' stato redattore del Giornale di Sicilia e de L'Ora di Palermo. Sandra Rizza è cronista di giudiziaria all'Ansa di Palermo. Ha lavorato come corrispondente per La Stampa e Panorama.
L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO
pagine 200
prezzo: € 11,00
formato: brossura 12,8 x 19,8
Per contatti con la Casa Editrice Chiarelettere: info@chiarelettere.it Via Guerrazzi 9 20145 Milano Tel. +39.02.34597420
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“Note in Pasta. Quante arie per i maccheroni” un Cd a cura del Museo di Pulcinella
Molti non lo sanno ma ad Acerra esiste il Museo di Pulcinella. Uno dei piatti forti del Museo, l'unico in Italia dedicato alla popolare maschera, è un presepe classico arricchito della presenza di numerosi Pulcinella mischiati ai classici personaggi della Natività. Il presepe, grande circa 4 metri e largo due, fu realizzato nel 1997. La maschera è presente fianco a fianco ai classici pastori di inizio Ottocento. Pulcinella che danza, ride, porta i doni, è vicino a San Gennaro, a San Cuono, il protettore di Acerra ed interagisce con gli angeli.
Il Museo è diretto magistralmente da Tommaso Esposito. Un vero cultore e appassionato di cultura napoletana. Recentemente ha preparato i contenuti di un disco, una vera chicca: “NOTE IN PASTA, Quante arie per i maccheroni” edito dal Museo di Pulcinella di Acerra.
“Il disco è nato -dice ad INformaCIBO Tommaso Esposito- per sperimentare come il piacere del gusto possa veramente viaggiare insieme a quello della parola, della musica e del canto”.
Nel Cd sono state inserite canzoni ed arie da opera, sui maccheroni e per i maccheroni, composte tra il 1700 ed il 1800, raccolte da Tommaso Esposito e cantate dagli artisti del Civico Complesso Musicale G.B.Pinna.Nel Cd sono state inserite co- ra napoletana e o interessante.
La fame e i maccheroni erano le ossessioni non solo di Pulcinella, ma anche di un intero popolo ridotto in miseria da Re e governatori e forse proprio per questo nel Museo Pulcinella ci sono sale dedicate alla civiltà contadina con tanto di attrezzi originali e all'alimentazione tradizionale, maccheroni compresi.
Per informazioni sul Cd chiedere a
infomuseo@pulcinellamuseo.it
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Graziano Pozzetto
Lo squacquerone di Romagna
di Lamberto Selleri
Chi non conosce l'Artusi, il libro di cucina più famoso in Italia? Io credo che in ogni famiglia ve ne sia una copia, magari quella della nonna, unta e bisunta, ma che all'occorrenza viene consultata essendo, legittimamente, il testo più autorevole sui “mangiari” tradizionali italiani. La Romagna però non è solo la patria di Pellegrino Artusi: ha dato i natali anche ad un altro autorevole studioso di questa materia: Graziano Pozzetto.
Non scrive libri di ricette come quelli che ogni anno invadono gli scaffali delle librerie, i cui autori spesso sono gli stessi personaggi televisivi che curano trasmissioni gastronomiche, che,senza arte nè parte, si improvvisano esperti in arte culinaria e cercano nella carta stampata un ulteriore momento di gloria riflessa. Pozzetto, che non nasconde ma anzi va orgoglioso della sue origini rurali, è quello che si suole dire un autore “ professionista” (ante litteram).
E' ritenuto il più profondo studioso delle radici e della evoluzione della cucina romagnola. Leggere Pozzetto vuol dire addentrarsi nella genesi dei cibi e capirne l'importanza storica, antropologica, sociologica ed etica di quello che mangiamo. Intendiamoci: Pozzetto non scrive trattati universitari di difficile comprensione, anzi, leggendo gli argomenti indicati negli indici dei suoi libri, il lettore può iniziare a leggere il volume dall' argomento che più lo stimola. Questo consente a tutti coloro che amano documentarsi, prima di cimentarsi nell 'arte del cucinare , di trovare nei volumi di Pozzetto le risposte alle proprie curiosità. A differenza dell'Artusi, che è stato un autore che ha scritto di cucina dagli antipasti ai dolci, Pozzetto è per sua natura un autore monografico, che scrive sugli alimenti della tradizione romagnola partendo dalle materie prime. L'ultima fatica di Pozzetto ha per titolo”Lo squacquerone di Romagna “, stampato da Panozzo Editore, Pag 344 , euro 15.
Questo volume non è solo un libro di consultazione per chi vuole preparare cibi con il formaggio squacquerone, ma consente a chi, non romagnolo, non ha mai sentito questo nome o gustato questo formaggio, di avere la curiosità di provarlo al naturale o utilizzarlo così com'è descritto nelle 270 ricette tra tradizionali e nuove che sono state inserite nel testo. Alcuni esempi di come Pozzetto ha impostato il libro:”Lo squacquerone nei mangiari tradizionali romagnoli”, oppure “ La gastronomia o la cucina moderna con lo squacquerone”. Questo formaggio era prodotto nelle case coloniche per conservare il latte in eccedenza.
Ora questa tradizione è scomparsa ed il formaggio oggi è prodotto da un numero esiguo di artigiani locali e caseifici regionali. Inevitabilmente, lo squacquerone che oggi troviamo in commercio non è identico a quello che preparavano i contadini, ma di questo anche Pozzetto, che è un purista in fatto di tradizioni alimentari, a malincuore si fa una regione. Il percorso dello squacquerone per ottenere la DOP(denominazione di origine protetta ) è già in dirittura di arrivo e, una volta ottenuto questo riconoscimento, il formaggio non potrà essere prodotto in altre regioni. Mi ricordo che quaranta anni fa lo squacquerone, quello fatto dai contadini, si poteva acquistare al Mercato delle Erbe di Bologna solo durante l'inverno ed esclusivamente il lunedì mattina:al pomeriggio era già esaurito. I negozianti lo vendevano sfuso e lo incartavano nella carta oleata lucida. Una volta portato a casa, il formaggio doveva essere travasato immediatamente sul piatto, altrimenti si sarebbe attaccato alla carta. La massima soddisfazione di noi ragazzi di quell ' epoca era quella di prendere la carta oleata, ancora con tracce di formaggio, e ripulirla il più possibile con ogni mezzo (lingua compresa), tanto andavamo golosi di questo formaggio molle. Poi un bel giorno presi la brucellosi (febbre Maltese), che è una febbre intermittente che può durare anche un mese. La causa scatenante fu lo squacquerone prodotto dai contadini con latte non perfettamente sterile:non andare a scuola per un mese fu per me una gioia inaspettata.Oggi il pericolo di contrarre malattie con questo formaggio non esiste , in quanto viene utilizzato solamente latte pastorizzato. Personalmente posso dire di essere ora, come allora, uno squacquerone- dipendente. Nato e cresciuto nelle case dei contadini romagnoli nell'' 800, come companatico della piadina, oggi lo squacquerone, proprio per la sua caratteristica gustativa, è diventato il compagno di vita preferito non solo dei grandi cuochi ma di chi è attratto dal gusto delicato e semplice di un formaggio che riconduce al palato i sapori della memoria.
Volumi di Pozzetto pubblicati da Panozzo Editore:
C'era una volta il formaggio di fossa .
C'è ancora?
Lo scalogno di Romagna.
La buona cucina del latte.
La Piadina Romagnola Tradizionale.
Aziende aderenti all'Associazione Squacquerone di Romagna
Caseificio Comellini Roberto. ViA F.Gioia n 6 Casatel S. Pietro Terme (BO)
Caseificio Matteo. Via Paroli n 4 Imola(BO)
Caseificio La Rinascita. Strada della Barca n 19 Meldola(FC)
Caseificio Pascoli. Via Rubiconde Destra n 22 Savignano sul Rubiconde (FC)
Caseificio Latteria di San Patrignano.Via San Patrignano n 53 Coriano (RN)
Caseificio S.I.C.LA.Via Giuseppe Verdi n 27 Faenza
Caseificio Lucchesi .Via Cassola n 9 Crespellano (BO)
Caseificio Mambelli. Via Ceredi n 1402 S.Maria N. Bertinoro (FC)
Centrale del Latte di Cesena. Via Violone di Gattolino n 201 Martorano di Cesena
Granarolo S.p.A.Via di Cadriano 27 Bologna
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A Bologna la presentazione del libro "Conoscere il cioccolato"
di Gigi e Clara Padovani
Domenica, 12 novembre alle ore 17.00 presso l'Oratorio di Santa Maria della Vita, via Clavature 8 a Bologna, nell'ambito della kermesse Cioccoshow, si terrà la presentazione del libro di Clara e Gigi Padovani “Conoscere il cioccolato” edit. Ponte alle grazie della collana “Il Lettore Goloso” diretta da Allan Bay.
Partecipano, insieme agli autori: Allan Bay - direttore editoriale della collana "Lettore goloso" Gilberto Mora - direttore Compagnia del Cioccolato
Seguirà degustazione di tavolette e praline con abbinamento di vino da dessert
Gli autori
Gigi Padovani, è nato ad Alba e vive a Torino. Giornalista a La Stampa, è critico gastronomico per la «Guida dell'Espresso» e food writer. Tra le sue ultime opere, Gnam! Storia sociale della Nutella (Castelvecchi, 1999), Nutella. Un mito italiano (Rizzoli, 2004) e Slow Food Revolution (Rizzoli, 2005). I suoi libri sono stati tradotti negli Stati Uniti, Francia, Giappone, Corea.
Clara Vada Padovani, è nata ad Alba e vive a Torino. Ex insegnante di matematica, è critica gastronomica per la «Guida dell'Espresso» e collabora a riviste di gastronomia. In Francia ha pubblicato Nutella 40 ans de plaisir (Michel Lafon, 2005) e in Italia Passione Nutella (Giunti, 2006).
www.conoscereilcioccolato.com
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Silenzio si viaggia
67 itinerari italiani all'insegna della quiete. Percorsi, soste golose, sonni tranquilli
Luciano Del Sette, è un bravo giornalista, che ha scritto racconti e corrispondenze da numerosi paesi sul “Gambero Rosso”, "Il Manifesto" e "Atlante", ora dirige una collana di libri davvero imperdibili.
I tesori di “Airplane” sono dedicati al turismo di qualità, ai viaggi enogastronomici e alle guide alla ricerca dei prodotti Doc (denominazione di origine controllata).
Un libro particolare e fuori dal comune è SILENZIO SI VIAGGIA, 67 itinerari italiani all'insegna della quiete.
Una serie di percorsi, di soste golose, di sonni tranquilli.Non è vero che nelle grandi città a vocazione turistica il rumore del traffico turistico e automobilistico sia prezzo inevitabile da pagare per scoprire opere d'arte e meraviglie a vario titolo. Ci sono oasi di silenzio, appena a un passo dall'affollamento, dove la natura e la cultura offrono al viaggiatore percorsi nascosti, resi ancor più preziosi dalla presenza del silenzio. E non è vero che Pisa sia solo la Torre, Orvieto solo il Duomo, Siena solo piazza del Campo e nient'altro.
È vero, invece, che i piccoli centri hanno nel placido vivere il loro tratto fondamentale.
Ed è ancor più vero che esistono luoghi votati da sempre al silenzio perché discosti, appartati, quasi misantropi. Lo raccontano in forma di percorsi con tutto il sapore di racconti di viaggio, le pagine di questa guida. Fornendo, in più, tutte le informazioni per mangiare e dormire all'insegna della tranquillità. Il volume è diviso in quattro capitoli: Il silenzio delle città, Il silenzio in piccolo, Il silenzio sconosciuto, altri silenzi.
