IL RE DEI FORMAGGI SI MACCHIA DI OGM?

 

Numerosi giornali (Resto del Carlino, le “Gazzette” dell’Emilia Romagna, Il Manifesto) hanno ripreso il comunicato delle associazioni VAS e FEDERCONSUMATORI che noi pubblichiamo integralmente.

INformaCIBO, da parte sua,   oltre al comunicato di Vas e Federconsumatori   ripubblica alcuni pezzi usciti sul “giornale del biologico” GREENPLANET ( www.greenplanet.net) e la lettera scritta da Mario   Capanna al Presidente della regione Emilia Romagna Vasco Errani e la sua risposta.

 

 

 

IL RE DEI FORMAGGI SI MACCHIA DI OGM?

 

Dichiarazione di Simona Capogna (Verdi Ambiente e Società)

Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

 

Roma, 28 settembre 2005 . Il fiore all’occhiello della produzione tipica italiana, il Parmigiano Reggiano, subisce un duro colpo dalle parole del Presidente del Consorzio, Andrea Bonati: le aziende che forniscono il latte utilizzano come mangime anche soia e mais transgenici.

 

Tale affermazione si legge in un’intervista del Salvagente, in cui si fa riferimento all’esplicita richiesta di Verdi Ambiente e Società e Federconsumatori di inserire nel disciplinare produttivo il divieto di usare mangimi Ogm.

 

Il Parmigiano Reggiano viene descritto dalla pubblicità come un prodotto artigianale, ottenuto con “ingredienti essenziali e genuini, con latte pregiato della zona tipica, con metodi antichi, con una maturazione affidata ai lenti ritmi della natura”. E per tutte queste caratteristiche non solo il consumatore è disposto a pagare prezzi esorbitanti che vanno dalle 13 fino alle 37 euro al chilogrammo, ma tutta la società civile è scesa in piazza in difesa del suo marchio di qualità quando, nel luglio di quest’anno, qualche membro del Codex Alimentarius aveva proposto di liberalizzarne l’uso con il generico “Parmesan”.

 

A quanto sembra, invece, il Parmigiano non si fa, ma si “fabbrica” e il suo marchio di qualità non è più una garanzia. La genuinità, la pregiatezza, la tipicità, l’arte, la sapienza diventano, infatti, solo una questione di marketing o addirittura pubblicità ingannevole se ancora oggi non è stato preso nessun provvedimento che assicuri una produzione Ogm-free.

 

A questo punto perché il consumatore non dovrebbe optare per un prodotto più conveniente economicamente? Se il mais o la soia per gli animali vengono importati dall’Argentina, dal Canada o dagli Usa, perché non acquistare direttamente un formaggio generico Parmesan prodotto in tali Paesi?

 

Ciò che chiediamo è di contribuire a tutelare i produttori e i consumatori e l’agricoltura italiana in maniera coerente, ieri in piazza insieme al Consorzio per difendere il Parmigiano Reggiano come “made in Italy”, oggi per chiedere a gran voce al Consorzio un confronto serio per arrivare a far sì che il suo prodotto sia “libero da Ogm” e quindi effettivamente “genuino, tipico e pregiato”.

 

 

Da GREENPLANET:

VAS E FEDERCONSUMATORI: OGM, IL PARMIGIANO "CI" FA

OGM a tutt'alè nei mangimi per il Parmigiano e ancora nessun provvedimento per un marchio che assicuri la “libertà dal biotech”. Tanto vale comprare il "Regianito" dell'Argentina: è OGM anche lui, ma almeno è più economico...

 

Il fiore all’occhiello della produzione tipica italiana, il Parmigiano Reggiano, associato agli Ogm?
La notizia è da far saltare sulla sedia, perché l'integrità del formaggio italiano più noto al mondo potrebbe subire «un duro colpo».
Lo segnalano
Simona Capogna di Vas - Verdi ambiente e società e Rosario Trefiletti, di Federconsumatori, riferendo le parole del presidente del consorzio Parmigiano Reggiano, Andrea Bonati.


