Olio biologico, il XIV Premio Biol al sardo “Becciu”


Secondo posto a un extravergine spagnolo, terzo a un siciliano. Miglior blended in Umbria, miglior packaging a un cileno

 

Premiazioni a giugno, durante il BiolFish di Monopoli

 

Gli Oli vincitoriAndria 24 aprile 2009. L’Italia, ma anche la Spagna, si confermano ai vertici d’eccellenza dell’olivicoltura biologica mondiale. E’ infatti l’extravergine sardo “Becciu” dell’azienda Masoni di Villaciddo (Cagliari) il miglior olio biologico del 2009: lo sancisce il principale verdetto del Premio Biol, la kermesse internazionale riservata ai migliori oli bio, che da quattordici anni in Puglia assegna i più importanti riconoscimenti mondiali del settore.

 

Il “Becciu” è risultato il migliore assoluto tra i circa 370 oli in gara giunti da 18 paesi - record di partecipazioni - per una copertura pressoché completa dell’olivicoltura internazionale.


Secondo posto all’olio spagnolo “Rincón de la Subbética” prodotto a Còrdoba, vincitore l’anno scorso; terzo, il siciliano “Primo” dei Frantoi Cutrera di Chiaramonte, nel ragusano. Tra altri riconoscimenti principali, il premio Biolblended (miglior olio imbottigliato e commercializzato con marchi non del produttore) è andato all’umbro Biosdi Monini (Spoleto), mentre il Biolpack (miglior accoppiata etichetta-packaging assegnato da una specifica giuria di esperti in comunicazione e consumo) all’extravergine cileno ”San Pietro”. Una giuria di bambini ha anche assegnato il BiolKids all’olio portoghese “Risca Grande”; fra i riconoscimenti collaterali, il BiolEthic per il miglior contributo etico va al greco “Bioli” prodotto nell’isola di Creta. Sempre ottima, infine, la qualità degli oli di casa, i pugliesi: quest’anno ad aggiudicarsi il BiolPuglia è stato il Dop “Sio Gargano” di Carpino (elenco completo di tutti gli altri riconoscimenti territoriali e le menzioni presto online su www.premiobiol.it).


La proclamazione dei vincitori è avvenuta stamattina nella sala consiliare del Comune di Andria presenti il sindaco Vincenzo Zaccaro e il coordinatore del Biol Nino Paparella. La consegna dei premi avverrà invece a giugno durante il BiolFish, progetto internazionale sulla pesca e acquacoltura sostenibile, la cui seconda edizione si terrà a Monopoli all’insegna del binomio tra olio e pesce bio. “La giuria internazionale - ha dichiarato Paparella - ha rilevato come la qualità non abbia confini, e la sua ricerca sia comune in tutti i paesi del mondo. Il Biol si pone come testimonianza di una base culturale comune che nasce dalla tradizione gastronomica italiana e del Mediterraneo”. Vincitori e no saranno pubblicati sul tradizionale Catalogo del Biol, poi presentato alle principali Fiere internazionali di settore, dal BioFach di Norimberga al Sana di Bologna.


Si chiude dunque la kermesse che da lunedì ha reso Andria, nel Barese, epicentro internazionale del movimento olivicolo biologico, grazie al susseguirsi di iniziative di vario tipo: il corso internazionale per assaggiatori di extravergine, caratterizzato da uno stage sul Manuale di Gestione della Qualità del prodotto Biologico; il convegno internazionale su competizione e cooperazione tra i produttori del Mediterraneo, con annesso workshop per la nascita del network transnazionale tra i produttori del Mare Nostrum, nell’ambito del progetto comunitario BiolMed. E ancora: la mostra degli oli Biol “Un mondo di olio”, con laboratori di degustazione; la manifestazione BiolKids; il varo del BiolMuseo dell’Olio di Oliva “Terre di Traiano” in Contrada Torre di Bocca, con donazioni di oggetti per il museo consegnati dai produttori del Mediterraneo e cena di Gala.


Il Premio Biol (www.premiobiol.it) è patrocinato da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole, e si svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore tra cui Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, Comune di Monopoli, Aiab Puglia, Icea - Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, Consorzio Puglia Natura.

   

 

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