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Partono dall’ Emilia Romagna i Presidi di Slow Food in Madagascar
In Madagascar otto persone su dieci mangiano riso
tre volte al giorno. Ne consumano quasi un chilo quotidianamente (60-70% delle
calorie quotidiane) ed i loro guadagni dipendono esclusivamente dal “surplus”
che riescono a vendere.
Per sostenere la varietà di riso rosso scuro di Andasibè
considerata autoctona dell’isola e denominata, nel dialetto locale, varymena e la vaniglia di Mananara, una
pregiata spezia libera da ogm che potrà essere proposta anche nel mercato
italiano ed europeo interviene la Fondazione
Internazionale Slow Food per la Biodiversità.
La Fondazione (costituita da Slow Food e dalla regione Toscana) ha appunto il
compito di sviluppare nel mondo la politica dei Presidi agroalimentari che
tanto successo ha ottenuto in Italia. In Madagascar il riso
rosso di Andasibè e la vaniglia di Mananara, diventeranno
due Presìdi voluti e sostenuti dal coordinamento di Slow Food e da un gruppo di
enti locali emiliano romagnoli.
Per sancire quali saranno i progetti futuri da avviare concretamente per
“sorreggere” l’economia e lo sviluppo di questi prodotti, si è tenuto un
importante incontro tra i Sindaci dei
Comuni dell’Emilia Romagna, di Bagnacavallo,
di Brisighella, di Bertinoro, di Borgonuovo Val Tidone, di Cavriago,
di Castelnuovo Rangone, di San Giovanni in Persiceto e del
presidente del Parco Delta Po.
L’appuntamento si è svolto a Bagnacavallo, all’interno della seconda edizione
della manifestazione Figli di un Bacco minore? ed ha costituito
l’avvio formale del progetto relativo
alla nascita dei Presidi del riso
rosso di Andasibè e della vaniglia
di Mananara. I Sindaci hanno inoltre ribadito che ospiteranno nei propri
comuni manifestazione ed iniziative di valorizzazione su i due prodotti in
questione. Con un intervento economico complessivo di 45.000 euro suddiviso in tre anni si potrà realizzare una
solidarietà fattiva e concreta che ha l’obiettivo di fare dei produttori locali
i protagonisti della loro emancipazione.
“Il Madagascar-
ha affermato Piero Sardo presidente
della Fondazione Internazionale Slow Food per la Biodiversità - è la culla naturale della biodiversità
biologica del pianeta. Incentivando un metodo di coltivazione in simbiosi con
l’equilibrio naturale dell’ecosistema della riserva, anziché la pratica del
raccolto realizzata con la tecnica del taglia e brucia si può contribuire a
preservare e diffondere uno stile di agricoltura capace di migliorare la
qualità della vita di coloro che la praticano, conservando l’ambiente”.
Tante le idee e le iniziative in cantiere emerse durante l’incontro, fra cui la
realizzazione di cene che vedranno l’utilizzo dei prodotti per farli conoscere
al grande pubblico e l’impiego presso alcune pasticcerie della vaniglia di Mananara per cercare di
creare una sorta di rete commerciale che ne garantisca in futuro un’autonoma
sopravvivenza.
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