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Appuntamento clou a San Giovanni D'Asso:
Tartufo bianco e Franciacorta “sposi” nelle Crete
San Giovanni D'Asso, 17/18 Novembre 2007. La storia del tartufo raccontata nel talk show di sabato con Lamberto Sposini e Andy Luotto. E il gemellaggio con il Franciacorta in una “sfida”, la domenica.
Tartufi al prezzo dell'oro. Sono le avvisaglie dell'evento-culmine della ricca manifestazione Crete D'Autunno 2007, giunta alla XXII edizione.
San Giovanni D'Asso, piccola capitale tartufigena delle terre di Siena, è tornata a vestirsi festosamente di artigianato, tipicità gastronomiche, e soprattutto Tuber Magnatum Pico, fungo “ipogeo” perché sviluppa il suo corpo fruttifero sotto il terreno. Un sovrano democratico e lungimirante, che nel tempo ha saputo creare intorno a sé una corte di nobili amici, attorniandoli di profumi, di sapori e di colori eccellenti che sono ormai i protagonisti di un incontro da gourmet che anima le piazze e il castello. Quest'anno, causa il riscaldamento climatico del nostro Paese, il più pregiato dei tartufi si annuncia lento e poco generoso, ma comunque profumato e di ottima qualità.
Grande successo alla più importante delle Mostre Mercato riservate al tartufo bianco, dove il gruppo dei cercatori che fa base nelle Crete ne ha messo in vendita gli esemplari migliori, nelle varie pezzature, durante tutto il wee kend , ad un prezzo attestatosi mediamente sopra i 400 euro all'etto.
All'interno del millenario castello di San Giovanni D'Asso, dove si è alternata la maggior parte delle iniziative in programma che, tra le altre cose, ha visto la consegna del “Tartufo per la Pace” assegnato al Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, che ha ricevuto il più bel tartufo bianco della stagione come premio per il suo instancabile impegno nella lotta alla criminalità organizzata.
Tartufo e Franciacorta, lo sposalizio del gusto
Protagonista, ancora il “diamante bianco”, accompagnato da pregiati vini. Un' inebriante occasione di accoppiamento. La kermesse delle Crete senesi ha vissuto un altro intenso e inedito momento. Un evento di conoscenza e di “sfida”, al tempo stesso, promosso dall'Associazione Italiana Donne del Vino, presieduta dalla presidente nazionale Pia Donata Berlucchi. L'idea era quella di mettere a confronto sei pietanze a base di tartufo bianco, preparate dalle bravissime massaie del paese, con sei diversi vini Franciacorta, per esplorarne le possibilità di abbinamento ed individuare il “matrimonio” migliore.
Personalmente, ho avuto il privilegio di far parte della giuria di nove giornalisti ed esperti di enogastronomia che, presieduta dal noto chef Igles Corelli, maestro della cucina italiana d'autore, ha avuto il non facile compito di decretare i due migliori abbinamenti.
L'accostamento del vino al tartufo non è mai banale. Per apprezzarne al massimo le inconfondibili caratteristiche di sapore e aromaticità, il tartufo bianco deve essere il protagonista principale del piatto, che nella maniera più semplice possibile dovrebbe accompagnarlo e mai sovrastarlo con gli altri alimenti. Anche il vino proposto in abbinamento non deve essere troppo alcolico e strutturato, con un bouquet suadente.
Un matrimonio che esalta le caratteristiche della Franciacorta e dei suoi vini di classe, ricchi di charme, gentili ed esuberanti al tempo stesso: come le Donne del Vino.
Per il tartufo bianco e bollicine in concorso, le Donne del Vino hanno proposto sei cuvée da altrettante produttrici: il Satèn Cesonato di Michela Muratori, il Satèn la Boscaiola di Giuliana Cenci, il Brut Cuvée n.4 di Maddalena Bersi Serlini, il Mosnel Brut di Lucia Barzanò, il Castelveder Brut millesimato 2001 di Camilla Alberti e il Brut Rosée millesimato 2003 di Berlucchi, presentato da da Matilde Rizzo. Un parterre di lusso e variegato, caratterizzato da 3 uvaggi chardonnay al 100 per cento (Cesonato, Bensi Serlini, Castelveder), e da una gradazione variabile tra 11,5 gradi del Castelveder ed i 13 del Cesonato.
A passerella effettuata, i migliori interpreti dell'accostamento tra vini e pietanze al tartufo, a parere della Giuria, sono risultati il Brut millesimato 2001 di Castelveder , accostato ad un'ottima zuppa di fagioli e pepe, con lamelle di tartufo bianco e il Docg Brut millesimato rosée 2003 della Berlucchi, accoppiato ai tagliolini all'uovo e conditi al burro con spolverata di tartufo bianco e pecorino delle Crete. In questo piatto, secondo il mio modesto parere, condiviso anche da alcuni colleghi e dallo stesso Igles Corelli, il sapore del burro era troppo predominante. Anche gli altri vini non hanno sfigurato, ma a nostro avviso sono stati penalizzati da un'acidità più accentuata e da una minor morbidezza, che li rendeva un po' più “duri” e sovrastanti rispetto ai due campioni prescelti.
Un matrimonio ben riuscito: quello tra il tartufo bianco delle Crete senesi e i vini della Franciacorta, e speriamo che duri a lungo...
Tutti i vini in lizza erano stati protagonisti anche la sera precedente, quando nel salone delle degustazioni del Castello di San Giovanni D''Asso si era tenuta una degustazione guidata dal titolo inequivocabile: “Il Diamante delle Crete si sposa con il Franciacorta”, guidata da Piergiorgio Angelini in compagnia di Pia Donata Berlucchi e da Donatella Cinelli Colombini, presidente regionale delle Donne del Vino.
Le foto sono di Giulio Ziletti
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