Secondo quanto spiegano Vas e Federconsumatori, Bonati avrebbe detto che «le aziende che forniscono il latte utilizzano come mangime anche soia e mais transgenici».
Tale affermazione, spiegano in un comunicato, «si legge in un'intervista del Salvagente, in cui si fa riferimento all'esplicita richiesta di Verdi ambiente e società e Federconsumatori di inserire nel disciplinare produttivo il divieto di usare mangimi ogm».

Il Parmigiano Reggiano viene descritto dalla pubblicità come un prodotto artigianale, ottenuto con «ingredienti essenziali e genuini, con latte pregiato della zona tipica, con metodi antichi, con una maturazione affidata ai lenti ritmi della natura».
E per tutte queste caratteristiche non solo «il consumatore è disposto a pagare prezzi esorbitanti che vanno dai 13 fino ai 37 euro al chilogrammo - sottolineano Vas e Federconsumatori - ma tutta la società civile è scesa in piazza in difesa del suo marchio di qualità quando, nel luglio di quest'anno, qualche membro del Codex alimentarius aveva proposto di liberalizzarne l'uso con il generico “Parmesan”».

A quanto sembra, invece, il Parmigiano «non si fa, ma si “fabbrica” - affermano Capogna e Trafiletti - e il suo marchio di qualità non è più una garanzia».
La genuinità, la pregiatezza, la tipicità, l'arte, la sapienza «diventano, infatti, solo una questione di marketing o addirittura pubblicità ingannevole se ancora oggi non è stato preso nessun provvedimento che assicuri una produzione ogm-free».

A questo punto «perché il consumatore non dovrebbe optare per un prodotto più conveniente economicamente? - si chiedono - se il mais o la soia per gli animali vengono importati dall'Argentina, dal Canada o dagli Usa, perché non acquistare direttamente un formaggio generico Parmesan prodotto in tali Paesi?».

Vas e Federconsumatori, chiedono di «contribuire a tutelare i produttori e i consumatori e l'agricoltura italiana in maniera coerente, ieri in piazza insieme al Consorzio per difendere il Parmigiano Reggiano come “made in Italy”, oggi per chiedere a gran voce al Consorzio un confronto serio per arrivare a far sì che il suo prodotto sia “libero da ogm” e quindi effettivamente “genuino, tipico e pregiato”».


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All'argomento dedicammo l'editoriale di Bollettino bio n.166 (anno IV, ottobre 2004), che viene ancora buono:

LE SOLITE CATTIVERIE DI GREENPLANET (CON CITAZIONI)


Asiago, Bitto , Bra, Caciocavallo Silano, Canestrato Pugliese, Casciotta d'Urbino, Castelmagno, Fontina, Formai de Mut dell'Alta Val Brembana, Gorgonzola, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Mozzarella di Bufala Campana, Murazzano, Parmigiano Reggiano, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Ragusano, Maschera, Robiola di Roccaverano, Spressa delle Giudicarie, Taleggio, Toma Piemontese, Valle d'Aosta Fromadzo, Valtellina Casera.

Capocollo di Calabria, Coppa Piacentina, Culatello di Zibello, Pancetta di Calabria, Pancetta Piacentina, Prosciutto di Carpegna, Prosciutto di Modena, Prosciutto di Parma, Prosciutto San Daniele, Prosciutto Toscano, Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, Salame Brianza, Salame di Varzi, Salame Piacentino, Salamini italiani alla cacciatora, Salsiccia di Calabria, Soppressata di Calabria, Sopressa Vicentina, Valle d'Aosta Jambon de Bosses, Valle d'Aosta Lard d'Arnad.
Bresaola della Valtellina, Cotechino Modena, Mortadella Bologna, Prosciutto di Norcia, Salame d'oca di Mortara, Speck dell'Alto Adige, Vitellone bianco dell'Appennino centrale, Zampone Modena.

