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Fratelli CARLI
Il Museo dell’Olivo: uno stimolo per l’attività culturale pubblica e
privata
Aperto nel 1992, frutto dell’esperienza, dello studio e delle ricerche
della Fratelli Carli, il Museo dell’Olivo di Imperia è un’idea originale e
innovativa nata dal desiderio di far conoscere gli aspetti più importanti della
coltura dell’olivo e delle civiltà mediterranee sviluppatesi intorno ad essa.
Allestito nella storica palazzina liberty che fu un tempo sede
dell’azienda, progettata negli anni 20 dall’architetto Rodolfo Winter,
il Museo ospita oggetti, utensili, anfore, orci, documentazioni, libri e tutto
quanto ha a che fare con l’olivo, dalla coltivazione alla lavorazione del
frutto, dalle caratteristiche alimentari dell’olio ai principi della dieta
mediterranea, senza dimenticare l’importanza storica della pianta di olivo per
lo sviluppo delle civiltà antiche.
Gli oggetti esposti, che testimoniano lo sviluppo dell’olivo nella storia
dell’uomo, sono frutto della raccolta portata avanti, nel corso degli anni,
dalla famiglia Carli: pezzi di grande rarità, oggetti di antiquariato,
reperti archeologici e curiosità, per un Museo unico al mondo nel suo genere
che può fregiarsi di uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali del
settore.
Nel 1993 infatti una Giuria composta da direttori di Musei, professori
universitari, designer e specialisti di otto paesi europei, ha assegnato al
Museo dell’Olivo di Imperia la Menzione Speciale del Premio Europeo Museo
dell’Anno, con la seguente motivazione: “A Imperia la Fratelli Carli ha creato
un museo ricco di stile e di fascino straordinario, che con eleganza ed
efficacia presenta insieme la storia dell’olivo e dell’olio di oliva. Il Museo
dell’Olivo è frutto di un lavoro immenso. Ciò costituisce uno stimolo per tutta
l’attività culturale italiana pubblica e privata”.
Visitato nell’ultimo anno da più di 30.000 visitatori, il Museo dell’Olivo ha recentemente ospitato il Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e sua moglie Franca, accompagnati
dall’ex Ministro degli Interni Claudio Scajola. Unica tappa, insieme a
Palazzo Ducale a Genova, della due giorni ligure di Ciampi, il Museo dell’Olivo
ha stupito ed entusiasmato il Presidente della Repubblica che ne ha apprezzato
in particolare il fascino e la ricchezza degli oggetti esposti. Tra gli altri
ospiti illustri in visita al Museo nel corso degli anni, anche il Premio Nobel
per la Pace ed ex Presidente russo, Michael Gorbaciov.
A tutt’oggi i visitatori del Museo sono stati oltre 300.000, provenienti da
tutti i continenti. Per sottolinearne il valore culturale e divulgativo
l’ingresso è gratuito ed è meta abituale di comitive di scolaresche provenienti
da ogni parte d’Italia
Il
percorso attraverso la storia dell’olivo e dell’olio, ha inizio nei giardini
della palazzina, dove si respira l’atmosfera delle epoche e delle civiltà
attraverso le quali si è sviluppata la storia dell’olivo con la presenza di
antichi frantoi ricostruiti: uno del 1600 con pressa a leva, uno ligure a
trazione animale e uno spagnolo con macine coniche, oltre ad anfore provenienti
da Turchia, Grecia, Italia, Spagna e Portogallo.
Nell’atrio sono esposti i grandi racconti, i miti e le leggende che parlano
dell’olivo: dal primo seme donato ad Adamo al ramoscello portato in volo dalla
colomba dell’arca di Noè, dal seme portato da Ercole al Santuario di Olimpia
fino al mito più famoso, quello che narra dell’olivo nato da un colpo di lancia
di Atena per sancire davanti agli altri dei il dominio della dea su Atene.
La visita prosegue nelle sale dedicate alla botanica e all’olivicoltura -
che illustrano, attraverso alberi veri, le caratteristiche dell’olivo e le fasi
di impianto e crescita della pianta – e ai doni dell’olivo, dal calore alla
luce, dall’alimento, ai lubrificanti, illustrati attraverso trattati tecnici,
versi di poeti e oggetti di vario tipo.
Dalla sala 4 alla sala 10 l’esposizione racconta l’avvio della coltivazione
dell’olivo e la nascita e lo sviluppo delle civiltà ad esso legate: dal Vicino
Oriente del quarto millennio A.C. all’importanza dell’olivo per la Grecia,
dagli sviluppi nella coltivazione ottenuti con i fenici e gli etruschi, fino al
dominio di Roma e al consolidamento della presenza dell’olivo e dell’olio in
tutte le regioni del Mediterraneo. Una delle ultime sale del Museo ospita anche
lo scafo di una nave romana di piccolo cabotaggio ricostruita sul prototipo
delle imbarcazioni usate nei primi secoli dell’Impero Romano.
In particolare, dalla sala 6 alla sala 10, i pannelli, gli attrezzi esposti
nelle vetrine e le pitture mostrano l’evoluzione della coltivazione dell’olivo
dall’oriente, alla Grecia, all’Italia fino alla Spagna, per poi scendere nel
particolare con le sale dedicate alle Liguria, dove è stato ricostruito un
breve tratto di terrazzamento per mostrare le possibilità di coltivazione a
terrazza.
Le
ultime sale del Museo sono allestite con manichini, attrezzi da lavoro e
ricostruzione di ambienti (compresa la ricostruzione di 2 frantoi
tradizionali), per illustrare le tecniche di coltivazione e i vari sistemi di
raccolta delle olive, dall’antica bacchiatura - la battitura delle fronde con
il bastone - alla brucatura - la raccolta a mano con strumenti a pettine - fino
alla recente scuotitura meccanica. E in più pannelli, anfore e vetrine, ad
illustrare il commercio oleario nel corso dei secoli.
Al fine di favorire una completa conoscenza della storia e del valore
dell’olivo e dell’olio, la Fratelli Carli inoltre ha creato una struttura
itinerante del Museo dell’Olivo, una sintesi delle sale e degli oggetti esposti
studiata appositamente per garantire lo stesso percorso logico ed espositivo
della struttura di Imperia.
Il Museo itinerante, che mostra anche pezzi non visibili in quello
permanente, viene offerto in maniera gratuita ai Comuni, alle Aziende di
Promozione Turistica e alle Province per un periodo di esposizione di circa 15
giorni, privilegiando le località più lontane da Imperia, a dimostrazione della
volontà dell’azienda di sviluppare la cultura dell’olivo in tutta Italia.
E in più, nel 2004, è stata inaugurata una nuova sezione del Museo dedicata
ai non vedenti e agli ipovedenti: “il Museo dell’Olivo da toccare”. Il percorso
che si snoda attraverso le diverse sale, permette ai visitatori di scoprire l’albero e
il legno d’olivo, il paesaggio olivato ligure, gli attrezzi agricoli, gli
impianti per produrre olio d’oliva azionati dagli animali e dalla forza
idraulica, le presse da olio, i sistemi di stivaggio nelle navi romane e ancora
lumi, oliere, oggetti in legno d’olivo e materiali di varie epoche, aiutati da
un’ audioguida e da alcuni modellini
predisposti lungo il percorso.
Una nuova dimostrazione dell’impegno della Fratelli Carli per la promozione
e divulgazione della cultura dell’olio e dei principi di una sana e corretta
alimentazione.
Per
ulteriori informazioni www.museodellolivo.it |