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Olio, dal 1 luglio
2009 obbligatoria l'etichettatura
Ad Assisi tutti a
festeggiare l'Olio italiano
Il
ministro Zaia ad Assisi:
oggi una giornata storica per l'agricoltura
italiana
Assisi 1 luglio 2009. Ancora una volta il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,
Luca Zaia, a difesa dei prodotti made
in Italy.
Per festeggiare l'entrata in vigore del regolamento europeo che
obbliga a indicare in etichetta l'origine delle olive per gli oli
extravergini e vergini, approvato il 4 febbraio 2009, il ministro Luca Zaia,
ha partecipato oggi alla celebrazione eucaristica di ringraziamento con
tutti i lavoratori dell'olio, nella Basilica Superiore di Assisi.
Il Regolamento.
Regolamento
(CE) n. 182 della Commissione Ue del 6 marzo 2009 che modifica il
Regolamento (CE) n. 1019/2002, relativo alle norme di
commercializzazione dell’olio d’oliva.
Il
nuovo regolamento comunitario risponde pienamente al principio del
consumo consapevole e della corretta informazione per il consumatore.
Grazie alla trattativa italiana, infatti, d’ora in poi chi comprerà
una bottiglia di olio d’oliva saprà con certezza cosa sta
acquistando, e sarà pienamente informato sulla provenienza del
prodotto.
Con
questo regolamento, la designazione
dell’origine degli oli vergine ed extravergine di oliva (di
cui all’art. 4) è obbligatoria
a partire dal 1° luglio 2009.
Ciò
vuol dire che in etichetta occorrerà indicare obbligatoriamente uno
Stato membro (es.: ITALIA) o un riferimento ad uno Stato membro.
Nel
caso di oli di oliva originari di più di uno Stato membro o di un
Paese terzo, occorrerà indicare in etichetta una delle seguenti
diciture:
- “miscela
di oli di oliva comunitari” oppure un riferimento alla Comunità
- “miscela
di oli di oliva non comunitari” oppure un riferimento all’origine
non comunitaria
- “miscela
di oli di oliva comunitari e non comunitari” oppure un riferimento
all’origine comunitaria e non comunitaria
Con
“riferimento” si intende una informazione analoga, come ad
esempio Unione europea, una lista di Stati membri o Paesi terzi, un
nome di una regione geografica più grande di un Paese.
Oltre
alla obbligatorietà dell’etichettatura, il regolamento europeo
prevede che i singoli Stati membri possono decidere autonomamente in
merito a un eventuale regime di riconoscimento di tutte le imprese
che confezionano sul loro territorio: nel caso italiano, ovviamente,
in Italia. Diversamente dall’attuazione della precedente norma
comunitaria, l’Italia ha deciso di semplificare le procedure,
prevedendo nel decreto di attuazione anziché un regime di
riconoscimento, una registrazione telematica, in un apposito elenco
nell’ambito del SIAN (Sistema informativo agricolo nazionale).
Per
tutelare il rispetto delle norme sull’etichettatura, ai fini dei
controlli, è inoltre prevista la tenuta di un registro sul quale
annotare tutte le produzioni, le lavorazioni e le movimentazioni
degli oli. La rete di controlli sul territorio è demandata al
Mipaaf, tramite la sua struttura dedicata, l’Ispettorato per il
Controllo della Qualità (Icq). Anche questo registro è in via
telematica, attraverso il SIAN.
L’utilizzo
delle strutture informatiche consentirà, tra l’altro, di ridurre i
costi della filiera.
Per
quanto riguarda le sanzioni, in attesa di una norma specifica si
applicano le sanzioni amministrative pecunarie previste dal D.Lgs. 30
settembre 2005 n. 225 e dal D.Lgs. 27 gennaio 1992 n. 109 e
successive modifiche.
Le dichiarazioni
Il
ministro Zaia ad Assisi: oggi una
giornata storica per l'agricoltura
italiana
Assisi 1 luglio
2009. “Oggi celebriamo
una giornata storica per l’agricoltura italiana: finalmente, dopo
una lunga battaglia comunitaria, diventa obbligatoria in tutta Europa
l’etichettatura d’origine per l'olio vergine ed extravergine. E’
un successo per il nostro Paese, per l’agroalimentare made in
Italy, per i consumatori e i produttori e merita di essere ricordato
come una pietra miliare della politica agricola comunitaria”.
Lo ha detto il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali, Luca Zaia, che stamane ha partecipato ad Assisi
alla celebrazione eucaristica di ringraziamento con tutti i
lavoratori dell'olio - svoltasi presso la Basilica Superiore di San
Francesco - per salutare l’entrata in vigore del Regolamento
europeo (N.182 del 6 marzo 2009) che rende obbligatoria l’indicazione
in etichetta dello Stato membro da cui provengono le olive utilizzate
per produrre l’olio vergine ed extravergine. Grazie alla trattativa
italiana, da oggi in poi, chi comprerà una bottiglia di olio d’oliva
saprà con certezza cosa sta acquistando e sarà pienamente informato
sulla provenienza del prodotto.
Alla
manifestazione di Assisi, organizzata dal Mipaaf insieme ai Frati
Francescani della Basilica di S. Francesco, hanno partecipato, fra
gli altri, il vicepresidente della Regione Umbria Carlo Liviantoni,
il Sindaco di Assisi Claudio Ricci, l’assessore all’agricoltura
pugliese Enzo Russo - che ha salutato la platea in rappresentanza di
tutti gli assessori regionali all’agricoltura italiani – alcuni
parlamentari italiani e i rappresentanti del mondo agricolo italiano,
a partire delle confederazioni agricole e dalla filiera dell’olio,
oltre ad alcuni esponenti delle associazioni dei consumatori.
