Ecco l'elenco

delle Tre Olive

 

 

Esce la Guida agli Extravergini 2007 di Slow Food Editore

Premiati i migliori oli dell'annata: ecco l'elenco delle Tre Olive

 

La Guida agli Extravergini 2007 di Slow Food Editore è stata pubblicatavarata. La settima edizione del sussidiario alla migliore produzione olearia italiana, curata da Tiziano Gaia e Diego Soracco, sarà presentata in una due-giorni a Brisighella e Faenza il 20 e 21 aprile.
 
Il lancio della pubblicazione è anche un'occasione per fare un punto della situazione sull'extravergine di qualità nel nostro Paese, analizzandone problematiche e prospettive. Il clima che cambia è un problema serio con cui  bisognerà fare i conti. Al momento, secondo uno studio dell'Enea, stanno diventando irrimediabilmente aride porzioni di cinque regioni e di tredici province italiane. Per quanto riguarda l'olivo, le previste variazioni climatiche potrebbero influenzarne la coltura in modo diverso a seconda della latitudine. Si avrà così un ulteriore spostamento del limite massimo di coltivazione a latitudini più elevate verso nord, mentre al sud potrebbero riscontrarsi problemi per mancanza del freddo. E i primi effetti di tutto ciò si possono leggere anche tra le pagine della Guida: la nuova edizione non fa altro che registrare un ulteriore, impetuoso avanzamento non più tanto in termini di quantità bensì, ed è questa la novità, di qualità media. A testimoniare questa tendenza la location individuata per il lancio dell'edizione 2007.

La Romagna (in parte minore l'Emilia, ma segnali buoni cominciano a riscontrarsi anche lì) sta conoscendo una primavera dell'olio extravergine dai sorprendenti riscontri numerici e qualitativi, dove l'areale di Brisighella, rappresenta una sorta di unicum nel panorama produttivo nazionale.

 

Ma vediamoo più nel dettaglio quali sono i numeri della Guida: sono state recensite 654 realtà produttive, circa 2000 oli sono stati assaggiati alla cieca dalle commissioni di Slow Food (una quindicina in tutta Italia), di questi 883 sono stati promossi con valutazioni in “olive” da zero a due, mentre le Tre Olive (quest'anno 40, 6 in più rispetto al 2006) sono state assegnate passando in rassegna gli extravergini dai punteggi più alti (almeno 90/100).

 

A questi vanno aggiunti i premi speciali regionali, che pongono in risalto la migliore produzione biologica, a denominazione di origine protetta, monocultivar e il rapporto tra qualità e prezzo.

 

In questo “passaggio a Nord” della produzione olivicola italiana sono da evidenziare la Lombardia (12 oli segnalati), che strappa il suo primo Tre Olive; l'Emilia Romagna, che non è da meno, aggiunge 3 oli a quelli dell'edizione 2006, raggiungendo quota 9. Il Veneto addirittura raddoppia, portando a casa due Tre Olive (in tutto 44 segnalazioni). Il Friuli avanza di posizioni e “olive” medie sulla Guida, mentre il Trentino ci dà un altro segnale inequivocabile, passando da tre a sei schede inserite. In Liguria l'annata più difficile degli ultimi anni ha lasciato il segno di qualche numero  perso ma di una sostanziale tenuta del comparto, con tanto di due Tre Olive dal sapore quasi eroico.
Il bacino più propriamente mediterraneo risponde con prestazioni quasi ovunque al rialzo sul doppio fronte dei numeri e dell'eccellenza. La
Toscana varca la soglia impensabile imponente delle 150 aziende recensite, anche se l'annata non è stata delle migliori neppure lì. Tengono le altre regioni centrali, attestate su livelli qualitativi oramai riconosciuti: e sono le Marche con 36 schede, e poi l'Umbria con 19, il Lazio a quota 43, Abruzzo e Molise insieme con 31. La Campania compie il miracolo di non disperdere il patrimonio di riconoscimenti mietuti lo scorso anno (6, un record imbattuto a livello nazionale). Basilicata (14) e Calabria (25) sono due realtà solide del bacino meridionale e lontanissime, oggi, dall'immagine negativa di pochi anni fa. La Puglia fa il balzo in avanti che il suo potenziale immenso le consente e le impone, sfiorando quota 50 aziende recensite (+ 11 rispetto al 2006) e premiando tre realtà.

 

Le isole sono una certezza che non viene mai meno: e se la Sardegna (13) fatica un po' a tenere il passo delle grandi regioni per via di condizioni climatiche non favorevoli, la Sicilia (77) è un'altra area che sbanca incrementando nomi, riconoscimenti e convinzioni.

 

La Guida agli Extravergini è in libreria al prezzo, invariato rispetto all'anno scorso, di 14 euro.

 

Il lancio della pubblicazione è anche un'occasione per fare un punto della situazione sull'extravergine di qualità nel nostro Paese, analizzandone problematiche e prospettive. Il clima che cambia è un problema serio con cui  bisognerà fare i conti. Al momento, secondo uno studio dell'Enea, stanno diventando irrimediabilmente aride porzioni di cinque regioni e di tredici province italiane. Per quanto riguarda l'olivo, le previste variazioni climatiche potrebbero influenzarne la coltura in modo diverso a seconda della latitudine. Si avrà così un ulteriore spostamento del limite massimo di coltivazione a latitudini più elevate verso nord, mentre al sud potrebbero riscontrarsi problemi per mancanza del freddo. E i primi effetti di tutto ciò si possono leggere anche tra le pagine della Guida: la nuova edizione non fa altro che registrare un ulteriore, impetuoso avanzamento non più tanto in termini di quantità bensì, ed è questa la novità, di qualità media. A testimoniare questa tendenza la location individuata per il lancio dell'edizione 2007. La Romagna (in parte minore l'Emilia, ma segnali buoni cominciano a riscontrarsi anche lì) sta conoscendo una primavera dell'olio extravergine dai sorprendenti riscontri numerici e qualitativi, dove l'areale di Brisighella, rappresenta una sorta di unicum nel panorama produttivo nazionale.

 

   

 

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