Il Governo annuncia un “Osservatorio Prezzi” contro l’incontrollata escalation dei prezzi dei vini di qualità.

INformaCIBO disponibile a veicolare i dati di questo “Osservatorio”.

 


Non è il prezzo che fa necessariamente la qualità –ha affermato, tra l’altro, il ministro alle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno inaugurando il Vinitaly 2004- e in ogni caso è indispensabile ricercare un giusto rapporto tra qualità e prezzo, evitando rincari ingiustificati”

Proprio gli alti prezzi delle bottiglie nei ristoranti e nelle enoteche sono stati al centro del dibattito nelle giornate veronesi. Sono intervenuti direttamente a dire la loro anche i produttori.


In particolare Gianni Zonin, il più grande imprenditore vitivinicolo privato, titolare di 11 aziende lungo lo stivale, ha approfittato del Vinitaly per lanciare la sua sfida e la sua nuova proposta commerciale. Bloccare il listino per due anni per tagliare le unghie alla speculazione che moltiplica il costo delle bottiglie lungo tutto la filiera del settore vitivinicolo, dalla cantina al commercio, alla ristorazione.


Ma è stato Teresio Delfino, sottosegretario all’agricoltura a puntare maggiormente il dito sul fenomeno con una proposta precisa per riguadagnare la fiducia dei consumatori: “bisogna avere una strategia sulla formazione dei prezzi nei vini di qualità –ha detto Delfino. Credo che far conoscere il prezzo reale dei prodotti vitivinicoli, seguendoli nel percorso dalla vigna alla tavola, possa dare le risposte che cercano quanti sono pronti a pagare qualcosa in più in cambio di certezze sulla qualità e sulla peculiarità dei prodotti italiani. Enoteca d’Italia e Buonitalia –ha concluso il rappresentante del governo- stanno costruendo un “Osservatorio dei prezzi” che sarà messo a disposizione dei media e dei consumatori”.


INformaCIBO ritiene saggia una politica di contenimento reale dei prezzi perché in questi ultimi anni essi hanno raggiunto vette speculative palesi. A chi teme che una rincorsa verso il basso dei prezzi possa far tornare indietro la qualità dei vini italiani rispondiamo che in questi ultimi dieci anni tutti hanno guadagnato molto e quindi vi sono margini per fare dei passi indietro senza arrivare a penalizzare la qualità.


Il comparto enoico italiano deve fare i conti con il problema del caro-prezzi in maniera seria. Carlo Cambi, giornalista del gruppo L’Espresso ed esperto di vino, ha recentemente ben descritto il fenomeno: “dopo l’euforia del quinquennio d’oro (1995 – 2000) molti produttori erano convinti che si potesse vendere qualsiasi cosa a qualsiasi prezzo e che la festa sarebbe continuata all’infinito. C’è stata la stessa euforia del fashion, ma come ha autorevolmente spiegato Martino Marzotto a Cortina qualche mese fa, di alta moda non si vive, serve un buon prèt a porter”.


Ecco perché il fattore prezzo è uno degli aspetti che le imprese vitivinicole e i ristoratori devono tenere in considerazione. Occorrerà dunque avviare una riflessione seria e l’Osservatorio dei prezzi proposto dal governo può essere considerato una proposta sul quale puntare per riaccendere i motori del vino in difficoltà.


             dt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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