Ricevuto dal custode
del Sacro Convento Giuseppe Piemontese dinanzi alla Basilica
Inferiore, il Ministro Zaia ha spiegato l’importanza della scelta
di Assisi: “Abbiamo scelto questa città e la Basilica di San
Francesco – ha spiegato Zaia - perché questo luogo è la culla
delle nostre radici culturali e religiose. L’Umbria è una delle
più antiche regioni italiane a tradizione olivicola, ma è stata
anche la casa di San Francesco, che nel 1939 è diventato patrono del
Paese”. “Da allora, davanti alla sua tomba – ha ricordato Zaia
- arde la lampada alimentata con l’olio dei nostro contadini. Ogni
anno una Regione italiana ha l’onore di donare il proprio olio per
la lampada votiva, quest’anno l’onore è toccato al mio Veneto”.
Accompagnato
dalla Signora Lina Trabalza, contadina pugliese che ha dedicato 42
anni della sua vita al lavoro nei campi e alla raccolta delle olive,
il Ministro Zaia ha partecipato alla Santa Messa celebrata dal Padre
Custode presso la Basilica Superiore di San Francesco e dedicata alle
vittime della tragedia di Viareggio.
Al
termine della Messa, sul sagrato della Chiesa è stata prodotto
l’olio con le olive donate dai padri francescani, che è quindi
stato raccolto nell’orcio diventato il primo contenitore
etichettato secondo le nuove norme e donato al Padre custode. Infine,
il Ministro Zaia ha rinnovato l’olio della lampada votiva nella
Cripta del Santo.
”Quella odierna –
ha concluso il Ministro - è l’occasione giusta per riunire tutto
il mondo dell’agricoltura intorno a un prodotto che ne è in
qualche modo il simbolo: l’olio è infatti uno dei prodotti più
antichi nel Mediterraneo e in qualche modo uno dei primi prodotti
tipici del nostro Paese”.
“L’Italia – ha
ricordato il Ministro Zaia – è il secondo Paese produttore ed
esportatore di olio d’oliva: abbiamo 1 milione di aziende
agricole, 6300 frantoi e 500 varietà di olive autoctone, con 38 DOP
e 1IGP. Produciamo qualità e vogliamo dare ai consumatori ciò che
ci chiedono: trasparenza nelle informazione e sicurezza”. Una
richiesta – ha concluso Zaia - che giunge con forza anche dal
mondo agricolo, che giudica l'indicazione d'origine
sull'etichettatura come uno strumento fondamentale per tutelare e
valorizzare il 'made in Italy' dalle contraffazioni e dall'assalto
dell'agropirateria".
Bruni (Fedagri): “è
una importamnte conquista”
Assisi, 1 luglio 2009 –
“È una conquista importante, che difendendo ed esaltando la
straordinaria qualità del nostro olio d’oliva, lo renderà ancora
più forte ed apprezzato difendendone la qualità e la trasparenza
verso i consumatori”.
Lo ha detto Paolo Bruni,
presidente di Fedagri-Confcooperative commentando l’entrata in
vigore da oggi del nuovo regolamento comunitario che prevede
l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine della
materia prima dell’olio. Il presidente Bruni ha preso parte ad
Assisi alla celebrazione per l’olio italiano e la legge che lo
tutela, organizzata dal Ministro Luca Zaia presso la Basilica
Superiore di San Francesco.
“Il nuovo regolamento –
prosegue Bruni – offrirà importanti garanzie di qualità e
trasparenza verso i consumatori e consentirà all’ampia ed
eccellente produzione di olio italiano di essere fortemente
valorizzata quale elemento competitivo nei confronti di tutti gli
altri paesi competitor. Basti pensare che il nostro paese, pur con la
metà della produzione, vanta ben 350 varietà di oliveti contro i 16
presenti in Spagna e che abbiamo ben 40 olii italiani Dop e IGP,
contro i 6 spagnoli”.
Fedagri-Confcooperative
associa circa 200 oleifici cooperativi distribuiti sul territorio
nazionale, per una produzione di 50.000 tonnellate olio (pari al 13%
della produzione nazionale), il 50% dei quali è extravergine.
Confagricoltura:
bene l'etichettaura, ora necessario
misure di promozione per
fronteggiare la crisi del settore
Con
l’obbligo dell’indicazione in etichetta dell’origine per gli
oli di oliva vergini ed extravergini, attuata con la modifica del
regolamento 1019/02, si raggiunge un importante obiettivo per la
tutela e la valorizzazione del “made in Italy”.
Secondo Confagricoltura questo
permetterà una maggiore difesa del nostro olio d’oliva dalle
falsificazioni, dall’assalto dell’“agropirateria” e dalle
sofisticazioni, valorizzando il lavoro dei nostri produttori, che da
anni puntano sulla qualità.
La regolamentazione comunitaria che
stabilisce l’obbligo dell’etichettatura era stata più volte
richiesta da Confagricoltura, che aveva sottolineato come una norma
comunitaria non potesse essere superata da un decreto nazionale,
sollecitando in tal senso i ministri che sull’argomento si erano
fortemente impegnati.
Occorre adesso – a parere
dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli - mettere in atto
idonee misure di promozione per l’olio di oliva Dop, Igp, Bio,
Extra vergine italiano, attivando le risorse (2,6 milioni di euro)
previste dalla legge 205/2008 per fronteggiare la grave situazione di
crisi in cui versa il settore.
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