Città dell'Olio

  

 

Marchio di riconoscimento e paesaggio olivicolo mediterraneo,

la rete delle Città dell'Olio si affida all'Unesco

L'intervento dell'esperto della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco pone l'attenzione sul grado di percezione nella popolazione del valore aggiunto che può dare ad un elemento geografico o culturale l'iscrizione tra i Patrimoni dell'Umanità 

 

Imperia 21 novembre 2011. Individuazione e messa a punto di regole di utilizzo comuni per poter mettere a sistema e usare al meglio il marchio Dieta Mediterranea Patrimonio Unesco e richiesta di inserimento tra i siti Patrimonio dell'Umanità del Paesaggio Olivicolo Mediterraeneo: questi gli obiettivi principali raggiunti dal Forum Dieta Mediterranea che si è concluso sabato 19 novembre a Imperia con un tributo alla grande fiducia riposta nell'Unesco e all'alta considerazione per il lavoro che quotidianamente svolge a salvaguardia del paesaggio e delle tradizioni etnografiche di tutto il mondo.


A testimoniarlo sono i dati che l'esperto della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco Pierluigi Petrillo ha presentato sabato scorso a conclusione del simposio - organizzato dalla locale Camera di Commercio, dal Comitato Oleicolo Internazionale e dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio con la collaborazione di Regione Liguria, Unioncamere Liguria, Provincia di Imperia, Comune di Imperia, Unioncamere Italia, le organizzazioni di categoria di riferimento e l'intera filiera produttiva del sistema territoriale, e il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, del MIPAAF (Ministero Italiano delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), del MIUR (Ministero Italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), del MAE (Ministero Italiano degli Affari Esteri e/o ICE, Istituto Commercio Estero) - per celebrare il primo convegno tenutosi proprio a Imperia nel 1983 e il riconoscimento conferito dall'Unesco alla Dieta Mediterranea proprio un anno fa.


Simposio che ha riunito attorno allo stesso tavolo i rappresentanti di 15 paesi affacciati sul Bacino del Mediterraneo per discutere insieme e chiarire il concetto di Dieta Mediterranea oltre che per condividere strategie di promozione e valorizzazione di un "marchio" Unesco capace di identificarne univocamente il valore aggiunto con la sua iscrizione nella lista dei Patrimoni Immateriali dell'Umanità. L'esperto della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO professor Pier Luigi Petrillo, ha dichiarato che: "Per capire il valore del riconoscimento della Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale occorre avere la percezione chiara ed identitaria di cosa rappresenti l'UNESCO. Una ricerca recente commissionata alla IULM su che cos'è l'Unesco su un campione di 500 persone italiane tra i 18 e i 54 anni, ha messo in evidenza che è conosciuto dal 98% degli intervistati, quindi in pratica tutti gli italiani conoscono cos'è l'UNESCO. Tra questi il 77% sa indicare l'attività ed ha reputazione altissima, il 69 % dichiara un alto livello di fiducia, il 75% ha una percezione di efficenza dell'Unesco e il 70% lo considera un centro di eccellenza. La stessa percentuale di intervistati riconosce al Marchio Unesco un'alta rilevanza e importanza nella promozione di iniziative e attività mentre il 60% ritiene il marchio Unesco un valore aggiunto in termini di prestigio e reputazione. Se consideriamo questi dati – ha continuato il professor Petrillo - allora capiamo quanta importanza ha l'atto compiuto dal Forum Dieta Mediterranea di affidare l'incarico al Consorzio CUEIM di vendidue Università facente capo all'Università la Sapienza di Roma con il professor Mattiacci per definire delle regole di utilizzo comuni per potermettere a sistema e usare al meglio il marchio Dieta Mediterranea Patrimonio Unesco. Con il simposio di Imperia, si dà l'avvio ad un percorso importante dal cui sviluppo l'Italia potrà trarne solo benefici in termini economici e di immagine della propria identità culturale: ben vengano proposte anche dal mondo agricolo e agroalimentare"


