Rapporto sugli Ogm del Cdg: i media e la politica. La posizione di Romano Prodi. Il Ministro Gianni Alemanno ha rinnovato il suo impegno nella tutela dell'agricoltura italiana e ha ribadito il rifiuto del suo partito rispetto ad una tecnologia rischiosa.

 

Attesa per la Conferenza del 6 aprile organizzata dalla Commissione Europea e dall'Austria “ Coesistenza del transgenico, convenzionale e biologico. Libertà di scelta”

 

E' stato presentato il 28 febbraio 2006 il primo rapporto Mediabiotech “Ogm e stampa italiana” realizzato dal Consiglio dei Diritti Genetici (Cdg) in collaborazione con il Mipaf e la Fondazione Cariplo (www.consigliodirittigenetici.org).

 

La ricerca, condotta dalla prof.ssa Grazia Basile e dal prof. Tommaso Russo, ha monitorato la qualità dell'informazione che i media riservano alle applicazioni biotecnologiche in campo agroalimentare.

L'indagine ha mostrato che nella maggioranza dei casi l'informazione scientifica viene fornita dando per scontato una conoscenza medio-alta del lettore e con una chiave di lettura (positiva e negativa) che rispecchia posizioni e contrapposizioni ideologiche molto marcate.

Il progetto Mediabiotech, proponendosi come osservatorio permanente sulla comunicazione scientifica, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per diventare uno strumento capace di favorire la qualità del dibattito in corso nel nostro Paese.

I commenti del “mondo accademico” (Andrea Cerroni dell'Università degli Studi di Milano Bicocca e Roberto Pujia dell'Università degli Studi Roma Tre), della responsabile della Comunicazione Cdg (Simona Galasso) e del Presidente Cdg (Mario Capanna) hanno contribuito a mantenere un livello molto alto di discussione e hanno fornito ulteriori elementi di riflessione.

 

Romano ProdiIn questa occasione anche la “politica” ha giocato bene le sue carte, alla vigilia delle prossime elezioni, rassicurando i cittadini su una futura gestione responsabile dell'innovazione biotecnologica. Durante il convegno è giunta, infatti, la risposta di Romano Prodi all'appello lanciato dal Cdg lo scorso novembre, con il quale si chiedeva ai leader politici e ai segretari dei partiti di “uscire allo scoperto” esprimendo chiaramente le proprie intenzioni rispetto agli Ogm.

Il leader del centrosinistra, consapevole della mancanza di consenso sociale sull'introduzione degli Ogm nella filiera agricola, si è espresso in favore nella prudenza e del principio di precauzione e ha promesso di sviluppare un dibattito aperto e democratico nel Paese.

 

Il Ministro Gianni AlemannoAnche il Ministro per le Politiche Agricole, Gianni Alemanno, intervenuto al convegno Mediabiotech, ha rinnovato il suo impegno nella tutela dell'agricoltura italiana e ha ribadito il rifiuto del suo partito rispetto ad una tecnologia rischiosa e poco conveniente per il nostro Paese.

L'atteggiamento responsabile sembra essere quindi, in questa fase, trasversale ai due schieramenti, l'augurio è che questo si concretizzi in un'azione concreta e in politiche adeguate.

 

Dopo il referendum che ha bandito gli Ogm nel paese elvetico, i bandi di sementi transgeniche da parte di Grecia, Ungheria e Polonia, l'impegno delle 172 regioni europee “Ogm-free”, di un mais transgenico annunciato dalla Grecia, anche in Europa sembrano aprirsi nuovi spiragli di dialogo.

L'Austria, avendo assunto la presidenza semestrale dell'Unione Europea, ha richiesto esplicitamente una soluzione condivisa rispetto alla responsabilità civile e alla regolamentazione della coesistenza.

 

Un appuntamento cruciale sarà, quindi, la conferenza del 6 aprile organizzata dalla Commissione Europea e dall'Austria “ Coesistenza del transgenico, convenzionale e biologico. Libertà di scelta”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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