Cos’ha in comune tutto questo ben di Dio?

Almeno tre cose:

  • i primi e i secondi sono prodotti a denominazione di origine protetta, i terzi sono prodotti a Indicazione geografica protetta, prodotti made in Italy, sinonimo di qualità in tutto il mondo;
  • la latte o la carne utilizzati come ingredienti provengono in assoluta tranquillità da animali alimentati con soia e mais OGM;
  • produttori, consorzi di tutela e organismi di promozione scordano di informare i consumatori che i disciplinari di produzione si guardano bene dall’escludere dai mangimi ingredienti OGM (anzi, li pigliano per i fondelli: «eh no, non so cosa mangi») e decantano i loro prodotti come lavorazioni della migliore tradizione contadina e della più profonda e genuina conoscenza colturale, campioni di purezza, qualità, genuinità e sicurezza.

Coldiretti e Cia (messi assieme, dichiarano quasi 1.500.000 imprese agricole associate) e sono seriamente impegnate nella coalizione “Liberi da OGM”.
È un’ottima cosa stimolare Regioni e Comuni a diventare OGM Free, suggerendo delibere in cui i sindaci si impegnino a mettere a conoscenza i cittadini “
dei rischi legati al consumo di alimenti contaminati con particolare riguardo agli OGM e alla loro diffusione nell'ambiente”.

Sarebbe una cosa ancora migliore attivare le aziende agricole associate che siedono nei
consigli d’amministrazione dei Consorzi di tutela dei prodotti DOP e IGP e far loro pretendere che i disciplinari di produzione vietino gli OGM.

Così, per via della
migliore tradizione contadina, della genuinità e della sicurezza che si chiede ai sindaci di promuovere tra i cittadini.

Se in tempi non sospetti i produttori di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele & co. avessero deciso di rifiutare gli OGM, il nostro sistema agroalimentare avrebbe azzerato il commercial potential degli OGM in Italia e non ci troveremmo in questa situazione da brividi.

Ora vengono le citazioni.

Il compianto maestro
Manzi rassicurava che “Non è mai troppo tardi”.

Ugualmente positiva, la pubblicità di
Scuola Radio Elettra (sulle cui dispense ha studiato anche l’eurodeputato Bossi) sottolineava che “Volere è potere”.

Se non ci si decidesse a
volere, torna buona un’altra citazione.

È dal film
“Gli intoccabili”, di Brian De Palma. Al Capone/Robert De Niro sfidava Eliot Ness/Kevin Costner: “Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo”.

D.L.

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Già che siamo in vena,  dal lontano passato segnaliamo anche:

L'ALLARME DI REPUBBLICA SUGLI OGM
Vino, cibo, turismo di qualità, a rischio il tesoro del made in Italy. Petrini:
"Va protetto il diritto degli agricoltori di fare le colture che vogliono". Il Consorzio biologico: "Parmigiano e prosciutto di Parma sono già OGM"
11/10/2004

PARMIGIANO REGGIANO: NON SI FABBRICA, MA "CI" FA
L'
esperto del Consorzio: "Il parmigiano è completamente naturale, biologico".
Col fischio...
20/09/2004

VAS: NEL PARMIGIANO CI SONO OGM O NO?
Il Consorzio di tutela "ha ora il dovere di chiarire ai consumatori se il latte utilizzato e' prodotto da mucche alimentate con soia naturale o OGM"
14/05/2004

MANGIMI OGM PER IL PARMIGIANO E I SALUMI DOP
Il principe dei formaggi italiani, come del resto la stragrande maggioranza dei prodotti caseari e di salumeria, compresi quelli più pregiati e di origine protetta, è fatto con latte e carni di animali allevati anche con mangimi a base di soia e mais transgenico.
08/04/2004

 

 

 

 

 

 

 

Botta e risposta tra Capanna e Errani

 

 

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