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A
conclusione de “L'Oro in Bocca”
L'Olio Extravergine italiano in crisi
La parola a Silvano Ferri, presidente della Federdop Olio
di
Luciano Scarzello
Lago d'Iseo luglio
2010. Nelle scorse settimane si è svolto “L'Oro in Bocca”,
vetrina di ventitre' oli Dop provenienti da tutta Italia, una
mostra-mercato, organizzata da vari enti tra cui la Provincia, la Camera di
Commercio e Turismo-Bergamo, e che ha visto la partecipazione di 23 Consorzi di
Tutela e di produttori provenienti da Veneto, Friuli Venezia Giulia,
Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo,
Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Il tema dominante delle
discussioni è stata la situazione economica del settore.
Non pochi settori
dell’agricoltura italiana sono in difficoltà e non da ieri. Se si
guarda al Sud è ben noto, ad esempio, come il settore
dell’ortofrutticoltura stenti a sopravvivere. Già chi raccoglie e
vende frutta e verdura ha guadagni minimi ma deve subire anche la
concorrenza dei paesi del bacino del Mediterraneo i cui prodotti
costano ancora di meno. Lo spiegano le cronache dei fatti avvenuti lo
scorso inverno in Calabria e basta parlare con gli agricoltori
siciliani quando sostengono che raccogliere le arance a volte è
tempo perso.
La crisi ha colpito anche
il settore olivicolo. Recentemente in certe zone della Puglia capita
-come hanno raccontato alcuni relatori- che le olive non vengano
neppure raccolte perché il guadagno non compensa i costi. Ma
l’Italia è il primo grande e qualificato produttore di olio
extravergine al mondo ed è il condimento insostituibile per i
piatti della nostra cucina oltreché alimento dietetico come è stato
sottolineato nel corso del convegno tenutosi durante questa prima edizione de
“L’Oro in Bocca” – rassegna degli oli extravergini dop della
penisola.
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In Italia si producono
500-600 mila tonnellate di olio all’anno mentre il fabbisogno
ammonta a 900 mila. Almeno 300 mila tonnellate vengono esportate in
Europa mentre si stanno affacciando mercati nuovi come il Giappone,
Russia, India e Brasile. In Italia i consumo di olio extravergine è
notevole ma è forte la concorrenza degli oli che arrivano da Spagna,
Tunisia e altri paesi dell’area mediterranea. In Italia c’è
spazio per produrre anche maggiori quantita’ di extravergine.
“Ma la qualità del
prodotto estero - sostiene Silvano Ferri, produttore abruzzese
e presidente della Federdop Olio- non è all’altezza di quella
italiana. In epoca di crisi economica la precedenza di molti
consumatori va al prezzo ed è conseguenziale che acquistino più
olio non italiano”.
Ferri e i produttori
italiani sono preoccupati per il fenomeno e proprio a Sarnico hanno
lanciato l’allarme.
Al presidente della
Federdop Olio rivolgiamo questa domanda: da anni associazioni gastronomiche e consorzi puntano l’attenzione, nel momento di fare
pubblicità ai prodotti tipici, sul tema della qualità sostenendo
che è meglio spendere di più nel mangiare che nei telefonini o nei
vestiti..ma, purtroppo, pigiare su questo tasto non ha sempre dato
grossi risultati…
“Effettivamente è vero
– risponde Ferri – convincere il consumatore su questo argomento
non è facile. Inoltre si tenga presente che la Grande distribuzione
effettua campagne pubblicitarie massicce con tonnellate di volantini
recapitati direttamente nelle casette postali a casa degli italiani
dove certi prodotti vengono proposti a prezzi irrisori. Molti
abboccano”.
Allora bisognerebbe
cambiare lo stile della promozione… “Sì- aggiunge il presidente
della Federdop Olio- ma servono anche soldi. I finanziamenti
europei del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 non sono ancora stati
resi utilizzabili ma, ora, di recente è stato approvato il piano
olivicolo nazionale che prevede un rilancio del settore. Compresa la
comunicazione che va ristudiata e mirata a far conoscere meglio e in
modo capillare al consumatore le qualità e le proprietà degli oli
extravergini dop. Noi facciamo molto affidamento su questo nuovo
progetto”.
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