Non solo moda...  di Mariella Belloni

 

 

Arriva in Italia il “Vino Party”,

l'Aperitivo Doc che spopola nei locali più trendy del mondo

 

Da New York a Milano finisce l'era dell'happy hour industriale. Adesso l'aperitivo sposa la qualità e il bien-vivre eno-gastronomico, e il trend diventa quello del “terroir chic”, con vino e prodotti di alta qualità, soprattutto italiani, e atmosfere glamour.

 

E' “L'Aperitivo Doc” l'ultima tendenza in fatto di bere che arriva, per la prima volta in Italia, a Milano, dove protagonista è il vino italiano. E ad accompagnare quello che è diventato il prodotto più ricercato sulle tavole dei vip d'oltreoceano, la ricercatezza e l'eccellenza culinaria del made in Italy: la qualità dei migliori prodotti eno-gastronomici che meglio esprimono la territorialità del Bel Paese per una nuova frontiera nel mondo dell'aperitivo. Un mix tra glamour e genuinità, simbolo per eccellenza dell'Italia che il Mondo ama. Uno stile di vita che ha già conquistato alcuni tra i locali più esclusivi a livello internazionale, da New York a Mosca, da Shangai a Milano.

 

Finisce un'era dominata da super alcolici, birra e cocktail esotici, accompagnati da tavoli traboccanti di tartine, pizzette e salatini. Nei locali più “in”ed esclusivi il classico e “industrializzato” happy hour è ormai in via di estinzione. E non si tratta di una passione che ha contagiato solo i divi della Mecca del cinema.

 

Da New York a Sidney a Miami, come accade nell'ultra esclusivo Delano, passando per Londra e Tokyo, è questo l'aperitivo più in voga nei locali frequentati dai vip e dalle celebrità.

Gli ingredienti? Sono quelli legati al “territorio”, non a caso si parla proprio dei trend del “terroir chic”, con prodotti come il lardo di Colonnata, il culatelo di Zibello, il formaggio di fossa e il pane d'Altamura, oltre naturalmente ai vini italiani. Il tutto preparato e offerto al momento, per conservare al meglio le qualità e i sapori, tanto che sempre più spesso al fianco del barman i locali più “in” mettono chef di alto livello, in grado di esaltare la qualità dei prodotti che si accompagnano all'aperitivo e di studiare i migliori abbinamenti tra i vini e gli ingredienti del territorio.

 

Soppiantata, infatti, la moda dell'happy hour industriale, artefice di questa nuova avanguardia è Duca di Salaparuta, emblema indiscusso nel mondo dell'enologia italiana, simbolo di eleganza e raffinatezza, che da sempre si fa portavoce della cultura del buon bere.

“Il vino, un tempo legato alla tavola, è ormai entrato di diritto in ambiti da cui, fino a non molto tempo fa, era escluso come ad esempio l'aperitivo - sottolinea Saro Trovato, presidente di Eta Meta Research -. In Usa il vino, soprattutto italiano, è diventato un must negli aperitivi più esclusivi, abbinato sempre più spesso a prodotti legati al territorio. Addirittura è esploso il trend dei wine party, anzi, come ormai viene chiamato sempre più spesso, proprio a denotarne lo stile spiccatamente italiano, il “vino party”. Un fenomeno che ancora non è diffuso in Italia, anche se il classico happy hour, basato più sulla quantità che sulla qualità, sta ormai dando segni di cedimento”.

 

E dopo aver fatto il giro del mondo il trend non poteva che approdare anche a Milano, patria del glamour per eccellenza, in uno dei locali simbolo del capoluogo lombardo, il Volo. Un punto di partenza che ha come obiettivo quello del riconoscimento della grande versatilità del vino, soprattutto di qualità, promuovendo la cultura di questo straordinario prodotto e le sue potenzialità.

Soppiantata, infatti, la moda dell'happy hour industriale, artefice di questa nuova avanguardia è il Duca di Salaparuta, emblema indiscusso nel mondo dell'enologia italiana, simbolo di eleganza e raffinatezza, che da sempre si fa portavoce della cultura del buon bere.

 

Lardo di Colonnata e Formaggio di Fossa. Bottarga di Favignana e Culatello di Zibello. Il tutto accompagnato da tre vini simbolo di eccellenza nel mondo enologico, i “territoriali” Làvico, Passo delle Mule e Kados di Duca di Salaparuta.

 

Làvico: vino rosso la cui zona di produzione è la Sicilia nord-orientale, pendici dell'Etna a destra della valle dell'Alcantara, comune di Castiglione di Sicilia, feudo di Vajasindi. Colore- rosso rubino con riflessi granati. Profumo - fragrante, intenso, speziato e complesso, ricco di sensazioni con tocco fruttato e vanigliato ben fusi nell'insieme. Sapore - di buona struttura, eleganza e personalità, di carattere vivace e dal tannino austero e particolarmente persistente.

 

Passo delle Mule: vino rosso la cui zona di produzione è la Sicilia centro -sud, comune di Butera sull'asse Riesi - Gela Feudo di “SuorMarchesa” . Vigna “Passo delle Mule” di ettari 19,500. Colore - rosso rubino intenso e profondo. Profumo - avvolgente, fruttato di marasca e lampone e complesso di spezie e vaniglia gradevolmente equilibrate. Sapore - ricco, ampio e vellutato, di grande struttura e persistenza aromatica, con tipico tannino austero ma garbato.

 

Kados: vino bianco la cui zona di produzione è la Sicilia occidentale, comune di Salemi. Colore - giallo paglierino con tenui riflessi verdolini. Profumo - floreale, leggermente vanigliato e complesso. Sapore - ampio, vellutato ma vivo, di grande struttura e persistenza.

 

“L'attenzione alla qualità e alla cultura del vino” - sostiene Giuseppe Bianchini, Direttore marketing del gruppo Duca di Salaparuta - “è in costante crescita, come dimostra una recente ricerca promossa dal Vinitaly, da cui emerge la nascita di una vera tribù di circa 2 milioni di appassionati, i cosiddetti Wine Lovers che rappresentano la punta più estrema ed avanzata degli appasionati di vino. Ma la cultura del vino è un fenomeno che sta esplodendo in tutto il mondo e che testimonia la grande versatilità del vino quale prodotto sempre più richiesto e bevuto anche durante l'ora dell'aperitivo. Il concetto alla base, dunque, è la qualità e l'abbinamento con prodotti eccellenti del made in Italy che meglio esprimono la territorialità del nostro Paese e che tutto il mondo ci invidia”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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