OGM: ALEMANNO, RIPROPORRO' DECRETO PER IMPEDIRE SEMINE


Il ministro Gianni AlemannoIl ministro annuncia per subito dopo le elezioni un intervento legislativo per impedire di fatto la semina di prodotti Ogm e consentire soltanto l'attivita' di ricerca e sperimentazione.


(AGI) - L'Aquila, 22 mag. - Il Ministro per le politiche agricole e forestali, Giovanni Alemanno, riproporra' al Consiglio dei Ministri il decreto legge gia' presentato all'inizio dell'anno che di fatto impedisce la semina di prodotti Ogm e consente soltanto l'attivita' di ricerca e sperimentazione.
Lo ha detto oggi all'Aquila lo stesso Ministro Alemanno, secondo il quale, "sul discorso degli organismi geneticamente modificati non bisogna confondere l'aspetto dei prodotti alimentari con quello strettamente agricolo".

"La commissione europea, peraltro - ha proseguito Alemanno - ,dopo una lunghissima pressione operata nei confronti di stati membri ha autorizzato soltanto il consumo alimentare del BT11, non la semina. A tutt'oggi a livello europeo non esistono sementi autorizzate se non in singoli stati, per cui dal punto di vista italiano non rischiamo di avere, per adesso, l'introduzione di sementi Ogm. Siccome questo potrebbe avvenire nei prossimi mesi, perche' la commissione europea e' molto aperta rispetto agli Ogm e molto determinata a seguire questa realta' anche al di la' della resistenza di stati membri, prima fra tutti l'Italia - ha detto ancora Alemanno - e' necessario immediatamente dopo le elezioni fare un decreto legge o comunque un intervento legislativo per stabilire le regole sull'utilizzo di Ogm in agricoltura, in Italia".


Regole, che secondo il Ministro, "devono essere di assoluta chiusura, perche' non ci sono le condizioni per la coesistenza tra filiere Ogm e filiere Ogm Free". "Immettere oggi coltivazioni Ogm in Italia con una proprieta' agricola molto frammentata e con un territorio che non ha grandi spazi a disposizione - ha concluso - significa rischiare una contaminazione diffusa e quindi la scomparsa dell'agricoltura biologica e dell'agricoltura convenzionale".


 


 

VAS: BT11, INUTILE E DANNOSO IL VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE UE

Dichiarazione di Ivan Verga, Vicepresidente Associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

Con l'odierno via libera alla commercializzazione del mais transgenico Bt11, la Commissione UE ha compiuto un atto inutile, sul piano politico, nonché dannoso per la sicurezza alimentare dei cittadini.
Ma davvero la Commissione crede che basti l'autorizzazione a commerciare il mais Bt11, e qualche altro OGM ad uso alimentare,  per indurre gli Stati Uniti a chiudere il contenzioso aperto con l'Europa in sede di WTO?


Penso, al contrario, che i negoziatori statunitensi si sentiranno beffati dalla Commissione UE, poiché notoriamente l?Amministrazione USA pretende la capitolazione dell'intero impianto normativo europeo in materia di OGM.
E visto che per gli USA sono i Regolamenti UE sulla tracciabilità ed etichettatura degli OGM, per non dire delle norme che fissano il principio di precauzione, ad essere considerati l'ossatura del "protezionismo" europeo in materia di OGM, il Bt11 produrrà solo la recrudescenza del conflitto e non la sua soluzione.

Il capolavoro di insipienza della Commissione UE non si limita tuttavia all'innesco di un boomerang politico.
All'inutilità la Commissione ha promosso anche il danno, quello al quale espone l'intera comunità dei cittadini europei.
La Commissione UE ha infatti concesso il via libera al mais transgenico BT11, avvalendosi del giudizio positivo espresso nel 2002 dal Comitato Europeo per l'Alimentazione. Un giudizio scientifico notoriamente definibile, a scelta, superficiale, addomesticato, irresponsabile, visto che nei verbali conclusivi il Comitato ammette che "nonostante i numerosi studi, l'industria Syngenta (titolare del Bt11, ndr) non aveva fornito le informazioni sistematiche sulla composizione delle piante geneticamente modificate".


Ma vi è di più, poiché il Comitato spiega, inoltre, che le informazioni fornite da Syngenta "apportano elementi limitati in materia di sicurezza".
Dal mais Bt11 ci salverà il mercato che non vuole commerciare prodotti transgenici, ma dai Comitati scientifici delle Istituzioni comunitarie ci può salvare solo una norma che li sottoponga a criteri di responsabilità civile e penale.
Rischiamo altrimenti di riprodurre sugli OGM ciò che è accaduto per la BSE: nessuno dei comitati tecnico-scientifici che nascose i pericoli delle farine animali è attualmente in prigione come meriterebbe.

 

 

 

 

 

 

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