Tutti gli itinerari sono stati percorsi e verificati dal gruppo di scrittori e giornalisti che ha scritto la guida.
Silenzio si viaggia
Autori vari
67 itinerari italiani all'insegna della quiete.
percorsi, soste golose, sonni tranquilli
pp. 280 - € 15
Alberto Perdisa Editore Via della Quercia, 7/B 40064 Ozzano dell'Emilia (BO)
airplane@airplane.it
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Locali storici d'Italia
ASSOCIAZIONE CULTURALE
PATROCINIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITà CULTURALI
Sede: via Tarchetti, 3 - 20121 Milano - Tel. 02 653109 - Fax 02 6590044 - E-mail: info @localistorici.it
www.localistorici.it - Cod. Fisc. 93032770154
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Guida Locali Storici d'Italia 2006
Italiano uno dei due più antichi ristoranti del mondo.
Record prestigiosi e curiosi nella trentesima edizione della Guida che racconta la storia d'Italia attraverso le soste nei suoi più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti e caffè.
È italiano uno dei due più antichi ristoranti del mondo di cui si ha notizia: è l'Antica Trattoria Bagutto, alle porte di Milano, già esistente come taberna in epoca romana e della quale si ha una prima notizia da un atto notarile su pergamena del 1284, conservato all'Archivio di Stato di Milano.
La ricerca sulle sue origini è stata promossa dall'Associazione Locali storici d'Italia con la preziosa collaborazione del professor Sergio Leondi, storico del territorio milanese e membro della Società Storica Lombarda. Il Bagutto, guidato da Gemma Bosoni con il marito Giorgio Caselli, è preceduto solo dal ristorante Stiftskeller di Salisburgo, risalente all'803 e situato nel monastero di St. Peter. La trattoria conserva la struttura delle antiche cascine e la saletta d'ingresso, nucleo della storica osteria con camino cinquecentesco.
Questo il più importante tra i record e le curiosità presentati dalla Guida Locali storici d'Italia 2006, che festeggia la trentesima edizione con il suo affascinante itinerario attraverso i 214 più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti, bar-caffè-pasticcerie-confetterie e grapperie che hanno fatto la storia del nostro Paese in Italia e all'estero.
La Guida, diretta da Claudio Guagnini e illustrata da Gianni Renna, è edita dall'omonima associazione culturale presieduta da Giuseppe Nardini di Bassano del Grappa.
Altri record: tra i locali storici d'Italia, ben 60 sono guidati dalla stessa famiglia da più di due generazioni, con punte di cinque generazioni, come il Ristorante Osteria di Rubbiara, di Nonantola, Modena, l'Hotel Royal Victoria di Pisa e il Ristorante Checchino di Roma; sei generazioni, come l'Hotel Alla Posta, di Caprile-Alleghe, Belluno, e la pasticceria Pansa di Amalfi, e ben sette generazioni, come la Grapperia Nardini sul celebre Ponte di Bassano del Grappa. Il Barbetta Restaurant di New York è il più antico ristorante italiano all'estero che conserva tuttora la sua struttura originale e sempre la stessa famiglia al comando: compie 100 anni proprio nel 2006. Il caffè più vandalizzato della storia è lo Zucca in Galleria di Milano che, dal 1867, ha visto i propri vetri rotti ben 86 volte dai manifestanti. Sandri di Perugia e Stoppani di Bari sono le ultime due storiche pasticcerie tuttora guidate dagli eredi degli oltre 100 pasticceri svizzeri che, nel 1800, scesero in Italia in cerca di fortuna e aprirono laboratori e negozi divenuti “miti” della dolce arte.
Sempre nel segno del massimo rigore - almeno settanta anni di esercizio e conservazione di spazi, arredi e cimeli - sono solo tre i nuovi locali ammessi a far parte dell'Associazione e di questa edizione della Guida, selezionati tra oltre trenta segnalazioni: il Ristorante La Barcarola di Livorno (1935), che porta il nome di una bella pagina di un'opera di Mascagni ed è tempio e storia del vero cacciucco, che il titolare Giuseppe Mancini - terza generazione al comando - amico di lunga data del Capo dello Stato, ha servito a Carlo Azeglio Ciampi a Roma in occasione del suo recente ottantacinquesimo compleanno; l'Hotel Europa di Rapallo, in provincia di Genova, delicato esempio Liberty; inaugurato come albergo di lusso col nome di Grand Hotel et Europe nel 1901, ma già albergo nel 1868, nascose clandestinamente Giuseppe Mazzini nel 1870, perseguitato dai Savoia - gestione e direzione Paolo Ferrero; Osteria della Villetta di Palazzolo sull'Oglio, in provincia di Brescia (1900), bella palazzina novecentesca, è tra le ultime osterie ferroviarie italiane, di cui conserva con eleganza carattere e ricette, sorta originariamente sulla vecchia linea “austriaca” Milano-Venezia e cenacolo di pensiero artistico dagli anni Sessanta del secolo scorso, con Restani, Pomodoro, Mendini - titolare Maurizio Rossi, terza generazione del fondatore.
La Guida Locali storici - 228 pagine, italiano-inglese - rivolge al grande pubblico italiano e internazionale un messaggio d'intelletto e di buon gusto nel segno della valorizzazione del turismo culturale italiano e viene distribuita gratuitamente, a chi ne fa richiesta, dall'Associazione, con il solo contributo delle spese postali, e dai locali associati.
L'Associazione Locali storici d'Italia, editrice della Guida, è un sodalizio culturale senza scopo di lucro con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che, da trent'anni, promuove con appropriate iniziative editoriali, culturali, turistiche la valorizzazione e la tutela degli antichi locali - alberghi, ristoranti, bar, caffè, pasticcerie, confetterie - che abbiano almeno 70 anni di vita e acquisito fama e rinomanza storica attraverso avvenimenti e soste di personaggi celebri. I Locali storici d'Italia sono su Internet agli indirizzi www.localistorici.it, www.localistorici.com, www.historicalplaces.com.
Le segnalazioni di locali storici italiani non ancora indicati nella Guida, possono essere indirizzate a: Associazione Locali storici d'Italia, via Tarchetti, 3 - 20121 Milano.
risultati della ricerca
NOTE STORICHE SULL'ANTICA TRATTORIA BAGUTTO DI MILANO
L'Antica Trattoria Bagutto, alle porte di Milano, è uno dei due più antichi ristoranti del mondo tuttora esistenti di cui si ha notizia. Il toponimo indicante la località dove sorge il Bagutto compare infatti in un atto notarile su pergamena del 1284, conservato presso l'Archivio di Stato di Milano, nella quale Corrado Menclozio, membro di un'autorevole stirpe milanese di ascendenze longobarde, scambia con i Frati Umiliati dell'Abbazia di Santa Maria di Brera dei beni immobili nel territorio di Morsenchio “detti al berlochum o sia alla Spazzòla”, la roggia dentro le cui acque si specchiava l'osteria.
Il termine “berlochum”, di origine longobarda, significa “luogo dove di mangia” e conferma l'esistenza di una taverna dove oggi sorge il Bagutto, situata esattamente nell'allora Comune di Morsenchio e sulle rive della Spazzòla, altrimenti nominata roggia Molinara, perché azionava le ruote di molti mulini, compreso quello che stava a poche decine di metri a sud dell'osteria, mulino tuttora esistente. Il nome del locale deriva dall'antico termine lombardo “begutto”, ossia bagordo o ingordo.
La ricerca sulle sue origini del Bagutto, guidato oggi da Gemma Bosoni con il marito Giorgio Caselli, è stata promossa dall'Associazione Locali storici d'Italia con la preziosa collaborazione del professor Sergio Leondi, storico del territorio milanese e membro della Società Storica Lombarda. Il Bagutto è preceduto solamente dal ristorante Stiftskeller di Salisburgo, situato nel monastero di St. Peter e risalente all'803. Per rigore, si cita che il prestigioso The Wall Street Journal, nel “Special Millennium Edition” del 1999, segnalò come più antico del mondo un ristorante cinese di Kaifeng, nella provincia di Henan, aperto nel 1153, ma non si trovano altre conferme sul fatto che sia tuttora operante.
Le origini dell'Antica Trattoria sarebbero però ancora più remote. Il Bagutto, ubicato in via Vittorini, è situato in corrispondenza del quarto miliare della Mediolanum-Cremona, arteria costruita dai Romani due millenni orsono, in origine era una taberna romana.
Sul sito dei miliari, che erano pilastrelli di marmo o granito con inciso il numero progressivo indicante la distanza in miglia dal capoluogo, era infatti consuetudine che sorgessero dei punti di sosta e ristoro per i viandanti: il Bagutto era importante “stazione” presso il guado del Lambro, “casa” temporanea anche di un drappello di soldati a guardia dello strategico passaggio di fiume. L'ipotesi è formulata da monsignor Ambrogio Palestra, giornalista e storico, direttore per anni dell'Archivio Diocesano di Milano, che tracciò una ricostruzione dell'antica rete viaria nel suo volume “Strade romane nella Lombardia ambrosiana” (NED - Nuove Edizioni Duomo, Milano - 1984).
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In epoca medioevale l'hosteria del Bagutto risultava proprietà del Luogo Pio delle Quattro Marie, ente caritatevole che aveva sede al centro di Milano, nella Contrada dei Pattari. Dai proventi che gli assicuravano le possessioni in campagna, dall'affitto di case ed esercizi pubblici, l'Istituto traeva adeguata linfa per distribuire ai poveri generi alimentari, vesti ed elemosine, e doti alle ragazze da marito indigenti.
Tutti i documenti del Luogo Pio delle Quattro Marie, dal 1400 circa, sono tuttora conservati in ottime condizioni nell'archivio storico dell'Azienda di Servizi alla Persona Golgi-Redaelli di Milano (già amministrazione delle Ipab, Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza), con sede nello storico Palazzo Archinto. Qui ha avuto inizio la ricerca sulle origini del Bagutto, consultando l'ampia documentazione delle proprietà e degli atti notarili dell'Ente benefico fino all'anno 1467, nelle quali l'hostaria compare più volte. La ricerca si è quindi spostata sugli atti notarili conservati all'Archivio di Stato di Milano dove è stata individuata la pergamena del 1248.
Molte le notizie ricavate dagli atti del passato, da cui emerge che, nel 1400, era “Hostaria dei gamberi”, pescati nella vicina roggia Spazzòla; nel 1580 era “Hostaria de Quattro Marie alla Canova”, gestita da Messer Bello de Panzan osto e Madonna Maria sua moglie, Canova era il nome del podere vicino al Bagutto, sempre di proprietà dell'Ente benefico delle Quattro Marie; demolita la cascina omonima nei primi anni Sessanta del secolo scorso, qui fu eretta una clinica, chiamata appunto delle Quattro Marie, l'attuale Centro Cardiologico Monzino.
Sempre i documenti ufficiali attestano che il Luogo Pio delle Quattro Marie tenne l'osteria del Bagutto fino agli inizi del Settecento, dopodiché la cedette agli aristocratici Conti Durini; da loro passò alla metà del secolo alla famiglia Raineri, e nel 1780 ad Alessandro Merlini e suoi discendenti; dal 1871 nuovi padroni furono i Conti sino al 1894, allorché l'edificio venne acquistato da Mosé Mandelli, capostipite di una dinastia giunta ai giorni nostri.
