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LANGONIA da
“IL DOMENICALE” del 24 maggio 2003
Mortadella
di
Camillo Langone
Igor
Marini, il supertestimone del processo Telekom Serbia, ha riportato
il famoso insaccato bolognese in prima pagina. Nelle telefonate in
codice tra Marini e i suoi sodali Romano Prodi veniva chiamato (che
fantasia) “Mortadella”. In ballo c’è una storia
anni Novanta di presunte tangenti, ma sono secoli che il profumato
salume è legato a episodi poco commendevoli. Aldo Buzzi, ne
L’uovo alla kok (Adelphi, 2002), ci ricorda il sospetto che
circonda all’estero la mortadella di Bologna: “Boloney in inglese
è sinonimo di imbroglione”. Il fatto è che mentre il
peggior prosciutto è comunque una coscia di maiale, la
mortadella nessuno sa bene cosa sia. Le variabili sono infinite:
carne solo suina o anche bovina, equina, ovina? Fresca o congelata?
Budello naturale o sintetico? Per non parlare di nitriti, nitrati,
polifosfati e altri ingredienti che nessuno vorrebbe trovarsi nel
piatto. Conviene quindi affidarsi a nomi sicuri come PASQUINI (ultimo
artigiano bolognese del settore) e Alcisa (grande azienda produttrice
della storica mortadella Due Torri). Oggi che nutrizionistica sembra
impazzita, che si legge di tutto, anche che il cioccolato fa bene ai
denti, che si rivaluta e si ridiscute qualsiasi cibo, la mortadella è
rimasta fuori dal gran circo dietetico-mediatico. Che ci risulti,
nessun esperto ha avuto ancora il coraggio di affermare che la
mortadella (40% di grassi) è consigliata nelle diete
dimagranti. Sembrava pertanto destinata all’archeologia alimentare,
se non fosse arrivato Massimo Bottura della Francescana di
Modena a mandare all’aria i vecchi luoghi comuni. Questo
cuoco-alchimista, alfiere della cucina destrutturata, propone una
spuma di mortadella che ha del miracoloso: ricchissima di profumo e
senza untume. Come fa? “Prendo una mortadella speciale che mi
prepara apposta, solo per me, il salumificio Bidinelli di Correggio,
la frullo, aggiungo del brodo vegetale molto leggero, passo tutto al
setaccio e la crema che ne risulta la monto nel sifone”. Come non
detto, si fa prima a prenotare un tavolo: 059/210118 (in via Stella
22, pieno centro).
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