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OGM: IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA LE NUOVE
REGOLE
Tutti
contenti, dalle organizzazioni agricole alle associazioni
ambientaliste.
Per
INFORMACIBO un compromesso accettabile.
Il
Parlamento europeo di Strasburgo ha approvato le nuove regole per gli
OGM (Organismi Geneticamente Modificati). Hanno espresso
soddisfazione sia le associazioni agricole che quelle ambientaliste.
Soddisfatto anche il ministro delle Politiche Agricole Giovanni
Alemanno. Secondo noi le nuove norme sono positive ma si tratta di un
chiaro compromesso perchè non risolve la contaminazione
accidentale da Ogm e perché, come ha giustamente osservato il
prof. Mario Valpreda dirigente della Sanità pubblica del
Piemonte, “non si conosce ancora chi e come eseguirà gli
indispensabili controlli”. (articolo su LA STAMPA del 6 luglio
2003).
Queste
le nuove regole: le aziende alimentari hanno l’obbligo di indicare
se il tale prodotto contiene una percentuale di Ogm superiore al
nuovo limite, fissato a 0,9%, inferiore a quello attuale; si
stabilisce il principio di rintracciabilità, è
necessaria una documentazione dove sono trascritti l’intera “vita”
dell’alimento, dalla fattoria alla tavola.
Le
nuove regole riguardano anche i mangimi di origine animale, mentre
non interessano i prodotti derivanti da animali nutriti.
Il
provvedimento del Parlamento europeo è positivo ma rimane un
compromesso anche se accettabile perchè, d’ora in poi, si va
verso la piena libertà di scelta e finalmente si è data
una risposta chiara alla pretesa dell’amministrazione Bush di
“imporre” gli Ogm come a tutto il Mondo. Giustamente il ministro
Alemanno ha affermato che con queste nuove regole sull’etichettatura
e la rintracciabilità degli Ogm “viene rispettato il
principio europeo sul diritto di scelta del consumatore”.
d.
CASO
BIOTECH IN PIEMONTE
LE
VITTIME DEI BUCHI NELLA RETE
di
Mario Valpreda (da "La
Stampa" del 6/7/03)
ESPLODE
in Piemonte il caso delle sementi contaminate da Ogm dimostrando
quello che da tempo si temeva: il biotech ha già invaso i
nostri campi. Tutto parte da un’indagine dell’Istituto Centrale
Repressione Frodi che preleva campioni di mais da seme e li invia per
le analisi ad un istituto universitario emiliano. Le risposte
suscitano un autentico terremoto: gli Ogm ci sono, alla faccia della
tolleranza zero. E degli ignari agricoltori che hanno acquistato
sulla fiducia. Adesso ci sono in Piemonte circa quattrocento ettari
sotto sequestro perché mettere in coltura sementi non
autorizzate è reato penale. Dal canto suo la Sanità
pubblica della Regione, su cui è stata scaricata la patata
bollente, ha chiesto alle Asl di individuare e porre sotto vincolo
amministrativo gli appezzamenti incriminati per evitare che i
prodotti Ogm finiscano, com’è vietatissimo,
all’alimentazione umana ed animale. La magistratura, inizialmente,
quando sembrava che le semine di mais fossero limitate a pochi campi,
aveva disposto la neutralizzazione, tramite sovescio, delle
pianticelle già nate. Ora la situazione è più
complessa, perché i risultati delle analisi sono pervenuti
quando il mais incriminato è già prossimo alla
fioritura, con evidenti rischi di contaminazione ambientale. Ora i
dirigenti della Sanità piemontese stanno concertando con i
colleghi dell’Agricoltura una decisione sullo spinoso problema che
si trascina da tempo. Già lo scorso anno, infatti, un’indagine
della veterinaria pubblica piemontese aveva rivelato che nei mangimi
destinati agli animali il tasso di contaminazione da Ogm era elevato.
Adesso la presenza di Ogm nelle sementi, confermata anche da ricerche
eseguite dalle Asl presso l’Istituto Zooprofilattico di Torino, ha
riproposto in modo drammatico la questione. Va ricordato che il
problema Ogm è oggetto di vivaci dibattiti, in cui si
confrontano posizioni opposte a livello ideologico, politico,
legislativo, scientifico e di opportunità economica. Ma,
mentre si discute, le multinazionali agiscono ed i prodotti derivati
da Ogm rischiano di finire nel piatto dei consumatori, da sempre
fermamente ostili al biotech, e nelle mangiatoie degli animali da
reddito. Anzi, secondo i tecnici più pessimisti, ci sono già
da anni. Una situazione aggravata da una legislazione confusa, in
perenne divenire tra gli opposti interesi. Da Bruxelles giungono,
infatti, notizie che la normativa europea verso gli Ogm, oggetto del
duro scontro con gli Usa, sembra avere i giorni contati. Sta per
essere emanato un regolamento su etichettatura e tracciabilità
che fissa soglie di tolleranza (0,5 per le varietà Ogm non
autorizzate e 0,9 per le autorizzate) al di sotto delle quali non
esiste l’obbligo dell’indicazione sull’etichetta. Non si
conosce ancora chi e come eseguirà gli indispensabili
controlli. Nel frattempo gli agricoltori piemontesi che hanno
seminato, senza saperlo, mais contaminato rischiano di veder sfumato
il raccolto. Con risarcimenti difficili da ottenere perché le
ditte che hanno fornito le sementi, annunciano già battaglia
tramite agguerriti studi legali.
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