Ovviamente, sempre all'Archivio di Stato di Milano, il Bagutto compare chiaramente anche sulle mappe del catasto teresiano, censimento della proprietà fondiaria nello Stato di Milano iniziato nel 1718 ed entrato in vigore nel 1760 sotto l'imperatrice Maria Teresa d'Austria.
All'esterno, ancor oggi il locale rivela le sue origini lontane nella struttura articolata, specie nelle fattezze del portico; all'interno, è conservata la saletta d'ingresso, nucleo dell'antica osteria, con un grande camino cinquecentesco.
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" Nutella, 40 ans de plaisir " il mito italiano nelle librerie francesi
di Gianluigi De Cinque
Dopo il successo di "Nutella un mito italiano", scritto nel 2004 da Gigi Padovani, noto critico de “La Stampa”, arriva la traduzione francese di Michel Lafon "Nutellà, 40 ans de plaisir" con 35 nuove ricette della moglie di Gigi Padovani, la signora Clara Vada.
Il libro ripercorre la storia della crema al cioccolato che dal 1964 ha fatto impazzire i golosi di tutto il mondo.
Nata dalla felice intuizione di un pasticcere di Alba, Pietro Ferrero, che nel 1946 iniziò ad utilizzare le nocciole di Langa, la vera nutella fu commercializzata nel 1964 da suo figlio Michele. Il successo di Nutella è evidente, ha conquistato l'intera Europa (in Francia addirittura il consumo pro-capite di 1 kg è superiore a quello italiano) ed è popolarissima anche negli Stati Uniti.Il libro "rivive" la storia della nutella e di come questo marchio ha inciso sulla vita degli italiani e dei loro gusti, non solo gastronomici.
Tutti hanno impresso l'immagine cinematografica del megabarattolo in "Bianca" di Nanni Moretti o la fetta di pane con accanto il barattolo e la nutella pronta ad essere spalmata.
Il libro dedica ampio spazio alle ricette, per l'occasione ne sono state pubblicate 35 originali e golose da Clara Vada Padovani.
Viene anche data voce ad alcuni testimonial del mondo dello spettacolo tra i quali spiccano Juliette Binoche (come non ricordare la sua dolce interpretazione e le magiche atmosfere di Chocolat ) e Piero Chiambretti.
Ancora una volta Gigi Padovani ha confermato di essere il maggior cultore della gastronomia e pasticceria piemontese. Altre sue recenti pubblicazioni sono "Gnam! Storia sociale della Nutella" e "Slow food revolution".
Nutella. Un mito italiano
di Gigi Padovani
Editore Rizzoli
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"Sapori
della natura, sapori della cultura" , qualità del cibo
nel rispetto dell’ambiente
di
Gianluigi De Cinque
Paganica
(AQ) 18 Dicembre 2005. Ai piedi del Gran Sasso d’ Italia in
una elegante residenza nobiliare settecentesca, Villa Dragonetti, è
stato presentato alla stampa il primo volume di gastronomia che porta
la firma dell’editore Gran Sasso Laga, il Parco Nazionale che si
adopera per la tutela di un territorio dalla storia millenaria. Dopo
la nascita del Polo Agroalimentare di Amatrice e l’inaugurazione
della strada del gusto arriva questo libro a testimonianza
dell’attenzione del Parco verso la riscoperta e la valorizzazione
dei prodotti tipici, frutto del legame inscindibile fra l’uomo e la
terra. Grazie ad una agricoltura radicata nella tradizione si
conservano paesaggi agresti ricchi di fascino nonché di
valenza culturale ed ambientale.
Il
parco rappresenta un ricco giacimento di prodotti tipici, detiene già
4 presidi Slow Food e si avvia ad ottenere il quinto con i marroni
della Laga, ma ciò che più lo caratterizza e la
conservazione di varietà colturali ormai scomparse e la
conservazione di specie animali autoctone. "Il libro non è
un testo di ricette" ha tenuto a precisare alla stampa il
Presidente Walter Mazzitti, ma "un itinerario del
gusto" ed un viaggio alla scoperta della cultura e
tradizione gastronomica del territorio protetto.
Il
lettore potrà "viaggiare" idealmente attraverso foto
di paesaggi incontaminati ed immagini di squisiti piatti della
tradizione commentati dai maggiori chef del territorio. Non mancano
certamente i nomi dei protagonisti della gastronomia, produttori e
chef del territorio, e gli indirizzi giusti per andare a
gustare o ad acquistare queste prelibatezze. In ogni stagione da
queste parti è possibile trovare delle tipicità, i
piatti hanno origine dalla transumanza e sono oggi rivisitati da veri
maestri della cucina. Si può spaziare dai salumi ai formaggi,
dai legumi agli ortaggi, dalle carni al pane, dagli oli ai vini, ai
mieli di montagna ed ai dolci della tradizione. I sapori di questo
territorio sono presenti da tempo sulle tavole di tutta Italia, nel
risotto alla milanese è presente lo zafferano di Navelli
mentre la famosa "matriciana" molto diffusa a Roma
è nata dai pastori di Amatrice. Non tutti sanno che in origine
la "vera" matriciana veniva servita bianca (questa è
una delle chicche del libro) ed era denominata grascia poi con
la diffusione del pomodoro divenne rossa con pepe, pecorino e
guanciale.
Nel
corso del suo intervento Roberto De Viti, giornalista e
profondo conoscitore della gastronomia abruzzese ha sottolineato come
Il cibo si conferma medium del territorio trasformandosi in
"attrazione fatale per il viaggiatore". Il 40 % dei
turisti ha ormai come priorità la gastronomia nei luoghi da
visitare ed è in questa direzione che l’ Abruzzo deve
puntare a qualificare la propria offerta turistica con l’augurio
che questo libro "sia uno degli strumenti per portare avanti la
politica di qualità ed accoglienza".
Il
dottor Grilli di Slow Food ha invece invitato a "riprodurre il
prodotto del territorio sul territorio" difendendone il marchio
ed ha inoltre sottolineato l’opera di Slow Food in favore della
biodiversità.
Caratteristiche
Titolo
: Sapori della natura, sapori della cultura
Autori
: Aurelio Manzi, Giorgio Davini, Valentina Savini
Fotografia
: Maurizio Anselmi
Editore
: Gran Sasso Laga
Per
informazioni :
www.gransassolagapark.it
tel.
e fax : 0746.824519
ente@gransassolagapark.it
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In viaggio tra i sapori d'Italia e del mondo
con la guida di Martino Ragusa, Patrizio Roversi e Syusy Blady
Un libro che si legge come un romanzo e si consulta come una guida
Golosi per caso un libro sull'Italia a tavola come non se ne sono mai visti sino ad oggi. La migliore tradizione culinaria italiana, a confronto con la cucina internazionale, raccontata attraverso uno scambio di lettere fra Martino Ragusa, giornalista e gastronomo e la coppia Patrizio Roversi e Syusy Blady, alle prese, “per caso”, con la cucina di tutto il mondo.
Dalla Val d'Aosta alla Sicilia, Martino Ragusa ha percorso l'Italia alla ricerca di prodotti e piatti della nostra storia gastronomica, incontrando i gourmet capaci di riproporli ai viaggiatori e scoprendo e segreti degli artigiani che lavorano “secondo la tradizione”.
Il tutto raccontato in un appassionante scambio di lettere fra gli autori mentre giravano chi l'Italia, chi il resto del mondo.
Golosi per caso - Viaggio nel mondo dei sapori, pubblicato da Il Sole 24 ORE Ed. agricole, è un libro che si legge come un romanzo e si consulta come una guida grazie alle numerose informazioni “di servizio”, dall'indirizzo dei ristoranti “giusti” a quello dei produttori di introvabili leccornie.
Tanti indici tematici per ritrovare in ogni istante il locale dove dormire e dove mangiare o dove acquistare i sapori della tradizione contadina.
E chi si è perso in un'isoletta delle Antille non disperi. Anche per lui non mancheranno suggerimenti utili, conditi da un po' di humour.
GOLOSI PER CASO
Viaggio nel mondo dei sapori
Ed. Calderini, Bologna
432 pagine, 600 illustrazioni, € 15,90
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Slow Food , la rivoluzione del cibo celebrata in un libro di Gigi Padovani
di Gianluigi De Cinque
Ad Orvieto, nella capitale delle Città Slow, lo scorso 16 Ottobre nella splendida cornice del Palazzo del Gusto è avvenuta la presentazione del libro di Gigi Padovani edito da Rizzoli "Slow Food Revolution".
L'evento, organizzato nell'ambito del programma Domeniche Slow ha visto la partecipazione di Pier Giorgio Oliveti, direttore de "Il Palazzo del Gusto" e Luisa Borgnia, fiduciaria Slow Food della città umbra. Nel suo libro Gigi Padovani, bravo critico gastronomico e valente giornalista de “La Stampa”, ha sapientemente raccolto le memorie storiche di Slow Food accompagnando il lettore in un piacevole viaggio che parte dal basso Piemonte, si diffonde nel Mondo come "rivoluzione del cibo" e culmina idealmente in Terra Madre 2006 coinvolgendo oltre cento Paesi del mondo, un migliaio di produttori ma soprattutto i consumatori o co-produttori come li aggettiva Carlo Petrini, lo storico fondatore del movimento.
Il libro è articolato in tre parti, storia racconti ed esperienze. Dalla narrazione storica del movimento nato in Piemonte nel 1986 in antitesi ai fast food che iniziavano ad invadere l' Italia, alla raccolta dei racconti di Terra Madre, la manifestazione che ha visto la partecipazione nell'ottobre 2004, a Torino, di 5000 produttori mondiali a discorrere di biodiversità e di agricoltura sostenibile, mentre si conclude con le esperienze ed un eccezionale protocollo, quello dei presidi esistenti e delle comunità di salvaguardia, solo in Italia sono 200 i presidi a soddisfare le condizioni di sostenibilità organolettica ed ambientale, perché come sostiene il fondatore Petrini " l'ambientalista che non è gastronomo diviene noioso".
La speranza è quella di "scongiurare il rischio di un dittatura alimentare" è questo il pensiero introduttivo di Vandana Shiva, scienziata indiana e teorica della Biodiversità, ma anche quello "di evitare che i prodotti siano uno snob, una moda" come sottolinea l'autore che auspica un ulteriore avvicinamento produttore-consumatore in vista di Terra Madre 2006, ma anche e soprattutto quello di Carlo Petrini "di realizzare opportunità di vendita remunerative per gli agricoltori" e per la loro sopravvivenza.
A tutti una splendida lettura ed un arrivederci a Terra Madre 2006, in concomitanza con il Salone de Gusto. Una parte del ricavato andrà a favore della fondazione Onlus per la biodiversità.
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Città del Vino pubblica un libro
per capire meglio il rapporto vino salute
Esite davvero il medico sommelier? E' l'interrogativo più frequente quando si parla di vino e salute e si intendono comprendere i segreti delle più piccole molecole contenute nel vino e le loro proprietà benefiche sulla salute umana.
Le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno svelato le innumerevoli proprietà dell'uva e del vino (anche se le ragioni per cui il vino è pregiato alimento dalle proprietà salutistiche non implicano miracolose soluzioni terapeutiche), ma al tempo stesso abbondano i pareri contrastanti, che ne pongono in risalto maggiormente gli effetti dannosi.
Per questo Mara Rossoni e Attilio Scienza, del Dipartimento di Produzioni Vegetali dell'Università degli Studi di Milano, cercano di rispondere al difficile interrogativo con un libro edito da Ci.Vin per conto dall'Associazione Nazionale Città del Vino.
