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Sui
pizzoccheri Igp continua lo
scontro Sondrio-Bergamo
Il Pastificio Annoni di Fara Gera
d’Adda (produttore di pizzoccheri sin dagli Anni Sessanta del
secolo scorso) parte all'attacco per smuovere le acque
di Roberto Vitali
Fara Gera
d'Adda (Bergamo) 26 novembre 2010. Torna alla ribalta la polemica
tra Sondrio e Bergamo sul tema della assegnazione della Igp ai
“pizzoccheri di Valtellina”.
L’ascia di
guerra l’ha dissotterrata il Pastificio Annoni di Fara Gera
d’Adda (produttore di pizzoccheri sin dagli Anni Sessanta del
secolo scorso), che, dopo anni di silenzio da parte sia del Ministero
delle Politiche Agricole sia del “Comitato per la valorizzazione
dei pizzoccheri di Valtellina”, ha convocato a Fara d’Adda
giornalisti da mezza Italia per cercare di smuovere le acque.
Il Comitato
di Sondrio, che fa capo a un produttore di pizzoccheri a Chiavenna,
Fabio Moro, ha
avanzato già nel 2003 al Ministero delle Politiche agricole la
richiesta di Igp (Indicazione Geografica Protetta) per i pizzoccheri,
limitandone il territorio di produzione alla provincia di Sondrio.
L’iter è tutt’ora bloccato, perché la documentazione presentata
dal pastificio Annoni “testimonia la produzione storica di
pizzoccheri nei Comuni rivieraschi dell’Adda, lungo il tratto che
attraversa l’alta pianura a valle del lago di Como”.
Di qui la
richiesta di Annoni di allargare la zona di produzione Igp.
«Siamo
ancora fermi a quel punto – affermano Alberto
e Antonio Annoni –
perché il Comitato non ha presentato altre documentazioni. La nostra
è una richiesta legittima. Ci sono documenti storici che dicono come
una pasta “rostida” a base di grano saraceno, che gli studiosi
considerano progenitrice dei pizzoccheri, venisse confezionata già
nel 1560 lungo la Martesana, in Comune di Cernusco sul Naviglio.
Nostro padre cominciò a produrre pizzoccheri nel 1965 con la formula
innovativa del pizzocchero secco a lunga conservazione, tirato a
barrette e non più nella tradizionale matassa. Da allora siamo i
primi produttori di pizzoccheri in Italia e quindi nel mondo. Ci sono
tutte le condizioni per cui l’area di produzione Igp possa venire
allargata al corso dell’Adda».
«Stiamo
parlando – aggiunge il direttore commerciale Giancarlo Fermo – di
un prodotto tipico che va difeso al più presto da possibili
imitazioni. Non vorremo che altri approfittino della nostra
inattività per rubarci un prodotto così tipico della Lombardia».
Un asso
dalla manica il Pastificio Annoni l’ha tirato fuori: una lettera
del Ministero datata aprile 2005, in cui si legge testualmente:
«Qualora codesto Comitato non sia in grado di produrre altra
documentazione storica idonea a provare che la documentazione
presentata dal Pastificio Annoni non rifletta la realtà, questa
amministrazione provvederà d’ufficio ad ampliare l’areale di
produzione a parte del territorio della Provincia di Bergamo, in cui
ad oggi risulta provata la produzione storica dei Pizzoccheri della
Valtellina».
Sono passati
cinque anni e nulla si è mosso, ma ora gli Annoni vogliono valersi
di questa presa di posizione del Ministero.
Al convegno
di Fara è intervenuta Emanuela Zecca,
addetta stampa del Comitato presieduto da Fabio Moro, che riferirà
dei propositi bellici dei fratelli Annoni, ma sarà anche
annunciatrice di una nuova mano tesa per cerca di trovare un accordo
nell’interesse generale.
Il convegno
è servito anche per la visita allo stabilimento, ampliato quest’anno
da 5 a 8 mila metri quadri coperti. Il fatturato arriverà a fine
anno a 11 milioni di euro, contro i 7,8 del 2007. Una nuova linea di
produzione affianca quella gemella, portando la capacità giornaliera
a 45 tonnellate di prodotto finito nelle 24 ore.
Basterebbero
queste cifre per dire che il 2010 non è un anno di crisi per il
Pastificio Annoni spa.
«Tutti
questi investimenti produttivi – afferma il presidente Alberto
Annoni – si sono resi necessari grazie
allo sviluppo progressivo dei fatturati, che negli ultimi cinque anni
si sono sostanzialmente raddoppiati. Gli impianti produttivi, di cui
Annoni spa si è dotata, si devono considerare tecnologicamente molto
avanzati, con una elevatissima capacità produttiva oraria, unica
nel suo genere. Tali caratteristiche altamente tecnologiche
consentono all’azienda di produrre con standard quantitativi ma al
tempo stesso qualitativi che sono elevatissimi, lasciando inalterato
il sapore ed i profumi del grano e delle uova, tipico del prodotto
artigianale. Gli standard qualitativi sono attestati anche da
istituti di certificazione importanti come Ifs Higher Level Versione
5 o Gsfs Versione 5 Grado A».
Attivo dal
1891 (oggi al timone dell’azienda è la quarta generazione),
il pastificio è al primo posto in Italia per la produzione di
cannelloni, all’uovo e di semola; al secondo posto, dietro il
leader del mercato Barilla, nel comparto delle lasagne all’uovo e
di semola, nella versione trafilata e laminata. Annoni è anche
produttore di riferimento dei pizzoccheri, cui si aggiungono altri
prodotti come la farina di grano saraceno, la polenta taragna, il
grano saraceno decorticato in chicchi.
Attualmente
la produzione è destinata per il 65% all’estero, distribuita in
circa 25 paesi, tra cui l’Australia, gli Usa, il Sudafrica e
quasi tutti gli stati europei.
Annoni è
sicuramente uno dei maggiori produttori di “private label”. In
Italia l’azienda di Fara Gera d’Adda produce per i più
importanti gruppi della grande distribuzione: Coop Italia, Conad,
Auchan, Sma, Pam, Billa-Standa, Penny Market, Finiper, Unes, Crai,
Bennet, Carrefour, Sun, Eurospin, Esselunga. Anche sul mercato estero
gran parte del lavoro avviene con “private label” per i gruppi
Metro, Aldi, Wall-Mart, Dia, Edeka, Markant, Continente, Modelo,
Milaneza, Panzani, Plus, Mitsides, Carrefour.
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