Non solo moda...  di Mariella Belloni

 

 

Le Famiglie dell’Amarone d’Arte proclamano e

promuovono il Manifesto dell’Amarone d’Arte e il

nuovo Ologramma per certificare l’eccellenza dell’Amarone


di Mariella Belloni – foto di Giulio Ziletti

 

 

Famiglie dell'Amarone d'ArteMilano settembre 2010. Le rosse Ferrari ed il rosso rubino dell’Amarone si sono incontrate in un evento organizzato nello show room Rossocorsa, la concessionaria Ferrari e Maserati di viale di Porta Vercellina a Milano.


Un grande vino e 12 produttori storici: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Nicolis, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Venturini, Zenato hanno dato vita all’associazione “Famiglie dell’Amarone d’ Arte” unendo il loro patrimonio di tradizione, nobile artigianalità e produzione.


Il valore unico di uno dei rossi più pregiati d’Italia rappresenta il cuore pulsante dell’associazione nata tra le verdi colline della Valpolicella, in provincia di Verona, per promuovere su scala internazionale un’arte antica e lontana nei tempi: quella dell’Amarone di qualità.

L’Amarone è un vino estremamente importante nel panorama enologico italiano, simbolo esclusivo della Valpolicella.


“C’era una volta…” Potrebbe iniziare così il racconto della storia dell’Amarone, il vino rosso rubino simbolo in tutto il mondo della Valpolicella, terra florida di Verona. Più di duemila anni fa, in epoca romana, il Reticum, vino supremo dell’Imperatore Augusto, proveniva da queste colline, attraverso la vinificazione delle uve appassite nel tardo autunno e in inverno, proprio come ancor oggi si usa nella Valle.

L’Amarone è un vino che piace molto alle donne, soprattutto alle milanesi. Molte vanno sul sicuro, poiché il feeling c’è ed hanno deciso che il rosso nobile della Valpolicella è il loro vino.

Il vino Amarone è di grande struttura, complesso, elegante, vellutato. Un liquido prezioso che al palato appare rotondo e di alcolica finezza con tannini setosi e dalla fittissima trama, che si stemperano in un lunghissimo finale. Un compendio di potenza e di eleganza, al cui fascino pochissime donne sono in grado di resistere. Di colore rosso rubino intenso, bouquet caldo e speziato ed aroma di frutta appassita. Viene infatti prodotto con uve Corvina veronese, Rondinella e Oseleta, attraverso la millenaria tecnica dell’appassimento. Ha un sapore tutto suo, un’unicità inconfondibile.

 

Sentori fruttati e speziati, forza ed eleganza, fanno dell’Amarone un ottimo compagno per svariati abbinamenti. Tradizionalmente viene abbinato con piatti a base di selvaggina, carne alla brace, brasati e formaggi di lunga stagionatura. Grazie ai sentori di appassimento delle uve, l’Amarone può essere proposto anche con piatti originali ed affascinanti dai sapori agrodolci, per cui si sposa alla perfezione con le creazioni della cucina asiatica e mediorientale. Si consiglia di servire ad una temperatura di 18 C° e di stappare la bottiglia un’ora prima del consumo.


Sovrapproduzione e prezzi low cost minacciano prestigio e qualità

del vino simbolo della Valpolicella


L’Amarone è oggi minacciato dall’eccessiva produzione, che non tiene conto delle zone vocate e si adegua ai minimi dei parametri di legge con un conseguente abbassamento della soglia qualitativa e subisce azioni commerciali che rispondono spesso a logiche di basso prezzo, in canali distributivi di massa”.

Sono queste le premesse del Manifesto dell’Amarone d’Arte, il documento identitario e programmatico presentato a Milano dall’associazione che riunisce 12 famiglie storiche di produttori di Amarone.

 

Per Sandro Boscaini, presidente delle Famiglie dell’Amarone d’Arte, “Il Manifesto risponde a una visione di politica enologica che riteniamo essere fondamentale, basata sulla qualità e non sulla quantità. Infatti - ha proseguito Boscaini - da qualche anno, in Valpolicella, assistiamo a un fenomeno di sovrapproduzione, a fronte di una contrazione sul versante dei prezzi e, di rimbalzo, dei ricavi per i produttori. Nel 2008 sono stati venduti 6,75 milioni di litri di Amarone, mentre l’anno scorso 9 milioni. In termini di bottiglie questo questo significa che siamo passati da 9 a 12 milioni nel giro di due sole annate (2006-2007)”. Diversi invece i numeri sul fronte del fatturato legato all’Amarone che - ha spiegato Boscaini - “Anziché crescere, ha registrato un andamento opposto: a fronte di un + 33% sui volumi, l’asticella del valore ha perso il 16%, con una flessione da 81 milioni di euro a 68 milioni di euro”. Segno negativo anche il prezzo delle uve, passato da quattro euro il chilogrammo nel 2007 a 1,50 di quest’anno, mentre i costi di produzione hanno registrato un trend opposto.


Uno scenario preoccupante, quello dell’impennata produttiva dell’Amarone, che porta le Famiglie storiche della Valpolicella ad “arroccarsi sulla collina” per difendere la qualità e l’eccellenza di uno dei tre grandi rossi italiani più famosi al mondo stoppando, ormai da anni, la loro produzione a 2 milioni di bottiglie l’anno. “Alla vigilia dell’ingresso sul mercato dell’annata 2008 con i suoi 16 milioni di bottiglie, ci chiediamo quale altro record negativo andremmo a toccare con i prezzi”, si chiede ancora il presidente Boscaini che aggiunge: “Di questo passo si rischia di disorientare anche il consumatore che potrebbe trovarsi a scegliere tra bottiglie che portano lo stesso nome ma con prezzi fortemente diversificati e una qualità ai limiti dei parametri di legge”.

 

Due anni fa, infatti, il prezzo medio per ogni litro di Amarone venduto all’ingrosso era di 12 euro, mentre l’anno scorso si è fermato ad appena 7,50 euro.

Al Manifesto, le Famiglie dell’Amarone d’Arte - 2000 anni di storia enologica alle spalle - abbinano anche l’ologramma distintivo che caratterizzerà il loro vino, per ribadire la forza della qualità senza compromessi, men che meno sul prezzo.

 

Il Manifesto, redatto in 7 punti e sottoscritto da tutti I produttori, marca le differenze tra la nuova tendenza low cost e il prodotto ‘raro e caro’ che ha fatto la fama e la storia dei vigneti dell’Amarone. “Con queste due azioni, Manifesto e Ologramma, - ha concluso Sandro Boscaini -intendiamo sensibilizzare e nel contempo lanciare un appello a tutti i protagonisti del mondo produttivo dell’Amarone. Insieme possiamo condividere politiche di produzione e prezzo che non sviliscano il prodotto e il suo prestigio”.

(fonte dati: Osservatorio Famiglie Amarone d’Arte).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Amarone: tesoro del Veneto e sicuramente uno dei più straordinari vini del mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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