“Quello che presentiamo è uno studio importante - sostiene Attilio Scienza - frutto di una complessa ricerca interdisciplinare che apre a materie assai diverse quali la chimica, la genetica, l'agronomia e la farmacologia, ricerca finalizzata a porre finalmente corrette distinzioni sulle responsabilità dell'alcolismo che non è spesso alcolismo da vino”. “Il vino - continua Scienza - va sollevato da responsabilità che gli vengono attribuite e che spesso non ha. Anche se ben sappiamo d'altro canto che non è un farmaco”.
“L'individuazione di una specifica classe di sostanze - ribadisce Mara Rossoni, curatrice del volume - ed in particolare un piccolo gruppo di composti all'interno di questa, in cui di fatto “risiede” il principio attivo, ha permesso di confermare ancora una volta le proprietà benefiche legate al consumo moderato di vino”.
Il vino quindi come strumento naturale per predisporre bene l'organismo umano all'attacco dei radicali liberi, con sostanze che possono avere effetti sul benessere complessivo dell'organismo, come tutti i ricercatori coinvolti sottolineano; ma fondamentale è la quotidianeità dell'assunzione, intesa come moderato e abituale consumo, da combinare preferibilmente con la dieta mediterranea, capace di rendere biodisponibili i composti antiossidanti della bevanda, vuoi resveratrolo, vuoi catechine o quercetina.
"Con questa iniziativa editoriale - ribadisce Paolo Benvenuti, Direttore delle Città del Vino - l'Associazione conferma il suo impegno alla diffusione della cultura del vino, con varie e costanti iniziative; ne ricordo solo una, in corso d'opera (Progetto Vino) realizzata con l'Istituto Nazionale per gli Alimenti e la Nutrizione, ideata per informare sull'uso moderato e consapevole del bere bene. Nessun prontuario medico, quindi, ma solo buone abitudini per valorizzare le molecole che differenziano il vino dagli altri prodotti alimentari”.
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Tutte le Doc e le Igt del territorio, oltre
1150 vini segnalati, 500 degustati e 26 eccellenze.
Sono i numeri della Guida ai vini di Puglia e Basilicata.
Luce ai vitigni autoctoni pugliesi e lucani
Primitivo, Negroamaro, Aglianico, Nero di Troia e altre decine di “fratelli minori”: sono i circa 70 vitigni autoctoni pugliesi e lucani, indiscussi protagonisti della seconda edizione della Guida ai vini di Puglia e Basilicata, edita da La Gazzetta del Mezzogiorno, ed in edicola dallo scorso 21 novembre al prezzo di 8, 90 euro.
L¹ edizione 2006 della Guida sforna ben 26 valutazioni di eccellenza (con 2 vini bianchi -premiati per la prima volta- e 24 rossi) ad opera dei degustatori ASI (Association de la Sommellerie Internationale), a fronte delle 10 eccellenze riconosciute lo scorso anno, tutte per vini rossi.
Molte le novità che compongono questa seconda edizione, il cui fulcro rimane la presentazione delle 167 aziende dedite alla produzione di vini Doc e Igt sul territorio. 500 vini degustati in questa edizione (erano 350 lo scorso anno), e oltre 1150 vini segnalati (contro i circa 850 dell¹edizione 2005) per dare al lettore un panorama il più possibile esaustivo del vino di Puglia e Basilicata.
Fra le novità, la parte introduttiva ha un articolato itinerario tra le 25 Doc pugliesi, di cui la Doc Galatina è la più recente, e le 3 Doc lucane (ultima nata, la Doc Matera), completate da una pagina dedicata ai vini Igt, il tutto presentato in modo brioso ma tecnico.
Il corpo principale è dedicato ai produttori di vino, suddivisi in nove zone vitate (Vigne del Barocco, Terra dei Messapi, Primitivi di Gioia e di Manduria, Valle d¹Itria, Murgia Carsica, Castel del Monte, Daunia, Terre dell'Aglianico e Vigne dei Sassi), i cui testi descrittivi che puntano alle peculiarità storico-gastronomiche sono a cura del Movimento del Turismo del Vino di Puglia.
Ad ogni produttore è dedicata una pagina composta da una breve descrizione dell¹azienda e la scheda dei tre vini degustati (anziché due come lo scorso anno) che ne indica uvaggio, gradazione alcolica, prezzo indicativo di vendita in cantina, abbinamenti gastronomici, e tutte quelle informazioni che consentono anche ai non “iniziati” di formarsi un quadro chiaro del vino pugliese e lucano e di chi lo produce. Completa la pagina l'elenco degli altri vini prodotti dall¹azienda.
La “Guida ai vini di Puglia e Basilicata” edizione 2006 è arricchita e articolata, pensata per gli appassionati del vino che vogliono penetrarne i misteri. E' una Guida che dà visibilità e rilievo ai vini di qualità del Sud e al loro panorama storico e di tradizione antichissima, le cui radici risalgono alla Magna Grecia. ³La Guida ai vini di Puglia e Basilicata edizione 2006² è l¹unica opera esistente con tutte le aziende di queste due regioni. Con questa iniziativa, giunta alla II edizione ³La Gazzetta del Mezzogiorno², quotidiano da 120 anni radicato nel territorio, ha voluto rendere ³omaggio ai traguardi di qualità di due terre vicine e nobili, e alla cultura di un vino moderno che racchiude in sé le straordinarie potenzialità della storia e della passione².
La Guida ai vini di Puglia e Basilicata è nelle edicole delle due regioni da lunedi 21 novembre al prezzo di 8,90 euro, ma si può richiedere anche via mail all'indirizzo guidavini@gazzettamezzogiorno.it.
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Cum Grano Salis
di Fabio Tacchella. Sapienti creazioni di pasticceria salata.
In questo libro, lo chef Fabio Tacchella, indica i dettami più innovativi riguardanti la pasticceria salata. Sequenze fotografiche mostrano le varie fasi preparatorie per la realizzazione di ricette che spaziano dagli aperitivi agli stuzzichini e torte per buffet. Tradotto in tre lingue (inglese, spagnolo, francese) il volume è adatto sia ai professionisti che agli estimatori della buona cucina.
Cum Grano Salis
TACCHELLA, Fabio.
(23,5x33) Legatura edit. con cofanetto. 240 pp. con moltissime foto a colori. Verona , 2004
www.bibliothecaculinaria.it
tel. 0371412684
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L'iniziativa-concorso del Circolo Qualità BALLARINI arriva in libreria
DOMANI E' FESTA, Racconti con ricette, ricette come racconti
Settembre 2005. Dopo che nel settembre dell'anno scorso, BALLARINI, la famosa azienda di pentole e altri utili strumenti di cottura, aveva indetto in collaborazione con LA CUCINA ITALIANA il concorso “Domani è festa si mangia la minestra”, ora il concorso è arrivato all'approdo desiderato: la pubblicazione del libro “Domani è festa” contenente i 100 migliori lavori selezionati dalla giuria.
Non è stata facile per la giuria presieduta dal direttore de LA CUCINA ITALIANA, Paola Ricas, scegliere fra gli oltre 5000 elaborati.
Non è il solito libro di ricette. E nemmeno solo un libro di racconti. “Domani è festa” è forse, dicono alla Ballerini, “qualcosa di mai visto” e mai letto”.
E' la voce dei nonni nella voce dei figli, la voce da cui tutti veniamo. E' la voce del nostro passato ma anche del nostro presente.
Ora il libro di ricette-racconti si appresta ad andare nelle librerie e nei negozi di articoli casalinghi, rivenditori autorizzati Ballerini, un libro che è un'emozionante spaccato del nostro autentico vissuto culinario, il racconto della cultura gastronomica italiana tradizionale.
Il tema del concorso era semplice: sulle tavole italiane, il giorno della festa, regna il piatto della tradizione, parlatene.....: ecco ora cento semplici ricette da tutta Italia, raccontate da persone comuni che non hanno perso il gusto dei sapori sinceri e il vecchio quaderno della nonna.
Ogni ricetta, dalla pasta alle conserve, dalla carne ai dolci, è interpretata da Federico Maggioni con la sua "orchestra del cibo", che ci ricorda come i sapori possano assomigliare ad accordi musicali.
AA.VV. DOMANI E' FESTA Racconti con ricette, ricette come racconti Dimensioni: 17x24 Pagine: 200 fogli Illustrazioni: 83a colori e in b/n Rilegatura: brossura Copertina: cartoncino plastificato opaco a 4colori Prezzo: € 19,00
Per info e acquisti: www.corraini.com
BALLARINI Paolo & Figli
Tel. 0376.9901 www.ballarini.it
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Venerdì 23 settembre in edicola un giornale di enogastronomia
e difesa del consumatore
Nasce un nuovo mensile BUFFET: “garantisce Edoardo Raspelli”
Che cosa hanno in comune Europress, editore bolognese che ha recentemente
portato in edicola il mensile “SoloCalcio-garantisce Marino Bartoletti”, ed
Edoardo Raspelli, uno dei critici gastronomici più apprezzati d'Italia?
Semplice: hanno in comune che quest'estate non hanno fatto un giorno di
ferie per realizzare un progetto che li appassiona. Raspelli si dà al calcio?
No, è Europress che ha pensato di mettere il... calcio sui maccheroni coinvolgendo il Sommo Edoardo in una nuova avventura editoriale, che proprio in questi giorni sta prendendo forma e che il 23 settembre farà il suo debutto ufficiale.
Si chiamerà Buffet, il mensile edito da Europress che avrà come “garante dellettore” Raspelli, e il nome riassume in sé il manifesto programmatico:
critica gastronomica, inchieste, storia della cucina, curiosità, recupero
delle ricette della tradizione, ristoranti da frequentare o da evitare,
prodotti tipici da andare a scovare in giro per la Penisola, cantine
“giuste” e un pizzico di sana ironia che avrà la sua punta di diamante in
Stefano Disegni, che ha creato per Buffet un nuovo personaggio,”Rashpelli
defensor dei fornelli”.
Un giornalista che diventa supereroe dei fumetti: dopo Clark Kent, adesso tocca a Edoardo...
Insomma, siete tutti invitati al Buffet di Edoardo Raspelli: appuntamento al 23 settembre.
BUFFET, il cui primo numero verrà stampato in 120 mila copie,sarà distribuito da M-Dis.
Per informazioni ci si può rivolgere all'editore (Europress,dottor Marco Montanari,tel.051.6288009) o al ”garante”: Edoardo Raspelli
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I Magnifici Vini di mare, montagna, pianura, collina
Un Nuovo modo di realizzare una Guida. Niente giudizi ma solo vini
che vale la pena acquistare
I voti riportati dalle guide di tutto il mondo hanno una loro positività per stabilire se vale la pena provare i vini di una cantina che non si conosce. Nasce però un problema: se la guida da un voto più alto a uno dei vini, saremo fatalmente spinti a interessarci soprattutto a quello. Addirittura gli altri vini della cantina a volte non vengono presi in considerazione.Tutti siamo influenzabili, basti considerare infatti, che nelle degustazioni ufficiali i vini vengono valutati alla cieca e si viene messi a conoscenza della tipologia ma, non del produttore. Anche l'esperto degustatore verrebbe fatalmente influenzato dal sapere che si trova davanti un prodotto che gode di grande considerazione.
