Aipo

  

 

 

 

 
    Festeggia i suoi primi otto

anni il Concorso Oleario Aipo

Superata la soglia dei 100 campioni provenienti da Umbria, Sicilia, Toscana, Friuli V.G., Puglia oltre che da Croazia, Sloveni, Spagna, Portogallo. Buona, nonostante il maltempo delle ultime settimane, la situazione vegetativa che prelude ad una fioritura e ad una allegazione regolari

 


img1.gifVerona 13 giugno 2011. E’ alle battute finali la fase organizzativa del Concorso Oleario AIPO.

Due le novità, determinate da valutazioni tecniche e da sollecitazioni pervenute dalle imprese olearie che hanno partecipato alle edizioni passate del concorso.


«In primis – pone l’accento il presidente dell’AIPO, Albino Pezzini – abbia rafforzato la valenza tecnica di quest’iniziativa, nata nel 2004, per offrire alle aziende, associate e non, un’attendibile strumento di valutazione del loro impegno verso la qualità. Ruolo e funzione che si sono rafforzati con l’apertura dell’evento alle partecipazioni di aziende croate e slovene, a quelle dei Paesi del Bacino Mediterraneo e di molte regioni italiane di consolidata tradizione oleicola».


«In particolare - prosegue Pezzini -, unitamente ad un accresciuto impegno organizzativo da parte dell’Associazione, decisioni che hanno contribuito a rafforzare il valore dell’evento come stimolo per le aziende a produrre per il mercato e, soprattutto, oli d’ineccepibile livello qualitativo e nutrizionale. Per rafforzare questo ruolo e per avere opportunità di emergere dal coacervo d’iniziative similari che sono organizzate nel nostro Paese è stato deciso, nella complessa revisione effettuata, di caratterizzare maggiormente l’evento: da qui, la decisione di rafforzare l’iniziativa come “AIPO d’Argento 2011”, simboleggiato da un ramoscello di olivo in bagno d’argento. In sostanza, desideriamo farne non solo uno strumento di selezione qualitativa delle produzioni olearie, quanto un’occasione d’incontri e confronti tra imprenditori».


Un programma di lavoro ambizioso per quest’evento itinerante che, per l’ottava edizione, si concluderà in Friuli e farà, come tradizione, da appendice al dibattito che l’Associazione ha deciso di mettere al centro della discussione la riforma della PAC e, di conseguenza, quella in fieri, dell’OCM dell’olio che, è presumibile, modificherà l’attuale definita nella nostra città nel lontano 2001, nel summit dei ministri agricoli UE dei Paesi produttori di Olio d’oliva di qualità.


Sul fronte dell’attività propedeutica alle produzioni 2011-2012, lo scenario, a meno di eventi climatologici ulteriormente devastanti (come sovente accade all’inizio della stagione estiva), il processo di fioritura e di allegazione dell’olivo è stato regolare, purtroppo gli accresciuti livelli di umidità stanno iniziando a creare problemi all’assalto dei parassiti tradizionali, mosca e tignola. Presupposti, nonostante tutto, di una produzione finale qualitativamente di alto profilo e, se tutto proseguirà regolarmente, quantitativamente interessante.

 

   

 

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