Da Oriente a Occidente una rete di Parchi europei

della Vite e del Vino

 

Il progetto è stato presentato in sede comunitaria e si avvale di una rete di partner internazionali.

 

Il progetto è ambizioso: creare una rete di Parchi europei della Vite e del Vino. E' l'ultima iniziativa dell'Associazione nazionale Città del Vino (540 Comuni associati) nel quadro dell'iniziativa comunitaria “Interreg III B Cadses”. Il progetto, presentato di recente, conta su una rete di partner internazionali. Per l'Italia, oltre alle Città del Vino che fanno da capofila:

 

  • l'Ersa, il Comitato Vinum Loci e Gorizia Fiere, in Friuli Venezia Giulia;
  • la regione Emilia Romagna, la provincia di Forlì Cesena, il Crpv di Faenza e il consorzio Altra Romagna;
  • per la Grecia l'Aristotele University of Thessaloniki;
  • per l'Albania l'Accademia della Vite e del Vino di Tirana;
  • per la Croazia l'Istituto per il turismo e l'agricoltura di Parenzo;
  • per la Romania l'Università di Bucarest;
  • per l'Austria il Federal College for Wine e Fruit Culture di Klosterneuburg
  • per l'Ungheria l'Istituto di Ricerca in Viticoltura ed Enologia (Pecs) e il Ministero dell'Agricoltura.

 

Nelle intenzioni dei promotori i Parchi europei della Vite e del Vino si qualificheranno come siti di particolare valore naturale per la presenza di viti autoctone e come luoghi di testimonianza della millenaria attività vitivinicola dell'uomo. I Parchi abbracceranno l'Europa da oriente a occidente, dal Danubio alle strade antiche (la via Egnazia in Dalmazia) al mar Adriatico e alle regioni italiani che vi si affacciano. I territori coinvolti sono:

 

  • lungo la direttrice del Danubio la Germania, l'Austria, l'Ungheria e la Romania;
  • lungo la direttrice della via Egnazia (costa Dalmata) l'isola di Santorini in Grecia, l'Albania e l'isola di Vis in Croazia;
  • lungo la costa Adriatica italiana il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna e la Puglia.

 

Il progetto, che prevede approfondite analisi scientifiche sulla vite, sul paesaggio, sui beni storico-archeologici e culturali, nonché la creazione di collezioni eurasiatiche di vitigni autoctoni, è stato presentato a Buttrio, presso Villa Florio, sabato 29 gennaio alle ore 12,00.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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