Nel realizzare questa guida Marcello Coronini ha pensato di eliminare qualsiasi forma di valutazione sui singoli prodotti, e realizzare invece una selezione di aziende che producono vini che vale la pena acquistare. Nei I Magnifici Vini troverete cantine molto importanti, produttori sconosciuti al grande pubblico e cantine cooperative, una serie quindi di produttori con costi molto diversi. Chiaramente il loro valore economico cambia in funzione del tipo di prodotto e della notorietà della cantina, in tutti i casi il rapporto costo-qualità è positivo.
Struttura della guida
Le cantine sono state divise per: mare, montagna, pianura e collina. All'interno di ognuna di queste quattro suddivisioni abbiamo posto le regioni in ordine alfabetico con al loro interno i produttori ordinati con lo stesso criterio. Per fare un esempio concreto: la guida inizia proponendo tutte le cantine con vini del mare, all'interno di questa suddivisione la prima regione è la Calabria con due cantine in ordine alfabetico, seguono le altre regioni con i relativi produttori.
Abbiamo inserito oltre ai dati essenziali relativi alla cantina, le descrizioni delle caratteristiche organolettiche dei vini (colore, profumo e gusto) che ci sono state fornite dai produttori.
Le cantine selezionate sono 120 e i vini descritti sono 340, l'impostazione grafica è chiara ed accattivante.
Marcello Coronini ha selezionato le cantine e i vini, il Prof. Attilio Scienza ha definito, in base a precisi criteri pedoclimatici, l'appartenenza a uno dei quattro diversi terroir: mare,montagna, pianura e collina.
Nelle prime pagine il Prof. Attilio Scienza, ha analizzato il percorso storico e le potenzialità future di questa nuova classificazione sottolineandone la valenza culturale. Stefano Chioccioli, Graziana Grassini e Riccardo Cottarella, importanti tecnici del vino, hanno espresso alcune opinioni sulle caratteristiche e sull'influenza del mare, della montagna, della collina e della pianura sui vini.
Caratteristiche
Titolo: I Magnifici Vini di Mare, Montagna, Pianura, Collina
Pagine: 86
copertina: gr. 350 con alette 4 colori
Costo: € 9,50
Autore: Marcello Coronini
Art: Director Arch. Lucia Comuzzi Coronini
Editore: Marcello Coronini srl
Via Carlo Pisacane, 26 20129 Milano
Per ulteriori informazioni: Lucia e Marcello Coronini Tel. 02 29404086 Cell. 337.365200
Fax 0229403116
coroninimarcello@fastwebnet.it
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Party Food: l'alta cucina in ..........miniatura
Un nuovo e originale progetto editoriale coordinato da Pia Passalacqua e Carlo Vischi, "Party Food - grandi menu in piccole porzioni" (Edizioni Gribaudo-Il Gusto) per gli amanti del buon gusto e del design.
L'alta cucina in porzioni mignon.
Si tratta di un libro con oltre 170 ricette ideate ed elaborate da due giovani e bravi chef, Fabio Brambilla e Marco Perez del Park Hyatt Milan, secondo un concetto di ceatività e di libertà che si esprime non solo nella sorprendente modulazione di sapori e consistenze ma anche attraverso il sapiente utilizzo di piccoli, originali contenitori, alleati perfetti di ciò che può essere definita la nuova "architettura" della tavola.
I due chef raccontano in modo creativo i diversi momenti della giornata (il risveglio, la colazione d'affari, il party di mezzanotte, etc) attraverso il gusto e il colore.
Ogni bocconcino è un viaggio fra luoghi e sapori, ogni assaggio una sorpresa che, in virtù delle ridotte dimensioni, si muove con noi: ci accompagna nelle conversazioni, dalla sala da pranzo al salotto, dalla terrazza al giardino, all'interno di deliziosi contenitori che stanno in un palmo di una mano.
Partner di Edizioni Grabaudo nella realizzazione di questo stimolante percorso-gioco-ricerca è Rosenthal Italia, società che cura la distribuzione nel nostro Paese di alcuni tra i più prestigiosi marchi internazionali del tableware.
Party Food
Pagine 194
Prezzo 20 Euro
Edizioni Gribaudo - Il Gusto
Tel. 0172.716021
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Pubblicata la prima Guida Gastronomica di Cetara
Il borgo marinaro della Costiera Amalfitana che ha inventato la colatura di alici
La colatura di alici è un'antica tradizione dei pescatori di Cetara, l'ultima tonnara della Costiera Amalfitana. Si tratta della versione moderna dell'antico garum dei romani: il procedimento è lo stesso.
Un condimento povero, usato soprattutto dalle famiglie nella cena della Vigilia di Natale, che sta conoscendo un successo gastronomico senza precedenti, adottato e lanciato dai migliori ristoranti del paese. Slow Food ne ha fatto un presidio difendendone il processo antico di lavorazione riprodotto oggi da tre laboratori che aderiscono all'Associazione Amici delle Alici. Un prodotto artigianale unico in Occidente, mentre il suo gusto è ben conosciuto dai giapponesi che hanno adottato il paese-presepe della Costiera.
Cetara è insomma un esempio di distretto gastronomico completo: dalla barca alla tavola.
La guida, scritta dal giornalista del Mattino Luciano Pignataro, è agile e completa. Contiene infatti una breve storia e le indicazioni sui monumenti da vedere, i numeri utili, dove dormire, le schede dei ristoranti, tutte le notizie utili sugli acquisti di colatura di alici, tonno e prodotti del mare a cominciare dal pesce azzurro, fino al limoncello e alla pasticceria. E ancora 28 ricette tipiche proposte dai cinque ristoranti del borgo (La Falalella, Acquapazza, San Pietro, Al Convento, La Cianciola).
Un quaderno del gusto, insomma, di un paese che si è rilanciato uscendo dall'anonimato per puntare sulla biodiversità di prodotti che ne disegnano l'identità e sulla qualità della sua proposta enogastronomica, sempre ben equilibrata fra la tradizione e la ricerca moderna dei sapori e della presentazione.
Guida gastronomica di Cetara
Colatura di alici e tonno
di Luciano Pignataro
Edizioni dell'Ippogrifo
48 pagine, 9 euro
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Libri da gustare® IX Edizione
Salone del libro enogastronomico e di territorio
La Morra 3 - 5 giugno 2005
“Libri da gustare” non è una manifestazione, ma un progetto forte che si è consolidato negli anni, come una filosofia che valorizza, anche attraverso il libro, la cultura del cibo, il territorio, i suoi uomini.
Un progetto che parte dall'Associazione Culturale Ca dj'Amis di La Morra (Cn) nell'anno di un compleanno importante: 30 anni di vita operosa e lungimirante, lungo il cammino della rivincita del mondo contadino e non solo.
La manifestazione “Libri da Gustare” nata come Salone del libro Enogastronomico nel 1994, ripetuta per tre anni consecutivi, riproposta come una selezione di “20 titoli da gustare” dell'editoria nazionale contemporanea, da eleggere (i primi cinque) come i libri più gustosi dell'anno (VIII edizione).
Alla IX Edizione ritorna a La Morra (CN) “La Grande Libreria” con tanti editori, migliaia di titoli e tantissimi autori. “Libri da Gustare” realizza poi un sogno di Claudia Ferraresi, presidente dell'Associazione Culturale Ca dj'Amis, quello di istituire una Biblioteca consultabile e aperta al pubblico, collegata nel sistema bibliotecario ufficiale a tema enogastronomico e di territorio. La Biblioteca si inaugural il 2 Giugno ore 16:30.
Rendendo usufruibili qualche migliaia di volumi, la grande festa del libro che si annuncia per il 3 - 5giugno 2005 a La Morra ruoterà anche attorno a questo avvenimento. Un convegno di rilevanza internazionale promosso dal CESMEO (Istituto Internazionale di Studi Asiatici Avanzati), “Filosofia ed Estetica del Gusto” Oriente- Occidente, che ha lo scopo di illustrare gli stretti rapporti tra le credenze religiose e le scelte alimentari, tra l'etica ed il cibo, tra la cultura ed il gusto, nell'ambito della duplice tradizione orientale ed occidentale.
Al convegno sono già stati invitati eminenti studiosi italiani e stranieri che esamineranno le tematiche proposte, sia dal punto di vista del gusto come espressione del territorio, sia da quello delle tradizioni filosofiche ed estetiche.
L'omaggio librario metterà in luce con l'Associazione dei Piccoli Editori, tutta l'editoria piemontese sull'argomento, con una rassegna mercato attorno alla quale si proporranno mostre di vario tipo, rappresentazioni teatrali, artigianato, momenti musicali sulle piazze e nei cortili, presentazioni di libri, intrattenimenti intriganti, cene letterarie, degustazioni, premi, giochi teatrali per i più piccini.
Con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Pro Loco e di tutte le forze operanti, il paese si aprirà al visitatore come una sorta di scrigno contenente i valori più profondi di una regione, espressi in modo dinamico e divertente.
Continuerà, parallelamente, la selezione dei “20 Libri da Gustare 2005”, con la consueta presentazione dell'intera manifestazione presso “Il Salotto di RAI ERI” alla Fiera del Libro di Torino (5/9 Maggio 2005).
Una proposta anche turistica da spendere come gioioso week-end cultural-enogastronomico di speciale attrattiva.
Non mancheranno le dimostrazioni culinarie alla scoperta dei prodotti più significativi del Piemonte. I “Ristoranti della Tavolozza” sul tema annuale del “Convivio delle Arti” proporranno in contemporanea una serata (3Giugno 2005) dedicata alla promozione della nostra iniziativa.
Librerie torinesi e delle maggiori città limitrofe parteciperanno promuovendo, oltre l'editoria, anche dei pacchetti turistici con destinazione Langhe e Roero.
Un appuntamento dunque “a tutto gusto” per un turista curioso e motivato che su queste colline sente il bisogno di “evocare” emozioni già assaporate dalla grande letteratura.
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Alcuni
buoni libri da gustare durante le feste: Gianni Brera, di Paolo Brera
e Claudio Rinaldi, due volumi di Fabio Tacchella, Una casalinga a
Hollywood di Stefania Barzini, Enciclopedia del vino
Durante
le prossime feste state lontani dalle Guide enogastronomiche e
prendete in mano dei libri “utili e buoni”. Eccovi un breve
elenco di “libri da leggere”.
Ricorre
proprio questa settimana (la notte tra il 18 e il 19 dicembre)
l’anniversario della morte di un GRANDE, Gianni Brera. Lo
ricordiamo presentando il libro “GIOANN BRERA, VITA E SCRITTI DI
UN GRAN LOMBARDO” di Paolo Brera e Claudio Rinaldi
(Boroli Editore Milano, Euro 13,50): riportiamo quello che scrive
Luigi Sampietro sul supplemento domenicale de “Il Sole 24
Ore” nel numero del 12 dicembe 2004,: “Paolo è il
figlio piccolo, il tezo, anche se è ormai dal quel dì
che ha superato il quintale di peso; Claudio Rinaldi è un
giovane giornalista di Parma che per amore di Brera si è fatto
ventriloquo. Conosce a memoria articoli e annedoti e quando ne parla
è come se, cambiata la voce, riascoltassimo le vecchie
cronache. La prima volta che, ragazzino, si presentò a Brera
per un’intervista (o era un’autografo?) fu investito da un
perentorio: “A Parma si mangia male”. L’ammirazione per lo
scrittore era tale che finì per credergli. Di nascosto dalla
famiglia, ovviamente. Ma Brera non fu tanto un edonista quanto
–ricordiamolo- un maestro di civiltà. Un professore di
storia che teneva lezione all’osteria. Inventò la dottrina
del “plusvalore”, e non è roba da ridere. Non è
parodia ma filosofia della storia. Dunque: senza calorie in eccesso
–e un tenore di vita adeguato- non esiste sport; e senza calorie
sufficienti non si regge in piedi. Brera ci ha insegnato a ragionare
in termini di materialismo proteico (non dialettico) e a porci
sempre più la più semplice delle domande: da quanto
tempo il tal popolo, e dunque il tale atleta, mangia abbastanza?………”
DUE
LIBRI SCRITTI da FABIO TACCHELLA. Il Maestro Fabio Tacchella
presenta due bei libri da leggere e guardare: “Gusto Estetico” al
prezzo di 67,00 euro e “Cum Grano Salis”, sapienti creazioni di
pasticceria salata con oltre 500 fotografie al costo di 75,00 euro.
