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Il fenomeno delle guide enologiche sotto osservazione al Convegno “La misurazione della qualità del vino” promosso dal Centro Studi Assaggiatori e le università di Verona, Udine e Cattolica di Piacenza

 

Guide “poetiche”, ma con parecchia lacune, centinaia di concorsi in tutto il mondo, che non intaccano il primato del Concorso Enologico Internazionale di Veronafiere, e consumatori sempre più curiosi: questi il quadro dipinto dal convegno “La misurazione della qualità del vino”.

 

Luigi OdelloGuide, concorsi enologici e giudizio dei consumatori. Questi alcuni degli strumenti più diffusi per attestare la qualità del vino. E' uno dei temi approfondito al Convegno “La misurazione della qualità del vino” promosso da Veronafiere con il Centro Studi Assaggiatori e le università di Verona, Udine e Cattolica di Piacenza.

 

«Il fenomeno delle guide enologiche ha assunto proporzioni interessanti - spiegano Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori, e Manuela Violoni, del settore Ricerca e Sviluppo dello stesso Centro -. La tiratura solo delle cinque principali supera le 200 mila copie. Tutto questo denota un bisogno estremo di orientarsi in un mercato enologico nazionale vasto ed eterogeneo. Ma le guide sono davvero una mappa completa e orientativa?». In realtà, la ricerca dei due relatori dimostra l'esistenza di diverse lacune e di alcuni dubbi sull'attendibilità di tutti i giudizi. Tanto che la loro risposta è: «Forse le carenze nella scientificità sono sopperite dalla poesia delle descrizioni, in un settore che ha sempre più bisogno di comunicare, di coinvolgere, di affascinare: che più che di giudici ha bisogno di cantori».

 

Dopo le guide, un altro fenomeno in crescita è quello dei concorsi. Nel mondo sono centinaia e vi prendono parte centinaia di migliaia di campioni, ed è solo l'inizio, perché si osserva una forte espansione. Tra tutti, però, il Concorso Enologico Internazionale di Veronafiere - giunto nel 2005 alla 13^ edizione - è il più partecipato e selettivo del mondo. Infatti ha assegnato solo 97 medaglie su 3.433 vini valutati in rappresentanza di 31 Paesi, dall'Argentina all'Australia, dal Canada all'Uruguay.

Resta comunque determinate il gusto dei consumatori.

 

Il futuro dell'enologia di casa nostra - spiega Roberto Zironi, presidente del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia all'Università di Udine - sta nell'intelligenza capace di creare una mappa che dettagli in modo virtuoso tanto il mondo della domanda quanto quello dell'offerta. L'eonologia intelligente è quella scientificamente in grado di individuare e soddisfare un preciso target di consumatori, gestendo al meglio quanto i vitigni e l'ambiente possono dare attraverso la tecnica enologica».

Insomma, ottimizzando le risorse a livello produttivo si potrà trasferire sul consumatore almeno parte di ciò che si è risparmiato, per conquistare un consumatore sempre più curioso, più infedele e pronto a nuovi assaggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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