I dati forniti dal Professor Petrillo sul valore, anche in termine di reputazione, riconosciuto all'Unesco aprono la porta a una importante considerazione, ovvero che mettendo anche all'immagine del Paesaggio Olivicolo Mediterraneo il cappello Unesco si riesca a portare all'attenzione l'importanza del concetto più dell'elemento inteso in senso geografico. "Sostenendo la candidatura del Paesaggio Olivicolo Mediterraneo come sito patrimonio dell'Umanità - ha affermato il Presidente dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio e e neopresidente eletto della Rete delle Città dell'Olio del Mediterraneo Enrico Lupi commentando i dati forniti dall'esperto della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco -  lavoriamo non solo per dare a questo una sua visibilità ma anche per sottolineare che non si tratta semplicemente di un paesaggio inteso in senso geografico, bensì di un repertorio da salvaguardare di cultura, di storia e di tradizione millenaria che accomuna tutto il Mediterraneo. La proposta presentata dalla Rete Mediterranea è finalizzata alla valorizzazione sia del prodotto che sta alla base della Dieta Mediterranea, l'olio extravergine d'oliva, sia del background culturale che gli conferisce quel valore aggiunto che soltanto una attenta gestione del territorio e il lavoro frutto di un importante impegno dei produttori possono dare”.


La strategia emersa dal Forum Dieta Mediterranea di concentrarsi sulla individuazione e condivisione di regole comuni per rendere immediatamente individuabili prodotti e attività legate allo "stile di vita mediterraneo" è ritenuta vincente anche dal Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale dell'Unione Europea Paolo De Castro, che ha voluto con il suo intervento conclusivo in teleconferenza da Bruxelles fornire un ulteriore incentivo a proseguire in questa direzione:  "ringrazio per l'invito il Presidente dell'Associazione nazionale Città dell'Olio e neopresidente eletto della Rete delle Città dell'Olio del Mediterraneo Enrico Lupi, il Presidente della Camera di Commercio di Imperia Franco Amadeo e i rappresentanti dei 15 Paesi affacciati sul Mediterraneo intervenuti al simposio e mi complimento per il valore del Forum e l'importanza dell'obiettivo che questo si pone per la promozione della Dieta Mediterranea come strumento di valorizzazione di uno stile di vita. La Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale che presiedo è sensibile a questi temi per cui non mancherò di contribuire allo sviluppo di questa tematica – ha sottolineato De Castro – anche perchè qui a Bruxelles proprio in questi giorni c'è una grande attenzione al sostegno che la Politica Comunitaria può dare ai prodotti mediterranei. L'olio è il prodotto principe del “Mediterranean Lifestyle” oltre che elemento comune di tutte le produzioni agricole mediterranee e sono contento di essere stato coinvolto dal Forum e dalla nuova Rete delle Città dell'Olio appena costituita per intraprendere insieme una nuova avventura come quella della richiesta di inserimento del Paesaggio Olivicolo Mediterraneo tra i Patrimoni Immateriali dell'Umanità Unesco”.



 

La Carta dei Fondamenti delle Città dell’Olio

 

1.  La città dell’olio esprime l’origine dell’olio e come tale la qualità. 

2.  E’ il luogo dell’ospitalità con consolidate tradizioni legate alla memoria storica del proprio territorio. 

3.  Tutela e promuove l’ambiente ed il paesaggio olivicolo. 

4.  Diffonde la storia e la cultura espresse dall’olivo e dall’olio. 

5.  Attiva, con la collaborazione dei produttori locali, il riconoscimento della denominazione d’origine per una valorizzazione dell’immagine e dei caratteri dell’olio doc sui mercati del mondo e per garantire il consumatore. 

6.  Incentiva lo studio, la ricerca e la sperimentazione per una valorizzazione delle varietà locali ed i caratteri degli oli. 

7.   Elabora, insieme con le altre città doc e le istituzioni aderenti, norme capaci di tutelare e valorizzare le aree ad alta vocazione olivicola e gli ambienti storici dell’olio. 

8.   Programma la diffusione dell’olivo e la produzione dell’olio in stretto rapporto alle dinamiche del mercato. 

9.   Promuove seminari, incontri e dibattiti sui risultati relativi alla ricerca ed alla sperimentazione in campo olivicolo, con particolare attenzione alla qualità ed al suo stretto rapporto con la buona salute. 

10.  Partecipa alle iniziative per una informazione ed educazione del consumatore ad una corretta alimentazione.

 

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