Decorfood
Italy Srl
Via
Chiesuola, 2 37020 Stallavena (Verona)
Fax:
045.58669847
UNA
CASALINGA A HOLLYWOOD di Stefania Barzini. Un percorso nei riti
gastronomici per capire il mondo e gli “splendori e le miserie
dell’”America che mangia”.
Tommasi
Editore
www.guidotommasieditore.it
Pagg.
166, Euro 13
ELOGIO
DELLA SBRONZA CONSAPEVOLE di Enrico Remmert e Luca Ragagnin.
Due
scrittori divoratori di libri alle prese con un tema che inzuppa la
letteratura di tutti i tempi e di tutte le geografie: L'ALCOOL. Nel
libro vi troverete racconti, elzeviri, parodie, aforismi ed estratti
da scritti di Totò, Clavino, Omero, Baudelaire, Poe e
tantissimi altri.
MARSILIO
EDITORI
30135
Venezia
Pagg.
210
Euro
13,00
www.marsilioeditori.it
ENCICLOPEDIA
DEL VINO. Centinaia di informazioni utili sui vitigni (420), vini
(7.500), con 240 illustrazioni in bianco e nero e 160 schede
storico-culturali e “ogni aspetto della viticoltura in relazione
alla pianta e al terreno”.
Editore
Boroli
www.borolieditore.com
Euro
34,90
I
CIBI DI ROMA IMPERIALE di Giovanni Gentilini. Un omaggio ad
Apicio e alla sua grandezza di gastronomo.
Medusa
Edit.
Pagg.
608
Euro49,50
STORIA
DEL SALE di Pierre Laszlo. Una storia raccontata da un chimico
che entra in cucina con spirito letterario.
Editore
Donzelli
Pagg.
180
Euro
24,50
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Libri
da gustare Salone del libro enogastronomico
e di territorio
Il
nuovo Hotel Le Meridien Lingotto Art+Tech, di Torino (Via Nizza 230)
ha ospitato Martedi 14 Dicembre la
premiazione della VIII edizione di Libri da gustare alla
presenza degli alcuni autori ed editori.
Libri da
gustare oltre ad essere un singolare concorso letterario
sta diventando un progetto forte, un veicolo di comunicazione per
stimolare spunti di riflessione sulla storia, abitudini, cultura
ed armonia del nostro patrimonio agroalimentare.
E con
Libri da gustare – anticipa Claudia Ferraresi – presidente
ed anima dell’Associazione Culturale Ca dj’Amis – I Ristoranti
della Tavolozza – si realizza un mio sogno, quello di istituire
presso la sede della mia Associazione una biblioteca a tema
enogastronomico e di territorio che sara’ consultabile, aperta al
pubblico ed anche inserita nel sistema bibliotecario della nostra
regione.
Dei 20
titoli, scelti da una commissione di giornalisti e presentati presso
il Salotto Rai della Fiera del Libro di Torino a maggio, cinque sono
I vincitori, o meglio “I libri piu’ gustosi 2004”. La scelta
e’ stata fatta dal pubblico che ha seguito gli avvenimenti
dell’anno organizzati dall’Associazione, dai visitatori dei siti
Internet che ospitano l’iniziativa: www.traspi.net;
www.piemondo.it;
www.piemonte-magazine.it;
www.astilibri.it;
www.guide.supereva.it/libri_autori.
E dai clienti di alcune librerie a Cuneo, Imperia e Foligno.
I titoli in
concorso sono anche stati segnalati agli organizzatori del Salon
International du livre gourmand e partecipano al “Gourmand World
Cookbook Awards 2004”.
I titoli in concorso sonoi seguenti:
- Pappe
da favola. Golose ricette e allegre storielle per fare di ogni
bambino un buongustaio Carmela Cipriani e Arrigo Cipriani
Sperling e Kupfer Editore
- Cucina
del Pavese, della Lomellina e dell’Oltrepo’ Annalisa
Alberici
Franco
Muzzio editore
- Arte
in tavola – sapori e saperi AAVV a cura di Paolo Berruti
Polistampa Firenze
- L’Acqua
che beviamo Un viaggio nel mondo delle acque naturali e trattate
destinate all’alimentazione e alla terapia Giorgio Temporelli
Franco Muzzio editore
- Viaggio
tra i grandi vini di Sicilia Andrea Zanfi Carlo Cambi editore
- Terra
allegra Viaggio nell’Italia contadina tra i capolavori del
gusto con i pionieri della bellezza e della biodiversita’ Andreina
De Tomassi Distilleria EcoEditoria
- Cento
per cento Ricette di Talento testi di Paolo Marchi fotografie
Michelle Tabozzi Cucina e Vini Editrice
-
Arte e storia in tavola Il
gusto e la civilta’ della tavola attraverso l’evoluzione della
lista delle vivande. Una storia lunga due secoli Accademia Italiana
della Cucina
- Roastbeef
con finanziera Armando Gambera Sori’ edizioni
- Gia’
la mensa e’ preparata Ricette all’opera e a concerto Corrado
Rollin
Il
leone verde edizioni
- La
psicodieta Gudrun Dalla Via Donato Santarcangelo Edizioni Il
Punto d’incontro
- Le
mie divagazioni Renato Ratti Sagittario Editore
- Le
ricette di Mamma Isola...dei famosi Maria Teresa Ruta Rai Eri
- Atlante
dei prodotti tipici – Le conserve Insor a cura di Graziella
Picchi introduzione di Corrado Barberis – RAI ERI Agra
- All’Enoteca
del Roero Una finestra sulle colline del vino e Luoghi,
uomini e parole delle colline del vino AAVV Enoteca Regionale
del Roero e Sori’ Edizioni
- Disney.
Ricette da fiaba 101 ricette di un grande chef ispirate ai piu’
bei film Disney Ira L. Meyer a cura di Marcello Garofalo
Edizioni Walt Disney Company Italia
- 100
Barolo Gigi Brozzoni Go Wine Editore
- Gli
effetti psicologici del vino Maria Luisa Alberico curatrice
della trascrizione della conferenza di Edmondo De Amicis
Donnedizioni
- Arsetari
dla cusin-a piemontèisa Camillo Brero Editrice Il Punto –
Piemonte in bancarella
- La
cucina di Ruscin Ricette, riflessioni, idee e pensieri Giorgio
Italo Costa Edizioni Algraphy. I proventi derivanti dalla vendita
del libro sono devoluti all’Istituto Europeo Oncologico di Milano
ed all’Associazione Ricerca Malattie Immulogiche di Genova.
I vincitori
della VIII Edizione sono :
- L’Acqua
che beviamo Un viaggio nel mondo delle acque naturali e trattate
destinate all’alimentazione e alla terapia Giorgio Temporelli
Franco Muzzio editore
- La
psicodieta Gudrun Dalla Via Donato Santarcangelo Edizioni Il
Punto d’incontro
- Cento
per cento Ricette di Talento testi di Paolo Marchi fotografie
Michelle Tabozzi Cucina e Vini Editrice
- Viaggio
tra i grandi vini di Sicilia Andrea Zanfi Carlo Cambi editore
- Roastbeef
con finanziera Armando Gambera Sori’ edizioni
Il premio
speciale “Il convivio delle arti” , tema che accompagnera’
tutto il programma 2005 dell’Associazione e’ stato attribuito a
due titoli:
- Arte
in tavola – sapori e saperi AAVV a cura di Paolo Berruti
Polistampa Firenze
- Arte
e storia in tavola Il gusto e la civilta’ della tavola
attraverso l’evoluzione della lista delle vivande. Una storia
lunga due secoli Accademia Italiana della Cucina
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Presentato
"Pesce fuor d'acqua", romanzo di cucina del Maestro Sergio
Mei,
executive chef del Four Seasons hotel di Milano
Milano
2 dicembre 2004. Lo chef dell'hotel dei Vip ha scritto un libro
di ricette di pesce.
Ci
riferiamo a Sergio Mei Tomasi, executive chef del Four Seasons
Hotel di Milano. Mei ha iniziato la sua carriera, giovanissimo, come
apprendista presso un panettiere, nella sua Sardegna dove è
nato ma da circa dieci anni officia ai fornelli dei due ristoranti
del modaiolissimo hotel "Four Seasons", di Via del Gesù
a Milano: LA VERANDA, aperto tutti i giorni dalle 7 alle 24 e
IL TEATRO, più elegante, aperto solo la sera.
Ma
ora parliamo del suo libro di ricette, anzi del "romanzo di
cucina", "Pesce Fuor d'acqua: storie e ricette di Sergio
Mei" (Editoriale Giorgio Mondadori), illustrato da
bellissime fotografie di Giovanni Panarotto, che
l'Editoriale Giorgio Mondadori ha presentato nei giorni scorsi in
una sala del Four Seasons piena di amici e di estimatori del bravo
Sergio.
A
fare gli onori di casa c'era Toni Sarcina di Alto Palato che
ha definito Mei "una stella di prima grandezza, anche se le
Guide cercano di snobbarlo", è intervenuto anche
Giuseppe Ferrauto direttore di Cairo Comunicazione, che ha
precisato come il volume "non è un banale ricettario di
pesce, ma un'opera originale, un vero racconto attorno al pesce",
non poteva mancare l'attore e gourmet Renato Pozzetto, amico e
"devoto frequentatore della cucina di Mei", poi, Carlo
Motta responsabile editoriale della Giorgio Mondadori e vero
promotore, insieme a Patrizio Cipollini, direttore del Four
Seasons hotel , della preparazione e messa a punto definitiva del bel
libro "Pesce Fuor d'acqua".
Lo
schivo e bravo Mei si è limitato a dire che la sua cucina
"non inventa niente" ma lui "di volta in volta
reinventa solo la voglia di cucinare bene e al meglio". Basta
dare un'occhiata al libro per capire la "voglia di cucinare"
di questo grande Maestro di cucina.
Al
termine della presentazione lo chef Renzo Corona, amico di
Sergio e titolare del ristorante DA RENZO a Siamaggiore in
provincia di Cagliari, ha preparato per tutti gli invitati un
invitante menù, citiamo solo due piatti davvero succulenti:
Tortelli di formaggio Bagos con lenticchie e finferli e Triglia
farcita di carciofi e calamaretti con olio al finocchietto e
bottarga.
Questo
è il secondo libro di Mei dopo la pubblicazione, nel 1977,
della raccolta di invitanti creazioni vegetariane dal titolo Nè
Carne nè Pesce. Ma non è finito qui: Sergio sta già
lavorando al prossimo libro: A Legna e Carbone sempre edito
dall'Editoriale Giorgio Mondadori.
