Il Caso-Olio

Il ministro delle Politiche agricole Mario Catania anticipa le priorità della sua azione di governo "Difenderemo i piccoli produttori ma guerra totale ai furbetti del cibo"

L'Inchiesta de

La Repubblica -

Il commento di

Luigi Caricato

  

 

 

 

 Parte dalla Regione Puglia la petizione all'Eu contro

le sofisticazioni di olio di oliva

 

Si chiede la modifica del Regolamento Ue per salvaguardare i produttori di  olio extravergine d’oliva e per contrastare le miscele con olio  lampante e deodorato



La conferenza stampa della CIA a BariBari 9 gennaio 2012. La Cia Puglia chiede che venga ridotto il parametro Ue degli Alchil Esteri nell’olio extravergine di oliva da 75 mg/kg a 30, in modo da non consentire le miscele fraudolente con olio lampante e deodorato.

 

Nei prossimi giorni la Cia sarà presente su tutto il territorio regionale per la raccolta di firme in calce ad una petizione che sarà inviata al Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Durão Barroso, al Commissario all’Agricoltura della Ue Dacian Ciolos, al Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro e al  Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Mario Catania.

Il presidente della Regione Puglia  Nichi Vendola e l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno, sono stati i primi firmatari.


Il commento dell’assessore Dario Stefàno.

Abbiamo aderito – ha detto l’assessore Stefàno  – all’iniziativa della Cia perchè rappresenta bene lo sforzo degli  ultimi anni dell’amministrazione regionale. Lo sforzo verso la  qualità del prodotto, le politiche che intercettano varie esigenze  regionali come il lavoro sulla tutela degli ulivi secolari come tratto identitario e strumenti per il miglioramento della spesa comunitaria  nelle filiere come i Pif sono tutti anelli che spingono a tutelare il  lavoro degli agricoltori pugliesi”.

Nella stagione agraria che si è conclusa – ha proseguito -  sono confermati gli elementi di crescita della qualità: vogliamo  replicare per l’olio la bella esperienza che abbiamo fatto per il vino che nel 2015 dovrebbe raggiungere l’obiettivo del 50% di produzione di qualità. Per l’olio vogliamo arrivare subito ad un alto parametro di  qualità. Per questo l’atteggiamento bipartisan in sede Ue sulla  questione degli alchil esteri ci conforta. E possiamo anche dire che i primi dati dell’annata agraria 2012 ci hanno fatto inquadrare la  bussola da seguire”. 



La petizione è stata presentata dal presidente della Cia  Puglia, Antonio Barile
“Le aziende olivicole pugliesi sono  in profonda crisi. C’è bisogno di tutelare seriamente l’olio  extravergine di oliva”. Lo ha affermato Antonio Barile, presidente  della Cia Puglia. Si chiede la modifica del Regolamento Ue 61/2011. Questa  riduzione è ritenuta fondamentale per salvaguardare i produttori di  olio extravergine d’oliva e per contrastare le miscele con olio  lampante e deodorato. Infatti la soglia attuale degli Alchil Esteri di 75 milligrammi al chilo, che è stata introdotta dall’aprile scorso è troppo alta e consente di mettere in commercio con la dicitura ‘olio  extravergine d’olivà anche oli extravergini ottenuti con miscele che  possono contenere fino al 60% oli lampanti rettificati e deodorati. 

La Cia Puglia dà atto “all’Ue dell’importanza  rappresentata dall’introduzione per la prima volta nella normativa  comunitaria del parametro degli Alchil Esteri”, ma chiede all’Unione  “di modificare il regolamento 61/2011 e ridurre il parametro degli  Alchil Esteri a 30 mg/kg. Tale riduzione – afferma Barile – è la  condizione indispensabile per dare trasparenza al mercato dell’olio  extravergine d’oliva, tutelare i consumatori e il patrimonio  ambientale pugliese costituito da 60 milioni di ulivi, di cui ben 5  milioni secolari e monumentali.     L’extravergine contraffatto con olio deodorato e lampante -  prosegue – è la rovina dell’olivicoltura pugliese che ha visto nelle  settimane scorse crollare i prezzi dell’olio extravergine e delle  olive. A ciò si aggiunge la concentrazione della trasformazione  olearia in poche mani, in grandi frantoi peraltro beneficiari di  importanti finanziamenti regionali con finalità esclusivamente  speculative e senza alcuna attenzione alla filiera”.  L’olivicoltura pugliese con i suoi 1,5 milioni di  quintali di vero olio extravergine d’oliva è la regione che si pone  al primo posto nel mondo tra le regioni che producono olio  extravergine. 

La Puglia supera l’intera Spagna che produce appena  600/700mila quintali di olio extravergine.     “Infatti le stime più attendibili, non addomesticabili, dicono che l’olio extravergine rappresenta solo il 5% della produzione  olivicola spagnola, e che per il restante 95% è costituita da olio  deodorato o lampante”, sottolinea Barile. “Gli olivicoltori pugliesi non temono la concorrenza leale del ‘verò olio extravergine,  qualunque sia la provenienza, perchè la quantità disponibile  effettiva di olio extravergine è enormemente al di sotto della  crescente domanda mondiale, che, purtroppo, per oltre il 50% viene  soddisfatta da olio extravergine mistificato e miscelato con oli  deodorati e lampanti”. 

 

   

 

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