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IL NEBBIOLO DELLA VALTELLINA

 

Adagiata tra le Alpi Orobie e le Alpi Retiche troviamo la “Valtellina” che insieme alla Valchiavenna rappresenta il territorio della provincia di Sondrio, collocata in posizione considerevolmente settentrionale e apparentemente poco propizia alla coltivazione della vite.

 

Invece è proprio qui che da sempre viene coltivato il vitigno “Nebbiolo” chiamato “Chiavennasca”, in quanto trova in questo particolare microclima e questo terreno prevalentemente sabbioso, limoso e molto permeabile, le condizioni idonee alla sua crescita. E’ un vitigno delicato, sensibile poco produttivo ma estremamente esigente, da evolvere ancora e proteggere. Ancora è caratterizzato da una notevole variabilità fenotipica che si manifesta con caratteristiche qualitative differenti dei mosti ottenuti.

 

La squisitezza dei vini della Valtellina era ben nota agli antichi ( la “retica vite“ è citata persino da Virgilio nelle Georgiche!).

Questo vitigno viene coltivato in sistemazione terrazzata, espressione di un precisa cultura insediativi che si trova in tutte le vallate dell’arco alpino e definita “viticoltura eroica” dal padre dell’enologia italiana Arturo Marescalchi. Questo sistema di terrazze si realizza con la costruzione di una miriade di muri a secco in sasso che sostengono i tronchi vitati.

E’ un’opera avviata alcuni millenni fa e perpetuata nel tempo attraverso il lavoro quotidiano dei viticoltori, autentici manutentori del territorio; la loro lunghezza è stata stimata in oltre 2500 Km. di sviluppo lineare.

 

Il lavorio dei viticoltori è stato onorato a Sondrio nei giorni 23/24/25-01-2004 con l’inaugurazione del convegno internazione “Nebbiolo grapes”. E’ un evento che si può definire storico, di grande portata, in quanto per la prima volta sono state messe a confronto tutte le realtà MONDIALI produttrici di “Nebbiolo”: Messico, Australia, Sud Africa, Svizzera, California, Oregon, Washington e ovviamente la nostra Italia con Valtellina, Sardegna, Valle d’Aosta e Piemonte, tutti presenti con i loro prodotti migliori.

Il grande sforzo concretizzato dal Consorzio di tutela dei vini di Valtellina, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale e il Comune di Sondrio, ha ottenuto un successo senza pari. Sono state centinaia le iscrizioni richieste al convegno finalizzato alla valorizzazione, all’approfondimento della storia, agli aspetti, ai problemi e le prospettive di questo vitigno che matura nella “nebbia”. Erano presenti oltre alle autorità, giornalisti di fama internazionale, operatori del settore, cattedratici, enologi, tutti intervenuti per portare il loro personale contributo a questo magnifico vitigno.

In questa convention inoltre sono stati presentati dall’assessore all’Agricoltura, Caccia, Pesca Ambiente ed Ecologia dell’Amm.ne Prov.le di Sondrio – Antonio Rudini -, con non poco compiacimento, due progetti di altissima rilevanza:

  1.  
  2. progetto “Sforzato” o “Sfursatt” come lo definiscono qui, che ha ottenuto il riconoscimento di migliore vino d’Italia e prodotto soltanto con uve “Nebbiolo” appassite in fruttaio, divenuto ormai il fiore all’occhiello della viticoltura di montagna, insieme ai vini valtellinesi che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti da tutte le principali guide del settore;

  3.  
  4. il Consorzio dei vini si è attivato affinchè il territorio della Valtellina e della Valchiavenna ottenga il riconoscimento da parte dell’Unesco, di Patrimonio naturale vivente, viste le caratteristiche peculiari di questo territorio.


La vera kermesse tanto attesa da tutti, si è aperta nel pomeriggio del 24 Gennaio, nella prestigiosa cornice delle cantine in sasso delle ex enologica valtellinese, dove è stato inaugurato il banco d’assaggio dei vini prodotti con le uve “Nebbiolo”, provenienti da tutto il mondo.

In bella vista, appoggiate su candide tovaglie e accudite da impeccabili sommeliers erano esposte ben 150 etichette di una settantina di produttori provenienti da tutto il mondo, insieme per la prima volta ai viticoltori valtellinesi.

I colori rossi rubini tendenti al granata, i profumi eterei o intensi e persistenti a seconda dell’invecchiamento, i gusti tannici oppure delicati, morbidi e rotondi, i retrogusti sprigionati dalle riserve e dalle prestigiose bottiglie, sono state degustate dai presenti con evidente soddisfazione.

 

I viticoltori del Valtellina Superiore DOCG denominato anche Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno, Valgella insieme allo “Sfursat” DOCG, al Rosso di Valtellina DOC ( a seconda della zona di produzione) insieme ai loro colleghi provenienti dalle più lontane terre, hanno ricevuto il massimo riconoscimento e gratificazione del loro operato, constatando il numeroso pubblico accorso alla kermesse e dall’interesse dimostrato per il prodotto ottenuto.

 

 

 

 

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