Arriverderci
Sergio, alla prossima.
dt
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Giovanni Rana
La mia ricetta per la serenità
Un po’ autobiografia, un po’
raccolta di pensieri e di esperienze di vita: è molto più
difficile catalogarlo che leggerlo, il libro di Giovanni Rana!
Fuori dalla norma proprio come il suo
autore: straordinario nella sua semplicità, geniale nel modo
di comunicare pur non essendo un “guru” dei mass media, creatore
di un impero industriale di respiro mondiale che considera i suoi
dipendenti alla stregua di un’enorme famiglia fatta di quasi
settecento persone, sparse fra l’Italia, la Francia, la Spagna e il
resto d’Europa.
In brevi capitoli, dove a volte fa
capolino anche il dialetto veronese, Giovanni Rana si racconta senza
fronzoli e falsi moralismi, simpatico, genuino, diretto ed efficace
come appare nei suoi spot televisivi: dai commossi ricordi
dell’infanzia nella provincia veneta ai viaggi in giro per il mondo
come ambasciatore del Made in Italy, dalle prime consegne con una
scassatissima Renault 4 all’idea rivoluzionaria della conservazione
della pasta fresca in “atmosfera modificata”, a una serie di
gustosi aneddoti e di memorie sorprendenti, “visualizzati” in una
ricca sezione fotografica con immagini inedite e curiose, a colori e
in bianco e nero.
Il risultato è un libro speciale
in cui un uomo ancora più speciale si racconta con umorismo e
passione, un’autobiografia scanzonata e molto “saporita” di un
italiano esemplare.
E, a chiusura di volume, un regalo per
tutte le lettrici: in pagine che fanno venire l’acquolina, una
piccola summa di ricette inedite, direttamente dalla cucina di casa
Rana!
“Sono un tipo casereccio, non un
filosofo di quelli che usano parole difficili. Io sono per dire pane
al pane e vino al vino: sono per le cose semplici e chiare come la
pizza Margherita, il gelato al limone e i tortellini al burro. E così
è nato questo libro, un abbinamento fra saggezza secolare e
buon senso pratico, esperienze di vita vissuta e qualche buona idea
che mi è venuta in cinquant’anni di lavoro. Più che
un’autobiografia, un insieme di ricordi, di impressioni, di
consigli derivanti da quel poco che ho imparato vivendo. Spero,
dunque, che vi piaccia almeno quanto vi sono piaciuti i miei
tortellini nell’ultimo mezzo secolo. Buona lettura!”
Sonzogno
Editore
Pagg. 160 euro 15
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IO
HO FAME ADESSO!
Come
sopravvivere a un frigorifero deserto
E’
appena uscita l’ultima pubblicazione di Guido Tommasi Editore
(specializzato in libri “squisitamente gastronomico-letterari”).
“Io
ho fame adesso – come sopravvivere a un frigorifero deserto”
è un libro al confine tra cronaca e letteratura, un diario di
viaggio all’interno dell’infinita costellazione della cucina
quotidiana, una bussola per orientarsi nel kafkiano universo
dell’alimentazione, accompagnati da una prosa chiaccherata e
confidenziale che predilige il racconto piuttosto che la spiegazione,
l’esperienza prima della regola.
Il
rischio è quello di imparare a cucinare sul serio, ma
dimenticando i nomi propri e le regole senza eccezioni. Anche perché
qui è tutto un’eccezione dal momento che ogni ricetta è
inserita nello schizzo estemporaneo di una realtà romanzata,
ma probabile, fatta di cene tra amici, spuntini notturni e alcolici
convivii.
Nell’infinita
e variata ripetizione dei riti alimentari si esprime il senso di
questo libro, nato forse dal sobrio desiderio di “insegnare
qualcosa a qualcuno” e infine naufragato, assieme al lettore, su
un’isola felice ma deserta dove bisogna ingegnarsi, dove a volte ci
si accontenta, dove dal pretesto nasce l’occasione del pasto
Così
ha scritto nella presentazione del libro il critico Allan Bay: “Era
ora che gli utenti, orrida parola che pur tuttavia è l'unica a
disposizione, che poi sono tutti quelli che la cucina la fanno,
giorno dopo giorno, non dico si riprendessero lo scrivere di cucina,
mito datato, ma almeno iniziassero a incalzare, stimolare e pungolare
il lavoro dei tanti che la cucina la fanno, a volte, ma questa è
una forma di understatement inglese, per mestiere, senza curiosità,
senza cultura, senza spirito pratico, senza entusiasmo. E il
libro di Francesco Gungui stimolante lo è. Grazie ad un
approccio pratico, giovane, sfido, è del 1980, che invidia,
iconoclasta, ma nel contempo molto realistico”.
Io
ho fame adesso
Guido
Tommasi Editore
Via
De Togni, 27 Milano
Tel.
02.89013399 – fax 02.877046
Euro
15, 00
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L’Extravergine
2004
Guida ai Migliori Oli Italiani di
Qualità Accertata
Il mondo editoriale dell’enogastronomia
si arricchisce anche quest’anno de L’Extravergine, Guida ai Migliori Oli
Italiani di Qualità Accertata. Giunta alla quarta edizione, 35mila copie
vendute, è curata da Marco Oreggia, uno tra i maggiori esperti del settore
elaiotecnico italiano e pubblicata da Cucina & Vini
Editrice.
Sono
quattrocentotre le realtà produttive selezionate nell’edizione 2004 dopo circa
3mila assaggi, delle quali 315 sono considerate “l’eccellenza” delle produzioni
italiane e altre 88 ottime aziende entrano per punteggio in Guida con una più
sintetica segnalazione. Nuovi articoli tematici che permettono una più
approfondita conoscenza dell’intera filiera dell’olio extravergine di oliva e
aggiornate cartografie delle zone olivicole nazionali e delle Dop riconosciute,
precedono la vera e propria rassegna delle aziende.
Anche quest’anno torna poi la Top 15:
le più interessanti realtà del comparto oleario, riconosciute come migliori
interpreti tra le produzioni olivicole nazionali, che verranno premiate nel
corso della serata del 15 dicembre 2003.
Campania
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Az.
Agr. Zamparelli
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Frantoio
dell’Anno
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Puglia
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Az.
Agr. Caposella
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Migliore Olio
Extravergine di Oliva dell’Anno
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Sicilia
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Az.
Agr. Biologica Titone
|
Migliore
Olio Extravergine di Oliva Biologico dell’Anno
|
Sicilia
|
Oleificio
Nicolò Peruzza
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Migliore
Olio Extravergine di Oliva Rapporto Qualità/Prezzo
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Sardegna
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Az.
Agr. Fratelli Pinna
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Migliore
Olio Extravergine di Oliva - Monovarietale
|
Molise
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Marina
Colonna
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Migliore Olio
Extravergine di Oliva - Olivaggio
|
Liguria
|
Frantoio
Bo
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Migliore Olio Extravergine di Oliva - Fruttato Leggero
|
Marche
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Az. Agr. La Collina
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Migliore
Olio Extravergine di Oliva - Fruttato Medio
|
Sicilia
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Az.
Agr. Mandranova
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Migliore Olio
Extravergine di Oliva - Fruttato Intenso
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Puglia
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Frantoio
Oleario De Carlo
|
Migliore Olio
Extravergine di Oliva Dop - Fruttato Leggero
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Lazio
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Az.
Agr. Annamaria Billi - La Mola
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Migliore
Olio Extravergine di Oliva Dop - Fruttuto Medio
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Toscana
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Az. Agr. Casa Emma
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Migliore
Olio Extravergine di Oliva Dop - Fruttato Intenso
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Umbria
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Az.
Agr. Torale
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Migliore Olio
Extravergine di Oliva da Metodo Ciclo Continuo
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Emilia
Romagna
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Cooperativa Agricola Brisighellese
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Migliore
Olio Extravergine di Oliva da Metodo Sinolea
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Toscana
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Fattoria
I Bonsi
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Migliore Olio
Extravergine di Oliva da Metodo Tradizionale a Presse
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Premio
Speciale a Fausto Luchetti
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Breviario
dei vini di Toscana. Qualità sotto i 15 euro
a
cura di Andrea Zanfi
Carlo
Cambi Editore
Pagine:
384
Lingua:
Italiano
Prezzo:
10,00 euro
Il
Breviario dei vini di Toscana si
prefigge di censire la migliore produzione enologica delle aziende
toscane proposta sul mercato con un prezzo di vendita al pubblico non
superiore ai 15,00 euro.
Si
tratta di una guida realizzata “direttamente dal mercato” ed è
il primo tassello di un più vasto e integrato sistema
operativo che Andrea Zanfi e l'editore Carlo Cambi
intendono realizzare nell'ambito della regione Toscana.
La
pubblicazione ha caratteristiche molto particolari: dimensioni
tascabili, in modo da renderla pratica e funzionale, e contenuti
esaurienti; sono state dedicate due pagine ad ogni azienda con
relativo still-life della bottiglia selezionata, accanto alla quale
sono state indicate la valutazione, oltre a tutte le informazioni
tecniche sul prodotto e sull'azienda stessa.
Dall'introduzione
di Andrea Zanfi
“La
cosa forse più interessante del programma è la
sperimentazione di alcune nuove metodologie di giudizio abbinate a un
prodotto in grado di valorizzare il lavoro enologico svolto non solo
dalle grandi aziende, ma anche dalle piccole realtà produttive
che non hanno la possibilità di affacciarsi su palcoscenici
prestigiosi come il Vinitaly o che tecnicamente non hanno
disponibilità economiche per rincorrere il sogno del “grande
vino”.
Per
questo nuovo impegno editoriale ho cercato di coinvolgere il maggior
numero possibile di persone, costituendo con loro delle vere e
proprie “giurie popolari” che sapessero formulare giudizi equi e
trasparenti sui vini degustati. Giudizi che alcune volte sono stati
espressi con parole semplici come “buono” o “cattivo”, mentre
in altri casi sono stati argomentati con professionalità e
corredati da terminologie che dovevano scaturire da esperienze
tecniche molto approfondite nel settore.
L'attore
principale di questa opera complessa e articolata è stato il
consumatore, quello che frequenta enoteche, wine bar, corsi di
formazione professionali delle associazioni AIS e FISAR o dell'ONAV,
il cliente tipo delle stesse cantine, gente comune che compra il vino
e a cui piace berlo.
È
stato bello seguire queste persone durante le degustazioni e
rispondere alle loro perplessità, ai loro dubbi, convalidare o
scuotere la testa davanti ai loro giudizi.
Devo
dire che per me sono stati momenti di vera e propria crescita
professionale, di un interfaccia costruttivo con altre esperienze e
opinioni. Giudizi che sono sicuro non faranno poi discutere più
di tanto, o quanto qualcuno si aspetta, mentre certamente giungerà
la critica di alcuni colleghi che attaccheranno il metodo di giudizio
ritenendolo poco ortodosso, poco professionale, non supportato da
esperienze nel settore, documentabili, delle persone giudicanti.
Posso
assicurare che non è stato così. All'interno di quelle
“giurie popolari” si sono trovati uomini e donne provenienti dai
più svariati ceti sociali e dalle più diverse
esperienze professionali, tutti appassionatamente collegati al mondo
vino: dagli addetti ai lavori, agli stessi produttori, per arrivare
agli enotecnici, ai sommeliers, fino a giungere al semplice
consumatore. Una magnifica esperienza sensoriale che ha veramente
gratificato ogni partecipante e che ha consentito di formulare i
giudizi, con serenità, con passione e trasparenza e per questo
non banalizzabili.
