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L'olio benedettino della Cooperativa Le Terre delle Grandi Abbazie d'Abruzzo
Una nuova passione gastronomica pervade le famiglie italiane: l'olio extravergine d'oliva Dop. Questo dice il recente Rapporto nazionale sugli oli a denominazione di origine protetta, realizzata da Unaprol, presentato a Verona al salone dell'olio d'oliva extravergine, Sol.
Proprio al Sol è stato possibile incontrare i migliori produttori italiani di olio, dalla Sicilia alla Campania, fino all' Abruzzo.
E in una particolare zona dell'Abruzzo, nel Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, un territorio che si è imposto prepotentemente alla ribalda del turismo, con le località del versante aquilano, di Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castel Del Monte, e quello teramano di Arsita, Castelli ed Isola del Gran Sasso, acconto ai prodotti sublimi della pastorizia, come il pecorino di Farindola, la mortadella di Campotosto, il Canestrato di Castel del Monte, da qualche tempo, per merito della Cooperativa “Le Terre delle Grandi Abbazie”, si produce un olio ottimo dal punto di vista organolettico e con valori bassissimi di acidità.
La cooperativa “Le terre delle grandi abbazie”, il cui nome deriva dalla presenza diffusa nell'area di antiche Abbazie benedettine, è stata costituita nel marzo del 2005 e si prefigge la valorizzazione delle produzioni tipiche della zona e lo sviluppo dell'economia degli otto Comuni di appartenenza, di cui sei Comuni ricadono nel Parco Nazionale del Gran sasso e Monti della Laga. I comuni interessati da “Le terre delle grandi abbazie” sono quelli della fascia pedemontana del versante pescarese del Gran Sasso d'Italia e vanno da Farindola a Civitaquana, con tutti gli altri inseriti nel mezzo.
Valeriano D'Amico è il presidente della cooperativa agricola e ci racconta: “abbiamo 600 piante di oliveto e il nostro olio è garantito da un disciplinare controllato e certificato dall'organismo di controllo “Suolo e Salute” e anche dagli organismi di controllo del Parco. Le terre delle Grandi Abbazie, vogliono presentarsi sul mercato in totale trasparenza, con un solo passaggio di filiera produttiva (coltivazione olivicola, raccolta, trasformazione e distribuzione), certa di poter garantire la rintracciabilità e la genuinità del prodotto in ogni sua fase, come espressione autentica dei valori di un territorio”.
Ci parli del monocultivar Carpinetana:
“Noi abbiamo la fortuna di avere, in alcuni dei nostri comuni, una monocultivar che è la Carpinetana, la quale è stata introdotta, o meglio “formata”, in Abruzzo dai frati benedettini intorno all'ottavo-nono secolo. La caratteristica di questa pianta è che si è totalmente ambientata a condizioni climatiche atipiche per l'olivo. Oggi la Carpinetana cresce e fruttifica fin oltre i 700 metri su un territorio ben esposto al sole, e si trova nel comune di Carpineto Nora. L'abbiamo portata per la prima volta sul mercato in purezza ed è stata una piacevole sorpresa: raccoglie molti consensi, è stata premiata da Slow Food per le sue caratteristiche, e seguendo questa strada siamo a questo salone di Verona”.
Salutiamo Valeriano mentre leggiamo l'opuscolo pubblicitario che ci ha consegnato e che così recita: L'Oro liquido che fa bene alla salute: protegge cuore, pelle e capelli, le mille virtù dell'olio d'oliva.
Forse non sarà così miracolosa ma certamente un l'olio extravergine d'oliva Dop è un prodotto indispensabile per una buona dieta mediterranea.
Società Cooperativa Agricola
“Le Terre delle Grandi Abbazie”
Sede legale: Via Severino galante, 4 Civitella casanova (PE) telefono 085.8490121.
La sede produttiva è a Carpineto della Nova (PE).
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Vinitaly”: tanto e solo vino. E il contemporaneo Salone dell'olio di oliva finisce per scomparire totalmente. Un'organizzazione tutta da rivedere
Il successo ottenuto dal Salone vitivinicolo -rileva la Cia- provoca scarso interesse per l'evento dedicato all'olivicoltura. La concomitanza dei due appuntamenti è diventata fortemente dannosa per l'immagine del settore dell'olio. E' necessario rivedere la programmazione delle manifestazioni, se non addirittura lo spostamento del “Sol” in un'altra sede. Anche quest'anno alla Fiera di Verona si continua a ripetere un problema più volte denunciato: la concomitanza di due rassegne finisce per privilegiare l'una e mettere irrimediabilmente in secondo piano l'altra. Parliamo del “Vinitaly” e del “Sol (Salone internazionale dell'olio d'oliva). Per il primo è un successo annunciato, mentre l'altro, che pur rappresenta un settore di grande rilievo dell'agricoltura italiana, è praticamente ignorato.
A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale è, ormai, quanto mai indispensabile un opportuno e totale ripensamento nell'organizzazione dei due Saloni specializzati, se non addirittura uno spostamento dello stesso “Sol” in un'altra sede.
La diversa attenzione tra i due Saloni -sottolinea la Cia- si riscontra palese all'interno della Fiera di Verona. Il “Vinitaly”, una rassegna ben organizzata con tantissimi visitatori e con iniziative di grande rilievo, fa indubbiamente anche in questa edizione la parte del leone. Il “Sol” sembra, invece, il fratello “povero”, senza nessuna promozione, senza un valido programma, con pochissima visibilità. Il che finisce per non destare alcuna attenzione tra la gente che si reca alla Fiera di Verona. La contemporaneità degli eventi favorisce, quindi, il vino, mentre per l'olio d'oliva, tra i prodotti più significativi della nostra agricoltura, l'interesse è minimo, per non dire scarso. Probabilmente ciò è dovuto anche ad una precisa scelta degli organizzatori della rassegna scaligera. Senza creare polemiche, ma solo per portare il problema all'attenzione, la Cia suggerisce di programmare le due rassegne in periodi differenti. Ma se questo non è proprio possibile, sarebbe allora opportuno portare il “Sol” in un'altra Fiera, come ad esempio quella di Bari, dove le questioni legate al settore olivicolo sono molto sentite. Così il Salone potrebbe divenire un importante punto di incontro mondiale per dare nuovo slancio alla nostra olivicoltura che, nonostante la crescita registrata soprattutto a livello qualitativo, è costretta ancora a superare ostacoli e difficoltà. D'altra parte, non basta più guardare il proprio ombelico credendo che quello è il centro di tutto. In questi stessi giorni -afferma la Cia- si svolgono nel mondo altri cinque eventi fieristici di interesse vinicolo, dal Canada alla Bulgaria, dalla Francia alla Corea del Sud. E l'olio d'oliva meriterebbe senz'altro una esperienza fieristica specifica.
La Cia auspica che le istituzioni, ad iniziare dalle Regioni, prendano atto della situazione per programmare, già dal prossimo anno, una rassegna fieristica specifica dedicata all'olio d'oliva.
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