Quello
che è presentato all'interno di questa piccola guida, che per
la prima edizione vede benevolmente la presenza di quasi tutti i vini
delle aziende che hanno aderito, è la punta dell?iceberg di un
più ampio movimento che sta già attivandosi in altre
regioni con altri “Breviari” e che in Toscana sta coinvolgendo
tantissime enoteche e tantissimi wine bar, i quali, insieme alla loro
clientela, sanno di essere divenuti protagonisti del giudizio dei
vini che promuoveranno, mesceranno o berranno all'interno di quel
circuito commerciale.
Non
c'è dubbio che il “Breviario” è una guida atipica,
poiché, pur fornendo informazioni al consumatore finale, è
dallo stesso realizzata. Indubbiamente è una guida innovativa
che promuove solo il giudizio dell'altra faccia della medaglia,
quella che appartiene al mercato e che cercherà sempre più
di tener conto di quei produttori/imbottigliatori di cui non si
conoscono né la storia, né tanto meno il vino e dei
quali non si comprendono le potenzialità. Aziende che,
personalmente, credo debbano essere stimolate e incentivate. Realtà
imprenditoriali alle quali va riconosciuta l'importanza strategica di
movimentare il panorama vitivinicolo nazionale e che contribuiscono
enormemente alla diffusione della cultura del “buon bere”,
aziende che in silenzio sviluppano micro e macro economie
importantissime per il tessuto socio-culturale dell'area nella quale
le stesse operano.
Per
sviluppare il più possibile il traguardo che mi sono posto con
il “Breviario” è necessario che io faccia comprendere alle
aziende quale opportunità esso offra come sistema comunicativo
e promozionale per il loro vino, come piccolo, ma efficace strumento
in grado di contrastare la forte azione di marketing delle aziende
che hanno maggiori possibilità economiche per rendersi
visibili nel mercato globale.
Nella
prossima edizione saranno sensibilizzati i Consorzi di tutela, i
Consorzi di promozione, le stesse “Strade del Vino”, oltre a
tante altre aziende che vorranno partecipare alle degustazioni,
condotte alla cieca, al fine di poter determinare il loro inserimento
nel “Breviario” che vedrà, ogni anno, un numero massimo di
200 vini, corrispondenti a 200 aziende, fra le più meritevoli.
Il
“Breviario” è forse un'idea strana, bizzarra, sicuramente
molto faticosa da realizzare, ma che comunque ci gratifica
soprattutto nel constatare le adesioni che da adesso ci sono
pervenute per la prossima edizione del 2005, così come si
comprende che il “Breviario” è un progetto, è un
sistema nuovo per dialogare intorno alla viticoltura, è uno
strumento che condurrà sicuramente a una maggiore sensibilità
e a un maggiore approfondimento culturale e conoscitivo intorno ad un
bicchiere di vino, sprigionando curiosità e nuovi stimoli di
confronto e crescita per tutti”.
Per
informazioni:
Carlo
Cambi Editore
Via
San Gimignano
Tel
0577 936580
Fax
0577 974147 www.carlocambieditore.it
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LA “PASTA”
E’ IL NUOVO LIBRO DI HEINZ BECK, MAESTRO CHEF DE “LA PERGOLA”
DI ROMA
di Maria Mancini
Heinz Beck ha scelto la manifestazione di Foligno
"Primi d’Italia"
per presentare la sua II opera "Pasta"
edito da Biblioteca Culinaria. Questo libro raccoglie 40 ricette, di
cui 15 di pasta fresca e 25 di pasta secca.
Caratteristica
che contraddistingue queste ricette è la semplicità di
esecuzione per cui si rivolge ad un pubblico che vuole cimentarsi e
che non ha molto tempo da dedicare alla cucina. L’autore ha voluto
però sottolineare che "cucinare
non significa soddisfare l’appetito, è piuttosto un modo per
trasmettere emozioni, comunicare sensazioni attraverso l’accostamento
tra sapori, colori, odori e per farlo in Italia bisogna saper
preparare un buon piatto di pasta".
Il maestro, inoltre, ha focalizzato l’attenzione sulla attenta
selezione delle materie prime e, fra queste, la pasta.
Infatti
Beck dopo aver provato molte paste e averne verificato con cura i
diversi processi produttivi ha scelto la pasta secca De Cecco
realizzata con gli stessi metodi di una volta nel mulino di famiglia
e con la sorgente vicina allo stabilimento, oltre alla lenta
essiccazione ed alla bassa temperatura. Quindi nota di merito per il
pastificio abruzzese che mantiene nel prodotto industriale tutta la
qualità di una pasta artigianale.
Il
master chef del noto ristorante capitolino "La
Pergola",
durante l’intervista, ha ricordato gli inizi, quando arrivato in
Italia, 9 anni fa girava per le trattorie di Roma, dove erano le
signore anziane a cucinare e "a
tirare la sfoglia"
ed è così che ha compreso che per una "pasta
creativa bisogna passare per quella tradizionale".
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UN LIBRO ORIGINALE DI LINA MARENGHI:
CUCINARE CON I FIORI
E’ uscito ora anche in
versione economica un libro originale, con ricette inedite, che può essere anche
uno stupendo regalo a chi pensa di sapere già tutto sulla cucina. Si chiama
CUCINARE CON I FIORI.
Si pensa abitualmente ai fiori come ornamento o
come omaggio in determinate ricorrenze. Ma oltre ad essere belli, colorati e
profumati, i fiori hanno anche altre virtù: e se non avete mai pensato che
potevano avere un sapore, questo libro vi aiuta a scoprirlo e, soprattutto, vi
insegna a utilizzare i fiori per inventare nuovi modi di deliziare il
palato.
Centouno ricette pazientemente manoscritte ed artisticamente
illustrate da più di 100 disegni al tratto tutti a colori, destinate a chi ama
la natura, ma anche a chi desidera armeggiare in cucina per arricchire le
proprie doti culinarie.
Tre regole importanti da non
scordare:
* Se si
usano fiori del giardino assicurarsi che non siano stati trattati con
antiparassiti.
* Raccogliere i fiori di prato in luoghi lontani dalle
strade e da fonti di inquinamento
* Nel raccogliere fiori di campo o di
montagna si abbia sempre l'accortezza di lasciare alcuni esemplari per poterne
garantire la riproduzione.
Nelle ricette di questo libro non sono
stati utilizzati fiori appartenenti a specie protette.
CUCINARE CON I FIORI di Lina Marenghi Edizioni Priuli
& Verlucca, pp. 144 Euro 9,90 |
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La
cucina del Paese di Cuccagna
Passeggiate gastronomiche con Matilde Serao
Il Paese di Cuccagna è la Napoli di fine ‘800, una
città solare e passionale, teatro di forti contrasti dove la profonda miseria
del popolo e dei suoi quartieri sordidi e bui si contrappone allo sfarzo
sfacciatamente ostentato della borghesia che vive nel culto dell’apparenza. Qui
più che altrove si avverte che il cibo, la cucina, si inseriscono nella vita
partenopea non solo come necessità materiale ma, e forse principalmente, come
manifestazione di una esuberante ed estrosa creatività ed ovunque, dalla più
povera tavola al più ricco banchetto, alberga un profondo senso di
convivialità.
Il volumetto è una interessante passeggiata nel
pittoresco e variegato mondo della gastronomia napoletana guidata dal genio
narrativo di Matilde Serao, impeccabile anfitrione, che ne amò con passione e
fierezza i sapori, l’estro e le tradizioni descritte negli stralci, a volte
gustosi quadretti, a volte ampi affreschi, proposti ad arricchire la teoria
delle ricette.
Dai vicoli scuri e miseri alle case ricche
luminose si snoda un percorso di sapori e odori di un pittoresco mezzogiorno
napoletano: dai cibi miseri e inganna fame che il popolino acquista per
pochi soldi, ai maccheroni insanguinati di pomodoro, alla pizza che conquistò re
di diverse dinastie, ai dolci partenopei la cui varietà è festosamente ricca di
sapori mediterranei e di tradizioni.
Il ricettario, curato da Antonella Limone, sorella
dell’autrice ed appassionata di cucina, è frutto di un’insaziabile ricerca
svolta tra le depositarie dei dogmi della cucina napoletana: anziane signore o
religiose di antichi conventi, custodi gelose di ricette tramandate verbalmente
nel tempo: un’eredità resa qui attuale negli ingredienti e nelle modalità di
preparazione e realizzabile anche dalle moderne appassionate di
cucina.
Loredana Limone , napoletana, ha pubblicato la
raccolta di fiabe Il Trenino Arlecchino e altre storie, Edizioni
Associate.
LA
CUCINA DEL PAESE DI CUCCAGNA
Passeggiate gastronomiche con Matilde Serao
di
LOREDANA LIMONE
Edizioni IL LEONE VERDE
Euro 9 pagine 104
Il Leone verde Edizioni - Via della
Consolata, 7 - 10122 Torino (I) Tel&Fax: 0039 11 5211790
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IL CINEMA ITALIANO E
INTERNAZIONALE IN 100 RICETTE
Laura Delli Colli, giornalista di
cinema per molti anni su “La Repubblica” e poi inviata per
“Panorama”, intraprende un viaggio ironico e divertito attraverso
mezzo secolo di cinema italiano e internazionale in due libri: “Il
gusto in 100 ricette del cinema italiano” e “Il gusto in 100 ricette
del cinema internazionale”. Una vera bibbia del
gusto!
In ogni pellicola viene “scovata” una
ricetta e ne viene svelato il momento cinematografico. Alcuni esempi
dai film italiani: i rognoni trifolati de “La grande abbuffata” di
Marco Ferrari, l’anatra all’arancia dell’omonima pellicola di
Luciano Salce, i pomodori verdi fritti del film “Pomodori verdi
fritti alla fermata del treno”, il tacchino del “Pranzo di
Natale”.
E da quelli internazionali: La Sally
di “Harry ti presento Sally” (la mitica torta al cocco con salsa a
parte), la wilderiana Sabrina con il suo complicato soufflè di
formaggio e un piatto dal famoso “The Blues Brothers. Per finire,
non mancano, le ricette ironiche: il cervello al forno di
“Hannibal”, l’ambiguo stufato di “Delicatessen”, la Sachertorte di
“Bianca” di Nanni Moretti.
IL GUSTO IN 100 RICETTE DEL CINEMA
ITALIANO – LAURA DELLI COLLI 12,50 EURO
IL GUSTO IN 100 RICETTE DEL CINEMA
INTERNAZIONALE – LAURA DELLI COLLI 12,50 EURO
Elle U Edizioni
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I
SALUMI DA SCOPRIRE
Gli amanti degli insaccati troveranno
un bel libro in libreria: “ATLANTE DEI PRODOTTI TIPICI: I
SALUMI”.
Ben
309 salumi, da quelli più noti agli ultimi nati, sono racchiusi in
questo libro edito da Agra Rai-Eri. Dal lardo al rosmarino di Cavour
al salame di castagne di Cuneo, dal prosciutto di Modena al
culatello di Zibello, dalla Viola di capra alla prosciutta, tutti i
salumi spiegati dagli esperti dell’Istituto nazionale di sociologia
rurale dell’”Atlante dei prodotti tipici” da poco ristampato. Un
altro libro per conoscere le ricchezze, culturali e alimentari, del
nostro bel Paese gastronomico.
ATLANTE DEI PRODOTTI TIPICI: I SALUMI, edizione
Agra-Rai Eri, euro 30,99. |
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